Cos’è la chirurgia gastroenterologica? Cosa fa il chirurgo gastroenterologo?

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Cos’è la chirurgia gastroenterologica

La chirurgia gastroenterologica è la branca specialistica della chirurgia generale che si occupa del trattamento chirurgico delle patologie dell’apparato digerente, dal tratto gastrointestinale superiore (esofago, stomaco, duodeno) a quello inferiore (intestino tenue, colon, retto e ano), includendo anche gli organi annessi come fegato, vie biliari e pancreas.

Questa disciplina riveste un ruolo fondamentale nella gestione di numerose condizioni, dalle più comuni come l’appendicite e la colecistite, fino a patologie complesse come i tumori gastrointestinali e le malattie infiammatorie croniche intestinali.

In Italia il percorso formativo per diventare chirurgo gastroenterologo prevede innanzitutto la laurea in Medicina e Chirurgia (6 anni), seguita dall’esame di abilitazione alla professione medica.

Successivamente è necessario completare la specializzazione in Chirurgia Generale (5 anni), durante la quale il medico può orientarsi verso l’ambito gastroenterologico. Alcuni centri offrono fellowship o master di secondo livello specifici in chirurgia gastroenterologica, epatobiliare o colorettale per un ulteriore perfezionamento.

La formazione continua attraverso congressi, corsi avanzati e training specifici su tecniche mini-invasive è infine essenziale per mantenersi aggiornati sulle più recenti innovazioni chirurgiche.

Semplificazione dell'anatomia dell'apparato digerente

iStock.com/Pikovit44

Il chirurgo gastroenterologo si occupa della diagnosi e del trattamento chirurgico delle patologie che interessano l’apparato digerente. La sua attività comprende sia interventi d’urgenza, come quelli per perforazioni intestinali o emorragie digestive, sia interventi programmati per patologie benigne o maligne. Negli ultimi decenni, l’evoluzione tecnologica ha permesso lo sviluppo di tecniche mini-invasive come la laparoscopia, la chirurgia robotica e le procedure endoscopiche avanzate, che hanno rivoluzionato l’approccio chirurgico riducendo il trauma operatorio e accelerando i tempi di recupero.

Questo specialista lavora in stretta collaborazione con altre figure sanitarie, in particolare con il gastroenterologo medico, l’oncologo, il radiologo interventista, il nutrizionista e l’anestesista. L’approccio multidisciplinare è fondamentale soprattutto nella gestione dei tumori gastrointestinali, dove le decisioni terapeutiche vengono discusse in team per offrire al paziente il percorso di cura più appropriato.

Quali patologie tratta

Il chirurgo gastroenterologo si occupa di un ampio spettro di patologie, tra cui:

È importante sottolineare che i sintomi descritti di seguito possono essere causati da diverse condizioni, non necessariamente chirurgiche, e che l’elenco non è esaustivo. La valutazione iniziale spetta generalmente al medico di medicina generale, che può indirizzare il paziente allo specialista appropriato.

Dalla medicina generale alla chirurgia specialistica

Il medico di base gestisce solitamente i disturbi gastrointestinali comuni e non complicati, come la sindrome dell’intestino irritabile, la dispepsia funzionale o il reflusso gastroesofageo lieve. Quando questi disturbi non rispondono alla terapia medica, si presentano con caratteristiche atipiche o si associano a segni d’allarme, è opportuno il consulto con il gastroenterologo medico, che potrà poi indirizzare al chirurgo quando necessario.

Sintomi che richiedono valutazione chirurgica

È consigliabile rivolgersi al chirurgo gastroenterologo in presenza di:

  • Dolore addominale acuto, intenso e persistente
  • Ittero (colorazione giallastra della cute e delle sclere)
  • Sanguinamento gastrointestinale (vomito con sangue o feci nere/sanguinolente)
  • Difficoltà a deglutire (disfagia) progressiva
  • Massa addominale palpabile
  • Ernie addominali sintomatiche
  • Alterazioni dell’alvo (stipsi o diarrea) persistenti e di recente insorgenza, soprattutto se associate a perdita di peso
  • Riscontro di lesioni sospette durante esami endoscopici o radiologici

Segnali d’allarme: quando intervenire subito

Alcuni sintomi richiedono una valutazione urgente o il ricorso al pronto soccorso:

