Introduzione
La sindrome di Turner è una condizione genetica responsabile di alterazioni dello sviluppo nelle donne; la caratteristica peculiare è una ridotta statura, che diventa evidente fin dai 5 anni circa. È molto comune anche la perdita prematura della funzione ovarica (menopausa precoce). Le ovaie si sviluppano inizialmente in modo normale, tuttavia la maggior parte del tessuto ovarico degenera prima della nascita e gli ovuli non sono in grado di sopravvivere abbastanza a lungo. La conseguenza è che molte delle ragazze colpite non andrebbero incontro ad una normale pubertà a meno di ricevere una terapia ormonale; per la stessa ragione la maggior parte delle pazienti non è in grado di concepire (infertilità) e solo una piccola percentuale mantiene la normale funzione ovarica per qualche anno.
I segni e i sintomi variano da un paziente all’altro, ma tra i più comuni si annoverano:
- collo corto ed affetto da pterigium colli (segno molto caratteristico, che consiste in una piega cutanea che si estende fino alle spalle, con uno sgradevole effetto estetico),
- attaccatura delle orecchie e dei capelli molto bassa,
- mani e piedi gonfi.
Le pazienti sono inoltre soggette allo sviluppo di difetto cardiaci congeniti, le cui complicazioni possono diventare un pericolo per la vita.
Seppure la maggior parte delle pazienti conserva e sviluppa un’intelligenza normale, sono comunque possibili ritardi nello sviluppo, difficoltà di apprendimento non verbale e problemi comportamentali, estremamente variabili tra un individuo e l’altro.
Viene in genere diagnosticata durante la gravidanza o al più tardi nei primi anni di vita, è invece raro che non emerga fino ad età più avanzate.
Sebbene le pazienti affette da sindrome di Turner necessitino di cure mediche continue da parte di team multidisciplinari, cure adeguate e controlli periodici possono garantire loro una vita sana e indipendente.
Cause
La sindrome di Turner è una malattia genetica, caratterizzata da una grave alterazione (o dalla completa assenza) di uno dei due cromosomi sessuali X e che per questa ragione colpisce esclusivamente individui di sesso femminile (l’uomo possiede cromosomi sessuali XY, la donna sana una coppia XX; nel caso di assenza del cromosoma Y si otterrà un unico cromosoma X, che condurrà allo sviluppo di una bambina).

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Poiché la maggior parte delle pazienti affette è infertile è chiaro come generalmente la condizione non possa che essere sporadica e conseguente ad errori casuali durante la formazione delle cellule riproduttive. Non è legata all’età materna.
Esiste una forma meno comune, definita sindrome di Turner con mosaicismo, caratterizzata dal fatto che l’anomalia cromosomica è presente solo in una parte delle cellule dell’organismo, segno che l’errore è avvenuto in una fase successiva alla fecondazione.
Si stima che in generale interessi una bambina ogni 2000.
Sintomi
Le ragazze affette da sindrome di Turner sono caratterizzate da un’altezza sensibilmente inferiore alla media e dalla presenza di ovaie non adeguatamente attive; è spesso possibile riconoscere la presenza della malattia fin dalla nascita, a causa della presenza di un peculiare linfedema che itneressa mani e piedi (gonfiore da accumulo di liquidi), che tuttavia tende a risolversi entro breve.
A seguito della nascita la crescita appare nella norma fin verso i 3 anni d’età, quando inizia a rallentare; mediamente in età adulta la paziente è circa 20 cm più bassa della media.
Oltre alla statura la seconda caratteristica tipica delle donne affette da sindrome di Turner è un’alterata funzione delle ovaie, gli organi riproduttivi responsabili della produzione degli ovuli e di diversi ormoni sessuali; questo si traduce in:
- assenza di sviluppo sessuale, se non in seguito a somministrazione di terapia ormonale sostitutiva
- assenza di ciclo mestruale naturale
- disturbi della fertilità, spesso fino a completa sterilità.
Tra gli altri sintomi possibili, variabili da una paziente all’altra, si annoverano alterazioni estetiche quali
- collo più corto del normale
- petto ampio e capezzoli molto distanziati tra loro
- attaccatura dei capelli molto bassa
- disturbi ai denti
- elevato numero di nei
- attaccatura bassa delle orecchie
- unghie sottili.
La maggior parte delle ragazze con la sindrome di Turner non mostra alterazioni del quoziente intellettivo, sviluppa quindi buone capacità di lettura e di linguaggio, sono tuttavia possibili difficoltà di apprendimento comportamentali, sociali ed altre più specifiche.
