Cos’è un soffio al cuore?
In condizioni normali il battito del cuore produce un rumore caratteristico, che gli studenti di medicina imparano a riconoscere fin dalle prime esperienze in ospedale, dovuto alla chiusura delle valvole cardiache quando il sangue le attraversa. I medici possono ascoltare il battito del cuore e gli eventuali soffi usando lo stetoscopio.
Il soffio al cuore è un rumore anomalo che il medico può percepire auscultando il battito cardiaco; i soffi possono avere diversi gradi d’intensità, da molto deboli a molto intensi, e talvolta si presentano sotto forma di fischi o sibili.
Esistono due tipi di soffio al cuore:
- innocente (benigno),
- anomalo.
I soffi innocenti non sono causati da problemi cardiaci e sono piuttosto comuni tra i bambini sani, tanto da rappresentare la ragione più frequente che spinge i genitori a rivolgersi ad un cardiologo pediatrico. Praticamente tutti i bambini sviluppano un qualche soffio al cuore durante il periodo della loro infanzia, ma di questi meno dell’1% patologico.
I pazienti che hanno un soffio anomalo presentano invece i sintomi di problemi cardiaci; la maggior parte dei soffi anomali nei bambini è causata da malformazioni cardiache congenite, cioè da problemi di forma e di struttura del cuore presenti fin dalla nascita.
Negli adulti, invece, i soffi anomali sono causati nella maggior parte dei casi da disturbi a carico delle valvole cardiache, che si sviluppano come conseguenza di altre malattie, infezioni o semplicemente dell’invecchiamento.
Il soffio al cuore non è quindi una malattia di per sé, ma un segno, e nella maggior parte dei casi non è pericoloso:
- quelli di tipo innocente non causano particolari sintomi e non richiedono di limitare l’attività fisica né di prendere altre particolari precauzioni. Il soffio innocente può continuare ad esistere per tutta la vita, senza richiedere alcuna terapia.
- La prognosi e la terapia dei soffi anomali dipendono dal tipo e dalla gravità del problema cardiaco che li provoca.
Il sistema circolatorio
Il cuore è un muscolo grande circa come un pugno, funziona come una pompa e batte circa 100.000 volte al giorno, per tutta la vita.
È diviso in due parti da una parete interna detta setto interatriale, il lato destro del cuore pompa il sangue verso i polmoni, dove si rifornirà di ossigeno. Il sangue ossigenato, una volta uscito dai polmoni, ritorna nel lato sinistro del cuore che lo pompa verso il resto dell’organismo.
Internamente è poi ulteriormente diviso in quattro cavità, possiede quattro valvole ed è collegato con diversi vasi sanguigni.
- Le vene sono i vasi che trasportano il sangue verso il cuore dal resto dell’organismo.
- Le arterie, invece, sono i vasi che trasportano il sangue dal cuore verso l’organismo.

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Gli atri sono le due cavità superiori che raccolgono il sangue che arriva nel cuore, mentre i ventricoli sono le due camere inferiori che pompano il sangue fuori dal cuore, verso i polmoni o le altre parti dell’organismo.
Le quattro valvole cardiache controllano la circolazione del sangue proveniente dagli atri e diretto nei ventricoli, e proveniente dai ventricoli e diretto nelle due arterie maggiori collegate al cuore.
- La valvola tricuspide si trova nel lato destro, tra l’atrio e il ventricolo.
- La valvola polmonare si trova nel lato destro, tra il ventricolo e l’entrata dell’arteria polmonare che trasporta il sangue verso i polmoni.
- La valvola mitrale si trova nel lato sinistro, tra l’atrio e il ventricolo.
- La valvola aortica si trova nel lato sinistro, tra il ventricolo e l’ingresso dell’aorta, l’arteria che trasporta il sangue verso il resto dell’organismo.
Le valvole possono essere paragonate a porte che si aprono e si chiudono:
- si aprono per permettere al sangue di scorrere nella cavità o nell’arteria
- poi si chiudono per impedire al sangue di scorrere nel verso opposto.
Quando le valvole si aprono e si chiudono, producono il “tum tump”, il rumore che il medico può auscultare con lo stetoscopio.
- La prima parte del rumore è prodotta dalle valvole mitrale e tricuspide che si chiudono all’inizio della sistole (la sistole è la contrazione dei ventricoli, che permette al cuore di pompare il sangue verso l’esterno).
- La seconda parte del rumore è prodotta dalle valvole aortica e polmonare che si chiudono all’inizio della diastole (la diastole è il momento in cui i ventricoli si rilassano e si riempiono del sangue pompato al loro interno dagli atri).