  • Dolore addominale improvviso e molto intenso, soprattutto se associato a rigidità della parete addominale
  • Vomito abbondante di sangue rosso vivo
  • Emissione di feci nere come catrame (melena) o con sangue rosso vivo in quantità significativa
  • Distensione addominale marcata con impossibilità di evacuare gas e feci
  • Dolore intenso in regione anale con impossibilità a sedersi
  • Febbre elevata associata a dolore addominale

Condizioni che necessitano monitoraggio specialistico

Alcune patologie richiedono un follow-up chirurgico regolare:

  • Pazienti operati per tumori gastrointestinali
  • Malattie infiammatorie croniche intestinali con complicanze (stenosi, fistole)
  • Polipi intestinali con indicazione chirurgica
  • Pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica
  • Cirrosi epatica con complicanze potenzialmente chirurgiche

Come prepararsi alla visita

Per ottimizzare la visita con il chirurgo gastroenterologo è consigliabile:

  • Portare tutta la documentazione medica relativa al problema in questione (referti di esami del sangue, endoscopie, ecografie, TAC, risonanze magnetiche)
  • Preparare una lista dei farmaci assunti regolarmente, inclusi integratori e prodotti da banco
  • Annotare la cronologia dei sintomi: quando sono iniziati, come si sono evoluti, cosa li peggiora o li allevia
  • Segnalare eventuali allergie a farmaci o materiali (lattice, iodio, …)
  • Informare il medico su precedenti interventi chirurgici, anche se non correlati all’apparato digerente
  • Comunicare eventuali patologie croniche (diabete, ipertensione, cardiopatie)
  • Se richiesto, presentarsi a digiuno (soprattutto se è prevista un’ecografia addominale)

Come si svolge la visita

La visita con il chirurgo gastroenterologo inizia generalmente con un colloquio approfondito per raccogliere l’anamnesi del paziente, comprendere i sintomi e valutare la documentazione clinica disponibile. Segue l’esame obiettivo, che include l’ispezione dell’addome, la palpazione per individuare eventuali masse o punti dolenti, l’auscultazione dei rumori intestinali e, quando necessario, l’esplorazione rettale digitale.

In base al quadro clinico il chirurgo può procedere con una valutazione più specifica, come l’esame di eventuali ernie o la valutazione di stomie nei pazienti operati. Al termine della visita, lo specialista discute con il paziente la diagnosi preliminare e il piano diagnostico-terapeutico, che può includere ulteriori accertamenti o l’indicazione a un intervento chirurgico.

Esami diagnostici frequentemente prescritti

Gli esami di primo livello possono includere:

Gli esami di secondo livello, più specifici, possono comprendere:

  • TC (tomografia computerizzata) addome con mezzo di contrasto
  • Risonanza magnetica addominale
  • Colangio-pancreatografia retrograda endoscopica (ERCP)
  • Ecoendoscopia
  • PET (tomografia ad emissione di positroni)
  • Manometria esofagea o anorettale
  • pH-impedenzometria esofagea

Sottospecializzazioni e differenze con altre figure correlate

All’interno della chirurgia gastroenterologica esistono diverse sottospecializzazioni che riflettono la complessità dell’apparato digerente:

  • Chirurgia esofago-gastrica: focalizzata sul tratto digestivo superiore
  • Chirurgia colorettale: specializzata in interventi su colon, retto e ano
  • Chirurgia epato-bilio-pancreatica: dedicata a fegato, vie biliari e pancreas
  • Chirurgia bariatrica e metabolica: per il trattamento dell’obesità patologica e delle comorbidità associate
  • Chirurgia proctologica: per le patologie della regione ano-rettale

È importante distinguere il chirurgo gastroenterologo da altre figure correlate:

  • Gastroenterologo medico: si occupa della diagnosi e del trattamento non chirurgico delle patologie digestive, utilizzando principalmente farmaci e procedure endoscopiche diagnostiche e terapeutiche
  • Chirurgo generale: ha una formazione più ampia che include anche patologie non gastrointestinali; il chirurgo gastroenterologo è essenzialmente un chirurgo generale con particolare esperienza e interesse per l’apparato digerente
  • Endoscopista: può essere un gastroenterologo o un chirurgo con specifica formazione nelle procedure endoscopiche; si concentra sulle tecniche mini-invasive che utilizzano strumenti flessibili introdotti attraverso gli orifizi naturali
  • Radiologo interventista: specialista che esegue procedure mini-invasive guidate dall’imaging, come drenaggi di ascessi o embolizzazioni vascolari, che in alcuni casi possono rappresentare un’alternativa alla chirurgia tradizionale
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