Niacina (vitamina B3), a cosa serve? In che alimenti si trova?

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Cos’è la niacina?

Come se non bastasse la difficoltà di fornire l’esatta definizione del termine “vitamina”, tipicamente descritta come un composto che un organismo richiede in quantità limitate, ma che tuttavia non è in grado di sintetizzare autonomamente e pertanto deve ottenerlo attraverso l’alimentazione, nel caso della sostanza oggetto di questo articolo si aggiunge un ulteriore elemento di difficoltà a causa dei sinonimi usati:

  • Niacina
  • Vitamina PP (da Pellagra Preventis)
  • Vitamina B3

Questi tre sinonimi si usano poi per indicare due diverse sostanze:

  • acido nicotinico (la niacina propriamente detta
  • l’ammide dell’acido nicotinico (nicotinammide o niacinammide).

La niacina fa parte delle vitamine del gruppo B e, come tale, è idrosolubile (ovvero si scioglie in acqua e non nei grassi; naturalmente presente in molti alimenti, può essere aggiunta ad alcuni prodotti alimentari ed è comunemente disponibile come integratore alimentare.

A cosa serve?

Nel complesso è possibile affermare che la vitamina B3 è un elemento essenziale al corretto funzionamento energetico della cellula

Tutti i tessuti dell’organismo sono in grado di convertire la niacina assorbita con la dieta nella sua principale forma metabolicamente attiva, la nicotinammide adenina dinucleotide (NAD). Più di 400 proteine (enzimi) richiedono NAD per funzionare correttamente e favorire altrettante reazioni biochimiche nell’organismo. Il NAD può essere ulteriormente trasformato in nicotinammide adenina dinucleotide fosfato (NADP), in tutti i tessuti tranne il muscolo scheletrico.

NAD e NADP sono richiesti nella maggior parte dei processi metabolici di ossidoriduzione (redox):

  • Il NAD è coinvolto soprattutto nelle reazioni che estraggono l’energia (cataboliche) contenuta in carboidrati, grassi e proteine per trasferirla nella moneta energetica del corpo (adenosina trifosfato o ATP), oltre che per numerose altre funzioni d’importanza critica, come ad esempio
    • il mantenimento dell’integrità del DNA,
    • il controllo dell’espressione genica,
    • la comunicazione cellulare.
  • Il NADP, al contrario, consente reazioni di accumulo di riserve energetiche (anaboliche), come la sintesi di colesterolo e acidi grassi e svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della funzione antiossidante cellulare.

Niacina e alimenti

Vitamina b3

Shutterstock/Evan Lorne

La niacina è presente in un’ampia varietà di alimenti:

  • Molti alimenti di origine animale, tra cui pollame, manzo e pesce, forniscono circa 5-10 mg di niacina per porzione, principalmente nelle forme altamente biodisponibili di NAD e NADP (vedi paragrafo assorbimento).
  • Gli alimenti a base vegetale, come noci, legumi e cereali, forniscono circa 2-5 mg di niacina per porzione, principalmente sotto forma di acido nicotinico. In alcuni prodotti a base di cereali, tuttavia, la niacina naturalmente presente è in gran parte legata a polisaccaridi e glicopeptidi che ne riducono la biodisponibilità (ma in una dieta anche vegana correttamente pianificata non c’è alcun rischio di carenza).

Il triptofano è un’altra fonte alimentare di niacina perché questo amminoacido, quando presente in quantità superiori a quelle necessarie per la sintesi proteica, può essere convertito in NAD, principalmente nel fegato; una stima di massima prevede che si ottenga 1 mg di niacina (in forma di NAD) da 60 mg di triptofano.

Assorbimento

La maggior parte della niacina alimentare è sotto forma di acido nicotinico e nicotinamide, ma alcuni alimenti contengono anche piccole quantità di NAD e NADP. Poiché il corpo è in grado di convertire anche parte del triptofano, un aminoacido contenuto nelle proteine, in NAD, lo stesso triptofano è considerato una fonte alimentare collaterale di niacina.

  • La niacina ingerita viene assorbita principalmente nell’intestino tenue e, in minor misura, nello stomaco.
  • Il NAD e NADP introdotti con gli alimenti vengono convertiti in nicotinamide (una forma di vitamina B3) nell’intestino e poi assorbiti.

Anche se introdotta a dosi molto elevate nell’ordine di qualche grammo (ad esempio 3-4 g) la niacina viene quasi completamente assorbita, a differenza di altre vitamine il cui assorbimento si riduce all’aumento della dose (come la vitamina C)

Una volta assorbita

  • una parte della niacina viene trasformata in NAD,
  • la frazione in eccesso viene invece assorbita dai globuli rossi con lo scopo di accumulare una sorta di riserva circolante.

In presenza di eccessi, il fegato è in grado di trasformarla chimicamente affinché venga eliminata con le urine.

Il corpo mantiene quindi una piccola riserva di questa vitamina, ma che tuttavia richiede un’assunzione regolare per evitare carenze.

Quanta ne serve?

