Cos’è l’oncologia medica? Di cosa si occupa l’oncologo?

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Cos’è l’oncologia

L’oncologia è la branca della medicina che si occupa dello studio, della diagnosi e del trattamento dei tumori. Questa specialità medica affronta l’intero spettro delle neoplasie, dalle forme benigne a quelle maligne, concentrandosi sulla comprensione dei meccanismi di sviluppo del cancro e sull’implementazione di strategie terapeutiche efficaci.

L’importanza dell’oncologia nella vita quotidiana è fondamentale, considerando che il cancro rappresenta una delle principali cause di morte a livello mondiale. Grazie ai progressi in questo campo, molte forme tumorali che un tempo erano considerate incurabili oggi possono essere trattate con successo, permettendo ai pazienti di vivere più a lungo e con una migliore qualità di vita.

In Italia il percorso per diventare oncologo inizia con la laurea in Medicina e Chirurgia (6 anni), seguita dall’esame di Stato per l’abilitazione alla professione medica.

Successivamente, è necessario completare la specializzazione in Oncologia Medica, un percorso di formazione post-laurea della durata di 5 anni. Durante questo periodo, il medico acquisisce competenze specifiche nella diagnosi e nel trattamento dei tumori, nella gestione degli effetti collaterali delle terapie e nell’approccio multidisciplinare al paziente oncologico. La formazione include sia attività clinica presso reparti ospedalieri specializzati, sia attività di ricerca.

Medico oncologo

Gemini AI

L’oncologo si occupa della gestione globale del paziente affetto da patologia tumorale, seguendolo dall’iniziale sospetto diagnostico fino alle fasi avanzate della malattia. Le sue competenze includono:

  • Diagnosi e stadiazione dei tumori
  • Pianificazione e somministrazione delle terapie antitumorali (chemioterapia, terapie biologiche, immunoterapia)
  • Gestione degli effetti collaterali dei trattamenti
  • Monitoraggio della risposta alle terapie
  • Prevenzione e diagnosi precoce
  • Cure palliative e gestione del dolore
  • Supporto psicologico al paziente e ai familiari

L’oncologo lavora in stretta collaborazione con altre figure sanitarie all’interno di un team multidisciplinare che può includere chirurghi, radioterapisti, radiologi, anatomopatologi, infermieri specializzati, psicologi, nutrizionisti e fisioterapisti. Questo approccio integrato garantisce al paziente un percorso di cura personalizzato e completo.

Quali patologie tratta

L’oncologo si occupa di una vasta gamma di patologie tumorali, tra cui:

È importante sottolineare che i sintomi descritti di seguito possono essere causati da numerose condizioni, molte delle quali benigne. L’elenco non è esaustivo e la presenza di uno o più di questi sintomi non indica necessariamente la presenza di un tumore. Tuttavia, è sempre consigliabile consultare il proprio medico di base, che valuterà l’opportunità di un invio allo specialista oncologo.

Dalla medicina generale all’oncologia

Generalmente il percorso verso l’oncologo inizia con una visita dal medico di medicina generale o altro specialista, che può indirizzare il paziente allo specialista in presenza di:

  • Risultati sospetti da esami di screening (mammografia, Pap test, ricerca del sangue occulto nelle feci)
  • Riscontro di masse o noduli sospetti durante esami strumentali
  • Alterazioni significative degli esami del sangue (come marcatori tumorali elevati)
  • Sintomi persistenti che non rispondono alle terapie convenzionali
  • Storia familiare di tumori che suggerisce la necessità di programmi di sorveglianza

Sintomi che richiedono attenzione

È consigliabile consultare il medico in presenza di:

  • Noduli o masse palpabili che persistono o aumentano di dimensioni
  • Perdita di peso inspiegabile (superiore al 5% del peso corporeo in 6-12 mesi)
  • Stanchezza cronica che non migliora con il riposo
  • Febbre persistente di origine sconosciuta
  • Sanguinamenti anomali (nelle urine, nelle feci, vaginali in post-menopausa, emottisi)
  • Cambiamenti nelle abitudini intestinali o urinarie che persistono nel tempo
  • Tosse persistente o raucedine che dura più di 3-4 settimane
  • Difficoltà a deglutire o sensazione di corpo estraneo in gola
  • Nei o lesioni cutanee che cambiano aspetto, dimensione o colore
  • Dolore persistente localizzato

Come prepararsi alla visita

Per ottimizzare la visita oncologica, è consigliabile:

