Seno gonfio e dolente (tensione mammaria): cause, pericoli e rimedi

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Introduzione

La tensione mammaria, ovvero una sensazione di seno gonfio, è un sintomo molto frequente tra le donne e che generalmente compare a causa di scompensi ormonali che avvengono in corrispondenza di periodi critici del ciclo mestruale e della fertilità in senso più lato.

In una minoranza dei casi, tuttavia, può essere spia di patologie ben più gravi, come tumore al seno, mastiti ed infezioni della mammella.

Tale sintomo interessa di solito entrambe le mammelle e può accompagnarsi a mastalgia (dolore al seno); vale la pena notare che un fastidio bilaterale (entrambi i seni) è spesso espressione di fluttuazioni ormonali, mentre quando monolaterale (un solo seno) è suggestivo di patologie localizzate.

Lo specialista di riferimento è il medico ginecologo, spesso specializzato in senologia, che proporrà un trattamento specifico a seconda della causa alla base dello sviluppo della sintomatologia.

Seno gonfio

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Cause

La tensione mammaria è una condizione che può originarsi da differenti cause, che variano da situazioni fisiologiche innocue, che rappresentano la grande maggioranza dei casi, a patologie molto più gravi ed invalidanti (tipicamente in associazione ad altri sintomi).

  • Alterazioni ormonali
    • Approssimarsi del ciclo mestruale e sindrome premestruale: le fluttuazioni di estrogeniprogesterone stimolano la mammella, tipicamente da 3-5 giorni prima della comparsa del flusso, generando il gonfiore alla stessa (tensione mammaria premestruale)
    • Ovulazione: in corso di ovulazione, che si verifica indicativamente a metà del ciclo mestruale (ovvero al 14esimo giorno su un ciclo di 28 giorni), la tensione mammaria è sintomo dell’ovulazione stessa, in particolare dell’inizio della fase progestinica
    • Sindrome premenopausale: la tensione mammaria in donne con età superiore ai 40 anni rappresenta uno dei primi sintomi della pre-menopausa. Il gonfiore del seno può comparire anche in donne che non abbiano mai avvertito questa condizione in passato, perché durante questo periodo di transizione (che può protrarsi anche per anni) le variazioni ormonali sono più intense e frequenti. In genere il sintomo si allevia, fino a scomparire del tutto, dopo la menopausa.
    • Gravidanza: la tensione mammaria rappresenta uno dei più comuni sintomi di gravidanza nel primo trimestre, a causa dell’aumento del flusso ematico in questo distretto conseguente all’aumento dei livelli di prolattina, a scopo di preparazione al successivo allattamento.
    • Allattamento: la suzione del bambino stimola la secrezione di prolattina (riflesso prolattinico) che a sua volta mantiene in essere la produzione di latte, in un circolo autoalimentante.
    • Altre alterazioni ormonali
  • Traumi: Come qualsiasi altra parte del corpo, anche il seno può sviluppare gonfiore e dolore in seguito a traumi, ad esempio di origine sportiva o come conseguenza di incidenti automobilistici.
  • Iperprolattinemia: la prolattina è un ormone prodotto dall’ipofisi, che aumenta sensibilmente soprattutto durante la gravidanza. Esistono tuttavia condizioni in cui tale ormone aumenta nonostante non ci sia nessuna gravidanza in corso, come in periodi di stress psicofisico, assunzione di farmaci antistaminici o antidepressivi triciclici, adenoma secernente dell’ipofisi. Un rialzo dei livelli di prolattinemia porta a galattorrea, cioè produzione di latte, e tensione mammaria.
  • Utilizzo della pillola anticoncezionale ed effetto indesiderato di alcuni altri farmaci
  • Stress psicofisico
  • Reggiseno inadatto: Senza un supporto adeguato, i legamenti che collegano il seno alla parete toracica possono diventare eccessivamente tesi e dolorosi, magari con il progressivo trascorrere delle ore e soprattutto nel caso di donne con seno abbondante, magari dopo l’attività fisica. Il risultato è un inevitabile senso di dolore e tensione.
  • Cisti al seno, che ne causano un senso di tensione
  • Complicazioni conseguenti all’inserimento di protesi mammarie
  • Galattocele: cisti che si formano nella ghiandola mammaria ripiene di latte ed essudati infiammatori
  • Necrosi del grasso mammario
  • Mastite (infiammazione della mammella, in molti casi in concomitanza con l’allattamento)
  • Infezione della mammella
  • Ectasia duttale, patologia non tumorale del seno, caratterizzata dalla dilatazione di uno o più dotti galattofori (o lattiferi)
  • Cancro al seno

