Introduzione
Le ernie ombelicali sono molto comuni nei neonati e nei bambini piccoli, specialmente in caso di parto prematuro; un’ernia ombelicale si manifesta come un nodulo indolore vicino all’ombelico, che può aumentare di volume in specifiche condizioni (ridendo, tossendo, piangendo, sforzandosi nell’atto della defecazione, …).
In molti casi l’ernia ombelicale rientra completamente prima del compimento del primo anno, senza causare ulteriori complicazioni, ma possono svilupparsi anche negli adulti e, in questo caso, in assenza di trattamento l’ernia probabilmente peggiorerà nel tempo.
Le ernie sono disturbi comuni che possono colpire uomini e donne di tutte le età e, se soffrite di ernia ombelicale, il vostro medico potrebbe avervi consigliato di operarla.
Quando necessario, infatti, questo tipo di ernia può essere affrontata e risolta con un intervento chirurgico che permetta di riposizionare l’intestino in una posizione più corretta, contribuendo a rafforzare la debolezza della parete addominale.
Quest’operazione può essere raccomandata se l’ernia è grande o non è scomparsa al raggiungimento dei 3 o 4 anni.
Prima di quest’età il rischio che il bambino sviluppi complicanze è molto basso e si preferisce quindi attendere.
La chirurgia è invece raccomandata per la maggior parte degli adulti interessati dal disturbo, perché difficilmente l’ernia migliora da sola quando si è anziani e il rischio di complicanze è più alto.
L’intervento ha in genere prognosi ottima, anche se sono possibili recidive.
Anatomia di un’ernia
Lo stomaco e l’intestino aiutano a digerire ed assorbire gli alimenti che mangiamo; sono organi che si trovano dentro il nostro addome, coperti e protetti da tre strati.
- Il primo strato, quello a contatto con gli organi interni, è una sottile membrana chiamata peritoneo,
- il secondo è una parete composta da numerosi muscoli,
- il terzo e ultimo strato è la pelle.
Se i muscoli dell’addome diventano deboli, gli intestini, insieme con il loro primo strato di copertura (il peritoneo), possono spingersi fuori attraverso il punto indebolito. Questo forma come un rigonfiamento sotto la pelle, è ciò che viene chiamato ernia.

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Le ernie addominali vengono classificate sia come
- Ernie della parete addominale
- Ernia inguinale: è più frequente nel maschio, fuoriesce nel canale inguinale e si può portare a livello dello scroto.
- Ernia femorale: fuoriesce al di sotto del legamento inguinale che è teso tra la spina iliaca e il pube.
- Ernia epigastrica: fuoriesce attraverso un punto di debolezza posto nella parte superiore dei muscoli retti dell’addome.
- Ernia di Spigelio: è un’ernia rara che si forma a livello dei vasi epigastrici inferiori.
- Ernia lombare: si forma posteriormente in due punti di debolezza della parete muscolare.
- Ernia ombelicale: tipica dei pazienti obesi o con ascite.
- Ernie inguinali, di gran lunga le più diffuse.
Ricordiamo infine le ernie post-laparotomiche, ossia quelle conseguenti ad un intervento chirurgico.
Questo articolo descrive il trattamento delle ernie ombelicali.
Un’ernia ombelicale è un’ernia che colpisce la zona attorno all’ombelico. Sebbene sia di solito presente fin dalla nascita (congenita), potrebbe non diventare un problema fino all’età adulta.
Si tratta infatti di una condizione molto comune nei neonati, soprattutto in caso di parto prematuro.
L’ernia ombelicale si presenta come un rigonfiamento generalmente indolore nell’ombelico o nella zona adiacente; può aumenta di volume quando si ride, si tossisce, si piange, si evacua, … e può ridursi quando ci si distende.
Cause
La debolezza della muscolatura in età adulta può essere il risultato del sollevamento di oggetti troppo pesanti, oppure la conseguenza di un graduale indebolimento delle fasce muscolari per il continuo stiramento.
