Introduzione
La vescica è un organo cavo dell’apparato escretore che si trova nella parte bassa dell’addome, la cui funzione è quella di raccogliere l’urina, il liquido di rifiuto prodotto dai reni. L’urina passa dal rene alla vescica attraversando un lungo tubicino detto uretere, poi lascia la vescica passando in un tubicino più corto (l’uretra).

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Le pareti della vescica sono composte da diversi strati di tessuto:
- Tessuto interno. Internamente la vescica è rivestita da un tessuto detto tunica mucosa. Quando la vescica si riempie di urina, le cellule epiteliali di transizione si tendono, mentre quando la vescica si svuota le cellule si contraggono ritornando alla dimensione normale.
- Tessuto intermedio. Lo strato intermedio è costituito da tessuto muscolare. Quando la vescica si svuota, è il tessuto muscolare che fa defluire l’urina dall’organismo.
- Tessuto esterno. La parete esterna è il rivestimento della vescica. È formata da sostanze grasse, tessuto fibroso e vasi sanguigni.
I sintomi più comuni che compaiono in caso di tumore alla vescica sono:
- sangue nelle urine,
- disturbi della minzione (aumento della frequenza, dolore, …),
- mal di schiena,
- dolore pelvico.
Come con la maggior parte dei tumori, le cause esatte alla base del cancro alla vescica non sono note, ma tra i fattori di rischio associati alla sua comparsa ricordiamo:
- fumo,
- esposizione a specifici prodotti chimici industriali,
- infiammazione cronica della vescica,
- schistosomiasi (parassitosi non presente in Italia).
Le principali opzioni terapeutiche comprendono
- chirurgia,
- radioterapia,
- chemioterapia,
- immunoterapia,
che vengono variamente combinate a seconda dei casi.
La sopravvivenza a cinque anni in Italia è pari a circa 4 pazienti su cinque, sebbene purtroppo sia particolarmente elevato il rischio di recidiva.
Le cellule tumorali
Il tumore si forma nelle cellule, cioè nei mattoncini che costituiscono i tessuti. I tessuti, a loro volta, gli organi del nostro corpo, tra cui anche la vescica.
Le cellule sane crescono e si dividono per formare nuove cellule quando l’organismo le richiede: se le cellule sane invecchiano o subiscono danni, muoiono e sono sostituite da cellule nuove. In alcuni casi, il processo può alterarsi, possono formarsi nuove cellule anche se l’organismo non ne ha bisogno, oppure le cellule vecchie o danneggiate possono continuare a vivere. L’accumulo di cellule spesso va a formare una massa di tessuto detta tumore.
I tumori della vescica possono essere benigni (non cancerosi) o maligni (cancro).
I tumori benigni sono meno pericolosi di quelli maligni:
- di solito non mettono in pericolo la vita del paziente,
- possono essere curati o rimossi e di solito non recidivano (non si ripresentano),
- non invadono i tessuti circostanti,
- non creano metastasi (tumori secondari in altre parti del corpo).
Al contrario, i tumori maligni:
- possono mettere in pericolo la vita del paziente,
- di solito possono essere rimossi, però possono recidivare,
- possono invadere e danneggiare i tessuti e gli organi circostanti (ad esempio la prostata negli uomini, oppure l’utero o la vagina nelle donne),
- possono diffondersi in altre zone dell’organismo.
Le cellule del tumore della vescica possono diffondersi staccandosi dal tumore originario (metastasi), possono entrare in circolo e raggiungere il fegato, i polmoni e le ossa; in alternativa possono entrare nel sistema linfatico, percorrere i vasi linfatici e raggiungere i linfonodi. Dopo la diffusione le cellule tumorali possono attaccarsi ai tessuti che hanno raggiunto e qui formare nuovi tumori.
Cause
Quando viene diagnosticato un tumore alla vescica è naturale chiedersi che cosa possa aver causato la malattia. I medici, però, non sono sempre in grado di spiegare perché il tumore colpisce alcuni pazienti e ne risparmia altri, è tuttavia risaputo che i pazienti che presentano determinati fattori di rischio corrono maggiori rischi di soffrire di tumore alla vescica. I fattori di rischio sono condizioni o comportamenti in grado di aumentare il rischio di soffrire di una determinata patologia.
