Esame urinocoltura: come si fa? Cosa significa il risultato?

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Esame urinocoltura: cos’è e a cosa serve?

L’urinocoltura è un esame di laboratorio che consiste nella coltura delle urine per identificare la presenza di batteri o altri microrganismi nel tratto urinario; la “coltura delle urine” è un processo che consente di far crescere (o coltivare) in laboratorio i microrganismi eventualmente presenti nel campione di urina, che invece di norma non dovrebbe contenerne.

Questo test è utile per diagnosticare le infezioni delle vie urinarie (come ad esempio la cistite) e determinare il trattamento più appropriato.

L’esame viene prescritto quando si sospetta un’infezione urinaria, in presenza di sintomi come:

L’urinocoltura è particolarmente utile perché non solo conferma la presenza di un’infezione, ma identifica anche il tipo specifico di batterio responsabile, permettendo così una terapia antibiotica mirata attraverso l’antibiogramma.

Cos’è l’antibiogramma sull’urinocoltura?

L’antibiogramma è una procedura che spesso accompagna l’urinocoltura e viene eseguito solo quando l’esame colturale risulta positivo, ovvero quando vengono rilevati batteri nel campione di urina.

Gli obiettivi principali sono:

  1. Identificare gli antibiotici più efficaci contro il batterio individuato.
  2. Rilevare eventuali resistenze batteriche agli antibiotici, per scartare farmaci che non sarebbero efficaci.

In altre parole è uno strumento che consente al medico di scegliere il trattamento antibiotico più appropriato, aumentando l’efficacia della terapia e riducendo il rischio di sviluppo di resistenze batteriche.

Interpretazione dei risultati

I risultati dell’antibiogramma vengono generalmente riportati come:

  • Sensibile (S): Il patogeno viene inibito (ovvero colpito, fermato) dalla dose standard dell’antibiotico.
  • Intermedio (I): La risposta all’antibiotico è incerta.
  • Resistente (R): Il patogeno non è inibito dalle dosi standard dell’antibiotico.

Come si fa?

Bicchierino da urinocoltura

Contenitore sterile da urinocoltura (Shutterstock/Alexander Sobol)

La raccolta del campione di urina per l’urinocoltura di norma prevede i seguenti passaggi (attenersi comunque alle indicazioni ricevute):

  • Preparazione: Il paziente deve lavarsi accuratamente le mani e l’area genitale, asciugandosi poi con attenzione.
  • Raccolta del campione: Si utilizza la tecnica del “mitto intermedio“:
    1. Aprire il contenitore sterile senza toccarlo all’interno.
    2. Scoprire il glande (per gli uomini) o aprire con delicatezza le labbra della vulva
      (per le donne) per ridurre le possibilità di contaminazione dell’urina.
    3. Iniziare a urinare nel WC.
    4. Dopo alcuni secondi iniziare a raccogliere l’urina in un contenitore sterile, riempiendolo fino a circa a metà.
    5. Chiudere accuratamente il contenitore e terminare di urinare nel WC
  • Conservazione: Il campione deve essere consegnato al laboratorio entro 2 ore dalla raccolta. Se ciò non è possibile, può essere conservato in frigorifero (non congelatore) per un massimo di 24 ore.

È importante seguire attentamente le istruzioni per evitare contaminazioni che potrebbero alterare i risultati dell’esame; ad esempio non è in genere possibile sottoporsi a questo esame nei giorni delle mestruazioni.

Nel caso in cui fosse richiesto anche l’esame completo delle urine, se deve raccogliere
parte del mitto intermedio in una provetta a parte.

Dopo quanto tempo arrivano i risultati?

I tempi precisi possono variare leggermente da laboratorio a laboratorio, ma solitamente i risultati completi sono disponibili entro 3-5 giorni dalla consegna del campione, perché qualora il risultato fosse positivo i tempi si allungherebbero, anche e soprattutto per la necessità di procedere alla formulazione dell’antibiogramma.

Urinocoltura positiva

Un risultato positivo dell’urinocoltura indica la presenza di una significativa crescita batterica nel campione di urina, ad esempio Escherichia Coli o altro, che suggerisce la presenza di infezione.

Un risultato positivo fornisce diverse informazioni:

  1. Conferma con buona probabilità la presenza di un’infezione delle vie urinarie.
  2. Identifica il tipo di batterio responsabile dell’infezione.
  3. Quantifica la carica batterica presente nelle urine.

In caso di risultato positivo, il medico valuterà la necessità di un trattamento antibiotico basandosi sui risultati dell’antibiogramma.

È importante notare che un risultato positivo non è conferma certa di infezione, ma va sempre contestualizzato con i sintomi lamentati dal paziente, ad esempio in assenza di sintomi si potrebbe decidere di non procedere a terapia.

Uricoltura positiva in gravidanza

Durante la gestazione, l’esame delle urine potrebbe rivelare la presenza di un batterio chiamato Streptococco di gruppo B. In questo caso, è fondamentale comunicare i risultati al ginecologo o al medico che segue la gravidanza quando si avvicina il momento del parto.

Anche se la futura mamma non avvertisse alcun fastidio o segno di malessere, potrebbe essere necessario somministrare un antibiotico durante il travaglio. Questa precauzione serve a proteggere il bambino da una potenziale infezione che potrebbe contrarre durante la nascita.

Per approfondire: Streptococco in gravidanza

Urinocoltura negativa

Un risultato negativo dell’urinocoltura indica l’assenza di una significativa crescita batterica nel campione di urina. Questo può significare che:

  1. Non è presente un’infezione batterica delle vie urinarie.
  2. La carica batterica è inferiore alla soglia di rilevazione del test (meno di 1.000 UFC/ml).
  3. L’infezione potrebbe essere causata da un microrganismo che non cresce nei terreni di coltura standard (es. alcuni virus o batteri atipici).

È importante notare che un risultato negativo non esclude completamente la possibilità di un’infezione, soprattutto se i sintomi persistono. In questi casi, il medico potrebbe considerare ulteriori test o valutare altre possibili cause dei sintomi.

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Cosa significa mitto intermedio?

Raccogliere il "mitto intermedio" significa raccogliere la parte centrale della minzione. Più in particolare:
  • Si inizia ad urinare normalmente nel WC.
  • Solo dopo i primi secondi si inizia a raccogliere l'urina in un contenitore sterile.
  • Si termina di urinare nel WC.
Questa tecnica serve a ottenere un campione di urina il più "pulito" possibile, evitando la contaminazione da batteri presenti nell'uretra o sui genitali esterni.

Quale contenitore serve per l'urinocoltura?

Per l'urinocoltura è necessario un bicchierino sterile apposito, con tappo a chiusura ermetica. Generalmente ha una capacità di circa 100-120 ml, sufficiente per contenere un campione adeguato. La provetta non è adatta in quanto non consente di contenere un campione sufficiente.
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