Azitromicina (Zitromax®): a cosa serve, effetti collaterali e uso per COVID

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Cos’è l’azitromicina?

L’azitromicina è un antibiotico scoperto nel 1980 e commercializzato in origine dall’azienda farmaceutica Pfizer con il nome di Zitromax®.

La copertura brevettuale è scaduta nel 2005 ed è quindi possibile oggi acquistare sia il farmaco originale (branded, come appunto Zitromax®, ma anche Ribotrex®, Trozocina®, …) che medicinali generici.

Il presente articolo fa riferimento in particolare alle formulazioni più comunemente usate in Italia, ovvero Zitromax 500 mg compresse e Zitromax 1500 mg sospensione orale, ma si invita il paziente a fare riferimento al foglietto illustrativo e soprattutto al medico che ha prescritto il farmaco per qualsiasi dubbio.

È molto importante notare che Zitromax, così come tutti gli equivalenti disponibili sul mercato, richiede ricetta medica e non deve essere assunto se non espressamente prescritto dal medico curante, né tanto meno per indicazioni differenti o a dose diverse da quelle suggerite in fase di prescrizione.

A cosa serve

Azitromicina è una molecola che fa parte dei macrolidi, una classe di composti nota per le proprietà antibiotiche, ovvero sostanze in grado di rallentare o fermare la proliferazione dei batteri.

Da un punto di vista pratico la formulazione più usata in Italia (500 mg) è registrata per l’utilizzo in caso di

L’azitromicina è anche usata per trattare o prevenire l’infezione da Mycobacterium avium complex (MAC), una forma d’infezione polmonare che spesso colpisce le persone affette da HIV.

È importante notare che l’efficacia del farmaco è rilevante soprattutto nel caso di infezioni di tipo batterico (mentre ad esempio molti casi di mal di gola da raffreddamento sono infiammazioni od infezioni virali), per questa ragione l’assunzione di Zitromax od equivalenti deve essere sempre conseguente ad un’espressa prescrizione medica.

Zitromax e COVID

Perché Zitromax viene così spesso nominato in relazione all’infezione da COVID-19? La spiegazione è probabilmente la conseguenza di una molteplicità di fattori:

  • I macrolidi sono uno dei cardini della terapia delle polmoniti acquisite al di fuori dell’ospedale e l’azitromicina è considerata il farmaco d’elezione per il trattamento di forme specifiche come quelle da Legionella e Mycoplasma. Non stupisce quindi che i medici cinesi che per primi si sono trovati ad affrontare una minaccia allora sconosciuta in grado di causare gravi complicazioni polmonari abbiano optato per ricorrere ad approcci noti e ben conosciuti. Anche a seguito dell’identificazione di SARS-CoV-2, il virus responsabile di COVID-19, persisteva il sospetto che le complicanze potessero essere legate ad una sovra-infezione batterica, specialmente nei pazienti più gravi e/o più fragili (anche questo un evento peraltro abbastanza comune in caso di infezioni virali).
  • Se i macrolidi sono noti ed utilizzati principalmente in virtù del loro effetto antibatterico, sono da tempo studiate anche altre proprietà; secondo l’AIFA “studi in vitro e in vivo hanno dimostrato che i macrolidi mitigano l’infiammazione e modulano il sistema immunitario”, ad esempio riducendo la produzione di citochine proinfiammatorie (implicate nella cosiddetta tempesta di citochine); va detto tuttavia che il meccanismo con cui i macrolidi esercitano questi effetti antinfiammatori/immunomodulatori non è ancora del tutto chiarito.

In base a questi presupposti è quindi naturale aver pensato all’azitromicina come arma di difesa verso le forme più gravi, i presupposti teorici apparivano ragionevoli, tuttavia ad oggi non sono emerse prove concrete di una reale efficacia clinica, in altre parole non è stato dimostrato che l’assunzione di azitromicina (Zitromax od equivalenti) al di fuori della presenza di un’infezione batterica possa modificare l’esito della malattia COVID-19 (si veda ad esempio il lavoro di ricerca Recovery).

L’utilizzo ingiustificato dell’antibiotico potrebbe inoltre contribuire alla diffusione di resistenze batteriche, una piaga che si sta già manifestando in tutta la sua gravità (responsabile già di 700000 morti all’anno).

Per queste ragioni tutte le linee guida attualmente disponibili NON prevedono l’assunzione dell’antibiotico al di fuori delle indicazioni normalmente raccomandate, perché non sussiste una chiara evidenza di utilità, mentre sono ben noti i possibili effetti indesiderati, ad esempio cardiaci, su pazienti già compromessi dall’infezione virale.

Le stesse conclusioni sono raggiunte anche nel caso di associazione con l’idrossiclorochina.

Come si prende

La dose più comunemente prescritta nell’adulto prevede l’assunzione di 500 mg al giorno, per tre giorni di seguito. L’assunzione dovrebbe avvenire indicativamente sempre alla stessa ora, preferibilmente a stomaco vuoto (almeno 1 ora prima dei pasti o 2 ore dopo aver mangiato) per un migliore assorbimento, ma è possibile optare per un’assunzione a stomaco pieno in caso di preesistenti disturbi di stomaco.

