Elettroliti nel sangue: cosa sono e quando preoccuparsi

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Cosa sono gli elettroliti del sangue?

Gli elettroliti che si trovano in circolo nel sangue sono minerali dotati di carica elettrica (positiva o negativa) che contribuiscono alla regolazione della quantità di liquidi e, più in generale, all’equilibrio acido/base dell’organismo.

Sono indispensabili al funzionamento di numerose funzioni cellulari, come ad esempio l’attività muscolare e nervosa, il ritmo cardiaco, la produzione di acidi gastrici e molto altro.

Il cosiddetto pannello elettrolitico, o più banalmente l’esame del sangue degli elettroliti, è un test che misura i livelli dei principali elettroliti corporei.

Elettroliti

Shutterstoock/Jarun Ontakrai

Quali sono gli elettroliti nel sangue?

  • Sodio, che aiuta a controllare la quantità di liquidi trattenuti dal corpo, oltre ad essere coinvolto nel funzionamento di nervi e muscoli.
  • Cloro (o cloruro), anch’esso coinvolto nella regolazione dei liquidi corporei, del volume e della pressione del sangue.
  • Potassio, indispensabile per un corretto funzionamento di cuore e muscoli.
  • Bicarbonato, che aiuta a mantenere l’equilibrio acido e base del corpo. Svolge anche un importante ruolo nella movimentazione dell’anidride carbonica attraverso il flusso sanguigno.

L’organismo contiene e soprattutto necessita di anche altri elettroliti che non fanno parte del quadro tradizionale di “pannello elettrolitico” ma che possono tuttavia anche essere prescritti dal medico al bisogno:

Livelli anormali di uno qualsiasi di questi elettroliti possono essere causa di gravi complicazioni, tra cui malattie renali, ipertensione e un’irregolarità del ritmo cardiaco pericolosa per la vita.

Mentre l’alimentazione consente di introdurre tutti gli elettroliti citati, i reni contribuiscono a mantenere nella norma i valori attraverso l’eliminazione degli eventuali eccessi; il bicarbonato è regolato anche mediante un diverso meccanismo che passa attraverso i polmoni e, più in particolare, nella conversione (in entrambi i sensi) con l’anidride carbonica.

Quando viene richiesto

Un pannello elettrolitico fa spesso parte degli esami di routine, oppure può essere richiesto quando si sospetti

  • uno squilibrio di liquidi,
  • un’alterazione nei livelli acido/base.

Possono venire richiesti insieme, per uno sguardo globale, oppure in modo puntuale uno specifico minerale, in caso di più precise necessità.

La carenza o l’eccesso di ciascun minerale è caratterizzato da specifici sintomi o disturbi (si rimanda alle singole schede per approfondire, linkate nell’elenco poco sopra), ma tra i segnali di possibili alterazioni elettrolitiche figurano:

Può inoltre essere prescritto periodicamente in caso di specifiche patologie, per monitorare la risposta a farmaci o integrazioni

Preparazione

L’esame consiste in un normale prelievo di sangue da una vena del braccio e non richiede alcuna preparazione né digiuno.

Interpretare i risultati

Si rimanda nuovamente alle singole schede per una valutazione più mirata di ciascun elettrolita, ma tra le cause più comunemente responsabili di alterazioni elettrolitiche si annoverano:

  • Disidratazione (carenza di acqua)
  • Malattie renali
  • Cardiopatia (una malattia propria del cuore)
  • Disturbi del surrene
  • Diabete
  • Acidosi, una condizione caratterizzata da un abbassamento del normale (7,35-7,45) pH del sangue (acidità) e che può manifestarsi tra l’altro con nausea, vomito e affaticamento.
  • Alcalosi, una condizione caratterizzata da un aumento del pH del sangue. Può causare irritabilità, contrazioni muscolari involontarie e formicolio alle dita delle mani e dei piedi.

In caso di squilibrio acido-base è possibile analizzarlo anche mediante emogasanalisi, un esame più doloroso (richiede sangue arterioso e non venoso) e che tuttavia fornisce ulteriori importanti elementi di valutazione:

  • pH,
  • pressione dell’ossigeno,
  • pressione dell’anidride carbonica.

Altri fattori

Tra i numerosi fattori in grado di alterare, non necessariamente in modo grave i valori, è importante ricordare:

  • eccessiva assunzione di liquidi,
  • perdita di liquidi a causa di sudorazione profusa, vomito o diarrea,
  • malnutrizione e malassorbimento,
  • alcuni farmaci, ad esempio antiacidi, cortisonici e diuretici.

Fonti e bibliografia

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