Tumore al pancreas: sintomi iniziali, cause, sopravvivenza

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Un tumore sempre più diffuso

Il tumore al pancreas è in aumento in Europa e le ragioni di questo trend non sono ancora del tutto chiarite; è particolarmente diffuso in tutti i Paesi ad alto reddito, ma l’Europa occidentale è in cima a questa triste classifica, suggerendo che una parte significativa delle cause possa risiedere negli stili di vita sedentari e nelle abitudini alimentari moderne.

Il pancreas è una ghiandola posta profondamente nell’addome, dietro lo stomaco e davanti alla colonna vertebrale; produce sostanze che aiutano a scomporre il cibo (succhi pancreatici) e si occupa della sintesi di ormoni cruciali, come l’insulina, che aiutano a controllare i livelli di zucchero nel sangue. Il tumore di norma interessa la porzione esocrina (responsabile della produzione dei succhi pancreatici), mentre è più raro che coinvolga le cellule endocrine (tumore neuroendocrino pancreatico).

Nella maggior parte dei casi non è possibile individuare una singola causa scatenante. Inoltre, a causa della sua posizione anatomica “nascosta”, il tumore è difficile da scoprire tempestivamente: i sintomi compaiono spesso solo quando la massa ha già raggiunto dimensioni significative o ha coinvolto organi vicini.

Poiché la diagnosi avviene frequentemente in fasi avanzate e il tumore tende a diffondersi rapidamente (metastasi), il tumore al pancreas rappresenta una sfida clinica complessa. I protocolli terapeutici attuali sono multidisciplinari e includono:

  • chirurgia oncologica di precisione,
  • chemioterapia di ultima generazione,
  • radioterapia stereotassica,
  • terapie a bersaglio molecolare e immunoterapia per casi selezionati.
Esemplificazione dell'anatomia del tumore al pancreas

iStock.com/VectorMine

Sintomi iniziali e avanzati di tumore al pancreas

Sintomi iniziali

Nei primi stadi il tumore al pancreas è purtroppo asintomatico; in fase più avanzata, spesso quando si è già fatto strada in altri organi, compaiono i primi sintomi:

Alcuni pazienti vanno anche incontro, talvolta come primo segnale di presenza del tumore, alla formazione di una trombosi venosa profonda a causa di alterazioni della coagulazione (ovviamente nella maggior parte dei casi un episodio di tromboembolismo non è legato al tumore al pancreas).

Alcuni pazienti possono infine manifestare i sintomi caratteristici del diabete (sete, fame, minzione più frequente).

Questi sintomi possono essere provocati da un tumore al pancreas, ma anche da problemi di natura diversa; chi li avverte dovrebbe consultare immediatamente il medico in modo tale da diagnosticare e curare eventuali problemi con la necessaria tempestività.

Sintomi in fase avanzata

Il tumore in fase avanzata, inoltre, può causare altri sintomi molto più generici:

Infine alla visita medica è possibile talvolta rilevare:

Sopravvivenza e prognosi

Il tumore al pancreas rappresenta ancora oggi una sfida clinica significativa; tuttavia, l’introduzione di nuovi protocolli di chemioterapia combinata e il miglioramento delle tecniche chirurgiche stanno gradualmente migliorando le prospettive dei pazienti.

La complessità della prognosi è dovuta principalmente a:

  • assenza di sintomi specifici nelle fasi precoci, che porta spesso a una diagnosi tardiva;
  • biologia aggressiva del tumore, che tende a diffondersi precocemente ai linfonodi e ad organi distanti come fegato e polmoni.

Attualmente, la sopravvivenza a 5 anni è stimata attorno al 12-13% su base globale, ma questo dato è in costante evoluzione grazie alla personalizzazione delle cure. Scendendo più nel dettaglio, la probabilità di successo dei trattamenti dipende strettamente dalla tempestività della diagnosi:

  • malattia localizzata: circa 44% di sopravvivenza a 5 anni;
  • diffusione regionale (linfonodi): circa 16%;
  • presenza di metastasi a distanza: circa 3%.

È importante notare che la gestione moderna in centri ad alto volume (strutture specializzate con casistica elevata) garantisce risultati migliori sia in termini di sopravvivenza che di qualità della vita.

Cause

Quando si riceve una diagnosi di tumore è naturale chiedersi quali possano essere state le cause della malattia; i medici, attualmente, non sono in grado di spiegare perché qualcuno si ammali di tumore al pancreas mentre altri no, tuttavia è noto che chi presenta determinati fattori di rischio corre maggiori rischi di svilupparlo.