Le ernie tendono a diventare più grandi con il tempo, diventando pericolose perché molte delle strutture che sono dentro l’addome, come gli intestini, possono incastrarsi o attorcigliarsi attorno all’ernia riducendo o interrompendo l’afflusso di sangue. Quest’eventualità è conosciuta come ernia strozzata. Questo tipo di ernia può portare alla morte di quella parte di intestini e potrebbe richiedere una più complicata, urgente e quindi rischiosa operazione chirurgica.
La chirurgia è l’unico modo definitivo per correggere il problema relativo ad un’ernia ombelicale.
Tra i fattori di rischio principale per gli adulti ricordiamo:
- sovrappeso od obesità,
- sollevamento di oggetti pesanti,
- tosse grave e persistente,
- gravidanza (pluri)gemellare.
Sintomi
Il sintomo più comune dell’ernia ombelicale è il caratteristico rigonfiamento che si nota visivamente a livello dell’ombelico, o poco distante.

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Nella maggior parte dei casi l’ernia è peraltro totalmente asintomatica, ma se la parete addominale è causa di pressione sui contenuti dell’ernia possono comparire dolori addominali o disagio. Questi sintomi possono peggiorare in caso di sollevamento di oggetti pesanti o altri tipi di sforzo.
Complicazioni
Le complicazioni che possono svilupparsi in presenza di ernia ombelicale, soprattutto nell’adulto, includono:
- ostruzione (una sezione dell’intestino si blocca all’esterno dell’addome, causando nausea, vomito e dolore),
- strangolamento (una sezione di intestino viene intrappolata e il suo afflusso di sangue viene interrotto; questo richiede un intervento d’urgenza entro poche ore per liberare il tessuto intrappolato e ripristinare il flusso sanguigno in modo che non muoia).

Non è più possibile far rientrare l’ernia, il cui afflusso di sangue viene pericolosamente ridotto (iStock.com/blueringmedia)
Diagnosi
L’identificazione di un’ernia ombelicale è un processo prevalentemente clinico, basato su una visita medica accurata. Il medico specialista (generalmente un chirurgo generale) è in grado di formulare la diagnosi attraverso l’osservazione e la palpazione dell’area addominale.
Esame obiettivo
Durante la visita, il medico valuta la sede, le dimensioni e la “riducibilità” dell’ernia. Un’ernia si definisce riducibile se il suo contenuto può essere spinto delicatamente all’interno della cavità addominale. Per rendere più evidente il difetto, al paziente può essere chiesto di tossire o di eseguire una manovra di sforzo (manovra di Valsalva) mentre si trova in posizione eretta o supina. Questo permette di valutare la tenuta della parete muscolare.
Esami strumentali
Sebbene la diagnosi clinica sia spesso sufficiente, in alcuni casi possono essere necessari esami di approfondimento per confermare il dubbio diagnostico o pianificare l’intervento:
- Ecografia della parete addominale: rappresenta l’indagine di primo livello. È utile per definire con precisione le dimensioni della porta erniaria (il “buco” nel muscolo) e la natura del contenuto (grasso o anse intestinali), specialmente nei pazienti obesi dove la palpazione può risultare difficile.
- TC (Tomografia Computerizzata) addome: viene riservata a casi complessi, ernie di grandi dimensioni o in presenza di sospette complicanze (come un’ostruzione intestinale). Fornisce una mappa anatomica dettagliata fondamentale per il chirurgo.
- Analisi del sangue: non servono per diagnosticare l’ernia, ma vengono prescritti come routine pre-operatoria per valutare lo stato di salute generale e la presenza di eventuali infezioni in caso di ernia strozzata.
La diagnosi differenziale serve a distinguere l’ernia ombelicale da altre condizioni simili, come l’ernia epigastrica (situata più in alto), la diastasi dei muscoli retti (un allontanamento dei muscoli senza un vero foro nella fascia) o piccoli lipomi sottocutanei.
