- Avvertenza
- Cos’è Levopraid?
- Serve ricetta?
- È uguale a Levobren?
- Prima della prescrizione: quali valutazioni servono?
- A cosa serve? Quali benefici?
- Cosa c’entra l’ansia? È un antidepressivo?
- Posologia: come si prende
- Dopo quanto fa effetto
- Per quanto tempo va assunto?
- Quali sono gli effetti collaterali?
- Controindicazioni: per chi è pericoloso?
Avvertenza
Il presente articolo non sostituisce il foglietto illustrativo dei farmaci né soprattutto il parere medico; le risposte alle domande più comuni sulle diverse referenze di Levopraid sono quindi fornite a solo scopo divulgativo e vanno intese come espressione del parere dell’autore, anche se formulate secondo scienza e coscienza e soprattutto in base a documenti ufficiali e letteratura scientifica disponibile.
In caso di dubbi s’invita quindi il lettore a fare riferimento al proprio curante.
Cos’è Levopraid?
Levopraid è il nome commerciale di un farmaco il cui principio attivo è la levosulpiride. È disponibile in diverse referenze:
- Levopraid 20 cpr 25 mg
- Levopraid 20 cpr 50 mg
- Levopraid 20 cpr 100 mg
- Levopraid gocce
- Levopraid 6 fiale iniettabili (IM e EV) 25 mg
- Levopraid 6 fiale iniettabili (IM e EV) 50 mg
Il presente articolo è incentrato sulle formulazioni a dosaggio inferiore (25 mg), le più comunemente prescritte per il trattamento a breve termine di alcuni disturbi digestivi e di altre condizioni specifiche.
Serve ricetta?
Sì, per l’acquisto di tutte le referenze di Levopraid è necessaria la presentazione di ricetta medica ripetibile.
La rimborsabilità non è uguale per tutte le confezioni e può dipendere dalla formulazione e dalle condizioni di prescrizione. È quindi opportuno verificarla con il medico o il farmacista per la specifica referenza.
È uguale a Levobren?
Levobren e Levopraid contengono lo stesso principio attivo, levosulpiride, e sono disponibili in formulazioni corrispondenti. Possono tuttavia differire per eccipienti e confezionamento: l’eventuale sostituzione va valutata con il farmacista o il medico, soprattutto in presenza di allergie o intolleranze.
Prima della prescrizione: quali valutazioni servono?
Non esiste un esame che stabilisca, da solo, se una persona debba assumere Levopraid. Prima della prescrizione il medico deve chiarire la causa dei sintomi e verificare che il farmaco sia appropriato e sicuro.
In caso di cattiva digestione, la valutazione comprende la descrizione dei disturbi, la loro durata e il rapporto con i pasti, l’esame obiettivo, le malattie già note e i medicinali assunti. È importante distinguere la dispepsia funzionale, cioè un disturbo dell’interazione tra intestino e cervello senza una causa strutturale che spieghi i sintomi, da ulcera, reflusso, effetti indesiderati dei farmaci, malattie della colecisti o del pancreas e altre condizioni.
In molti pazienti può essere indicata la ricerca dell’infezione da Helicobacter pylori mediante test del respiro o delle feci. La gastroscopia, gli esami del sangue e gli esami dello svuotamento gastrico non sono necessari di routine per tutti: vengono richiesti in base all’età, alla storia clinica, alla risposta alle prime cure e alla presenza di segnali d’allarme.
Richiedono una valutazione medica tempestiva sintomi come difficoltà a deglutire, vomito persistente, sangue nel vomito o feci nere, anemia, perdita di peso involontaria, dolore intenso o improvviso, febbre, massa addominale o comparsa recente e progressiva dei disturbi. In queste situazioni non è opportuno limitarsi a un trattamento sintomatico.
Se Levopraid viene considerato per i disturbi associati alla sindrome di Ménière, la diagnosi spetta generalmente allo specialista otorinolaringoiatra. Sono importanti la storia degli episodi di vertigine e un esame audiometrico. La risonanza magnetica e i test vestibolari sono riservati a casi selezionati e non servono di routine a confermare la diagnosi.