Un cancro del pancreas nasce quando una cellula della sua struttura sviluppa mutazioni anomale del DNA in grado di innescare una crescita e uno sviluppo eccessiva, con una moltiplicazione continua e soprattutto incontrollata che dà vita alla massa tumorale. In alcuni casi le cellule riescono poi a diffondersi ad altri organi in forma di metastasi, andando ad interessare ad esempio:

  • fegato,
  • parete addominale,
  • linfonodi,
  • polmoni,
  • ossa.

Fattori di rischio

I fattori di rischio sono situazioni o comportamenti che fanno aumentare il rischio di soffrire di una certa malattia.

Per il tumore al pancreas, le ricerche hanno individuato i seguenti fattori di rischio:

  • Fumo. Il fumo di sigaretta è il fattore di rischio più pericoloso per il tumore al pancreas. Chi fuma corre un rischio maggiore di ammalarsi rispetto ai non fumatori, soprattutto se è un forte fumatore.
  • Diabete. Chi soffre di diabete corre un maggior rischio di soffrire di tumore al pancreas.
  • Familiarità. Chi ha un genitore o un fratello affetto da tumore al pancreas corre un maggior rischio di ammalarsi.
  • Infiammazione del pancreas. La pancreatite è un’infiammazione del pancreas, piuttosto dolorosa. Chi ne soffre per un lungo periodo (pancreatite cronica) è associato a un maggior rischio di ammalarsi di tumore al pancreas.
  • Obesità. Chi è in sovrappeso o obeso corre un rischio leggermente più elevato di soffrire di tumore al pancreas.
  • Altezza. Soggetti più alti sono statisticamente associati ad un rischio maggiori di numerosi tumori, tra cui quello al pancreas.

Sono in corso ricerche relative a molti altri possibili fattori di rischio, ad esempio si sta valutando l’eventuale impatto di una dieta ricca di derivati animali (in particolare carni rosse e/o elaborate) e/o l’abuso di alcolics, che sembrerebbero in grado di aumentare il rischio di tumore al pancreas.

Molte persone che si ammalano di tumore al pancreas non presentano tuttavia nessuno di questi fattori di rischio, viceversa molti di coloro che ne presentano uno o più non si ammaleranno mai.

Diagnosi

La diagnosi del tumore al pancreas è un processo complesso che richiede l’integrazione di valutazione clinica, tecniche di imaging avanzate e analisi istologiche. Poiché non esistono attualmente test di screening universali per la popolazione generale, l’attenzione è massima sui pazienti che presentano sintomi sospetti o fattori di rischio ereditari noti.

Esami di primo livello e imaging

Il percorso diagnostico inizia solitamente con una visita medica accurata per ricercare segni di ittero, dolore addominale o masse palpabili. Se il sospetto clinico è concreto, si procede con:

  • TAC addome completo (multidetettore): È l’esame standard per la diagnosi e la stadiazione. Utilizza un protocollo specifico (pancreatico) con mezzo di contrasto per visualizzare la massa, i suoi rapporti con i vasi sanguigni (fondamentale per decidere l’operabilità) e l’eventuale presenza di metastasi a distanza.
  • Ecografia addominale: Spesso è il primo esame eseguito, utile per individuare calcoli biliari o dilatazioni dei dotti, ma può non visualizzare piccoli tumori a causa dei gas intestinali.
  • Risonanza magnetica (RM) e Colangio-RM: Offre un dettaglio superiore per lo studio dei dotti biliari e pancreatici e per caratterizzare piccole lesioni del fegato sospette per metastasi.

Tecniche endoscopiche e biomarcatori

Per confermare la natura della lesione e pianificare la terapia, si ricorre a procedure più invasive:

  • Ecoendoscopia (EUS): Considerata oggi indispensabile, consiste in un’endoscopia dotata di sonda ecografica sulla punta. Permette di vedere il pancreas da una distanza minima (attraverso la parete dello stomaco) e di eseguire una biopsia mirata (FNA o FNB) per prelevare campioni di tessuto.
  • ERCP (Colangio-pancreatografia retrograda endoscopica): Utilizzata oggi meno per la diagnosi e più per scopi terapeutici, come l’inserimento di uno stent per liberare le vie biliari ostruite dal tumore.
  • PET/TC: Utile per identificare metastasi non visibili alla TAC e per monitorare la risposta alle terapie.
  • Marcatori tumorali: Il CA 19-9 è il biomarcatore principale. Non serve per la diagnosi precoce (può essere elevato anche in patologie benigne), ma è fondamentale per monitorare l’andamento della malattia e l’efficacia delle cure.