Complicazioni
La sindrome è purtroppo associata ad un aumento rischio di sviluppare altre condizioni di salute, tra cui:
- soffio cardiaco (in alcuni casi conseguente a restringimento dell’aorta e pressione alta)
- disturbi renali ed urinari
- ipotiroidismo
- osteoporosi
- scoliosi
- disturbi metabolici (obesità, diabete, … ) e conseguente aumento del rischio cardiovascolare
- linfedema (accumulo di liquidi agli arti)
- disturbi del tratto digestivo
- sanguinamenti
- morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa
- perdita dell’udito e predisposizione allo sviluppo di otiti
- disturbi agli occhi
Alcune donne sviluppano infine problemi di depressione e autostima.
Diagnosi
La diagnosi della sindrome di Turner può avvenire in diverse fasi della vita, dalla gestazione fino all’adolescenza, basandosi sul sospetto clinico confermato dall’analisi citogenetica (mappa cromosomica).
Diagnosi prenatale
Sempre più spesso la condizione viene individuata prima della nascita attraverso i test di screening non invasivo (NIPT), che analizzano il DNA fetale libero nel sangue materno. Qualora l’ecografia morfologica o la translucenza nucale evidenzino segni caratteristici — come l’igroma cistico (un accumulo di liquido dietro la nuca), anomalie cardiache o renali e ridotta crescita — il medico può sospettare la sindrome.
La conferma definitiva in utero si ottiene tramite test diagnostici invasivi come l’amniocentesi o il prelievo dei villi coriali (villocentesi), che permettono di esaminare direttamente il corredo cromosomico del feto.
Diagnosi dopo la nascita e nell’infanzia
Se non identificata durante la gravidanza, la sindrome può essere riconosciuta alla nascita per la presenza di gonfiore (linfedema) alle mani e ai piedi o per un collo particolarmente corto. Tuttavia, in molti casi la diagnosi avviene più tardi, durante l’infanzia, quando si osserva un rallentamento della velocità di crescita o una statura persistentemente inferiore ai percentili di riferimento.
In età puberale, il segnale principale è il ritardo o l’assenza dello sviluppo dei caratteri sessuali secondari (come il seno) e la mancata comparsa del ciclo mestruale. Il “gold standard” diagnostico resta il cariotipo, un esame del sangue che permette di confermare l’assenza totale o parziale di un cromosoma X in tutte le cellule o in una parte di esse (mosaicismo).
Cura e gestione terapeutica
Essendo una condizione genetica, non esiste una cura risolutiva per la sindrome di Turner, ma i protocolli terapeutici attuali consentono di gestire efficacemente i sintomi e prevenire le complicanze. Gli obiettivi principali sono l’ottimizzazione della crescita, l’induzione della pubertà e il monitoraggio della salute cardiovascolare e ossea.
Terapia con ormone della crescita (GH)
La somministrazione dell’ormone della crescita è il trattamento di prima linea per contrastare la bassa statura. La terapia viene solitamente iniziata non appena la curva di crescita della bambina mostra un rallentamento significativo, spesso già tra i 4 e i 6 anni. Questo intervento, proseguito con controlli regolari dall’endocrinologo pediatra, permette a molte pazienti di raggiungere una statura adulta soddisfacente e vicina alla media.
Terapia ormonale sostitutiva (TOS)
Per sopperire alla mancata produzione ormonale delle ovaie, è necessaria una terapia sostitutiva a base di estrogeni e progestinici. Gli estrogeni vengono solitamente introdotti intorno agli 11-12 anni con dosi inizialmente molto basse, per stimolare lo sviluppo del seno e dell’utero imitando il ritmo della pubertà naturale. Successivamente si aggiunge il progesterone per regolare il ciclo mestruale e garantire la protezione del tessuto uterino e della densità ossea.
Fertilità e opzioni procreative
Sebbene la maggior parte delle donne con questa sindrome sia infertile, il desiderio di maternità può essere realizzato attraverso percorsi specifici. Le tecniche di fecondazione assistita, in particolare la donazione di ovociti (eterologa), rappresentano l’opzione con le più alte probabilità di successo. Prima di intraprendere una gravidanza, è tuttavia indispensabile un’approfondita valutazione cardiologica, poiché il cuore e l’aorta sono sottoposti a un forte stress durante la gestazione.
Stile di vita e monitoraggio
Un approccio preventivo basato sullo stile di vita è fondamentale per la gestione a lungo termine:
- Alimentazione e peso: È essenziale mantenere un peso corporeo sano per ridurre il rischio di diabete di tipo 2 e ipertensione.
- Salute delle ossa: Un apporto adeguato di calcio e vitamina D, unito ad attività fisica regolare (come camminata o sport di carico), aiuta a prevenire l’osteoporosi precoce.
- Controlli periodici: Le linee guida raccomandano screening regolari per la funzionalità tiroidea, la salute dell’udito (per prevenire otiti ricorrenti) e la funzionalità renale.
Il supporto psicologico gioca infine un ruolo chiave, aiutando le ragazze e le loro famiglie ad affrontare le sfide legate all’immagine corporea, all’autostima e alle eventuali difficoltà di apprendimento non verbale.
Fonti e bibliografia
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Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.