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Le arterie sono i vasi sanguigni maggiori collegati al cuore:
- L’arteria polmonare permette il passaggio del sangue dal lato destro del cuore verso i polmoni, dove si rifornisce di ossigeno fresco.
- L’aorta, che è l’arteria più grande del nostro organismo, permette al sangue ossigenato di passare dal lato sinistro del cuore nel resto dell’organismo.
- Le arterie coronarie sono altre fondamentali arterie collegate al cuore: trasportano il sangue ossigenato dall’aorta verso il muscolo cardiaco che, come tutti gli altri muscoli, deve essere rifornito di sangue per funzionare.
Le vene sono gli altri vasi sanguigni maggiori collegati al cuore:
- Le vene polmonari trasportano il sangue ricco di ossigeno dai polmoni al lato sinistro del cuore, da cui sarà pompato verso il resto dell’organismo.
- Le vene cave sono grandi vene che trasportano il sangue povero d’ossigeno dall’organismo verso il cuore.
Cause
Soffio innocente
Rimane ancora oggi inspiegata la ragione per cui alcune persone soffrono di soffi innocenti, che sono semplicemente rumori causati dal sangue che circola attraverso le cavità cardiache e le valvole, oppure nei vasi sanguigni collegati al cuore.
I soffi innocenti, inoltre, possono essere causati da una circolazione maggiore del normale all’interno del cuore. Infanzia a parte, la causa più frequente di circolazione eccessiva nel cuore è la gravidanza, durante la quale l’organismo della madre produce una quantità maggiore di sangue. I soffi riscontrati nelle gestanti sono per lo più innocenti.
Soffio anomalo
Spesso i soffi anomali sono causati da malformazioni cardiache congenite o da disturbi valvolari acquisiti.
Malformazioni cardiache congenite
Le malformazioni cardiache congenite sono la causa più frequente di soffi anomali nei bambini, si tratta di problemi della struttura del cuore presenti già alla nascita, che causano anomalie nella circolazione del sangue nel cuore.
Le malformazioni cardiache congenite possono colpire le pareti interne del cuore, le valvole cardiache oppure le arterie e le vene che trasportano il sangue da e verso il cuore. Alcuni neonati presentano più di una malformazione cardiaca.
I problemi a carico delle valvole e le malformazioni del setto interatriale sono malformazioni cardiache frequenti in grado di causare soffi anomali.
Tra i problemi più comuni a carico delle valvole troviamo invece
- valvole troppo chiuse che ostacolano la normale circolazione,
- oppure valvole che perdono perché non si chiudono correttamente.
Le malformazioni del setto interatriale sono dei buchi nel setto interatriale, la parete che separa il lato destro e quello sinistro del cuore.
Disturbi valvolari acquisiti
I disturbi a carico delle valvole cardiache spesso sono la causa dei soffi anomali negli adulti; si tratta di disturbi acquisiti, che cioè si sviluppano come conseguenza di un’altra malattia.
I disturbi valvolari possono essere causati da molte malattie diverse, ad esempio disturbi cardiaci, cambiamenti dovuti all’invecchiamento, febbre reumatica e infezioni.
Determinati disturbi possono deformare e stirare le valvole cardiache, tra di essi ricordiamo:
- Danni e cicatrici dovuti ad un infarto o ad una diversa lesione cardiaca.
- Ipertensione e insufficienza cardiaca in stadio avanzato. Questi disturbi sono in grado di far aumentare le dimensioni del cuore o delle arterie maggiori.
- Restringimento dell’aorta dovuto all’accumulo di placche di sostanze grasse al suo interno. L’aorta è il principale vaso che si occupa di trasportare il sangue ossigenato verso l’organismo, l’accumulo di placche sulle pareti interne delle arterie è detto aterosclerosi.
- Cambiamenti dovuti all’invecchiamento, quando si possono formare depositi di calcio o di altre sostanze sulle valvole cardiache che fanno indurire e ispessire i lembi delle valvole e limitano la circolazione del sangue: il disturbo risultante è detto stenosi.
- Febbre reumatica. I batteri che provocano il mal di gola da streptococco, la scarlattina e, in alcuni casi, l’impetigine, possono causare anche la febbre reumatica. Questa grave condizione è una complicazione che può insorgere in seguito a un’infezione da streptococco, soprattutto in assenza di terapia antibiotica. La febbre reumatica è in grado di danneggiare le valvole cardiache, lasciando delle cicatrici permanenti. I sintomi del danno alle valvole di solito non si presentano se non anni dopo la guarigione dalla febbre reumatica. Attualmente la maggior parte dei pazienti affetti da infezioni da streptococco è curata con gli antibiotici, prima che si scateni la condizione. È fondamentale completare il ciclo di antibiotici contro lo streptococco, anche se iniziate a sentirvi meglio già prima della fine della terapia.