Le ricerche hanno evidenziato che tra i fattori di rischio per il tumore alla vescica possiamo annoverare:
- Fumo. Il fumo di tabacco è il principale fattore di rischio per il tumore alla vescica, infatti provoca la maggior parte dei casi di tumore. Chi fuma per molti anni corre un rischio maggiore rispetto a chi non fuma o a chi fuma solo per un breve periodo.
- Sostanze chimiche presenti sul posto di lavoro. Alcuni pazienti presentano un rischio maggiore di ammalarsi di tumore alla vescica perché nel luogo di lavoro sono presenti determinate sostanze chimiche. Chi lavora nell’industria chimica (vernici, gomma), metallurgica, tessile e del cuoio può correre rischi. Tra le categorie potenzialmente a rischio abbiamo: i parrucchieri, i macchinisti, i tipografi, gli imbianchini e i camionisti.
- Terapie antitumorali. Chi in passato ha sofferto di tumore ed è stato curato con determinati farmaci come la ciclofosfamide può correre maggiori rischi di ammalarsi di tumore alla vescica. Anche chi si è sottoposto a radioterapia all’addome o alla zona pelvica può essere a rischio.
- Arsenico. L’arsenico è una sostanza velenosa che fa aumentare il rischio di tumore alla vescica. In alcune zone del mondo, l’arsenico può essere presente in grandi quantità nell’acqua (in Italia i livelli sono strettamente e costantemente monitorati, affinché rimangano all’interno di limiti particolarmente stringenti).
- Precedenti famigliari di tumore alla vescica. Chi ha un famigliare che in passato ha sofferto di tumore alla vescica corre un rischio leggermente maggiore di ammalarsi.
- Precedenti personali di tumore alla vescica. Chi in passato ha già sofferto di tumore alla vescica corre maggiori rischi di ammalarsi di nuovo.
Molte persone che si ammalano di tumore alla vescica non presentano nessuno dei fattori di rischio sopra elencati; viceversa, molti pazienti che presentano uno o più fattori di rischio non si ammaleranno.
Alimentazione
Un regolare consumo di frutta e verdura potrebbe rappresentare un fattore di protezione dal tumore alla vescica, così come il tè.
Sintomi
Il tumore alla vescica può causare uno o più dei seguenti sintomi:
- presenza di sangue nelle urine (le urine possono apparire color ruggine o rosso scuro),
- bisogno urgente di urinare,
- bisogno di urinare più frequente del solito,
- sensazione di non riuscire a svuotare la vescica pur avvertendone la necessità,
- tensione o sforzo durante la minzione,
- dolore durante la minzione.
Questi sintomi possono essere causati da un tumore alla vescica, ma anche da altre patologie, come ad esempio da un’infezione delle vie urinarie (cistite). Chi li avverte dovrebbe consultare il medico, in modo da diagnosticare e curare il disturbo il prima possibile.
Diagnosi
Il percorso diagnostico per il tumore della vescica mira a confermare la presenza della neoplasia, valutarne l’aggressività e determinare quanto profondamente abbia invaso la parete vescicale o gli organi circostanti.
L’iter comprende solitamente le seguenti fasi:
- Analisi clinica e delle urine: Oltre alla valutazione dei sintomi e della storia clinica, viene eseguito l’esame citologico urinario per cercare cellule tumorali al microscopio. Possono essere utilizzati anche biomarcatori molecolari urinari (test basati sul DNA o su proteine specifiche) come supporto per aumentare la sensibilità diagnostica.
- Ecografia dell’apparato urinario: Spesso rappresenta il primo esame di screening, utile per visualizzare masse grossolane o ostruzioni nei reni e nella vescica.
- Cistoscopia: È l’esame fondamentale. Attraverso l’inserimento di un sottile strumento a fibre ottiche (cistoscopia), l’urologo visualizza direttamente l’interno della vescica. Oggi si utilizzano tecniche a luce blu (fluorescenza) o NBI (Narrow Band Imaging) che migliorano la visibilità di lesioni piatte o sospette altrimenti invisibili.
- Resezione transuretrale (TURB): Se viene individuata una lesione, si procede alla sua asportazione chirurgica per via endoscopica. Questo intervento ha un doppio scopo: terapeutico (rimozione del tumore) e diagnostico, poiché fornisce il campione di tessuto necessario per l’esame istologico.
