Introduzione
I sarcomi rappresentano un gruppo eterogeneo di tumori dei tessuti connettivi; se ne contano oltre 80 istotipi e, ciascuno, ha caratteristiche proprie con comportamento biologico e clinico molto differente, che varia da un range grossomodo benigno ad uno francamente maligno.
Ai fini del trattamento è quindi imprescindibile una corretta diagnosi istologica, in modo da pianificare il trattamento più appropriato.
I sarcomi insorgono e decorrono in modo asintomatico o con sintomi blandi ed aspecifici, per cui la diagnosi si basa su esami strumentali (ecografia, TAC, RMN) e di laboratorio (esame istologico su campione bioptico).
Il trattamento si differenzia a seconda dell’istotipo tumorale ed in genere si tratta di un’associazione variabile di chirurgia, chemioterapia e radioterapia.

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Cause
I sarcomi sono tumori maligni che originano dal tessuto connettivale, ovvero in
- Muscoli
- Tendini
- Cartilagine
- Tessuto adiposo
- Legamenti
- Vasi sanguigni o linfatici
- Nervi
- Tessuti sinoviali
Non sono stati individuati casi di familiarità per la patologia, la maggior parte dei sarcomi insorge infatti sporadicamente. I fattori di rischio riconosciuti sono rappresentati da:
- Esposizione a radiazioni ionizzanti: ad esempio in seguito a trattamenti radioterapici che, occorre sottolineare, oggi rispetto al passato sono molto più mirati e quindi più sicuri
- Esposizione a sostanze tossiche, come cloruro di vinile, diossina e alcuni pesticidi
- Linfedema cronico
- Pazienti immunodepressi: ad esempio il Sarcoma di Kaposi è tipico di persone affetta da AIDS
- Patologie genetiche, tra cui
- Neurofibromatosi
- Sindrome di Gardner
- Sindrome di Werner
- Retinoblastoma ereditario
- Sclerosi tuberosa
Classificazione
I sarcomi si dividono scolasticamente in due grandi gruppi:
- Sarcomi dei tessuti molli, che a loro volta si differenziano in oltre 50 istotipi
- Sarcomi dell’osso, che possono originarsi virtualmente in tutto l’organismo, sebbene oltre il 50% dei casi siano localizzati negli arti superiori o inferiori.
In base all’aspetto morfologico delle cellule tumorali ed all’origine delle stesse, le former più comuni di sarcoma sono:
- Liposarcoma: originano dal tessuto adiposo, con grado di aggressività variabile e che possono originarsi in qualsiasi zona del corpo in cui sia presente tessuto adiposo, anche se generalmente la localizzazione più frequente è nel retroperitoneo
- Leiomiosarcoma: originano dal tessuto muscolare liscio, quindi si localizzano prevalentemente a livello di utero, stomaco, vescica
- Rabdomiosarcoma: originano dal tessuto muscolare striato e si localizzano frequentemente a livello di arti superiori ed inferiori; hanno una maggior incidenza in età pediatrica
- Schwannoma, sarcoma di Ewing, tumore maligno delle guaine nervose, neurosarcoma: originano dal tessuto nervoso
- Osteosarcoma: originano dal tessuto osseo
- Condrosarcoma: originano dal tessuto cartilagineo
- Fibrosarcoma: originano dal tessuto connettivo proprio
- GIST (tumore gastrointestinale stromale): originano dalle cellule di Cajal presenti nello stomaco e nell’intestino
- Angiosarcoma, emangiosarcoma, sarcoma di Kaposi: originano dalle cellule dell’endotelio vascolare
- Sarcomi sinoviali: rappresentano circa il 10% dei sarcomi dei tessuti molli e non si riesce ad identificare il tessuto in cui originano
Diffusione
I sarcomi rientrano tra le patologie rare, in quanto caratterizzate da bassa incidenza, rappresentando appena l’1% delle neoplasie nell’adulto.
