Neuroblastoma in bambini e adulti: sintomi, pericoli e cura

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Introduzione

Il neuroblastoma è il tumore pediatrico extracranico più frequente e può verificarsi in qualunque punto del sistema nervoso simpatico (una parte del sistema nervoso responsabile del controllo di funzioni involontarie come la respirazione, la digestione o il battito cardiaco).

A causa dell’elevata variabilità nella sua presentazione, i segni e i sintomi clinici all’esordio possono variare sensibilmente da un caso all’altro, ad esempio in relazione alla sede di sviluppo e alla sua eventuale diffusione. In genere i primi sintomi tendono comunque ad essere vaghi e difficili da individuare, potendo essere facilmente scambiati per quelli di condizioni molto più comuni.

I sintomi possono comprendere:

Cause

La causa alla base dello sviluppo del neuroblastoma è sconosciuta e, salvo rare eccezioni, non si riscontra familiarità; seppure sia il tumore extracranico (esclusi quindi i tumori del cervello) più comune nell’infanzia (sotto i 5 anni, ma tipicamente entro i 12 mesi), è fortunatamente raro (130-140 casi l’anno in Italia).

Neonato che tiene il dito di un adulto con la manina

Il neuroblastoma si presenta molto spesso nel primo anno di vita (Shutterstock/Anastasiia Gridneva)

Ancora più raro è il riscontro nel soggetto adulto (20 anni o più).

Il tumore si sviluppa da cellule nervose immature (neuroblasti), che un feto produce durante la gravidanza come parte del suo normale processo di sviluppo e che sono destinate a diventare  neuroni.

Con lo sviluppo del feto i neuroblasti tendono a maturare nella loro forma finale (cellule e fibre nervose, ma anche cellule costituenti le ghiandole surrenali). Un piccolo numero di neuroblasti immaturi può essere isolato nei neonati, ma tendenzialmente questi maturano o scompaiono. Altri, invece, innescano per cause sconosciute l’inizio del processo tumorale, in particolare un neuroblastoma.

I neuroblasti sono diffusi in molti distretti, tutti quindi soggetti a tumore, ma le sedi più comuni sono le ghiandole surrenali (situate sopra i reni) o nel tessuto nervoso del midollo spinale all’altezza di collo, torace, pancia o bacino.

Sintomi

I sintomi sono ampiamente variabili in base alla sede di sviluppo, ma rappresentano in genere la conseguenza della presenza della massa tumorale e del suo eventuale effetto di compressione sugli organi adiacenti.

Non è raro che la massa possa essere palpabile o addirittura visibile, ad esempio a livello addominale o del collo a seconda della sede d’insorgenza.

Il neuroblastoma addominale, la forma più comune, può manifestarsi in forma di:

Il neuroblastoma che si sviluppi nel torace può causare l’insorgenza di:

  • Respiro sibilante
  • Dolore al petto
  • Disturbi agli occhi (palpebre cadenti, alterazioni delle dimensioni della pupilla tra i due occhi, bulbi oculari che sembrano sporgere dalle orbite)

Più in generale il bambino potrebbe sviluppare:

  • Grumi di tessuto sotto la pelle
  • Occhiaie (simili a lividi) intorno agli occhi
  • Mal di schiena
  • Stanchezza
  • Febbre
  • Inappetenza (mancanza di appetito)
  • Perdita di peso inspiegabile
  • Dolore osseo

Potrebbe manifestarsi paralisi in caso di coinvolgimento del midollo spinale.

Sopravvivenza e complicazioni

Il neuroblastoma può purtroppo facilmente diffondersi (metastasi) ad altri organi, come il midollo osseo, le ossa, i linfonodi, il fegato e la pelle.

La sopravvivenza a 5 anni (ovvero quanti bambini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi) è estremamente variabile in base alle caratteristiche del tumore, andando dal 95% a circa il 50% dei casi nei casi più aggressivi.

Diagnosi

In seguito al sospetto della presenza di un neuroblastoma, gli approfondimenti utili alla verifica comprendono:

Alcuni di questi sono peraltro utili anche per la successiva stadiazione del tumore pianificazione della terapia; definire lo stadio di un tumore (stadiazione) significa stabilire quanto la malattia si sia eventualmente diffusa nell’organismo, un processo essenziale nella scelta della cura più efficace. In genere si usa il sistema INSS (International Neuroblastoma Staging System), che riconosce 4 stadi principali a seguito di una valutazione chirurgica:

  • Fase 1: il cancro è ancora limitato all’area di sviluppo e si trova quindi su un solo lato del corpo (destro o sinistro).
  • Fase 2A: il tumore è ancora nell’area iniziale, ma non tutta la massa tumorale visibile può essere rimossa chirurgicamente.
  • Fase 2B: il tumore si trova su un lato del corpo e può o meno essere stato rimosso completamente chirurgicamente, ma soprattutto si osserva un primo coinvolgimento dei linfonodi vicini.
  • Fase 3: il cancro non si è diffuso a parti distanti del corpo, ma si riscontra almeno una delle seguenti condizioni:
    • Il cancro non può essere rimosso completamente e ha superato la linea mediana del corpo (definita in termini di colonna vertebrale la spina dorsale) verso l’altro lato del corpo. Potrebbe o meno essersi diffuso ai linfonodi vicini.
    • Il cancro è ancora nella zona in cui è iniziato e si trova su un lato del corpo, ma si è diffuso ai linfonodi relativamente vicini dall’altra parte del corpo.
    • Il tumore si trova al centro del corpo e cresce verso entrambi i lati (direttamente o diffondendosi ai linfonodi vicini).
  • Stadio 4: il tumore si è diffuso in parti distanti del corpo come linfonodi distanti, ossa, fegato, pelle, midollo osseo o altri organi.
  • Stadio 4S (neuroblastoma “speciale”): il bambino ha meno di 1 anno e il cancro si è diffuso al fegato, alla pelle e/o al midollo osseo (tuttavia non più del 10% delle cellule del midollo sono cellule tumorali e i test di imaging non rilevano metastasi nel midollo osseo).

In alternativa è possibile ricorrere al sistema INRGSS (International Neuroblastoma Risk Group Staging System, che si basa invece sul risultato degli esami di imaging:

  • L1: il tumore non si è diffuso e non si trova in strutture vitali; è quindi confinato in una specifica area come il collo, il torace o l’addome.
  • L2: il tumore non si è diffuso a distanza, ma presenta almeno un fattore di rischio IDRF (fattori rilevati nei test di imaging che potrebbero indicare una maggior difficoltà d’intervento).
  • M: Il tumore si è diffuso (metastatizzato) in una parte distante del corpo (con l’eccezione del caso seguente).
  • MS: malattia metastatica nei bambini di età inferiore ai 18 mesi, con tumore diffuso solo alla pelle, al fegato e/o al midollo osseo.

La diagnosi di certezza si può ottenere mediante biopsia, una procedura moderatamente invasiva che richiede il prelievo di un campione della massa sospetta per la successiva analisi in laboratorio.

In alcuni casi la diagnosi viene formulata già durante la gravidanza, in seguito ai rilievi delle ecografie condotte in gestazione.

Cura

Alla luce dell’eterogeneità nella localizzazione, nel grado e nello stadio del tumore alla diagnosi, le modalità di trattamento possono comprendere a seconda dei casi:

Come per la gran parte dei tumori, la chirurgia svolge un ruolo fondamentale nel trattamento del neuroblastoma, ma è purtroppo praticabile o utile solo in alcuni pazienti.

Fonti e bibliografia

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