- Infezioni. Microrganismi comuni che entrano in circolo e raggiungono il cuore a volte sono in grado di infettare la superficie interna dell’organo, comprese le valvole cardiache. Questa rara infezione è detta endocardite infettiva e può rivelarsi estremamente pericolosa. L’endocardite infettiva si manifesta con maggiore probabilità nei pazienti che già presentano problemi circolatori a livello di valvole cardiache per via di un disturbo valvolare. Se la circolazione non è normale, infatti, si possono formare trombi sulla superficie della valvola, che facilitano l’attacco e l’infezione da parte dei germi. L’endocardite infettiva può aggravare un disturbo valvolare preesistente.
Altre cause
Alcuni soffi al cuore sono causati da disturbi di natura non cardiaca. Il cuore, in questi casi, è sano, ma una malattia come l’anemia o l’ipertiroidismo può far sì che il sangue circoli più velocemente del normale.
- L’anemia è una malattia in cui l’organismo possiede meno globuli rossi del normale.
- L’ipertiroidismo, invece, è una condizione caratterizzata da un’eccessiva produzione di ormoni tiroidei.
Sintomi
Chi ha un soffio al cuore di tipo innocente non presenta alcun sintomo, se non il soffio vero e proprio, perché i soffi al cuore innocenti non sono causati da patologie cardiache (più correttamente il soffio è in realtà un segno, non un sintomo, perché non viene percepito dal paziente, mentre si tratta di un rilievo oggettivo percepito dal medico).
Chi invece ha un soffio anomalo presenta i sintomi dei problemi cardiaci che lo provocano, tra di essi possiamo ricordare:
- nutrizione insufficiente e ritardi nella crescita (nei neonati),
- fiato corto, anche solo durante l’esercizio fisico,
- sudorazione eccessiva senza cause apparenti,
- dolore al torace,
- vertigini o svenimento,
- colore bluastro della pelle, soprattutto delle dita e delle labbra (cianosi).
I sintomi dipendono in ogni caso dal problema che causa il soffio e dalla sua gravità.
Diagnosi
La diagnosi di un soffio cardiaco inizia sempre con l’auscultazione clinica durante una visita medica di routine o specialistica. Il medico utilizza lo stetoscopio per identificare la presenza di rumori aggiuntivi rispetto ai toni cardiaci normali e ne valuta le caratteristiche peculiari.
Auscultazione e valutazione clinica
Durante l’esame obiettivo, il cardiologo classifica il soffio in base ad alcuni parametri standardizzati:
- Intensità: misurata sulla scala di Levine da 1 (quasi impercettibile) a 6 (udibile anche senza appoggiare lo stetoscopio al torace).
- Fase del ciclo cardiaco: distingue i soffi sistolici (durante la contrazione), diastolici (durante il rilassamento) o continui. I soffi diastolici sono quasi sempre indicativi di una patologia.
- Localizzazione e irradiazione: identifica il “punto di massima intensità” (focolaio aortico, mitralico, ecc.) e se il rumore si propaga verso il collo o l’ascella.
- Timbro: descritto come aspro, dolce, a getto di vapore o rullante, fornendo indizi sulla causa sottostante.
Esami strumentali
Per distinguere un soffio innocente da uno patologico e definirne la gravità, la medicina moderna si avvale di protocolli diagnostici precisi:
Ecocardiocolordoppler
Rappresenta il gold standard diagnostico. È un’ecografia del cuore che permette di visualizzare in tempo reale l’anatomia delle valvole, lo spessore delle pareti cardiache e la direzione del flusso sanguigno. Il modulo Color-Doppler evidenzia con precisione eventuali rigurgiti (reflussi) o stenosi (restringimenti) valvolari, consentendo di quantificare la gravità del difetto.
Elettrocardiogramma (ECG)
L’elettrocardiogramma è essenziale per valutare se il soffio è associato ad aritmie o a segni di ipertrofia (ingrossamento) delle camere cardiache, comuni nelle valvulopatie croniche.
Radiografia del torace
Viene utilizzata per valutare l’ombra cardiaca (segni di cardiomegalia) e lo stato della circolazione polmonare, utile soprattutto se il paziente presenta fiato corto.
