Introduzione
L’emicrania è una forma di mal di testa cronico, in grado di causare un dolore severo che può arrivare a persistere per ore o addirittura per giorni; i sintomi possono essere così gravi da spingere il paziente che ne viene colpito a cercare un luogo buio e tranquillo per riposare.
Si tratta di un disturbo comune, che può colpire fino a una donna su cinque e un uomo su 15.
Alcuni episodi di emicrania sono preceduti o accompagnati da segni o sintomi sensoriali premonitori (aura), come
- flash di luce,
- visione di punti neri
- o formicolio alle gambe o alle braccia.
Insieme all’emicrania spesso si presentano
- nausea,
- vomito,
- estrema sensibilità alla luce e ai rumori.
I soggetti che ne soffrono tendono a subire attacchi innescati da una serie di fattori diversi, tra cui stress, ansia, cambiamenti ormonali, luci lampeggianti, mancanza di cibo o di sonno e cibi anche piuttosto comuni. Nelle donne è spesso legata in qualche modo al ciclo mestruale.
Attualmente la ricerca scientifica indica che l’emicrania non è un semplice disturbo vascolare, ma una complessa patologia neurovascolare legata a una ipereccitabilità dei neuroni e al rilascio di neuropeptidi infiammatori (come il CGRP).
Per l’emicrania non esiste ancora una cura risolutiva definitiva che ne garantisca la scomparsa per sempre, ma i protocolli terapeutici moderni permettono di ridurre drasticamente la frequenza e l’intensità degli attacchi, restituendo una qualità di vita eccellente. I farmaci appropriati, combinati con rimedi casalinghi e modifiche dello stile di vita, possono davvero fare la differenza.

iStock.com/VectorMine
Cause
Molte delle cause dell’emicrania sono tuttora sconosciute, ma sembra che sia i fattori genetici che quelli ambientali rivestano un ruolo determinante in combinazione variabile.
Potrebbe in qualche modo essere legata a una temporanea alterazione dell’attività cerebrale, dovuta ad alterazioni di neurotrasmettitori e vasi sanguigni: più in particolare si ritiene che possa essere legata alla maggior eccitabilità della corteccia cerebrale e a un controllo anormale dei neuroni del dolore nel nucleo trigeminale del tronco cerebrale.
Non è chiaro che cosa provochi questo cambiamento di attività cerebrale, ma è possibile che specifici geni rendano più probabile la comparsa di emicrania a seguito di situazioni, events e sostanze che possono fungere da inneschi.
Fattori scatenanti
Anche se non si conosce il meccanismo esatto del mal di testa, si sa che i fattori scatenanti sono molti, tra i più frequenti troviamo:
- Variazioni ormonali femminili. Sembra che variazioni dei livelli di estrogeno siano in grado di provocare il mal di testa in molte donne a cui è stata diagnosticata l’emicrania. Le donne con precedenti di emicrania spesso affermano di soffrire di mal di testa due giorni prima o circa tre giorni dall’inizio delle mestruazioni, quando si verifica una diminuzione improvvisa degli estrogeni (si parla in questi casi di emicrania mestruale pura). Altre, invece, hanno una maggior tendenza allo sviluppo dell’emicrania durante la gravidanza o in menopausa. Anche i farmaci ormonali, come i contraccettivi orali o la terapia ormonale sostitutiva, possono far peggiorare l’emicrania, anche se alcune donne al contrario riferiscono un effetto positivo.
- Stress. Lo stress, in qualunque forma (professionale, famigliare, sociale, …) può favorire la comparsa di emicrania, così come l’ansia, l’eccitazione, la tensione, uno shock, … In alcuni pazienti il dolore nasce con la scomparsa della fonte di stress (come nel caso del mal di testa da week-end).
- Luci intense o lampeggianti (sole, discoteca, …) o in alcuni casi anche un’esposizione prolungata al monitor del PC.
- Odori e profumi (talvolta anche l’odore di fumo).
- Rumori e suoni forti.
- Modifiche nel ciclo sonno-veglia. Il sonno insufficiente o eccessivo possono scatenare gli attacchi di emicrania in alcuni pazienti; anche il jet-lag può avere lo stesso effetto. In alcuni casi anche altre modifiche della propria routine (per esempio nel periodo di ferie) possono innescare attacchi.
- Fattori fisici. Gli sforzi fisici intensi, compresa l’attività sessuale, possono provocare l’emicrania; come nel caso del sonno alcuni pazienti traggono invece beneficio da una moderato ma regolare pratica di attività fisica.