Il fabbisogno medio consigliato dalle linee guida italiane prevede (tra parentesi il fabbisogno raccomandato):

  • Bambini e adolescenti
    • 1-3 anni: 5 mg (7 mg)
    • 4-6 anni: 6 mg (8 mg)
    • 7-10 anni: 9 mg (12 mg)
    • 11-14 anni: 13 mg (17 mg)
    • 15-17 anni: 14 mg (18 mg)
  • Adulti: 14 mg (18 mg)
  • Gravidanza: 17 mg (22 mg)
  • Allattamento: 17 mg (22 mg)

Carenza

La carenza di vitamina B3 è un riscontro raro, a meno di specifiche condizioni di salute.

I livelli di niacina nel sangue non sono indicatori affidabili delle scorte presenti, meglio invece affidarsi al dosaggio della quantità presente nelle urine (valori bassi indicano una carenza della vitamina).

Un’altra possibile misura dello stato della niacina si basa sull’osservazione che in caso di carenza

  • i livelli di NAD diminuiscono,
  • mentre i livelli di NADP rimangono relativamente costanti.

Un rapporto tra le concentrazioni di NAD e NADP nel sangue intero inferiore al 130% suggerisce una carenza della vitamina. È possibile condurre l’analisi anche limitandosi ai globuli rossi (in cui il limite è 1).

È importante sottolineare che i valori scendono al di sotto della normalità già prima dello sviluppo di eventuali sintomi di carenza, che comprendono:

Quello descritto è il quadro tipico della pellagra, malattia causata dalla carenza cronica di vitamina B3, condizione rara e che può essere favorita da:

  • malnutrizione e malassorbimento (ad esempio a causa della povertà, anoressia nervosa, alcolismo cronico, AIDS, malattie infiammatorie intestinali, cirrosi epatica);
  • carenza di sostanze coinvolte nella trasformazione del triptofano in niacina (vitamina b2vitamina B6 e/o ferro)
  • malattia di Hartnup (una rara malattia genetica che coinvolge, tra l’altro, il metabolismo del triptofano)
  • sindrome carcinoide, causata da tumori a crescita lenta nel tratto gastrointestinale che rilasciano serotonina e altre sostanze (il triptofano viene preferenzialmente ossidato a serotonina e non metabolizzato a niacina).

I benefici dell’integrazione

La niacina è disponibile nei diffusi prodotti multivitaminici-minerali, negli integratori contenenti le vitamine del complesso B e in formulazioni contenenti solo niacina.

Soprattutto nel mondo anglosassone la niacina è molto usata come farmaco per migliorare il  profilo del colesterolo:

  • abbassa i livelli ematici di colesterolo LDL (cattivo),
  • aumenta i livelli di colesterolo HDL (buono),
  • abbassa i livelli di trigliceridi.

Purtroppo questi effetti favorevoli sui lipidi circolanti non influenzano l’effettivo rischio di sviluppare un evento cardiovascolare, come infarto, morte cardiaca improvvisa o ictus.

Effetti indesiderati e controindicazioni

La niacina introdotta con l’alimentazione è priva di rischi, mentre integratori alimentari con 30 mg o più di acido nicotinico possono causare arrossamento della pelle (per questa ragione alcune formulazioni vengono progettate per rilasciare in modo graduale e diluito nel tempo la dose contenuta). Il rossore è accompagnato da sensazioni di bruciore, formicolio e prurito. Questi segni e sintomi sono tipicamente transitori e possono manifestarsi entro 30 minuti dall’assunzione, o anche nell’arco di giorni o settimane in caso di dosi ripetute. Sono considerati un effetto collaterale sgradevole, piuttosto che tossico, tuttavia possono comparire anche sintomi più gravi come mal di testa, eruzioni cutanee, vertigini e/o diminuzione della pressione sanguigna.

La nicotinamide non produce rossore cutaneo grazie ad una struttura chimica leggermente diversa.

L’assunzione di dosi molto elevate può causare effetti collaterali più gravi:

Il trattamento a lungo termine, in particolare con forme a rilascio prolungato di acido nicotinico, può causare problemi al fegato, tra cui epatite e insufficienza epatica.

La niacina sotto forma di nicotinamide ha meno effetti collaterali rispetto all’acido nicotinico, tuttavia a dosi elevate (500 mg/die o più) può causare

  • diarrea,
  • facilità alla formazione di lividi e aumento del rischio di sanguinamento.

Dosi più elevate di 3.000 mg/die possono indurre nausea, vomito e danni al fegato.

L’associazione con le statine (farmaci usati contro il colesterolo alto) è controindicata, mentre si raccomanda cautela nel caso di pazienti diabetici o con evidenti fattori di rischio in tal senso; grandi dosi di acido nicotinico possono aumentare i livelli di glucosio nel sangue causando o aggravando la resistenza all’insulina e aumentando la produzione epatica di glucosio. Soggetti diabetici in terapia dovrebbero quindi monitorare i livelli di glucosio, perché potrebbero richiedere aggiustamenti della dose

La vitamina B3 è utile contro il cancro?

Nei pazienti affetti da tumori carcinoidi si verifica un’eccessiva produzione di serotonina, che richiede grandi quantità di triptofano; questo si traduce in un possibile sviluppo di carenza di  questo aminoacido per la sintesi della niacina.

Per questa ragione nei pazienti considerati a rischio si può valutare l’assunzione preventiva quotidiana di piccole dosi di niacina.

Fonti e bibliografia

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