Cosa fa il chirurgo pediatrico? Cos’è la chirurgia pediatrica?

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Cos’è la chirurgia pediatrica

La chirurgia pediatrica è la specialità medica dedicata al trattamento chirurgico delle patologie che colpiscono neonati, bambini e adolescenti fino ai 18 anni di età. Si distingue dalla chirurgia generale per l’approccio specifico alle peculiarità anatomiche, fisiologiche e psicologiche del paziente in età evolutiva, richiedendo competenze specialistiche per gestire organismi in continuo sviluppo.

Questa disciplina riveste un’importanza fondamentale nella medicina moderna poiché molte condizioni congenite o acquisite nell’infanzia necessitano di interventi tempestivi per garantire un corretto sviluppo e una buona qualità di vita futura. La chirurgia pediatrica non si limita al trattamento delle patologie, ma si concentra anche sulla minimizzazione del trauma fisico e psicologico, considerando l’impatto che procedure invasive possono avere sullo sviluppo del bambino.

Come si diventa chirurgo pediatrico

Chirurgo pediatrico con bambino in braccio

Leonardo AI

In Italia, il percorso per diventare chirurgo pediatrico è lungo e articolato. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia (6 anni) e il superamento dell’esame di Stato per l’abilitazione professionale, è necessario conseguire la specializzazione in Chirurgia Pediatrica, che ha una durata di 5 anni.

Durante questo periodo di formazione specialistica, il medico acquisisce competenze teoriche e pratiche specifiche attraverso attività clinica, chirurgica e di ricerca. Il percorso formativo include rotazioni in vari ambiti della chirurgia pediatrica, dalla neonatologia alla traumatologia, dall’urologia alla chirurgia oncologica pediatrica, garantendo una preparazione completa per affrontare le diverse patologie dell’età evolutiva.

Secondo quanto previsto dal Decreto Interministeriale n. 68 del 4 febbraio 2015 che ha riordinato le scuole di specializzazione, durante i 5 anni di corso si perseguono diversi obiettivi, tra cui:

  • almeno 50 interventi chirurgici di alta complessità,
  • 100 interventi di media complessità
  • e almeno 250 interventi di piccola complessità.

Di cosa si occupa il chirurgo pediatrico

Il chirurgo pediatrico si occupa della diagnosi, del trattamento chirurgico e della gestione pre e post-operatoria di numerose condizioni che colpiscono i pazienti in età pediatrica; la sua attività spazia dagli interventi programmati per malformazioni congenite alle emergenze chirurgiche, dalla chirurgia mini-invasiva agli interventi complessi su neonati prematuri.

Questa figura professionale lavora in stretta collaborazione con altre specialità mediche, creando un approccio multidisciplinare a 360 gradi per la cura ottimale del paziente pediatrico. Collabora regolarmente con pediatri, neonatologi, anestesisti pediatrici, radiologi, genetisti e altri specialisti per garantire una gestione completa e personalizzata di ogni caso clinico.

Quali patologie tratta

Il chirurgo pediatrico si occupa di un ampio spettro di condizioni, tra cui:

Sebbene la chirurgia pediatrica sia già una specializzazione a sé stante, molti chirurghi si focalizzano ulteriormente su specifici ambiti o addirittura su singole procedure; questa tendenza è particolarmente evidente nei centri di riferimento e negli ospedali pediatrici di altissimo livello.

Ad esempio:

