Cuore ingrossato (cardiomegalia): cause, sintomi, pericoli e cura

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Introduzione

Il termine cardiomegalia indica l’ingrossamento del cuore, evidente se il paziente viene sottoposto a diagnostica per immagini (ad esempio raggi X), che può presentarsi come conseguenza di

  • una patologia primaria,
  • una condizione momentanea (come la gravidanza o periodi di forte stress),
  • una condizione congenita.

Il cuore è formato da tre diversi strati sovrapposti: una membrana muscolare (il miocardio), rivestita a sua volta da una membrana sierosa (il pericardio) che funge da isolamento e da protezione dall’esterno, e da un tessuto situato internamente al miocardio stesso (l’endocardio).

Questa struttura dà forma a quattro cavità:

  • atrio destro e atrio sinistro che si occupano della ricezione del sangue da altre zone corporee,
  • ventricolo destro e ventricolo sinistro che permettono di pompare il sangue verso gli altri distretti.

Le dimensioni cardiache aumentate possono interessare il cuore in toto oppure, selettivamente, uno o più atri e ventricoli.

La condizione di cardiomegalia non necessariamente rappresenta un pericolo effettivo per la vita del paziente, soprattutto nelle prime fasi della condizione, se tuttavia non viene diagnosticata e trattata correttamente evolvendo a condizione permanente può essere la porta per lo sviluppo di scompenso cardiaco.

La patologia può essere diagnosticata tramite tecniche di imaging, che devono essere seguite da esami specifici volti ad individuare la causa primaria della cardiomegalia, evidenziando od escludendo la presenza di altre malattie responsabili.

La stessa terapia è volta innanzitutto al trattamento della causa della cardiomegalia e,  contestualmente, alla modifica dello stile di vita, con l’adozione di abitudini sane a livello alimentare e di attività fisica.

In alcuni casi particolarmente gravi si ricorre al trattamento chirurgico ed eventualmente al trapianto cardiaco.

Cuore ingrossato visto ad una radiografia del torace

Shutterstock/Tomatheart

Cause

L’ingrossamento del cuore può essere dovuto a

  • dilatazione delle cavità cardiache (atri e ventricoli)
  • ipertrofia del miocardio, ovvero l’ispessimento del muscolo cardiaco a livello ventricolare
  • versamenti di liquido (sierofibrinoso, sieroematico o ematico) all’interno del pericardio.

La condizione può essere

Condizioni di patologie coronariche e difetti valvolari possono rappresentare un importante fattore di rischio, così come la familiarità per cardiomegalia.

Sintomi

La cardiomegalia può presentarsi in maniera asintomatica, soprattutto nelle prime fasi, ma compromettendo comunque le funzionalità del cuore qualora non venga diagnosticata e trattata prima di peggiorare.

I possibili sintomi compaiono quando inizia a venire compromessa la funzionalità dell’organo e comprendono:

Complicazioni

La complicazione caratteristica consiste nel progressivo sviluppo di scompenso cardiaco, condizione irreversibile e potenzialmente letale che rende il cuore incapace di pompare abbastanza sangue nell’organismo.

Tra le altre complicazioni che la cardiomegalia può provocare si annoverano:

  • Formazione di coaguli nel sangue che ostruiscono il flusso ematico, causando gravi condizioni quali:
  • Valvulopatie (disturbi delle valvole cardiache), comportando la possibilità di sviluppo di soffi cardiaci
  • Arresto cardiaco e il conseguente decesso del paziente

Diagnosi

Alla luce delle possibili gravi conseguenze è chiara l’importanza di una diagnosi precoce; nonostante la possibilità che si verifichi tale condizione in modalità asintomatica, è bene segnalare immediatamente al medico disturbi aspecifici, spesso erroneamente associati all’invecchiamento o derubricati come temporanei e conseguenza di una scarsa forma fisica, come dolori al petto, sensazione di affaticamento, fiato corto.

Il medico di riferimento è il cardiologo; la diagnosi viene effettuata sulla base della raccolta anamnestica del soggetto, della sintomatologia riportata e individuando tutti i possibili fattori di rischio come patologie primarie, comportamenti a rischio, gravidanza e familiarità con la condizione.

La diagnosi strumentale successiva, invece, si avvale di:

  • Esami di diagnostica per immagini per evidenziare la forma e le dimensioni del cuore, quali:
  • Elettrocardiogramma per individuare la presenza di aritmie
  • Ecocolordoppler per individuare i difetti morfologici delle quattro camere cardiache e difetti di funzionamento
  • Esami del sangue
  • Biopsia cardiaca effettuata tramite l’inserimento di un catetere
  • Stress test, ossia la valutazione della reazione (pressione sanguigna e respirazione) del paziente durante l’attività fisica

Cura

Il trattamento della cardiomegalia si basa innanzitutto sul riconoscimento e sul trattamento delle cause che l’hanno scatenata; qualora le cause fossero comportamenti a rischio, quali utilizzo di alcol e droghe, o l’utilizzo di specifici farmaci, è bene interromperne l’assunzione. Allo stesso modo, se la causa è da ricercare in determinate condizione di vita momentanee, come la gravidanza o periodi di forte stress, è bene tenere costantemente monitorata la situazione.

L’ingrossamento del cuore che si verifica negli sportivi (cuore d’atleta) non necessità invece di trattamento, in quando naturale conseguenza dell’attività fisica e per questo del tutto innocuo.

Proprio l’attività fisica è uno degli imprescindibili punti sui cui si basa la modifica dello stile di vita volto a contenere e talvolta prevenire il peggioramento della condizione, insieme a:

  • Abolizione del fumo
  • Adozione di una dieta sana, ricca di frutta e verdura
  • Limitare il consumo di sale
  • Limitare od evitare il consumo di alcolici (i cui effetti sul cuore non sono sempre positivi come troppo facilmente si tende a credere).

L’utilizzo di specifici farmaci si è dimostrato utile nel trattamento del cuore ingrossato:

  • Diuretici, favorendo l’eliminazione di sodio (nei casi di ipertensione);
  • Inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) o beta bloccanti per tenere sotto controllo la pressione sanguigna e favorire le capacità di pompaggio del cuore;
  • Bloccanti del recettore dell’angiotensina (ARBs);
  • Anticoagulanti per la prevenzione di eventi acuti quali infarto e ictus;
  • Anti-aritmici per le aritmie cardiache derivanti dalla condizione

In alcuni pazienti, quando la terapia farmacologica non sia sufficiente e per questo si osservi il progressivo peggioramento delle condizioni del paziente, potrebbe essere necessario ricorrere ad interventi chirurgici come:

  • Posizionamento di un pacemaker o di un defibrillatore cardioverter impiantabile (ICD) per controllare il ritmo cardiaco,
  • Sostituzione chirurgica di una valvola malfunzionante con una meccanica o biologica,
  • Bypass coronarico nei casi di ostruzione delle arterie coronariche,
  • Dispositivo di assistenza ventricolare (VAD) utilizzato nei casi di insufficienza cardiaca grave

Nei casi limite, in cui il cuore abbia subito un grave scompenso e le cure farmacologiche non siano riuscite a contenere i rischi e le complicazioni, può essere necessario ricorrere al trapianto di cuore con soggetti compatibili. L’intervento è molto complesso e può comportare il rigetto dell’organo trapiantato.

Fonti e bibliografia

  • Amin, H., & Siddiqui, W. J. (2021). Cardiomegaly. StatPearls [internet].

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