Fosforo nel sangue alto, basso e valori normali

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Introduzione

I fosfati sono molecole contenenti fosforo essenziali per l’organismo, in quanto protagonisti nei processi di produzione di energia, funzione muscolare e nervosa e crescita ossea; più in particolare il fosfato è una molecola elettricamente carica che contiene un atomo di fosforo (in medicina i termini fosforo e fosfato sono spesso usati come sinonimi, ma in realtà l’esame del sangue misura la concentrazione del fosfato).

Viene introdotto con l’alimentazione e, l’eventuale eccesso, smaltito con i reni; tra gli alimenti che ne sono più ricchi si annoverano:

  • latte e latticini,
  • cereali integrali,
  • legumi
  • carne
  • pesce
  • e additivi alimentari (ad esempio polifosfati).
Alimenti contenenti fosforo

Shutterstock/Tatjana Baibakova

Del fosforo contenuto nel corpo, quasi il 90% si trova in forma ossea, mentre la parte restante è quotidianamente utilizzata per garantire il corretto metabolismo dei carboidrati (ad esempio in forma di adenosina trifosfato, ATP, la più importante moneta energetica usata da tutte le cellule dell’organismo).

L’esame del sangue che misura la quantità di fosforo (fosfati) nel sangue consente di ottenere una valutazione delle quantità circolanti ed è utile soprattutto quando si ipotizzi una condizione di carenza, ad esempio a causa di malnutrizione (apporto insufficiente con la dieta) o di malassorbimento, od in caso di chetoacidosi diabetica, una pericolosa complicazione del diabete.

Il valore è infine di particolare rilevanza nel monitoraggio dei pazienti affetti da malattia renale cronica.

Valori normali

Uomini

  • 1-4 anni: 4.3-5.4 mg/dL
  • 5-13 anni: 3.7-5.4 mg/dL
  • 14-15 anni: 3.5-5.3 mg/dL
  • 16-17 anni: 3.1-4.7 mg/dL
  • Adulti: 2.5-4.5 mg/dL

Donne

  • 1-7 anni: 4.3-5.4 mg/dL
  • 8-13 anni: 4.0-5.2 mg/dL
  • 14-15 anni: 3.5-4.9 mg/dL
  • 16-17 anni: 3.1-4.7 mg/dL
  • Adulti: 2.5-4.5 mg/dL

Fonte: Mayo

Interpretazione

Le concentrazioni sieriche (nel sangue) di fosfato dipendono dall’assunzione con la dieta e dalla regolazione condotta da ormoni come l’ormone paratiroideo (PTH) e la vitamina D, oltre che dalla condizione acido-base dell’organismo.

Valori bassi (ipofosfatemia)

L’ipofosfatemia può avere 4 cause principali:

  • spostamento del fosfato all’interno delle cellule,
  • eccessiva perdita renale di fosfato,
  • scarso assorbimento nel tratto gastrointestinale,
  • perdita dalle riserve intracellulari.

Tra le possibili condizioni in grado di regolare e spiegare questi fenomeni figurano quindi:

  • Iperparatiroidismo, una condizione in cui la ghiandola paratiroidea produce una quantità eccessiva di ormone paratiroideo
  • Malnutrizione
  • Alcolismo, a causa di un ridotto assorbimento
  • Osteomalacia, condizione che affligge le ossa (rendendole molli e deformi), causata da una carenza di vitamina D; quando si verifica nei bambini è nota come rachitismo.

Valori bassi di fosforo sono relativamente comuni nei pazienti ospedalizzati.

Valori alti (iperfosfatemia)

L’iperfosfatemia è in genere conseguenza dell’incapacità dei reni di espellere il fosfato in eccesso ed è per questo comune nei pazienti con malattia renale cronica in stadio avanzato (stadio 4 o superiore).

Può tuttavia verificarsi improvvisamente a causa di un rilascio improvviso nel sangue di grandi quantità a causa di danni acuti, come nel caso della rabdomiolisi.

Altri possibili fattori contribuenti sono

  • eccessiva assunzione alimentare, soprattutto in combinazione con malattie renali croniche,
  • spostamento del fosfato dai tessuti al liquido extracellulare.

Le principali condizioni associato a valori alti sono:

  • Malattie renali
  • Ipoparatiroidismo, una condizione in cui la ghiandola paratiroidea non produce abbastanza ormone paratiroideo
  • Eccesso di vitamina D circolante, in genere in seguito ad errori di assunzione di integratori
  • Eccesso di fosfato nella dieta
  • Chetoacidosi diabetica, una complicanza pericolosa per la vita del diabete mellito.

Sintomi

Le concentrazioni sieriche di fosfato comprese tra 1,5 e 2,4 mg/dL possono essere considerate solo moderatamente diminuite ed in genere non causano alcun segno o sintomo evidente. Livelli inferiori a 1,5 mg/dL possono invece causare

Livelli più bassi di 1.0 mg/dL sono immediatamente pericolosi per la vita.

Le conseguenze di un improvviso aumento dei valori di fosfato è invece la conseguente ipocalcemia (crollo dei valori circolanti di calcio), che si manifesta con

A lungo termine quello che si osserva è un aumento del rischio cardiovascolare, osteoporosi e più raramente la calcificazione dei tessuti molli.

Quando viene richiesto

Il dosaggio del fosfato nel sangue trova applicazione in caso di:

  • Diagnosi e monitoraggio di malattie renali
  • Diagnosi e monitoraggio di disturbi ossei
  • Diagnosi di disturbi delle paratiroidi (ipo/iperparatiroidismo), piccole ghiandole situate nel collo che producono ormoni responsabili del controllo delle quantità di calcio nel sangue.

Può essere infine richiesto in contemporanea al dosaggio del calcio, in quanto associato ad un metabolismo strettamente legato a quello del fosfato.

Fattori interferenti

Il fosforo è associato ad un ritmo circadiano bifasico molto forte, questo significa che le quantità circolanti cambiano sensibilmente nell’arco della giornata:

  • I valori sono minimi si registrano al mattino,
  • si osserva un primo picco nel tardo pomeriggio
  • un secondo in tarda serata (in alcuni casi così spiccato da trovarsi al di fuori degli intervalli di normalità).

i bambini presentano spesso livelli di fosfato più elevati, normale segno di crescita ossea.

Preparazione

Non è richiesta alcuna preparazione specifica, ma si raccomanda (a meno di diversa indicazione medica) di sottoporsi al prelievo nelle prime ore del mattino.

Cosa fare in caso di risultati anomali

La terapia è mirata alla gestione dalla condizione scatenante, ma piccoli spostamenti spesso rispondono bene a modifiche della dieta.

Fonti e bibliografia

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