Introduzione
La seborrea è una condizione che consiste in un’eccessiva secrezione di sebo da parte delle ghiandole sebacee, che sono distribuite su tutta la superficie cutanea ad eccezione delle regioni palmo-plantari che sono prive di follicoli piliferi.
Le ghiandole sebacee possiedono un dotto escretore attraverso cui lasciano fuoriuscire il loro prodotto (il sebo) che si apre nel canale follicolare, l’invaginazione cutanea che contiene il follicolo pilifero. Il sebo è una miscela liquida di grassi (lipidi), in particolare squalene, esteri di cere e trigliceridi, che forma un film fluido sulla superficie cutanea, che svolge principalmente due funzioni:
- insieme al sudore contribuisce ai meccanismi di termoregolazione dell’organismo,
- protegge la pelle da insulti esterni (sostanze aggressive, microrganismi, …).

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La seborrea si manifesta rendendo la cute untuosa e lucida specialmente a livello di naso, fronte e parte superiore del torace ed è la condizione necessaria perché si sviluppino le lesioni elementari dell’acne, ovvero i comedoni e le microcisti.
Seborrea o dermatite seborroica?
La dermatite seborroica si differenzia dalla seborrea per manifestazioni cliniche ed eziologia (causa).
- La seborrea è una semplice iperproduzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee che porta ad avere una cute untuosa e grassa.
- La dermatite seborroica è invece un’infiammazione della cute dovuta alla proliferazione di un lievito, Malassezia furfur, normalmente presente nella flora cutanea, che prolifera laddove è maggiore la produzione di sebo. La maggiore densità di Malassezia furfur nelle zone dove il sebo si accumula determina l’insorgenza di lesioni in chiazze (macchie) arrossate (eritematose) e desquamanti, lievemente pruriginose.
Causa e fattori di rischio
Le ghiandole sebacee sono sotto il controllo degli ormoni androgeni: il testosterone libero di origine testicolare, il deidroepiandrosterone (DHEA) insieme al Δ-4 androstenedione di origine surrenale (il surrene è l’unica fonte produttrice di androgeni nella donna); altri ormoni che agiscono in misura minore sulla secrezione sebacea sono gli estrogeni ed il progesterone di origine ovarica, gli ormoni tiroidei e quelli ipotalamo-ipofisiari.
La sensibilità delle ghiandole sebacee agli androgeni è variabile da individuo a individuo.
Le ghiandole sebacee possiedono un corredo di enzimi in grado di convertire gli ormoni androgeni precursori nella loro forma direttamente attiva nella sintesi del materiale sebaceo (di-idrotestosterone).
La secrezione di sebo è quindi dipendente dal livello di androgeni circolanti, in particolare DHEA, e varia con l’età e con il sesso:
- è elevata alla nascita,
- si riduce nel primo anno di vita
- per aumentare in modo esponenziale alla pubertà
- e poi andare incontro ad una graduale diminuzione a partire dal terzo decennio di vita.
L’ipersecrezione di sebo, quindi, può dipendere da un eccesso degli ormoni che stimolano le ghiandole sebacee dovuto a patologie
- testicolari,
- surrenaliche,
- ovariche,
- tiroidee
- o ipotalamo-ipofisiarie,
oppure ad una ipersensibilità delle ghiandole sebacee all’effetto degli ormoni sopracitati.
Sintomi e manifestazioni cliniche
La seborrea consiste nella presenza di una cute untuosa al tatto, lucida, che appare come cosparsa di grasso, soprattutto a livello del naso, della fronte, delle guance e della parte superiore del torace. Proprio in queste sedi infatti, la seborrea rappresenta la condizione preliminare per lo sviluppo delle lesioni dell’acne.
L’ipersecrezione di sebo può interessare anche il cuoio capelluto e le concavità dei padiglioni auricolari, sedi che però solo raramente presentano lesioni acneiche.
Quando la seborrea è intensa è detta oleosa: in questi casi la secrezione di sebo è così abbondante da emanare uno sgradevole odore aspro.
Diagnosi
L’approccio diagnostico alla seborrea è prevalentemente clinico e si basa sull’osservazione diretta della cute e del cuoio capelluto durante la visita dermatologica. Il medico valuta la distribuzione dell’untuosità, la presenza di pori dilatati e l’eventuale associazione con altre manifestazioni cutanee.
Esame obiettivo e anamnesi
Durante la visita, il dermatologo indaga la familiarità, le abitudini cosmetiche e l’insorgenza dei sintomi. È fondamentale distinguere la semplice seborrea dalla dermatite seborroica (caratterizzata da infiammazione e desquamazione) o dalla rosacea. In alcuni centri specializzati è possibile utilizzare la sebometria, una tecnica strumentale non invasiva che permette di quantificare con precisione i milligrammi di sebo presenti per centimetro quadrato di pelle, utile per monitorare l’efficacia delle terapie nel tempo.