Approfondimenti di secondo livello
In casi selezionati o pre-operatori, possono essere necessari:
- Ecocardiogramma transesofageo: per una visione più dettagliata delle valvole, inserendo una sonda nell’esofago.
- Risonanza Magnetica Cardiaca (RMN): per studiare con estrema precisione la funzione ventricolare e i flussi in caso di cardiopatie congenite complesse.
- Test da sforzo: per monitorare come il cuore e le valvole rispondono all’attività fisica.
- Cateterismo cardiaco: procedura invasiva utilizzata quando i test non invasivi non sono conclusivi o per pianificare interventi di riparazione valvolare.
Cura
Il trattamento del soffio cardiaco non mira a eliminare il rumore in sé, ma a gestire la causa patologica sottostante o a monitorare l’evoluzione dei soffi benigni. L’approccio terapeutico moderno è altamente personalizzato e si basa sulla gravità del difetto e sui sintomi del paziente.
Monitoraggio e rassicurazione (Soffi innocenti)
Per i soffi definiti “innocenti” o funzionali, frequenti nei bambini, negli atleti e nelle donne in gravidanza, non è necessaria alcuna terapia. Il consenso scientifico raccomanda la rassicurazione del paziente e, talvolta, controlli periodici per confermare che la natura del soffio rimanga invariata nel tempo.
Terapia farmacologica
I farmaci non possono correggere meccanicamente una valvola danneggiata, ma sono fondamentali per gestire le conseguenze emodinamiche e prevenire complicazioni come l’insufficienza cardiaca. Le classi di farmaci più utilizzate includono:
- Diuretici: per ridurre l’accumulo di liquidi nei polmoni o nelle gambe.
- ACE-inibitori e Sartani: per ridurre la pressione arteriosa e facilitare il lavoro di pompaggio del cuore.
- Beta-bloccanti: per rallentare la frequenza cardiaca e migliorare l’efficienza del cuore.
- Anticoagulanti: indispensabili se il soffio è associato a rischi trombotici o fibrillazione atriale.
Interventi chirurgici e mininvasivi
Quando il difetto valvolare o congenito è severo, si ricorre alla correzione meccanica. Le opzioni attuali preferiscono, dove possibile, tecniche conservative:
- Riparazione valvolare: considerata la scelta migliore, specialmente per la valvola mitrale, poiché conserva il tessuto naturale del paziente.
- Sostituzione valvolare: tramite protesi meccaniche (che richiedono scoagulazione a vita) o biologiche.
- TAVI (Impianto Transcatetere di Valvola Aortica): una tecnica rivoluzionaria mininvasiva che permette di sostituire la valvola aortica tramite un catetere inserito dall’inguine, senza aprire il torace, ideale per pazienti anziani o fragili.
- Procedure percutanee (es. MitraClip): per riparare la valvola mitrale tramite cateterismo in pazienti non operabili con chirurgia tradizionale.
Prevenzione delle complicanze
In passato era comune somministrare antibiotici prima di ogni visita dentistica a chiunque avesse un soffio. Oggi, le linee guida internazionali raccomandano la profilassi antibiotica per l’ endocardite batterica solo per una categoria ristretta di pazienti ad alto rischio (portatori di protesi valvolari o con specifiche cardiopatie congenite cianogene).
Stile di vita e gestione quotidiana
La gestione del soffio cardiaco passa anche attraverso scelte quotidiane consapevoli:
- Attività fisica: nella maggior parte dei soffi lievi l’attività sportiva è incoraggiata. Tuttavia, in caso di stenosi aortica severa o altre valvulopatie critiche, gli sforzi intensi devono essere limitati sotto stretto controllo medico.
- Dieta e fumo: è essenziale controllare i fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione e colesterolo per non sovraccaricare ulteriormente le valvole cardiache.
- Igiene orale: mantenere una salute dentale impeccabile è la migliore prevenzione contro le infezioni che potrebbero colpire le valvole cardiache (endocarditi).
Fonti e bibliografia
Le domande più frequenti
Cos'è il soffio (o soffietto) al cuore?
Un soffio al cuore è un rumore aggiuntivo, insolito.
Quando preoccuparsi?
- soffio innocente
- soffio patologico
Il soffio patologico invece è spesso (anche se non sempre) associato ad altri sintomi, ma soprattutto è segno della presenza di una patologia che deve essere individuata e curata (o quantomeno gestita).
Nei bambini e nelle donne in gravidanza la maggior parte dei soffi è innocente, innocua, e tenderà a risolversi con la crescita/parto, ciononostante qualsiasi rumore atipico dev'essere verificato da un medico (eventualmente cardiologo) per una diagnosi corretta.
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.
