Menopausa precoce: sintomi, cause, rimedi

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Introduzione

La menopausa propriamente detta è il momento dell’interruzione dei cicli mestruali da almeno 12 mesi consecutivi, ed è quindi una diagnosi retrospettiva, ovvero riconosciuta quando sia passato un intero anno senza più cicli e siano state escluse altre cause a spiegare la sospensione.

La menopausa è definita precoce quando si verifica prima dei 40 anni, perché l’età media a livello mondiale, considerabile quindi come fisiologica, è invece di circa 50 anni.

L’arrivo della menopausa può essere naturale oppure indotto, ovvero conseguente ad eventi quali

  • rimozione chirurgica di entrambe le ovaie, anche in caso di utero conservato,
  • soppressione causata da chemioterapia o radiazioni (ad esempio in forma di radioterapia).

Poiché con la menopausa viene meno la capacità riproduttiva, la rilevanza di questa condizione è aumentata negli ultimi decenni parallelamente all’aumento dell’età media del primo concepimento.

Classificazione

Vale la pena notare che da un punto di vista terminologico un anticipo della menopausa prevede un’ulteriore suddivisione:

  • Menopausa precoce (età inferiore a 40 anni)
  • Menopausa prematura (età 40 – 45 anni)
  • Menopausa spontanea (età 46 – 55 anni)
  • Menopausa tardiva (età superiore a 56 anni)

Si stima che la menopausa prematura si verifichi in circa l’1% delle donne, la menopausa precoce in circa il 5%.

Cause

Menopausa precoce e prematura condividono le stesse cause.

Insufficienza ovarica naturale

La menopausa precoce può essere un fenomeno naturale, anche se presumibilmente non auspicabile, se le ovaie di una donna diventano incapaci di garantire un’adeguata produzione di estrogeno, l’ormone sessuale femminile per eccellenza (insufficienza ovarica primaria, ovvero non determinata da altre cause).

La causa dell’insufficienza ovarica primaria rimane spesso sconosciuta, ma in alcune donne può essere causata da:

Tra i possibili fattori di rischio si annoverano invece:

  • predisposizione familiare (possibile nel caso di parenti stretti con storia di menopausa precoce)
  • abitudine al fumo

Terapie oncologiche

La radioterapia e la chemioterapia possono causare insufficienza ovarica, permanente o temporanea; il rischio di un arresto definitivo della funzionalità ovarica dipende da fattori quali:

  • età: le bambine (età inferiore alla pubertà) possono tollerare un trattamento più aggressivo rispetto alle donne anziane
  • natura del trattamento
    obiettivo della radioterapia (se mirata a cervello o al bacino il rischio è sensibilmente superiore).

Chirurgia

La rimozione chirurgica di entrambe le ovaie (annessiectomia) porta inevitabilmente alla menopausa, precoce se l’intervento avviene prima dei 40 anni, prematura prima dei 45.

La rimozione del solo utero (isterectomia), con salvaguardaia delle ovaie, NON causa di per sé menopausa, anche se ovviamente vengono meno:

  • flussi mestruali (ovvero le mestruazioni)
  • capacità riproduttiva.

Sintomi

Sintomi iniziali

Il sintomo chiave è una progressiva irregolarità del ciclo mestruale (oppure un cambiamento più improvviso, più comune nel caso di menopausa indotta); è tuttavia importante ricordare che l’assenza di ciclo mestruale è necessario affinché si possa diagnosticare una condizione di menopausa, ma non è sufficiente, perché tra le cause di ritardo/assenza/irregolarità mestruale è possibile individuare numerose altre spiegazioni (come l’ovaio policistico, ad esempio, oppure anche una gravidanza imprevista).

Sintomi avanzati

I sintomi più avanzati sono sostanzialmente sovrapponibili a quelli di una menopausa spontanea, ovvero:

Complicazioni

Come per la menopausa spontanea con la riduzione della produzione di estrogeni aumenta il rischio di:

È possibile rimanere incinta?

Con la menopausa viene ovviamente meno la capacità riproduttiva, ovvero la possibilità di rimanere incinta, ma:

  • nel caso di ricerca nelle prime fasi (perimenopausa) è possibile valutare eventuali tentativi con tecniche di fecondazione assistita (FIVET, ICSI);
  • si raccomanda di utilizzare metodi contraccettivi ragionevolmente sicuri (preservativo, pillola, anello vaginale, cerotto transdermico, …) fino a diverso parere del ginecologo, perché “in molti casi si ha la persistenza di follicoli primordiali disfunzionali (possono ancora produrre estradiolo e anche l’ovulazione e talora la gravidanza, ma in modo imprevedibile ed assolutamente irregolare anche per anni)” (fonte: Linee Guida SIGO).

Quando rivolgersi al medico

Sebbene un ritardo occasionale non sia necessariamente indicativo e, anzi, possa essere un fenomeno del tutto normale (conseguenza ad esempio dello stress), è raccomandabile rivolgersi al medico in caso di età inferiore ai 45 anni e mestruazioni poco frequenti o addirittura assenti (amenorrea).

Diagnosi

L’assenza di ciclo mestruale non è sufficiente alla diagnosi, che viene invece formulata a posteriori (assenza di ciclo mestruale per almeno 12 mesi, in assenza di altre cause) e corroborata da esami del sangue, come ad esempio:

Cura

Nelle donne che sviluppino precocemente la menopausa viene spesso consigliata l’assunzione della pillola contraccettiva o della terapia ormonale sostitutiva, per supplire all’interruzione della produzione ormonale. La prescrizione viene valutata in base agli eventuali fattori di rischio cardiovascolari ed oncologici della paziente, così da operare una scelta che garantisca il miglior rapporto possibile rischio/beneficio, ma “i dati attualmente disponibili sono a favore di uno specifico beneficio dell’HRT [terapia ormonale sostitutuva]. Vi è attualmente consenso diffuso circa la possibilità di proseguire l’HRT fino all’età fisiologica media di menopausa” (fonte: Linee Guida SIGO).

Menopausa precoce

Getty/fotostorm

L’attenzione allo stile di vita diventa ancora più importante, sia in ottica di prevenzione, che di benessere fisico e psicologico (riducendo ad esempio anche il rischio di aumento di peso), e viene perseguito con l’attenzione a

Specifici disturbi possono infine essere curati con trattamenti mirati, ad esempio il ricorso a lubrificanti vaginali può supplire alla riduzione della produzione di muco cervicale durante i rapporti sessuali. In caso di ridotto desiderio è infine possibile valutare il ricorso alla terapia con testosterone.

Fonti e bibliografia

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