Considerando la totalità dei tipi di sarcomi (che sono più di 80) vengono colpite circa 5 persone ogni 100 mila.
Si riconosce un andamento bifasico dell’incidenza di questo tipo di tumori, con un iniziale picco in età pediatrica a cui segue una riduzione di incidenza che riaumenterà gradualmente a partire dai 20 anni fino a raggiungere un nuovo picco massimo superati i 60 anni.
Sintomi
Generalmente la stragrande maggioranza dei sarcomi nelle fasi iniziali non esordisce con alcuna sintomatologia, per cui si può avere un esordio completamente asintomatico.
Possono virtualmente comparire in ogni parte dell’organismo, in quanto derivano dal tessuto connettivo che nel nostro corpo è praticamente ubiquitario.
A seguito della formazione la massa andrà gradualmente ad ingrandirsi, quindi il paziente potrebbe potenzialmente avvertire o notare la comparsa di una tumefazione (un rigonfiamento) in corrispondenza della sede del tumore stesso. Tale tumefazione può, ma non sempre, essere associata a dolore (quando il tumore va a comprimere nervi o vasi sanguigni).
Purtroppo, in caso di localizzazione intraddominale non ci sarà alcuna manifestazione visibile, rendendo la diagnosi particolarmente ostica; potrebbero associarsi sintomi molto aspecifici come calo ponderale, astenia, affaticabilità.
In taluni casi la neoformazione può creare un’ostruzione al passaggio delle feci nell’intestino portando a blocco intestinale, o diventare causa di sanguinamenti del tratto gastrointestinale.
I sintomi dei sarcomi ossei includono più spesso dolore, specialmente notturno, e gonfiore intorno al sito del tumore.
Sopravvivenza e mortalità
I sarcomi rappresentano un gruppo eterogeneo e numeroso di tumori, per cui la prognosi dipenderà da vari fattori, tra i quali:
- Caratteristiche istologiche del tumore: tipo di tumore e grado di aggressività biologica
- Sede del tumore
- Stadiazione del tumore (sistema TNM)
Considerando la totalità dei sarcomi la sopravvivenza a 5 anni:
- È maggiore del 90% se la scoperta del tumore è precoce ed il trattamento viene praticato fin dagli stadi iniziali
- È inferiore al 15% nelle forme in cui siano già presenti metastasi a distanza
Diagnosi
Il percorso diagnostico per il sarcoma è un processo di estrema precisione che richiede competenze specialistiche elevate. Il sospetto clinico nasce spesso dal riscontro di una massa indolore che aumenta di volume o di un dolore osseo persistente. Data la rarità della patologia, il consenso scientifico internazionale raccomanda che la diagnosi venga gestita esclusivamente presso centri di riferimento multidisciplinari (Sarcoma Units).
Imaging di primo e secondo livello
Il primo passo è solitamente l’esecuzione di un’ecografia, utile per distinguere una massa solida da una cistica, ma raramente sufficiente per una diagnosi definitiva. Gli esami fondamentali per la pianificazione clinica sono:
- Risonanza Magnetica (RMN) con mezzo di contrasto: è il gold standard per i sarcomi dei tessuti molli degli arti, del tronco e del distretto testa-collo. Fornisce dettagli anatomici cruciali sui rapporti tra il tumore, i vasi sanguigni, i nervi e le fasce muscolari.
- TAC con mezzo di contrasto: è l’esame d’elezione per i sarcomi retroperitoneali e addominali. Viene inoltre utilizzata sistematicamente per il torace per escludere la presenza di metastasi polmonari, sede elettiva di diffusione per molti sarcomi.
- PET/TC: può essere impiegata per valutare l’attività metabolica del tumore e per la ricerca di localizzazioni a distanza in casi selezionati o in specifici istotipi.
