Testosterone basso nell’uomo: sintomi e come aumentarlo

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Introduzione

Il testosterone è un ormone steroideo prodotto

  • dai testicoli e dal surrene nell’uomo,
  • dalle ovaie e dal surrene nella donna.

Si tratta dell’ormone maschile per eccellenza, ma come appena visto in realtà viene prodotto in minima quantità anche nella donna, dove poi viene in gran parte trasformato in estrogeni (estradiolo, grazie all’azione dell’enzima aromatasi).

Le elevate quantità prodotte nell’uomo sono responsabili dello sviluppo dei caratteri sessuali secondari

  • barba,
  • voce profonda,
  • massa muscolare,
  • villosità,

e durante l’intero arco della vita, dalla pubertà in poi, è responsabile della regolazione della quasi totalità degli aspetti che gravitano attorno alla sessualità:

  • sviluppo dei genitali,
  • erezione,
  • produzione dello sperma,
  • desiderio sessuale.

Il suo ruolo non si esaurisce qui, in quanto la sua influenza si estende anche a

  • produzione dei globuli rossi,
  • modulazione del tono dell’umore e dell’aggressività,
  • regolazione dei processi cognitivi (memoria, concentrazione, …),

nonché in termini di prevenzione verso

Anche se la produzione dura per tutta la vita, generalmente superati i 40 anni nell’uomo si registra mediamente una riduzione della produzione stimata attorno all’1% annuo, tanto che nei decenni successivi possono comparire i primi segni e sintomi di un testosterone basso (ipogonadismo, “ipo” per ridotta funzionalità e “gonadismo” per riferirsi ai testicoli, o gonadi), che si può manifestare in forma di:

La concentrazione di ormone nel sangue è costantemente regolata attraverso fini meccanismi di controllo, che determinano variazioni non solo nell’arco della vita e di alcuni periodi (in base a fattori esterni), ma anche a livello giornaliero secondo i ritmi circadiani:

Grafico relativo alle variazioni del testosterone nell'arco della giornata

Variazioni del testosterone nell’arco della giornata (Di Peter Forster MedPop – Opera creata dall’uploader (own work by uploader) * Andropausa, CC BY 3.0, Collegamento)

Sono ormai numerosi gli studi che dimostrano come una supplementazione esterna possa compensare la ridotta produzione dell’organismo e prevenire così questa sintomatologia, tuttavia il dibattito nella comunità scientifica è ancora molto vivo nella ricerca di un’indicazione chiara su quando i benefici superino con assoluta certezza i potenziali rischi.

Livelli di testosterone per età

I livelli dell’ormone raggiungono generalmente il picco durante l’adolescenza e nel giovane adulto. Con l’invecchiamento la quantità circolante diminuisce gradatamente, tipicamente dell’1% circa all’anno a partire dai 30 – 40 anni, per accompagnare nei decenni successivi il soggetto verso l’andropausa (chiamata anche a volte menopausa maschile).

Grafico che mostra la diminuzione del testosterone negli anni

Andamento del testosterone in base all’età (Di Peter Forster MedPop – Opera creata dall’uploader (own work by uploader) * Andropausa, CC BY 3.0, Collegamento)

L’andropausa è una sindrome con un decorso particolarmente lungo in quanto il calo del testosterone, a differenza di quanto succede nella controparte femminile con gli ormoni relativi, risulta molto lento e graduale.

Vengono progressivamente meno i meccanismi di protezione da diabete, osteoporosi e malattie cardiovascolari, inoltre l’uomo è più incline a irritabilità e depressione (anche per una somatizzazione dei cambiamenti in corso).

Questa tabella mostra i valori normali in funzione dell’età secondo la Mayo Clinic:

  • 0-5 mesi: 75 – 400 ng/dL
  • 6 mesi -9 anni: < 7 – 20 ng/dL
  • 10-11 anni: < 7 – 130 ng/dL
  • 12-13 anni: < 7  -800 ng/dL
  • 14 anni: < 7 – 1,200 ng/dL
  • 15-16 anni: 100 – 1,200 ng/dL
  • 17-18 anni: 300 – 1,200 ng/dL
  • 19 anni o più: 240 – 950 ng/dL

ma la valutazione che spetta all’andrologo tiene sempre conto anche di segni e sintomi manifestati dal paziente, non sempre tanto incisivi da richiedere per forza un intervento farmacologico.