- Imaging avanzato (mpMRI e TAC): La Risonanza Magnetica multiparametrica (mpMRI) è diventata uno standard per valutare l’invasione dello strato muscolare (utilizzando lo score VI-RADS), aiutando a distinguere tra tumori superficiali e infiltranti. La TAC dell’addome e del torace viene utilizzata principalmente per la stadiazione, ovvero per verificare se il tumore ha coinvolto linfonodi o altri organi (metastasi).

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Stadiazione e classificazione
Dopo la biopsia o la TURB, il tumore viene classificato in base a:
- Grado: Indica quanto le cellule tumorali appaiono “anomale”. I tumori di alto grado sono più aggressivi e hanno una maggiore tendenza a recidivare o progredire.
- Stadio (TNM):
- NMIBC (Non-Muscle Invasive): Tumore superficiale (Stadi Ta, T1 o Tis/Carcinoma in situ) che non ha ancora invaso il muscolo.
- MIBC (Muscle Invasive): Tumore infiltrante (Stadi T2, T3, T4) che ha superato la mucosa e coinvolge il muscolo o i tessuti limitrofi.
L’importanza del secondo parere
Data la complessità delle decisioni terapeutiche, specialmente quando si valuta l’asportazione totale della vescica, ottenere un secondo parere presso centri di eccellenza oncologica è una pratica comune e raccomandata. Questo permette di confermare la diagnosi istologica (revisione dei vetrini) e di discutere tutte le opzioni conservative o ricostruttive disponibili.
Cura e terapia
Il trattamento del tumore alla vescica è altamente personalizzato e multidisciplinare. Gli obiettivi principali sono l’eliminazione del tumore, la prevenzione delle recidive e, quando possibile, la conservazione della funzione urinaria e sessuale.
Le strategie terapeutiche variano radicalmente in base allo stadio della malattia.
Trattamento del tumore non muscolo-infiltrante (superficiale)
Per i tumori che non hanno invaso il muscolo, l’approccio principale è conservativo:
- TURB (Resezione Transuretrale): È il trattamento iniziale per rimuovere tutte le lesioni visibili.
- Terapia intravesicale: Dopo la resezione, vengono instillati farmaci direttamente in vescica tramite catetere per eliminare eventuali cellule residue. Si utilizzano la chemioterapia topica (es. mitomicina) o l’immunoterapia con il bacillo di Calmette-Guérin (BCG). Il BCG è il trattamento d’elezione per i tumori ad alto rischio per prevenire la progressione verso forme infiltranti.
Trattamento del tumore muscolo-infiltrante
Quando il tumore invade la parete muscolare, la strategia diventa più aggressiva:
- Cistectomia radicale: Rappresenta lo standard di cura. Prevede la rimozione completa della vescica e dei linfonodi pelvici. Nel paziente di sesso maschile si rimuove solitamente la prostata; nella donna possono essere rimossi utero e parte della vagina, sebbene oggi si tenda a tecniche “organ-sparing” (di conservazione degli organi) quando oncologicamente sicuro.
- Ricostruzione urinaria: Dopo la rimozione della vescica, il chirurgo può creare un’urostomia (sacchetto esterno) o una neovescica ortotopica utilizzando un tratto di intestino, che permette di urinare per via naturale.
- Chemioterapia neoadiuvante: La somministrazione di chemioterapia basata sul platino *prima* dell’intervento chirurgico è oggi fortemente raccomandata per migliorare i tassi di sopravvivenza a lungo termine eliminando eventuali micrometastasi.
- Terapia trimodale (TMT): In pazienti selezionati che desiderano evitare la rimozione della vescica o non sono idonei alla chirurgia, si può optare per una combinazione di TURB massimale, radioterapia e chemioterapia concomitante.
Terapie innovative e per la malattia avanzata
Negli ultimi anni, la cura del tumore alla vescica metastatico o resistente ha fatto passi da gigante grazie a:
- Immunoterapia moderna: Farmaci inibitori dei checkpoint immunitari (anticorpi monoclonali PD-1/PD-L1) che riattivano il sistema immunitario contro il tumore.
- Coniugati farmaco-anticorpo (ADC): “Bombe intelligenti” che rilasciano il chemioterapico direttamente all’interno delle cellule tumorali, riducendo gli effetti collaterali sistemici.