Prima della terapia il medico deve inoltre controllare le possibili interazioni, i fattori di rischio per alterazioni del ritmo cardiaco e le condizioni che aumentano il rischio di coaguli. Un elettrocardiogramma o il dosaggio degli elettroliti nel sangue possono essere indicati in presenza di cardiopatie, svenimenti, familiarità per QT lungo, età avanzata o uso di altri medicinali che influenzano il ritmo cardiaco. Non sono esami obbligatori per ogni paziente.
A cosa serve? Quali benefici?

Shutterstock/Image Point Fr
Gli obiettivi del trattamento con Levopraid 25 mg sono alleviare i sintomi e, quando pertinente, favorire la motilità dello stomaco e dell’intestino. La levosulpiride agisce sui recettori della dopamina ed esercita un effetto procinetico, cioè facilita alcuni movimenti del tratto gastrointestinale, e antiemetico contro nausea e vomito.
Il medicinale è destinato a trattamenti sintomatici e di breve durata. Non elimina necessariamente la causa del disturbo e non sostituisce le terapie specifiche eventualmente necessarie.
Le indicazioni delle formulazioni da 25 mg comprendono:
- trattamento a breve termine della sindrome dispeptica associata a rallentato svuotamento gastrico, quando le terapie precedenti non hanno funzionato;
- trattamento sintomatico e a breve termine di nausea e vomito provocati da alcuni medicinali antitumorali, dopo il fallimento della terapia di prima linea;
- trattamento sintomatico e a breve termine di vertigini, acufene, perdita dell’udito e nausea associati alla sindrome di Ménière.
Sindrome dispeptica
La levosulpiride può favorire lo svuotamento dello stomaco e ridurre disturbi quali sazietà precoce, pesantezza dopo i pasti, gonfiore, tensione nella parte superiore dell’addome, nausea ed eruttazioni. Può quindi essere presa in considerazione in alcuni pazienti con cattiva digestione, soprattutto quando si sospetta un’alterazione della motilità.
Non è però normalmente la prima opzione. Prima si valutano la causa dei sintomi e trattamenti come l’eradicazione dell’Helicobacter pylori, se presente, oppure i medicinali che riducono l’acidità gastrica quando indicati. Le evidenze disponibili suggeriscono un possibile beneficio della levosulpiride in seconda linea, ma la qualità dei dati è limitata e la risposta varia da persona a persona.
Il farmaco non è una terapia specifica del reflusso e non deve essere usato per mascherare sintomi persistenti senza averne valutato la causa.
Vomito e nausea da farmaci oncologici
La prevenzione di vomito e nausea causati dai trattamenti dei tumori viene programmata dall’équipe oncologica in base al potenziale emetogeno della terapia e alle caratteristiche del paziente. I trattamenti standard comprendono combinazioni di antiemetici specifici, scelte prima della somministrazione della terapia antitumorale.
Levopraid non rappresenta il trattamento preventivo di prima scelta. Può essere prescritto in casi selezionati, in particolare quando le opzioni iniziali non hanno controllato adeguatamente i sintomi. La somministrazione endovenosa deve avvenire esclusivamente sotto controllo sanitario.
Chi continua a vomitare nonostante la terapia deve contattare rapidamente il centro oncologico, soprattutto in caso di difficoltà a bere, riduzione delle urine, capogiri, debolezza o impossibilità ad assumere i medicinali prescritti.
Vertigini e disturbi associati alla sindrome di Ménière
Levopraid può essere prescritto per il sollievo a breve termine dei sintomi della sindrome di Ménière, tra cui:
- problemi di equilibrio, vertigini e capogiri;
- fruscii, fischi o altri rumori nell’orecchio;
- perdita di udito;
- nausea.
Il beneficio atteso è prevalentemente sintomatico. Il medicinale non è stato dimostrato in grado di modificare il decorso della malattia o prevenire la perdita dell’udito. Vertigini nuove, molto intense o accompagnate da difficoltà a parlare, debolezza di un lato del corpo, visione doppia, forte mal di testa, perdita di coscienza o incapacità di camminare richiedono una valutazione urgente.