Sintomi

La tensione mammaria è un sintomo caratterizzato da gonfiore della mammella che può comparire da solo o associato a dolore. Nella maggior parte dei casi è causato da squilibri ormonali che si verificano durante fasi critiche del ciclo mestruale, in tali casi questo disturbo tende ad apparire:

  • bilateralmente
  • ciclicamente.

E se fosse un tumore?

La sola tensione mammaria non è un sintomo caratteristico del tumore del seno, ma può comparire nella sintomatologia di questo cancro associato a segni e sintomi più specifici come:

  • Presenza di un nodulo solido ben adeso alla cute sottostante
  • Cambio di dimensione o di forma di una mammella (asimmetria rispetto la controlaterale)
  • Secrezioni dal capezzolo con striature di sangue
  • Arrossamento del capezzolo
  • Capezzolo rientrato rispetto alla posizione normale
  • Mammella con cute a buccia d’arancia

Diagnosi

Lo specialista di riferimento per la tensione mammaria è il medico ginecologo che, raccolta l’anamnesi della paziente ed effettuato l’esame obiettivo, potrà eventualmente richiedere ulteriori esami per ricercare la causa del disturbo, tra cui:

La tensione mammaria è una condizione grossomodo benigna, occorre tuttavia consultare subito un medico in caso fosse associata ad altri segni e sintomi più severi al fine di individuarne la causa scatenante.

Autopalpazione della mammella

Di norma si insegna a tutte le donne a partire dai 20 anni di età di effettuare con cadenza mensile l’autopalpazione delle mammelle, al fine di individuare precocemente ogni alterazione delle stesse e riuscire ad ottenere una diagnosi precoce, che consente un maggior tasso di sopravvivenza a fronte di un trattamento meno aggressivo.

Sebbene questo approccio sia assolutamente intuitivo e condivisibile, vale la pena notare che in tempi recenti alcuni lavori di ricerca hanno messo in dubbio il rapporto rischio beneficio di questa pratica, che secondo gli autori in questione potrebbe essere causa di una sovradiagnosi non necessaria e soprattutto non utile in termini di vite salvate. Si sottolinea che qualsiasi rilievo anomalo percepito sul seno va SEMPRE segnalato al medico, mentre appare più dubbio il ricorso sistematico e periodico all’autopalpazione.

Cura

Nella maggior parte dei casi, ovvero quando l’agente eziologico è di natura ormonale, la tensione mammaria è una condizione innocua ed autolimitante, che potrebbe comunque trovare sollievo da:

  1. Assunzione di farmaci antidolorifici come paracetamolo ed ibuprofene
  2. Utilizzo di reggiseni sportivi e non costringenti
  3. Applicazione di impacchi con acqua calda o fredda
  4. Efficace gestione delle condizioni di stress
  5. Raggiungimento e mantenimento del peso forma
  6. Adozione di uno stile di vita sano con una dieta bilanciata e seguendo una regolare attività fisica
  7. Abolizione di caffè e soprattutto caffeina, alcolici e superalcolici
  8. Riduzione del consumo di sale da cucina

Nel periodo premenopausale può essere utile ricorrere ad una terapia ormonale sostitutiva per alleviare questo sintomo.

In caso di tensione mammaria associata a patologie, il trattamento di quest’ultime contribuirà alla risoluzione della tensione stessa, ad esempio:

  • Mastite: somministrazione di antibiotici ed antidolorifici
  • Iperprolattinemia: trattamento medico con farmaci dopaminergici (la dopamina inibisce la secrezione di prolattina) o trattamento chirurgico con rimozione dell’adenoma ipofisario che secerne la prolattina
  • Tumore al seno: è una patologia molto grave, potenzialmente fatale, per la quale bisogna intervenire sulla base delle caratteristiche della neoplasia stessa. Gli approcci comprendono mastectomia (rimozione chirurgica della mammella), radioterapia e chemioterapia.

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