  • Portare tutta la documentazione medica rilevante: referti di esami del sangue, esami strumentali (TAC, risonanze magnetiche, ecografie, PET), referti istologici di eventuali biopsie, lettere di dimissione ospedaliera
  • Preparare una lista dei farmaci assunti regolarmente, inclusi integratori e prodotti erboristici
  • Annotare i principali sintomi, quando sono iniziati e come sono evoluti nel tempo
  • Raccogliere informazioni sulla storia familiare di tumori (tipo di tumore, età alla diagnosi, grado di parentela)
  • Preparare una lista di domande da porre al medico
  • Se possibile, farsi accompagnare da un familiare o una persona di fiducia che possa aiutare a ricordare le informazioni fornite dal medico
  • Evitare di assumere farmaci antidolorifici prima della visita, a meno che non siano indispensabili, per non mascherare sintomi importanti

Come si svolge la visita

Una tipica visita oncologica si articola in diverse fasi:

  1. Inizialmente, l’oncologo raccoglie l’anamnesi dettagliata, indagando sui sintomi, sulla storia medica personale e familiare, sullo stile di vita e sui fattori di rischio.
  2. Segue l’esame obiettivo, che può includere la palpazione di linfonodi, addome e altri distretti corporei rilevanti per il sospetto diagnostico.
  3. Dopo aver esaminato la documentazione portata dal paziente, il medico discute i risultati e le possibili diagnosi. Se necessario, prescrive ulteriori esami per confermare la diagnosi o valutare l’estensione della malattia.
  4. In caso di diagnosi confermata, l’oncologo illustra le opzioni terapeutiche disponibili, spiegando benefici attesi ed effetti collaterali di ciascun trattamento. Viene quindi elaborato un piano terapeutico personalizzato, che può includere diversi approcci (chirurgia, chemioterapia, radioterapia, immunoterapia, terapie mirate).
  5. La visita si conclude con indicazioni pratiche sul percorso di cura, sulla gestione degli eventuali effetti collaterali e sulla programmazione dei controlli successivi.

Esami diagnostici frequentemente prescritti

Gli esami di primo livello possono includere:

Gli esami di secondo livello possono comprendere:

  • PET-TC per valutare l’attività metabolica delle lesioni
  • Scintigrafie ossee o altre scintigrafie specifiche
  • Test genetici e molecolari sul tessuto tumorale
  • Biopsia liquida (ricerca di DNA tumorale circolante nel sangue)
  • Esami immunoistochimici per caratterizzare il profilo molecolare del tumore
  • Test di sequenziamento genico per identificare mutazioni specifiche

È importante sottolineare che questi elenchi sono puramente indicativi e che gli esami prescritti variano in base al sospetto diagnostico, al tipo di tumore e alle caratteristiche individuali del paziente.

Sottospecializzazioni e differenze con altre figure correlate

L’oncologia comprende diverse sottospecializzazioni, ciascuna focalizzata su specifici tipi di tumore, come ad esempio:

  • Oncologo medico: si occupa principalmente della terapia farmacologica dei tumori (chemioterapia, immunoterapia, terapie mirate)
  • Radioterapista oncologo: specializzato nell’utilizzo delle radiazioni ionizzanti per il trattamento dei tumori
  • Chirurgo oncologo: chirurgo con particolare esperienza nell’asportazione di tumori
  • Oncologo pediatrico: specializzato nei tumori dell’età infantile e adolescenziale
  • Ginecologo oncologo: focalizzato sui tumori dell’apparato riproduttivo femminile
  • Urologo oncologo: specializzato nei tumori dell’apparato urinario e genitale maschile

È importante distinguere l’oncologo da altre figure correlate:

  • Ematologo: si occupa principalmente delle malattie del sangue, incluse le neoplasie ematologiche come leucemie e linfomi. Spesso collabora con l’oncologo nella gestione di queste patologie
  • Palliativista: medico specializzato nella gestione dei sintomi e nel miglioramento della qualità di vita nei pazienti con malattie avanzate, non necessariamente oncologiche
  • Anatomopatologo: non ha contatto diretto con il paziente, ma è fondamentale per la diagnosi istologica dei tumori attraverso l’esame dei campioni bioptici
  • Genetista medico: si occupa dell’identificazione e gestione delle sindromi genetiche predisponenti al cancro

La complessità della malattia oncologica richiede spesso un approccio multidisciplinare, con la collaborazione di diverse figure specialistiche all’interno di gruppi di lavoro dedicati (tumor board), per garantire al paziente il miglior percorso diagnostico-terapeutico possibile.

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