Stile di vita
Nella dispepsia può essere utile consumare pasti più piccoli e regolari, mangiare lentamente e limitare gli alimenti che aggravano chiaramente i sintomi, evitando restrizioni alimentari eccessive. Attività fisica regolare, sonno adeguato e gestione dello stress possono contribuire al benessere nei disturbi dell’interazione intestino-cervello, ma non sostituiscono le cure necessarie.
Nella sindrome di Ménière lo specialista può suggerire regolarità nell’assunzione di liquidi e pasti e, in alcuni pazienti, una moderazione di sale, caffeina e alcol. Le prove sull’efficacia delle singole restrizioni sono limitate, perciò il programma va personalizzato. Durante la terapia con Levopraid gli alcolici devono comunque essere evitati.
Cosa c’entra l’ansia? È un antidepressivo?
Ansia, stress e depressione possono influenzare l’asse intestino-cervello e contribuire alla comparsa o al peggioramento dei disturbi digestivi. Questo non significa che i sintomi siano immaginari o che abbiano necessariamente una causa esclusivamente psicologica.
Levopraid 25 mg può ridurre alcuni sintomi digestivi funzionali, ma a questo dosaggio non deve essere considerato un antidepressivo o un ansiolitico e non sostituisce il trattamento specifico di ansia o depressione. Le formulazioni a dosaggio superiore hanno indicazioni psichiatriche differenti e devono essere utilizzate esclusivamente secondo prescrizione e controllo medico.
Posologia: come si prende
La dose deve essere stabilita dal medico. Le dosi riportate nel foglietto illustrativo per gli adulti sono:
- Levopraid 25 mg compresse: 1 compressa 3 volte al giorno prima dei pasti.
- Levopraid 25 mg/ml gocce orali: 15 gocce 3 volte al giorno prima dei pasti.
- Levopraid 25 mg/2 ml soluzione iniettabile: 1 fiala 2 o 3 volte al giorno, secondo prescrizione medica, fino alla scomparsa dei sintomi.
Le iniezioni intramuscolari o endovenose devono essere praticate da personale sanitario. Possono essere utilizzate per pochi giorni quando nausea e vomito impediscono di trattenere compresse o gocce, passando poi alla terapia orale quando possibile.
Nel trattamento del vomito provocato da determinati medicinali antitumorali, dosi e tempi di somministrazione sono decisi dall’équipe oncologica. Non bisogna modificare autonomamente la profilassi antiemetica prescritta.
Negli anziani il medico deve valutare con particolare attenzione la dose e può decidere di ridurla. Levopraid 25 mg non deve essere utilizzato nei bambini e negli adolescenti, perché non sono disponibili dati adeguati.
Se si dimentica una dose non bisogna prenderne una doppia per compensare. In caso di assunzione accidentale di una quantità superiore a quella prescritta occorre contattare immediatamente il medico o rivolgersi al pronto soccorso, portando con sé la confezione del medicinale.
Durante la terapia si raccomanda di non assumere alcolici.
Dopo quanto fa effetto
La levosulpiride viene assorbita dopo l’assunzione orale e raggiunge il picco di concentrazione nel sangue in circa 3 ore. Questo dato non permette però di prevedere con precisione quando il singolo paziente avvertirà un miglioramento.
I tempi dipendono dal sintomo trattato, dalla sua causa e dalla risposta individuale. Se i disturbi non migliorano nei tempi indicati dal medico, peggiorano o ricompaiono frequentemente, non bisogna aumentare la dose o prolungare autonomamente il trattamento: è necessaria una nuova valutazione.
Per quanto tempo va assunto?
Levopraid 25 mg è destinato a un trattamento di breve durata. Quando si passa dalla formulazione iniettabile a quella orale, il ciclo per bocca dura generalmente 10-15 giorni.
Se il medico ritiene necessario ripetere la terapia orale per altre 2 o 3 settimane, il foglietto illustrativo prevede un’interruzione di almeno 8-10 giorni tra i cicli. Non si tratta tuttavia di uno schema da ripetere automaticamente: durata, eventuali pause e necessità di ulteriori cicli devono essere decise dal medico.
Un uso prolungato può aumentare il rischio di disturbi del movimento e di effetti ormonali dovuti all’aumento della prolattina. Se i sintomi richiedono trattamenti frequenti, è importante rivalutare la diagnosi e le possibili alternative.