- Cambiamenti del tempo. Un cambiamento del tempo o della pressione atmosferica possono facilitare la comparsa dell’emicrania, ma anche fattori ambientali come un cambio di altitudine, elevato grado di umidità, …
- Sostanze d’abuso. Sia l’utilizzo di sostanze stimolanti che la relativa sindrome di astinenza possono causare attacchi, mentre l’utilizzo di cannabinoidi può rendere più difficile la gestione dell’episodio nel lungo termine.
- Fame. L’emicrania può anche presentarsi quando si saltano i pasti o si mangia troppo velocemente; molti pazienti traggono beneficio da periodici spuntini.
- Disidratazione.
- Celiachia. Sembra esserci una qualche connessione tra glutine ed emicrania, anche se al momento non è ancora stato del tutto chiarito. Alcuni pazienti sembrano trarre beneficio da una dieta senza glutine.
- Bruxismo (digrignare i denti).
- Alimenti. Alcuni tipi di emicrania sembrano provocati da determinati alimenti, anche l’argomento è dibattuto; tra quelli più dannosi troviamo
Relativamente agli alimenti è da notare che molti pazienti avvertono uno spiccato desiderio di cibi dolci (o con altre caratteristiche) poco prima dell’attacco, che li porta a concludere che il loro consumo sia la causa della comparsa; in realtà, almeno in alcuni casi, il desiderio è uno dei primi sintomi di arrivo dell’attacco di emicrania.
Su molti di questi fattori di innesco non esistono sufficienti prove in letteratura, ma tendenzialmente si può notare che ogni forma di stress per l’organismo potrebbe scatenare l’attacco; a questo proposito si ritiene particolarmente utile la suddivisione proposta dall’NHS inglese:
- Emotivi
- stress
- ansia
- tensione
- shock
- depressione
- eccitazione
- Fisici
- stanchezza
- scarsa qualità del sonno
- lavoro a turni
- cattiva postura
- tensione collo o alla spalla
- jet-lag
- basso livello di zucchero nel sangue (ipoglicemia)
- intenso esercizio fisico in mancanza di adeguato allenamento
- Alimentari
- Ambientali
- luci brillanti
- visioni tremolanti, come può verificarsi in televisione o al PC
- fumo (o locali pieni di fumo)
- rumori forti
- cambiamenti climatici, come i cambiamenti di umidità o temperature molto basse
- odori forti
Un caso particolare è infine rappresentato dal mal di testa da week-end, che potrebbe essere causato da una combinazione di diversi fattori, talvolta forse in modo complementare:
- riduzione del consumo di caffeina,
- riduzione dello stress,
- aumento delle ore di sonno e/o alterazione degli orari.
Fattori di rischio
Alcuni fattori rendono un paziente maggiormente soggetto a soffrire di emicrania:
- Precedenti famigliari. Molte persone affette dall’emicrania hanno precedenti famigliari di questo disturbo. Se uno o entrambi i vostri genitori soffrono di emicrania, anche voi probabilmente avrete lo stesso problema.
- Età inferiore ai 40 anni. Metà delle persone che soffrono di emicrania hanno sperimentato per la prima volta questo problema prima dei 20 anni; l’emicrania si presenta con maggiori probabilità nelle persone di età compresa tra i 30 e i 39 anni.
- Sesso femminile. Le donne hanno il triplo delle probabilità degli uomini di soffrire di emicrania. Durante l’infanzia il mal di testa tende a colpire più i bambini che le bambine, ma già durante la pubertà le ragazze sono più soggette.
Sintomi
Il sintomo caratteristico (anche se non sempre presente!) è un forte dolore caratterizzato da:
- intensità variabile da moderata a grave
- di tipo pulsante
- che peggiora con l’attività fisica;
- che interferisce con le normali attività quotidiane.
Il dolore può essere localizzato ad un lato della testa, oppure diffuso ad entrambi.
Possono inoltre comparire
- nausea con o senza vomito,
- sensibilità alla luce e ai rumori,
- sudorazione più o meno intensa,
- peggioramento della capacità di concentrazione,
- sensazione di caldo o freddo,
- dolore addominale,
- diarrea.
Se non viene trattata, l’emicrania può durare da quattro a 72 ore, ma la frequenza con cui si verifica è variabile da persona a persona; può comparire diverse volte al mese, oppure con frequenza estremamente minore.