Testosterone libero o totale?

Quando si parla di livelli di testosterone si fa in genere riferimento alla quantità totale circolante nel sangue, ma in realtà la situazione è molto più complessa.

Circa il 98% dell’ormone circola legato a proteine e in particolare:

  • 65% saldamente legato alla SHBG (sex hormone-binding globulin),
  • 33% debolmente legato all’albumina.

Il testosterone legato alla SHBG di fatto NON è biologicamente attivo, in altre parole è come se non fosse disponibile perché incapace di esercitare effetti biologici.

La frazione attiva (o biodisponibile) è la somma di quello libero con quello legato all’albumina, perché in questo caso il legame può essere spezzato molto facilmente in caso di bisogno.

È quindi intuitivo comprendere che misurare la frazione biodisponibile (libera di agire, o testosterone libero) permette una miglior valutazione della situazione clinica del paziente, rispetto alla misurazione del totale.

Testosterone basso

Bassi livelli di testosterone possono influire sensibilmente sulla sfera sessuale in quanto causa di:

  • ridotto desiderio sessuale (libido),
  • erezioni spontanee meno frequenti,
  • impotenza (disfunzione erettile) o erezione più debole,
  • infertilità,

ma il paziente può andare incontro anche a numerosi altri problemi:

Mentre i sintomi descritti in precedenza entro certi limiti sono considerati un aspetto normale dell’invecchiamento, in alcuni pazienti potrebbero invece essere segnale della presenza di malattie sottostanti, come ad esempio:

Il modo migliore per diagnosticare un testosterone basso è attraverso un esame del sangue, tenendo però conto che risultati inferiori al minimo possono avere numerose cause:

È normale preoccuparsi in caso di bassi livelli, tuttavia una riduzione graduale è parte del normale invecchiamento, ma ovviamente è responsabilità del medico l’interpretazione corretta del risultato.

Testosterone alto

Rilevare un’aumentata concentrazione circolante di testosterone è una condizione che trova in genere due possibili spiegazioni:

  • patologia,
  • somministrazione di testosterone in forma di farmaco (a scopo di terapia o di doping).

Concentrando l’attenzione sulle possibili cause patologiche di un testosterone alto, è innanzi tutto importante precisare che si tratta di un rilevo raro e tipicamente occasionale, perché non legato a sintomi specifici (come aggressività o cambiamenti del comportamento sessuale, come invece spesso si legge confondendo gli effetti collaterali degli steroidi anabolizzanti usati a scopo dopante, con l’ormone endogeno).

Tra le cause più comuni ritroviamo:

Nel caso di somministrazione di dosi eccessive di testosterone in forma di terapia sostitutiva, possono invece comparire:

Testosterone e donna

I livelli circolanti di questo ormone interessano anche le donne, che tuttavia producono quantità sensibilmente inferiori e sono più sensibili agli androgeni degli uomini. I livelli normali nelle donne sono variabili e, secondo la Mayo Clinic, compresi tra 8-60 ng/dL per le donne in età adulta.

Nella donna i livelli di estrogeni diminuiscono una volta iniziata la menopausa e ciò rende relativamente alti i suoi livelli di androgeni. Anche la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS, dall’inglese PolyCystic Ovary Syndrome) può aumentare i livelli di testosterone.

Nella donna, un eccesso di androgeni nel sangue può determinare effetti fisici evidenti, tra cui:

La carenza di testosterone, d’altra parte, anche nella donna può causare

  • problemi di fertilità,
  • debolezza ossea,
  • riduzione o perdita della libido.

Terapia sostitutiva per aumentare il testosterone

La terapia con testosterone è realmente un modo efficace e sicuro per ringiovanire?