Quali sono gli effetti collaterali?
Come tutti i medicinali, Levopraid può causare effetti indesiderati, anche se non tutte le persone li manifestano. Il rischio dipende anche dalla dose, dalla durata della terapia, dall’età, dalle condizioni del paziente e dagli altri farmaci assunti.
Il medicinale può provocare sonnolenza, torpore e movimenti involontari. Durante il trattamento non bisogna guidare, utilizzare macchinari o svolgere attività pericolose che richiedano piena attenzione.
Gli effetti indesiderati riportati comprendono:
- Rari: prolungamento dell’intervallo QT e gravi alterazioni del ritmo cardiaco, tra cui torsioni di punta, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e arresto cardiaco.
- Molto rari: sonnolenza, sintomi simili a quelli della malattia di Parkinson, come tremore, rigidità e rallentamento dei movimenti; movimenti involontari o discinesie; distonia; sindrome maligna da neurolettici. Sono stati inoltre segnalati casi di morte improvvisa.
- Frequenza non nota: aumento della prolattina, assenza delle mestruazioni, aumento del volume delle mammelle nell’uomo, tensione mammaria, fuoriuscita di latte dalle mammelle e alterazioni della libido.
- Frequenza non nota: formazione di coaguli nelle vene, come la trombosi venosa profonda, con possibile embolia polmonare.
- Frequenza non nota: sintomi extrapiramidali e, nei neonati esposti durante la gravidanza, disturbi del movimento o sintomi da astinenza.
È necessario interrompere il farmaco e contattare immediatamente un medico in caso di febbre alta associata a forte rigidità muscolare, difficoltà nei movimenti, sudorazione, alterazioni della pressione, battito accelerato o riduzione dello stato di coscienza: potrebbe trattarsi di sindrome maligna da neurolettici.
Serve assistenza urgente anche in presenza di svenimento, palpitazioni importanti, movimenti involontari intensi, gonfiore doloroso e arrossamento di una gamba, improvviso dolore al torace o difficoltà a respirare.
Controindicazioni: per chi è pericoloso?
Levopraid non deve essere assunto in presenza di una controindicazione. L’elenco seguente non è esaustivo e va sempre verificato sul foglietto illustrativo e con il medico.
Il medicinale è controindicato in caso di:
- allergia alla levosulpiride o a uno degli eccipienti;
- feocromocitoma o rischio di questa neoplasia delle ghiandole surrenali;
- epilessia;
- stati maniacali o fasi maniacali dei disturbi dell’umore;
- mastopatia maligna o tumore al seno;
- emorragia gastrointestinale, ostruzione intestinale meccanica o perforazione, situazioni nelle quali stimolare la motilità gastrointestinale può essere pericoloso;
- gravidanza accertata o sospetta e allattamento al seno.
È necessaria particolare cautela in presenza di:
- demenza, perché Levopraid non è indicato per i disturbi comportamentali della demenza e gli antipsicotici sono associati a un aumento del rischio di eventi avversi negli anziani affetti;
- età avanzata;
- precedente ictus o relativi fattori di rischio;
- malattie del cuore, battito irregolare o familiarità per sindrome del QT lungo;
- precedenti episodi o fattori di rischio per coaguli e trombosi.
Prima di iniziare la terapia bisogna comunicare al medico e al farmacista tutti i medicinali, integratori e prodotti erboristici assunti. Richiedono particolare attenzione:
- altri psicofarmaci, soprattutto neurolettici;
- medicinali che prolungano l’intervallo QT o aumentano il rischio di aritmie cardiache;
- farmaci che possono alterare gli elettroliti nel sangue;
- anticolinergici, oppioidi e alcuni analgesici, che possono contrastare l’effetto sulla motilità gastrointestinale o aumentare altri effetti indesiderati;
- altri medicinali sedativi.
Le compresse contengono lattosio e le gocce contengono paraidrossibenzoati, che possono provocare reazioni allergiche anche ritardate. Chi presenta intolleranze a determinati zuccheri o allergie agli eccipienti deve informare il medico prima dell’uso.
Tutte le news di The WOM Healthy su Google
Tutti gli aggiornamenti su salute, alimentazione e benessere.
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.