Approfondimenti endocrinologici
Sebbene nella maggior parte dei casi la seborrea sia legata a una sensibilità genetica individuale delle ghiandole sebacee, in presenza di segni clinici specifici è necessario escludere uno squilibrio ormonale sottostante. Questo è particolarmente importante nelle donne, specialmente se la seborrea si associa a:
- Acne persistente o tardiva;
- Irsutismo (eccesso di peli in zone tipicamente maschili);
- Alopecia androgenetica (diradamento dei capelli);
- Irregolarità del ciclo mestruale.
In questi casi, il protocollo diagnostico prevede il dosaggio di ormoni quali il testosterone (totale e libero), il DHEA-S, l’androstenedione e la prolattina. Viene inoltre raccomandata un’ecografia pelvica o transvaginale per la ricerca di segni compatibili con la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).
Prognosi e complicazioni
La seborrea può rappresentare il preludio dell’acne, patologia che quindi si considera una sua complicazione.
La prognosi della seborrea è comunque buona perché tende ad andare incontro ad una spontanea regressione che richiede tempi diversi da persona a persona, non pronosticabili.
Rimedi e cura
L’obiettivo principale della terapia non è “eliminare” completamente il sebo, componente essenziale della barriera cutanea, ma normalizzarne la produzione e migliorarne la composizione per ridurre l’effetto estetico sgradevole e prevenire l’acne. Il trattamento è personalizzato in base alla gravità e alla causa sottostante.
Trattamenti dermocosmetici e topici
La gestione quotidiana rappresenta il primo pilastro della cura. È fondamentale evitare detergenti eccessivamente sgrassanti che possono causare un “effetto rebound” (la pelle, sentendosi aggredita, produce ancora più sebo per autodifesa).
- Detergenti seboregolatori: Si prediligono formulazioni a risciacquo (gel o mousse) contenenti agenti come il pidolato di zinco, lo zolfo o l’estratto di Altea, che purificano senza alterare il pH cutaneo.
- Principi attivi topici: L’applicazione di sieri o creme a base di niacinamide (vitamina B3) aiuta a regolare la secrezione sebacea e a ridurre la dimensione dei pori. L’acido azelaico e i retinoidi (come l’acido retinoico o l’adapalene) sono estremamente efficaci nel normalizzare il turnover cellulare e prevenire la formazione di comedoni.
- Opaco-rivitalizzanti: L’uso di cosmetici contenenti polveri adsorbenti (come la silice) può aiutare a gestire l’effetto lucido durante la giornata.
Terapie farmacologiche sistemiche
Nei casi di seborrea severa e resistente, o quando associata a patologie endocrine, il medico può prescrivere farmaci per via orale:
- Isotretinoina a basso dosaggio: Questo derivato della vitamina A è l’unico farmaco in grado di ridurre drasticamente e a lungo termine le dimensioni e l’attività delle ghiandole sebacee. Viene utilizzato sotto stretto controllo medico.
- Terapie ormonali: Per le donne con squilibri accertati (come la PCOS), la terapia d’elezione può includere l’uso di estro-progestinici (pillola anticoncezionale) con effetto anti-androgenico o, in casi selezionati, farmaci come lo spironolattone.
Stile di vita e alimentazione
Sebbene la seborrea abbia una forte base genetica e ormonale, lo stile di vita può influenzarne l’intensità. È scientificamente dimostrato che una dieta ad alto carico glicemico (ricca di zuccheri raffinati, dolci, bevande zuccherate e farine bianche) può stimolare la produzione di insulina, la quale a sua volta incrementa la sintesi di androgeni e la produzione di sebo.
Si consiglia pertanto una dieta bilanciata, ricca di antiossidanti, fibre e acidi grassi essenziali (Omega-3), che aiutano a mantenere la fluidità del sebo, riducendo il rischio che questo ostruisca i pori portando a complicazioni infiammatorie. Una corretta idratazione e la gestione dello stress sono altrettanto importanti, poiché l’ormone dello stress (cortisolo) può attivare indirettamente le ghiandole sebacee.
Prevenzione
Non è possibile attuare alcuna forma di prevenzione: la maggiore o minore sensibilità delle ghiandole sebacee agli ormoni è strettamente individuale e non modificabile.
Fonti e bibliografia
- Cainelli T., Giannetti A., Rebora A. Manuale di dermatologia medica e chirurgica. McGraw-Hill 4° edizione.
- Wolff K., Johnson R., Saavedra A. Fitzpatrick Manuale ed Atlante di Dermatologia clinica. Edizione italiana sulla settima di lingua inglese a cura di Mauro Alaibac. Piccin 2015.
- Saurat J, Grosshans E., Laugier P, Lachapelle J. Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. Edizione italiana a cura di Girolomoni G. e Giannetti A. Terza edizione 2006. Masson.
Autore
Dr.ssa Giulia Ciccarese
Medico Chirurgo - DermatologaIscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Lecce n. 7520, specialista in Dermatologia e Venereologia