La condizione assumere caratteristiche diverse a seconda del paziente:
- la maggior parte delle persone soffre di emicrania senza aura, in passato definita emicrania comune;
- alcune persone, al contrario, soffrono di emicrania con aura, in passato definita emicrania classica.
L’aura comprende diversi fenomeni tra cui modifiche della vista e disturbi sensoriali: se soffrite di emicrania con aura potreste vedere flash luminosi e sentire formicolio alle braccia o alle gambe.
Fase prodromica
I sintomi prodromici o premonitori sono manifestazioni che possono comparire da poche ore a due giorni prima dell’aura o dell’attacco di emicrania vero e proprio; si manifestano in poco più di un paziente su due e comprendono:
- sensazione di euforia o di intensa energia,
- voglia di dolci o altri cibi specifici,
- aumento della sete e della frequenza di minzione,
- rigidità muscolare che colpisce soprattutto il collo,
- stitichezza o diarrea,
- ipersensibilità a odori o rumori,
- sonnolenza e frequenti sbadigli,
- irritabilità o depressione.
Questi sintomi/manifestazioni possono presentarsi a prescindere dalla successiva presenza dell’aura.
Aura
L’aura è un insieme di sintomi neurologici che precedono l’attacco di emicrania; è caratterizzata da sensazioni ed emozioni estremamente spiacevoli e sgradite della durata variabile tra 5 e 20 minuti (anche se si conoscono casi di aura lunga fino ad un’ora). Durante questi momenti non si percepisce ancora nessun dolore, l’attacco di emicrania si verifica solo dopo il termine dell’aura e non necessariamente. Potrebbe in effettit non sentirsi alcun dolore ma resterebbero comunque gli altri disturbi elencati.
I sintomi più comuni comprendono
- disturbi visivi,
- perdita delle forze,
- alterata sensibilità a una mano, spesso come punture di spilli, che poi “risale” sul braccio fino coinvolgere anche viso, labbra e lingua,
- fastidio causato dalla luce (fotofobia),
- difficoltà nel linguaggio.
Fase postdromica
Gli effetti di emicrania possono persistere per alcuni giorni dopo la completa scomparsa del mal di testa; molti pazienti riferiscono
- una sensazione di dolore nella zona in cui vi era l’emicrania,
- confusione,
- stanchezza severa,
- difficoltà di concentrazione,
- sensibilità a luce e suoni,
- cambiamenti dell’umore.
Emicrania oftalmica
L’emicrania oftalmica è una condizione oculare che causa temporanei attacchi di cecità o di problemi visivi come la comparsa di flash luminosi in un occhio, in seguito al restringimento dei vasi sanguigni responsabili della circolazione di sangue all’interno dell’occhio; gli episodi sono fonte di paura per il paziente, ma nella maggior parte dei casi si rivelano innocui e di breve durata, con la vista che torna alla completa normalità.
Benché ne condivida in parte il nome, si tratta di una patologia non correlata all’emicrania intesa come mal di testa, che tipicamente si manifesta con sintomi in grado di coinvolgere entrambi gli occhi.
I sintomi dell’emicrania oftalmica possono includere:
- perdita parziale o totale della vista in un occhio,
- mal di testa (prima, durante o dopo i sintomi visivi).
L’attacco di norma ha una durata compresa tra i 10 e i 20 minuti, dopodiché la vista ritorna gradualmente alla normalità (è raro che si protragga per più di un’ora).
Il paziente può sperimentare attacchi con frequenza variabile, ma tipicamente l’occhio interessato rimane sempre lo stesso.
Quando chiamare il medico
L’emicrania spesso non viene né diagnosticata né curata. Se soffrite dei sintomi tipici di questo disturbo vi consigliamo di tenere nota degli attacchi sotto forma di diario, per poi rivolgersi con fiducia a un neurologo.
Si raccomanda di contattare prontamente il 118 o farsi accompagnare in Pronto Soccorso in caso di:
- paralisi o debolezza in una o entrambe le braccia e/o un lato del volto,
- disturbi della parola o discorsi incomprensibili,
- improvviso e gravissimo mal di testa, descritto come “mai provato prima”,
- mal di testa insieme accompagnato da febbre, torcicollo, confusione, convulsioni, visione doppia.
Questi sintomi possono essere segno della presenza di una condizione più grave, come ad esempio un ictus o meningite, e dovrebbero essere valutati da un medico il più presto possibile.
Segnalare al medico anche un mal di testa che dovesse comparire per la prima volta dopo i 50 anni.