  • Chirurgia neonatale: Tratta le malformazioni congenite complesse.
  • Chirurgia toracica pediatrica: Si occupa di patologie polmonari congenite, pneumotorace, resezioni polmonari e deformità toraciche.
  • Chirurgia epatobiliare e pancreatica pediatrica: Include interventi per atresia delle vie biliari, epatoblastoma, cisti coledociche e patologie pancreatiche.
  • Chirurgia colorettale pediatrica: Specializzata nel trattamento della malattia di Hirschsprung, malformazioni anorettali e disturbi della motilità intestinale.
  • Urologia pediatrica: Si concentra su ipospadia, reflusso vescico-ureterale, estrofia vescicale, disfunzioni della vescica neurogena.
  • Chirurgia oncologica pediatrica: Dedicata alla rimozione di tumori solidi pediatrici come neuroblastoma, nefroblastoma e sarcomi.
  • Chirurgia mininvasiva pediatrica: Specializzata in procedure laparoscopiche e toracoscopiche per appendicectomia, correzione del reflusso gastroesofageo, malrotazione intestinale, ecc.
  • Chirurgia dei traumi pediatrici: Tratta lesioni traumatiche complesse addominali, toraciche e urogenitali.

Quando rivolgersi al chirurgo pediatrico

La valutazione iniziale dovrebbe sempre essere effettuata dal pediatra di base, che indirizzerà il paziente allo specialista se e quando necessario.

Come prepararsi alla visita

Per ottimizzare la visita con il chirurgo pediatrico, è consigliabile:

  • Portare tutta la documentazione medica precedente, inclusi referti di esami di laboratorio, radiologici e di eventuali consulenze specialistiche
  • Preparare una lista cronologica dei sintomi e della loro evoluzione
  • Annotare eventuali allergie, farmaci assunti regolarmente e precedenti interventi chirurgici
  • Portare il libretto pediatrico con le informazioni sullo sviluppo e le vaccinazioni
  • Far digiunare il bambino solo se espressamente richiesto (in previsione di eventuali esami diagnostici)
  • Nel caso di pazienti particolarmente giovani portare un oggetto familiare (giocattolo, coperta) per tranquillizzare il bambino
  • Preparare il bambino alla visita con spiegazioni adeguate all’età, evitando di generare ansia

Come si svolge la visita

La visita chirurgica pediatrica inizia generalmente con un colloquio con i genitori e, quando possibile, con il bambino stesso. Il chirurgo raccoglie informazioni dettagliate sulla storia clinica, sui sintomi attuali e sulle preoccupazioni della famiglia. Questo momento è fondamentale per stabilire un rapporto di fiducia.

Segue l’esame obiettivo, durante il quale il chirurgo esamina il bambino con particolare attenzione all’area interessata dalla patologia. L’approccio è graduale e delicato, rispettando i tempi del piccolo paziente e cercando di minimizzare il disagio. In base all’età, il bambino può essere visitato in braccio al genitore o sul lettino da visita.

Al termine della valutazione, il chirurgo discute con i genitori le sue impressioni diagnostiche, le eventuali opzioni terapeutiche e risponde alle domande. Se necessario, può richiedere ulteriori accertamenti o programmare un intervento chirurgico.

Esami diagnostici frequentemente prescritti

Gli esami di primo livello possono includere:

Gli esami di secondo livello, prescritti in base alla patologia sospettata, possono comprendere:

È importante sottolineare che questi elenchi sono puramente indicativi e che gli esami vengono personalizzati in base alla specifica condizione clinica del bambino.

Sottospecializzazioni e differenze con altre figure correlate

All’interno della chirurgia pediatrica esistono diverse sottospecializzazioni che riflettono la complessità e la varietà delle patologie pediatriche (vide supra).

È importante distinguere il chirurgo pediatrico da altre figure correlate, tra cui ad esempio:

  • Chirurgo generale: si occupa principalmente di pazienti adulti e, sebbene possa trattare alcune condizioni pediatriche semplici, non ha la formazione specifica per gestire le peculiarità anatomiche e fisiologiche dei bambini più piccoli
  • Pediatra: medico specializzato nella cura medica (non chirurgica) dei bambini, che collabora strettamente con il chirurgo pediatrico
  • Ortopedico pediatrico: specializzato nelle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico dei bambini
  • Neurochirurgo pediatrico: focalizzato sulle patologie neurochirurgiche dell’età pediatrica

La collaborazione tra queste figure è essenziale per garantire un approccio multidisciplinare alle patologie complesse dell’età pediatrica, assicurando il miglior risultato possibile per il piccolo paziente.

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