Cos’è la specialità in malattie infettive
L’infettivologia è la branca della Medicina che si occupa della diagnosi, del trattamento e della prevenzione delle patologie causate da microrganismi come batteri, virus, funghi e parassiti. Questa disciplina riveste un ruolo fondamentale nella sanità pubblica, poiché le malattie infettive rappresentano ancora oggi una delle principali cause di morbilità e mortalità a livello globale, nonostante i progressi nella prevenzione e nelle terapie antimicrobiche.
L’infettivologo è lo specialista che possiede competenze specifiche per affrontare infezioni di varia natura e complessità, dalle più comuni come influenza e polmoniti, fino a patologie emergenti o riemergenti come COVID-19, HIV/AIDS, tubercolosi resistente, …
Come si diventa infettivologo
In Italia il percorso per diventare specialista in malattie infettive prevede innanzitutto il conseguimento della laurea in Medicina e Chirurgia (6 anni), seguito dall’abilitazione professionale. Successivamente, è necessario superare il concorso nazionale per l’accesso alla Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali, che ha una durata di 4 anni.
Durante questo periodo di formazione specialistica il medico acquisisce competenze specifiche in materie quali microbiologia, epidemiologia, farmacologia antimicrobica, immunologia e management clinico delle infezioni. Il percorso formativo include sia attività teoriche che pratiche in reparti ospedalieri, ambulatori e laboratori, con particolare attenzione alla gestione di pazienti con infezioni complesse o multiresistenti.
Di cosa si occupa l’infettivologo

Gemini AI
L’infettivologo è uno specialista con competenze trasversali che si occupa di:
- Diagnosticare e trattare malattie causate da agenti infettivi
- Gestire infezioni complesse o in pazienti immunocompromessi
- Prescrivere e monitorare terapie antimicrobiche (antibiotici, antivirali, antifungini)
- Implementare strategie per prevenire la diffusione di infezioni in ambito ospedaliero e comunitario
- Contribuire ai programmi di sorveglianza epidemiologica
- Gestire le emergenze infettivologiche e le epidemie
- Promuovere l’uso appropriato degli antimicrobici per contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza
Questo specialista collabora frequentemente con altre figure sanitarie, tra cui microbiologi, igienisti, pneumologi, gastroenterologi, dermatologi e chirurghi, operando in un contesto multidisciplinare.
Quali patologie tratta
Lo specialista in malattie infettive si occupa di un ampio spettro di condizioni accomunate dal fatto di essere causate da microrganismi, ne sono un esempio:
- Infezioni respiratorie: polmoniti, bronchiti, tubercolosi
- Infezioni del sistema nervoso: meningiti, encefaliti
- Infezioni gastrointestinali: gastroenteriti, epatiti virali
- Infezioni del tratto urinario e genitale
- Infezioni osteoarticolari: osteomieliti, artriti settiche
- Infezioni della cute e dei tessuti molli: celluliti, ascessi
- Infezioni sistemiche: sepsi, endocarditi, febbre di origine sconosciuta
- Malattie sessualmente trasmissibili, inclusa l’infezione da HIV
- Infezioni opportunistiche in pazienti immunocompromessi
- Malattie tropicali e da importazione: malaria, dengue, leishmaniosi
- Infezioni emergenti e riemergenti: COVID-19, Ebola, Zika
- Infezioni correlate all’assistenza sanitaria (nosocomiali)
Quando rivolgersi all’infettivologo
È importante sottolineare che molti sintomi potenzialmente riconducibili a malattie infettive possono essere causati anche da patologie di altra natura e soprattutto la maggior parte delle infezioni comuni possono essere efficacemente gestite dal medico di medicina generale. L’elenco che segue non è esaustivo e la decisione di consultare uno specialista dovrebbe sempre essere discussa con il proprio medico curante.