Pericoli
Secondo le attuali evidenze scientifiche, l’emicrania con aura è associata a un lieve incremento del rischio di ictus ischemico. Tale rischio, pur rimanendo basso in termini assoluti, richiede una gestione attenta dei fattori cardiovascolari. Per questo motivo, l’uso della pillola contraccettiva estro-progestinica è generalmente controindicato nelle donne che soffrono di emicrania con aura, specialmente se fumatrici o ipertese.
Questa forma di mal di testa può presentarsi in associazione (comorbilità) con:
- depressione e disturbi dell’umore,
- disturbi d’ansia e attacchi di panico,
- disturbi del sonno.
L’uso eccessivo di farmaci sintomatici (antinfiammatori o triptani) può portare alla “cefalea da abuso di farmaci” (MOH – Medication Overuse Headache), una condizione in cui il mal di testa diventa quotidiano o quasi proprio a causa del tentativo di curarlo troppo frequentemente. Inoltre, l’abuso di FANS espone al rischio di gastriti e ulcere gastriche.
Diagnosi
La diagnosi di emicrania è essenzialmente clinica. Non esiste oggi un esame del sangue o un test radiologico in grado di confermare la malattia; il medico giunge alla conclusione basandosi sulla storia dettagliata del paziente e sull’esclusione di altre cause di mal di testa.
Anamnesi ed esame obiettivo
Il colloquio con il medico (neurologo o esperto in cefalee) rappresenta lo strumento più potente. Per formulare la diagnosi secondo i criteri internazionali ICHD-3, il medico valuterà:
- Caratteristiche del dolore: localizzazione (monolaterale o bilaterale), tipo (pulsante o oppressivo) e intensità.
- Sintomi associati: nausea, vomito, fastidio per luce (fotofobia), rumori (fonofobia) o odori (osmofobia).
- Durata degli attacchi: tipicamente tra le 4 e le 72 ore se non trattati.
- Presenza di aura: sintomi neurologici transitori visivi, sensitivi o del linguaggio.
- Frequenza degli episodi: fondamentale per distinguere tra emicrania episodica e cronica (più di 15 giorni di mal di testa al mese).
Il diario del mal di testa
Uno strumento indispensabile per la diagnosi è il diario del mal di testa. Al paziente viene chiesto di annotare per almeno un mese la data degli attacchi, la durata, l’intensità, i farmaci assunti e l’eventuale correlazione con il ciclo mestruale o specifici alimenti. Questo permette al medico di definire il profilo emicranico e personalizzare la terapia.
Esami strumentali e di imaging
Sebbene non servano a diagnosticare l’emicrania, gli esami di imaging sono fondamentali per escludere altre patologie (diagnosi differenziale) in presenza di “segnali di allarme” (red flags), come un dolore improvviso “a scoppio di tuono” o un cambiamento radicale nel tipo di mal di testa solito.
- Risonanza magnetica (RM): È l’esame d’elezione per visualizzare le strutture cerebrali e i vasi sanguigni senza radiazioni ionizzanti. Viene prescritta se si sospettano anomalie strutturali. Approfondisci la RM cerebrale.
- TAC cerebrale: Utilizzata prevalentemente in regime di emergenza per escludere emorragie o lesioni acute, grazie alla rapidità di esecuzione. Approfondisci la TAC.
Cura e rimedi
Il trattamento dell’emicrania ha compiuto passi da gigante negli ultimi anni, passando da una gestione puramente sintomatica a una medicina di precisione. Gli obiettivi della cura sono tre: interrompere l’attacco acuto, prevenire la comparsa di nuovi episodi e migliorare la qualità della vita.
Trattamento dell’attacco acuto (Sintomatici)
I farmaci per l’attacco vanno assunti il più precocemente possibile, idealmente entro 30-60 minuti dall’inizio del dolore.
- FANS e analgesici: Per attacchi lievi o moderati si utilizzano ibuprofene, acido acetilsalicilico, naprossene o diclofenac. Il paracetamolo è spesso usato, ma talvolta meno efficace se assunto da solo.
- Triptani: Rappresentano lo standard per l’attacco moderato-grave. Agiscono sui recettori della serotonina e riducono l’infiammazione neurogena. Esempi includono sumatriptan, rizatriptan ed eletriptan.
- Gepanti (Antagonisti CGRP): Una nuova classe di farmaci (come rimegepant e ubrogepant) efficace nell’interrompere l’attacco senza i rischi vascolari dei triptani, rendendoli adatti anche a pazienti con controindicazioni cardiovascolari.