A giudizio del medico la terapia può essere personalizzata nelle dosi e nella durata, ad esempio prolungandola fino a 10 giorni, o medianti approcci pulsati (cicli di 3 giorni intervallati da pause).

Per il trattamento delle infezioni trasmesse per via sessuale la dose raccomandata è invece di 1000 mg, assunti in un’unica somministrazione orale una tantum.

Le compresse devono essere deglutite intere; in caso di difficoltà (la compressa è piuttosto grossa, può essere preferibile la formulazione in sospensione orale (sciroppo).

Nel caso dello sciroppo si raccomanda di agitare sempre adeguatamente il flacone prima del prelievo della dose.

Cosa fare in caso di dose dimenticata?

Se ci si dimentica di prendere una dose si può assumere appena possibile, a meno che non sia quasi l’ora della successiva, in questo caso quella dimenticata verrà saltata.

Non assumere mai 2 dosi contemporaneamente e non assumere una dose extra per compensare quella dimenticata, a meno di diverso parere medico.

Compresse di antibiotico

Getty/Mr.banpot Niha / EyeEm

Controindicazioni

L’antibiotico potrebbe essere controindicato in caso di:

Effetti collaterali

L’effetto collaterale in assoluto più comune (più di un paziente su 10) è la diarrea (a causa dell’alterazione della flora batterica intestinale), ma comuni (circa una persona su 10) sono anche:

Sono poi possibili numerosi altri effetti collaterali, riscontrati in una persona su 100 o meno, cui si rimanda al foglietto illustrativo per un elenco dettagliato. In caso di reazioni gravi (ad esempio shock anafilattico, una pericolosa reazione allergica) si raccomanda di fare riferimento al Pronto Soccorso.

Si segnala infine la presenza di

  • una modesta quantità di lattosio nella formulazione in compresse (che può creare fastidi in caso di intolleranza),
  • saccarosio (zucchero) nella formulazione in sospensione orale, da tenere in considerazione nel caso di pazienti diabetici.

Interazioni

È raccomandata grande cautela nel caso di contemporanea assunzione dei seguenti farmaci (elenco NON esaustivo):

  • antiacidi contenenti idrossido di alluminio e/o idrossido di magnesio per il trattamento dell’iperacidità gastrica,
  • digossina (utilizzata per il trattamento dell’insufficienza cardiaca)
  • colchicina (utilizzata per la gotta e la febbre mediterranea familiare);
  • zidovudina (medicinale contro le infezioni da virus del HIV);
  • ergotamina (medicinale contro l’emicrania);
  • statine (medicinali per abbassare i livelli del colesterolo LDL), per il rischio di sviluppare rabdomiolisi;
  • ciclosporina (medicinale usato ad esempio contro il rigetto in caso di trapianto d’organo);
  • anticoagulanti orali di tipo cumarinico (ad esempio il warfarin);
  • medicinali in grado di influenzare il ritmo cardiaco, come l’amiodarone.

Non sono note interazioni con gli alcolici o con cibi specifici.

Sebbene non si segnalino interazioni specifiche con la pillola anticoncezionale, si raccomanda prudenza perché in caso di vomito/diarrea entro 4 ore dall’assunzione della pillola l’effetto contraccettivo può venirne indirettamente compromesso.

Gravidanza

L’azitromicina non è normalmente raccomandata durante la gravidanza o durante l’allattamento, salvo nei casi in cui il ginecologo ritenga che i benefici superino i possibili rischi.

Prezzo

Le due formulazioni più usate sul territorio (in ospedale sono usate anche altri formulazioni) sono:

  • Zitromax 500 mg compresse: € 7,82
  • Zitromax sospensione orale: € 8,58

Di entrambe le formulazioni sono disponibili numerosi equivalenti, anche a prezzo inferiore (nel momento in cui si scrive il prezzo di riferimento è rispettivamente di € 6.32 e € 7.08).

Richiede sempre ricetta medica ripetibile ed in alcuni casi può essere prescritto attraverso il Sistema Sanitario Nazionale (mutua).

Bambini

L’azitromicina è correntemente usata anche in pediatria, sostanzialmente con le stesse indicazioni dell’adulto (quindi soprattutto infezioni delle vie respiratorie e delle orecchie); rappresenta ad esempio una buona alternativa alle penicilline (come Augmentin) in casi di allergia, anche nel caso di scarlattina e faringite streptococcica.

La dose è strettamente legata al peso (mentre dai 45 kg in su si passa alle dosi da adulto) e si raccomanda quindi di fare riferimento alle indicazioni ricevute dal pediatra in fase di prescrizione.

Sovradosaggio

È improbabile che l’assunzione accidentale di una dose eccessivamente elevata sia causa di effetti collaterali gravi, ma aumenta sicuramente la possibilità di effetti indesiderati temporanei come sensazione di malessere o diarrea.

Segnalare comunque l’accaduto al medico o al pediatra in caso di dubbi.

Fonti per la sezione Zitromax-COVID

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