Può sicuramente aiutare a contrastare gli effetti dell’ipogonadismo, ma non è chiaro se tale terapia possa anche essere di aiuto in soggetti più anziani, altrimenti sani, perché in letteratura non esistono prove inconfutabili in tal senso.

Effetti

L’obiettivo della terapia con testosterone è molteplice e può consistere nella volontà da parte del medico di correggere eventuali disturbi, ad esempio per

  • aumentare i livelli di energia,
  • ripristinare il desiderio sessuale,
  • aumentare la massa muscolare,
  • ridurre la massa grassa,
  • migliorare la qualità del sonno,
  • migliorare le erezioni,
  • migliorare il tono dell’umore,
  • prevenire l’osteoporosi.

L’assunzione della terapia sostituiva in soggetti con livelli normali di testosterone non è raccomandata, in quanto non giustificata da alcun beneficio e, al contrario, associata al rischio di effetti collaterali importanti.

Da notare infine che i suddetti sintomi, quando associati a livelli ormonali nella norma, sono sicuramente causati da problemi diversi che vanno quindi trattati per quello che sono.

Indicazioni

Ci sono due modi per determinare l’eventuale necessità di una correzione di valori bassi:

  • esame del sangue,
  • osservazione di sintomi e segni caratteristici.

Si noti tuttavia che la correlazione tra questi due approcci è ben lungi dall’essere perfetta.

In linea di massima più basso è il testosterone, maggiori sono i sintomi e viceversa, ma ci sono alcuni uomini con bassi livelli di testosterone nel sangue che non lamentano alcun disturbo.

La Endocrine Society (Società di Endocrinologia) statunitense considera che un livello basso totale equivalga a valori inferiori a 300 ng/dl, anche se non c’è unanimità in proposito e si registrano diverse posizioni più possibiliste verso un uso meno restrittivo del farmaco come terapia sostitutiva.

La società raccomanda la terapia negli uomini che mostrino

  • sia bassi livelli nel sangue (più bassi di 300 ng/dl)
  • che sintomi specifici,

ossia solo nel caso di accertato ipogonadismo clinico.

Modalità di somministrazione

In passato l’unica opzione disponibile era l’iniezione, ancora oggi in uso perché economica e in grado di garantire in modo affidabile livelli adeguati in quasi tutti i soggetti, ma con la necessità di sottoporsi a un’iniezione ogni poche settimane e la possibilità di andare incontro a livelli di testosterone altalenanti nel sangue.

Le formulazioni ad uso orale hanno diversi vantaggi (flessibilità del dosaggio, possibilità di interrompere in qualsiasi momento la terapia, autosomministrazione del farmaco) ma sono difficili da dosare correttamente a causa dell’influenza di fegato e reni nel metabolismo dell’ormone.

Le terapie topiche aiutano a mantenere un livello uniforme di testosterone nel sangue. Il cerotto è stato la prima formulazione topica disponibile, ma ha un’elevata incidenza di irritazione cutanea.

La formulazione di uso più comune negli USA è un gel topico; va applicato in genere sulle spalle o sulla parte alta delle braccia una volta al giorno e, rispetto al cerotto, non presenta inconvenienti estetici e pratici.

Sono infine di recente introduzione formulazioni transbuccali, ma la diffusione è al momento limitata per qualche difficoltà di applicazione da parte del paziente.

Controindicazioni

La terapia è controindicata negli uomini affetti da

Rischi ed effetti collaterali

Da un punto di vista generale il trattamento è caratterizzato da un profilo rischio beneficio decisamente favorevole, con rischi limitati ed elevata sicurezza.