Cura e trattamento
L’approccio terapeutico varia significativamente tra l’età pediatrica e quella adulta, con l’obiettivo primario di eliminare il difetto anatomico e prevenire le gravi complicanze legate allo strozzamento.
Approccio nel bambino
Nell’infanzia, l’atteggiamento prevalente è l’osservazione vigile (watchful waiting). La grande maggioranza delle ernie ombelicali congenite tende a chiudersi spontaneamente entro i primi 2-4 anni di vita grazie al rinforzo naturale dei muscoli addominali. L’intervento chirurgico è indicato solo se l’ernia persiste oltre i 4-5 anni di età, se è di dimensioni eccezionali o se causa dolore e disagio significativo.
Trattamento nell’adulto
Per gli adulti, la risoluzione spontanea è un evento pressoché impossibile. Le linee guida attuali raccomandano la riparazione chirurgica per quasi tutte le ernie sintomatiche o di dimensioni crescenti, a causa del rischio costante di incarceramento intestinale.
Le opzioni chirurgiche comprendono:
- Tecnica tradizionale (open): si esegue una piccola incisione vicino all’ombelico. Il chirurgo riposiziona il contenuto erniario nell’addome e chiude il difetto. Se il foro è superiore a 1-2 cm, viene quasi sempre applicata una mesh (una rete in materiale biocompatibile). Questa protesi rinforza la parete senza creare tensioni sui tessuti, riducendo drasticamente il rischio che l’ernia si riformi (recidiva).
- Tecnica laparoscopica: l’intervento avviene attraverso 3 piccoli fori nell’addome tramite l’uso di una telecamera e strumenti sottili. Questa tecnica è particolarmente indicata per ernie grandi, recidive o pazienti con molteplici difetti della parete. Offre il vantaggio di un minor dolore post-operatorio e un recupero più rapido.
- Chirurgia robotica: rappresenta l’evoluzione della laparoscopia, offrendo al chirurgo una precisione ancora maggiore nella sutura e nel posizionamento della rete, utile soprattutto in casi molto complessi.
L’intervento viene generalmente eseguito in anestesia generale o, in casi selezionati di piccole ernie, in anestesia locale con sedazione.
Stile di vita e prevenzione
Sebbene l’intervento sia l’unica cura definitiva, la gestione dello stile di vita è fondamentale per il successo a lungo termine e per ridurre i rischi operatori. I pilastri includono:
- Controllo del peso: l’obesità aumenta la pressione intra-addominale, mettendo a dura prova le suture e le protesi. Perdere peso prima di un intervento elettivo migliora sensibilmente la prognosi.
- Gestione degli sforzi: evitare il sollevamento di carichi eccessivi e imparare a sollevare pesi utilizzando le gambe piuttosto che la schiena e l’addome.
- Regolarità intestinale: una dieta ricca di fibre previene la stitichezza, evitando gli sforzi eccessivi durante la defecazione che potrebbero sollecitare la zona ombelicale.
- Trattamento della tosse cronica: nei fumatori o in chi soffre di bronchite, è essenziale curare la tosse persistente per non compromettere la tenuta della parete addominale.
Recupero post-operatorio
La maggior parte dei pazienti viene dimessa in regime di day-hospital o dopo una sola notte di osservazione. Per le prime 2-4 settimane è fondamentale evitare attività fisiche intense e sforzi pesanti. È normale avvertire un lieve fastidio o notare un piccolo gonfiore/ecchimosi nella sede dell’incisione, sintomi che tendono a risolversi spontaneamente.
Il paziente deve contattare immediatamente il medico in caso di comparsa di febbre, arrossamento intenso della ferita, secrezioni di pus o dolore che non risponde ai comuni analgesici, segni che potrebbero indicare un’infezione della ferita o della mesh.
Le domande più frequenti
Quando è necessario operare un'ernia ombelicale?
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.