La biopsia: il passaggio cruciale
La diagnosi di certezza è esclusivamente istologica. La biopsia deve essere eseguita preferibilmente con la tecnica “core biopsy” (agobiopsia con ago tranciante), che permette di prelevare un cilindro di tessuto mantenendo l’architettura cellulare. La biopsia incisionale (chirurgica) è riservata a casi particolari.
È di vitale importanza che il tragitto dell’ago sia pianificato dallo stesso chirurgo oncologo che eseguirà l’intervento definitivo: un posizionamento errato della biopsia potrebbe contaminare tessuti sani, compromettendo la possibilità di un intervento conservativo e aumentando il rischio di recidiva.
Caratterizzazione molecolare
Oggi la diagnosi non si limita all’osservazione al microscopio. L’analisi del DNA e dell’RNA tumorale tramite tecniche avanzate (come il sequenziamento NGS) permette di individuare traslocazioni o mutazioni specifiche. Questo non solo conferma il tipo esatto di sarcoma tra gli oltre 80 esistenti, ma può identificare bersagli molecolari per terapie personalizzate.
Cura
Il trattamento dei sarcomi mira alla guarigione clinica preservando, ove possibile, la funzione dell’organo o dell’arto colpito e la qualità della vita del paziente. La strategia terapeutica viene stabilita da un team multidisciplinare che integra chirurgia, radioterapia e oncologia medica.
Chirurgia: il cardine del trattamento
La chirurgia rimane la terapia principale per la maggior parte dei sarcomi localizzati. L’obiettivo è l’asportazione completa della massa con “margini liberi”, ovvero circondata da un sottile strato di tessuto sano (escissione radicale). Grazie ai progressi nelle tecniche ricostruttive e all’integrazione con altre terapie, oggi gli interventi di amputazione sono necessari solo in una ristrettissima minoranza di casi (meno del 5-10% per i sarcomi degli arti).
Radioterapia
La radioterapia viene utilizzata per migliorare il controllo locale della malattia, riducendo drasticamente il rischio che il tumore si ripresenti nella stessa sede. Può essere somministrata:
- Pre-operatoria (neoadiuvante): per ridurre le dimensioni del tumore e facilitare l’intervento.
- Post-operatoria (adiuvante): per eliminare eventuali cellule tumorali microscopiche residue.
Le tecniche moderne, come la radioterapia a intensità modulata (IMRT) o la protonterapia, permettono di concentrare le radiazioni sul tumore proteggendo i tessuti sani circostanti.
Terapie sistemiche: chemioterapia e nuovi farmaci
La chemioterapia sistemica viene impiegata per trattare le metastasi o come protezione per ridurre il rischio di diffusione a distanza in sarcomi ad alto grado di malignità.
Oltre ai chemioterapici tradizionali (come antracicline e ifosfamide), la ricerca ha introdotto opzioni innovative:
- Farmaci a bersaglio molecolare (Targeted Therapy): medicinali che bloccano specifici meccanismi di crescita del tumore. Ad esempio, nei tumori GIST o in alcuni sarcomi delle parti molli, questi farmaci hanno rivoluzionato la prognosi.
- Immunoterapia: sebbene non efficace per tutti i tipi di sarcoma, sta mostrando risultati promettenti in istotipi specifici (come il sarcoma alveolare delle parti molli o il sarcoma angiosarcoma), stimolando il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule neoplastiche.
Stile di vita e riabilitazione
Il percorso di cura non termina con l’intervento. La riabilitazione fisica è parte integrante del protocollo per recuperare la piena funzionalità motoria. Dal punto di vista dello stile di vita, è raccomandata un’alimentazione equilibrata e, quando possibile, un’attività fisica moderata e costante, che si è dimostrata efficace nel ridurre il senso di affaticamento (fatigue) correlato alle cure oncologiche e nel migliorare il benessere psicofisico generale. Il monitoraggio nel tempo (follow-up) è essenziale e prosegue per molti anni per intercettare precocemente eventuali recidive.
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Autore
Dr. Mirko Fortuna
Medico ChirurgoIscritto all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Lecce n. 9165