Tra i possibili rischi/controindicazioni tuttavia troviamo:

  • azione sulla prostata:
    • potrebbe aumentare il volume della prostata (e di conseguenza il PSA),
    • è comunque controindicato in caso di pregresso tumore alla prostata (benché su questo aspetto il dibattito sia ancora in corso),
  • aumento dell’emoglobina e dell’ematocrito, con possibile rischio di formazione di trombi in una vena profonda (trombosi venosa profonda); i trombi si possono staccare e, trasportati dal sangue, raggiungere il polmone, bloccandone la circolazione (embolia polmonare),
  • potrebbe favorire l’insorgenza di apnee notturne ed è quindi controindicato in loro presenza,
  • potrebbe causare ritenzione idrica, che è un fattore di rischio in caso di pregresse patologie cardiovascolari,
  • possibilità di ingrossamento delle mammelle (ginecomastia),
  • limitazione della produzione di sperma (effetto collaterale trascurabile nel paziente anziano).

Ricordiamo infine effetti collaterali meno seri, ma di cui è bene essere consapevoli:

Rimedi naturali per aumentare il testosterone

Oltre a scegliere stili di vita sani e affrontare effetti collaterali di farmaci o condizioni mediche non trattate, si può fare poco per potenziare naturalmente i livelli circolanti.

L’esame del sangue è l’unico modo per diagnosticare un basso livello o una ridotta disponibilità biologica dell’ormone, perché alcuni uomini hanno livelli inferiori alla norma senza segni e sintomi.

In assenza di sintomi in genere non è necessario alcun trattamento.

In caso di testosterone basso e presenza di eclatanti segni e sintomi di ipogonadismo l’urologo valuterà la prescrizione di una terapia sostitutiva, ma vediamo come provare a favorire un aumento in modo naturale.

Sono notoriamente fattori di rischio per l’ipogonadismo le seguenti condizioni:

Anche senza competenze mediche emerge chiaramente che si tratta (anche) dei principali fattori di rischio cardiovascolari, quindi uno stile di vita sano e un’alimentazione attenta sono il modo più semplice per preservare una corretta produzione ormonale.

Di questi aspetti sono tre quelli che hanno dimostrato un effetto tangibile nell’aumentare la produzione di testosterone:

  1. perdere peso se necessario,
  2. praticare regolarmente esercizio fisico,
  3. adottare una dieta sana.

A questi aggiungiamo anche garantire al proprio organismo un adeguato riposo, che è una parte integrante di uno stile di vita sano e attivo.

Onestamente sono invece quantomeno scettico sui numerosi integratori pubblicizzati e proposti a questo scopo, perché in genere a meno di carenze specifiche non esistono in letteratura grandi evidenze di efficacia.

Per approfondire consiglio il seguente video, curato dal Dr. Militello (andrologo e urologo) che ha collaborato spesso con FarmacoeCura.it.

 

Fonti e bibliografia

Traduzioni dall’inglese a cura della Dr.ssa Greppi Barbara, medico chirurgo

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Quali sono le possibili cause di una diminuzione della libido?

La diminuzione della libido può avere cause sia fisiche sia psicologiche. Tra le cause fisiche vi sono squilibri ormonali (ad esempio una riduzione del testosterone negli uomini o alterazioni degli estrogeni nelle donne), patologie croniche come diabete, malattie cardiovascolari, e disfunzioni tiroidee. Alcuni farmaci, come antidepressivi, antipsicotici, e antipertensivi, possono ridurre il desiderio sessuale. Anche l'abuso di alcol o droghe è un fattore comune. Tra le cause psicologiche ci sono stress, ansia, depressione, e problemi di relazione, che possono influire sul desiderio sessuale. La fatica cronica e la mancanza di sonno possono anch’esse giocare un ruolo. Infine, condizioni come la menopausa nelle donne e l'andropausa negli uomini possono comportare cambiamenti naturali nella libido.

Quali sono i sintomi di livelli di testosteroni bassi nell'uomo?

I sintomi di livelli di testosterone bassi possono variare, ma spesso includono una diminuzione della libido, disfunzione erettile, e una riduzione della massa muscolare e della forza. Altri segni comuni sono l'aumento del grasso corporeo, riduzione della densità ossea (che può portare a osteoporosi), stanchezza, difficoltà di concentrazione e sbalzi d'umore, come irritabilità o depressione. Negli uomini, il testosterone basso può anche causare una riduzione della crescita dei peli corporei e, in alcuni casi, infertilità.
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