Stadiazione e profilazione molecolare

Una volta confermato il tumore, l’équipe multidisciplinare lo classifica in base alla sua estensione:

  1. Resecabile: Il tumore può essere rimosso chirurgicamente.
  2. Borderline resecabile: Il tumore è a contatto con i vasi sanguigni; spesso richiede chemioterapia prima dell’intervento.
  3. Localmente avanzato: Il tumore avvolge i vasi principali e non è asportabile chirurgicamente al momento della diagnosi.
  4. Metastatico: Il tumore si è diffuso ad altri organi (stadio IV).

Oggi la diagnosi include sempre più spesso la profilazione genomica del tumore per identificare mutazioni specifiche (come BRCA1/2) che possono guidare la scelta di farmaci mirati.

Cura e terapia

L’approccio moderno al tumore al pancreas è multidisciplinare: chirurghi, oncologi, radioterapisti, nutrizionisti e specialisti in cure palliative collaborano per definire il percorso personalizzato per ogni paziente. Gli obiettivi principali sono l’eliminazione della massa tumorale, il controllo della diffusione della malattia e il mantenimento di una buona qualità di vita.

Chirurgia

La chirurgia rappresenta l’unica opzione con potenzialità curativa definitiva, ma è praticabile solo quando il tumore è localizzato e non coinvolge in modo irreversibile i vasi sanguigni vitali.

  • Duodenocefalopancreasectomia (Intervento di Whipple): Si esegue se il tumore è nella testa del pancreas. Prevede la rimozione della testa della ghiandola, di parte del duodeno, della cistifellea e talvolta di una parte dello stomaco.
  • Pancreasectomia distale: Si esegue se il tumore si trova nel corpo o nella coda del pancreas, spesso associata alla rimozione della milza.
  • Chirurgia mini-invasiva: Quando possibile, l’uso della laparoscopia o della chirurgia robotica permette un recupero post-operatorio più rapido.

Terapie sistemiche: chemioterapia e nuove frontiere

La terapia farmacologica è il pilastro del trattamento per quasi tutti i pazienti:

  • Terapia neoadiuvante: Somministrata prima dell’intervento per rimpicciolire il tumore e aumentare le probabilità di successo della chirurgia.
  • Terapia adiuvante: Somministrata dopo la chirurgia per eliminare eventuali cellule tumorali residue.
  • Protocolli combinati: L’uso di regimi multi-farmaco (come FOLFIRINOX o Gemcitabina unita a Nab-paclitaxel) ha migliorato sensibilmente i tassi di risposta rispetto al passato.
  • Terapie mirate (Targeted Therapy): Per i pazienti con mutazioni genetiche specifiche (ad esempio nei geni BRCA), si utilizzano farmaci chiamati PARP-inibitori che bloccano la capacità delle cellule tumorali di riparare il proprio DNA.
  • Immunoterapia: Riservata a una piccola percentuale di pazienti con specifiche caratteristiche molecolari (instabilità microsatellitare), agisce stimolando il sistema immunitario contro il tumore.

Radioterapia e gestione dei sintomi

La radioterapia, spesso associata alla chemioterapia, viene utilizzata per controllare localmente il tumore quando non è operabile o per ridurre il dolore osseo in fase avanzata.

Un aspetto cruciale della cura è la terapia di supporto:

  • Gestione del dolore (anche tramite il blocco del plesso celiaco);
  • Supporto nutrizionale e uso di enzimi pancreatici per migliorare la digestione;
  • Controllo del diabete, che può richiedere l’uso di insulina.

Stile di vita e nutrizione

Lo stile di vita gioca un ruolo fondamentale durante tutto il percorso di cura. Una corretta nutrizione, supervisionata da un esperto, è essenziale per prevenire la cachessia (perdita estrema di peso e muscoli) e tollerare meglio le terapie. È raccomandata una dieta iperproteica e frazionata in piccoli pasti frequenti. L’attività fisica moderata, se tollerata, contribuisce a ridurre la stanchezza (fatigue) legata ai trattamenti. L’astensione assoluta dal fumo e dall’alcol è indispensabile per non sovraccaricare ulteriormente la funzione pancreatica e sistemica.

Fonti e bibliografia

Le domande più frequenti

Risposte a cura del Dr. Roberto Gindro

Dove si trova il pancreas? A destra o a sinistra?

Il pancreas è un organo dell'apparato digerente che si trova nell'addome, tra lo stomaco e la spina dorsale in posizione relativamente centrale.

Quanto si vive con un tumore al pancreas?

La sopravvivenza mediana per un carcinoma pancreatico avanzato senza trattamento è di circa 3 mesi e mezzo, che sale a circa 8 mesi in presenza di una terapia. Si tratta tuttavia di valori statistici, molti pazienti vivono molto più a lungo (fonte: pancreatica)

In Italia il tasso di sopravvivenza a 5 anni è inferiore al 10%. (fonte: osservatoriomalattierare)
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