- Ditani: Come il lasmiditan, agiscono sul sistema nervoso centrale senza causare vasocostrizione.
- Antiemetici: Farmaci come la metoclopramide non solo curano la nausea, ma migliorano l’assorbimento degli altri antidolorifici.
Terapia di profilassi (Prevenzione)
La prevenzione è indicata quando il paziente ha 3 o più attacchi invalidanti al mese o quando i sintomatici non sono efficaci o controindicati.
- Anticorpi monoclonali anti-CGRP: Rappresentano la vera rivoluzione del 2026. Sono farmaci biologici (erenumab, galcanezumab, fremanezumab, eptinezumab) somministrati mensilmente o trimestralmente sottocute o per via endovenosa. Bloccano selettivamente la proteina responsabile del dolore emicranico con pochissimi effetti collaterali.
- Farmaci tradizionali: Beta-bloccanti (propranololo), antiepilettici (topiramato, valproato) e antidepressivi triciclici (amitriptilina) rimangono opzioni valide e ampiamente utilizzate.
- Tossina botulinica: Il protocollo PREEMPT prevede iniezioni mirate di botulino ogni 3 mesi ed è specifico per l’emicrania cronica.
- Neuromodulazione: Dispositivi non invasivi (stimolazione del nervo vago o trigeminale) che utilizzano impulsi elettrici o magnetici per modulare l’attività nervosa.
Stile di vita e approcci complementari
La gestione non farmacologica è un pilastro fondamentale del trattamento. Piccoli cambiamenti possono ridurre la soglia di eccitabilità del cervello emicranico:
- Igiene del sonno: Mantenere orari regolari per coricarsi e svegliarsi, anche nei fine settimana.
- Alimentazione: Evitare il digiuno prolungato e mantenere una corretta idratazione. Alcuni integratori come il magnesio, la riboflavina (Vitamina B2) e il coenzima Q10 hanno dimostrato efficacia nella riduzione della frequenza degli attacchi.
- Gestione dello stress: Tecniche di biofeedback, mindfulness e attività fisica aerobica regolare (come il nuoto o la camminata veloce) sono raccomandate dalle linee guida.
- Agopuntura: È una delle poche terapie complementari con prove di efficacia consolidate per la prevenzione dell’emicrania, se eseguita da personale medico qualificato.
Prevenzione
Sia che seguiate una terapia preventiva, sia che non la seguiate, potete modificare il vostro stile di vita in modo da ridurre il numero e la gravità degli attacchi di emicrania. Uno o più dei suggerimenti seguenti potrebbero fare al caso vostro:
- Evitate i fattori scatenanti. Se alcuni alimenti sembrano aver scatenato il mal di testa in passato, evitateli. Se alcuni profumi rappresentano un problema, cercate di evitarli. In generale seguite una routine quotidiana con cicli sonno-veglia regolari e pasti in orari regolari. Inoltre cercate di tenere sotto controllo lo stress.
- Fate esercizio fisico regolare. L’esercizio fisico aerobico, praticato con regolarità, riduce la tensione e può contribuire alla prevenzione dell’emicrania. Se il vostro medico ve lo permette, scegliete il tipo di esercizio aerobico che vi piace di più: camminare, nuotare, andare in bicicletta. Riscaldatevi lentamente, perché l’esercizio fisico intenso e improvviso può provocare il mal di testa. Si pensa che anche l’obesità sia un fattore predisponente per l’emicrania: l’esercizio fisico regolare può aiutarvi a non ingrassare. Da evitare invece improvvisi sforzi di grande intensità, che possono scatenare un attacco.
- Sospensione di farmaci a rischio. Alcuni farmaci sono noti per aumentare la frequenza di comparsa dell’emicrania, tra di essi ricordiamo la pillola anticoncezionale e la terapia ormonale sostitutiva. Consultate il vostro medico per sapere quali alternative avete e quali sono i dosaggi consigliati nel vostro caso.
Fonti e bibliografia
- Wikipedia
- Mayo Clinic
- SISC (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee) – Linee Guida Diagnostiche e Terapeutiche.
- NHS, licensed under the OGL
Le domande più frequenti
Cos'è l'emicrania?
Quanto dura?
Cosa prendere?
Come curare e come guarire dall'emicrania?
- betabloccanti (farmaci in grado di ridurre la pressione e la frequenza cardiaca)
- antidepressivi
- antiepilettici
- iniezioni di tossina botulinica
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.