Situazioni che richiedono una valutazione specialistica
- Febbre persistente (oltre 7-10 giorni) o ricorrente senza causa apparente
- Infezioni che non rispondono alle terapie di prima linea
- Infezioni in pazienti con sistema immunitario compromesso (trapiantati, pazienti oncologici, persone con HIV)
- Sospetta malattia infettiva al rientro da viaggi in aree tropicali o a rischio
- Esposizione a malattie infettive rare o pericolose
- Infezioni complesse che richiedono terapie antimicrobiche prolungate o combinate
- Infezioni da germi multiresistenti
- Valutazione e gestione di pazienti con HIV/AIDS
- Consulenza pre e post-esposizione per malattie infettive prevenibili
- Valutazione di febbre in gravidanza
Segnali d’allarme: quando intervenire subito
Alcune manifestazioni richiedono una valutazione urgente, possibilmente in pronto soccorso:
- Febbre alta (superiore a 38.5°C) associata a forte mal di testa e rigidità nucale (possibile meningite)
- Febbre con eruzione cutanea diffusa e malessere generale
- Febbre con difficoltà respiratoria
- Febbre in pazienti gravemente immunodepressi
- Segni di sepsi: febbre o ipotermia, confusione mentale, pressione arteriosa bassa, frequenza cardiaca elevata, respirazione accelerata
- Febbre al rientro da zone endemiche per malaria o altre malattie tropicali gravi
Condizioni che necessitano monitoraggio specialistico
- Infezione da HIV/AIDS
- Epatiti virali croniche (B, C, D)
- Tubercolosi attiva o latente
- Endocardite infettiva
- Osteomieliti croniche
- Infezioni protesiche
- Infezioni fungine invasive
- Infezioni opportunistiche in pazienti immunocompromessi
Come prepararsi alla visita
Per ottimizzare la consultazione con l’infettivologo, è consigliabile:
- Portare tutta la documentazione medica recente, inclusi esami del sangue, colture, tamponi, radiografie e altri esami strumentali
- Preparare un elenco completo dei farmaci assunti, inclusi antibiotici o altri antimicrobici utilizzati recentemente
- Annotare la cronologia dei sintomi: quando sono iniziati, come si sono evoluti, cosa li migliora o peggiora
- Se si è stati all’estero, portare informazioni dettagliate sul viaggio (date, luoghi visitati, attività svolte, profilassi effettuate)
- Segnalare eventuali allergie a farmaci, in particolare agli antibiotici
- Informare il medico di eventuali contatti con persone malate o esposizioni a rischio
- Non assumere antibiotici prima della visita senza prescrizione medica, poiché potrebbero alterare i risultati degli esami colturali
Come si svolge la visita
Una visita infettivologica tipica include diverse fasi:
- Inizialmente lo specialista raccoglie un’anamnesi dettagliata, con particolare attenzione alla storia dei sintomi attuali, malattie pregresse, terapie in corso, viaggi recenti, contatti con persone malate, abitudini di vita e fattori di rischio per specifiche infezioni.
- Segue l’esame obiettivo completo, con particolare attenzione a segni di infezione come febbre, linfoadenopatia (linfonodi ingrossati), eruzioni cutanee, segni di infiammazione localizzata, epatomegalia o splenomegalia (rispettivamente ingrandimento di fegato o milza).
In base ai dati raccolti, l’infettivologo può prescrivere esami diagnostici specifici.
Esami di primo livello
- Esami ematochimici generali (emocromo, PCR, VES, funzionalità epatica e renale)
- Esami microbiologici: emocolture, urinocoltura, coprocoltura, tamponi
- Test sierologici per la ricerca di anticorpi specifici
- Test molecolari (PCR) per l’identificazione diretta di patogeni
- Esami radiologici: radiografia del torace, ecografia
Esami di secondo livello
- TC, risonanza magnetica o PET per localizzare focolai infettivi profondi
- Esami endoscopici con eventuale biopsia
- Puntura lombare in caso di sospetta infezione del sistema nervoso centrale
- Test di resistenza antimicrobica
- Tecniche di sequenziamento genetico per l’identificazione di patogeni rari o difficili da coltivare
- Test immunologici specifici
Al termine della valutazione l’infettivologo formula una diagnosi e propone un piano terapeutico, che può includere antimicrobici specifici, terapie di supporto e indicazioni comportamentali. Spesso viene programmato un follow-up per monitorare l’evoluzione dell’infezione e l’efficacia della terapia.
Sottospecializzazioni e differenze con altre figure correlate
All’interno della specialità in malattie infettive esistono diverse aree di interesse specifico:
- Infettivologo HIV/AIDS: specializzato nella gestione dell’infezione da HIV e delle patologie correlate
- Infettivologo epatologo: focalizzato sulle epatiti virali e altre infezioni epatiche
- Infettivologo tropicalista: esperto in malattie tropicali e medicina dei viaggi
- Infettivologo pediatrico: specializzato nelle infezioni dell’età pediatrica
- Specialista in infezioni ospedaliere: dedicato alla prevenzione e gestione delle infezioni correlate all’assistenza
- Esperto in antimicrobial stewardship: focalizzato sull’uso appropriato degli antimicrobici
È importante distinguere l’infettivologo da altre figure professionali correlate:
- Microbiologo: si occupa dell’identificazione dei microrganismi in laboratorio, ma non della gestione clinica dei pazienti
- Immunologo: specializzato nei disturbi del sistema immunitario, ma non necessariamente nelle malattie infettive
- Igienista: focalizzato sulla prevenzione delle malattie a livello di popolazione e sull’organizzazione sanitaria
- Epidemiologo: studia la distribuzione e i determinanti delle malattie nelle popolazioni
L’infettivologo si distingue per la sua competenza specifica nella diagnosi e nel trattamento delle malattie infettive a livello del singolo paziente, combinando conoscenze cliniche, microbiologiche e farmacologiche per gestire infezioni di varia complessità.