- Terapie a bersaglio molecolare: Farmaci mirati per pazienti che presentano specifiche mutazioni genetiche (come le alterazioni del gene FGFR).
Stile di vita e supporto
La cessazione del fumo è l’intervento più critico sullo stile di vita: i pazienti che continuano a fumare hanno un rischio di recidiva e di progressione significativamente più alto. Una dieta equilibrata, ricca di liquidi e povera di grassi saturi, supporta il recupero post-operatorio e la tolleranza alle terapie. È inoltre fondamentale il supporto nutrizionale e psicologico per gestire l’impatto della chirurgia sulla propria immagine corporea e sulla vita intima.
Riabilitazione e follow-up
L’équipe che vi segue vi aiuterà a ritornare alle normali attività il prima possibile, gli scopi della riabilitazione dipendono dall’estensione della malattia e dell’eventuale intervento chirurgico.
Se vi è stata asportata la vescica dovrete ricorrere a un modo alternativo per raccogliere l’urina: dopo aver rimosso la vescica il chirurgo userà una parte dell’intestino tenue o crasso per creare una nuova uretra (un nuovo tubicino che permette all’urina di fuoriuscire dal corpo) oppure una vescica sostitutiva.
I vostri medici potranno proporvi le seguenti soluzioni:
- Sacca esterna da indossare sotto gli abiti. Il chirurgo può attaccare un piccolo tratto di intestino agli ureteri e allo stoma (apertura nella parete addominale). L’urina passa dagli ureteri nel tratto di intestino, e da qui allo stoma. Allo stoma è fissata una sacca tenuta ferma da una colla speciale. La sacca va svuotata diverse volte al giorno.
- Nuova vescica o sacca interna. Il chirurgo può creare una nuova vescica o sacca utilizzando un tratto di intestino. Il chirurgo collega la sacca agli ureteri in modo che l’urina possa defluire dagli ureteri e raccogliersi nella sacca interna; la sacca, poi, viene collegata all’uretra oppure a uno stoma praticato nella parete addominale.
- Nuova vescica collegata all’uretra. La cavità è collegata all’uretra, quindi sarete in grado di svuotare la vescica esattamente come prima dell’intervento.
- Nuova vescica collegata allo stoma. Il chirurgo crea un nuovo percorso per consentire all’urina di defluire dall’organismo. La cavità è collegata allo stoma e userete il catetere (un tubicino) per svuotare la vescica diverse volte al giorno. Non dovrete indossare alcuna sacca collegata allo stoma.
All’inizio svuoterete la vescica ogni due o tre ore. In seguito, dovreste essere in grado di trattenere l’urina fino a quattro, sei ore.
Lo stomaterapista o un altro membro dell’équipe medica vi visiterà prima dell’intervento per descrivervi tutte le procedure di riabilitazione, il medico o l’infermiere vi insegneranno come comportarvi dopo l’intervento. Se sarete stomizzati il medico o l’infermiere vi aiuteranno a capire la zona dell’addome in cui sarà praticata la stomia, e vi insegneranno come convivere con lo stoma e prendervene cura in autonomia dopo l’intervento.
Per qualsiasi dubbio o preoccupazione, di natura fisica, emotiva o sessuale, rivolgetevi ai medici che vi seguono. Se necessario, potranno indicarvi gli opportuni materiali di consultazione o i gruppi di aiuto presenti nella vostra zona.
Alimentazione
Prima, durante e dopo l’intervento, è fondamentale prendersi cura di se stessi al meglio. Prendersi cura di se stessi vuol anche dire seguire un’alimentazione corretta, in modo da ottenere tutte le calorie necessarie per mantenere il peso giusto. È anche necessario assumere proteine a sufficienza per salvaguardare la propria forza. Mangiare bene vi aiuterà a sentirvi meglio e ad avere più energia.
In alcuni casi, soprattutto durante la terapia o nelle fasi immediatamente successive, non avrete appetito, perché ad esempio non ve la sentirete o sarete stanchi, oppure vi sembrerà che il gusto degli alimenti non sia più lo stesso. Anche gli effetti collaterali della terapia (inappetenza, nausea, vomito, ulcere in bocca) possono non invogliare per nulla a mangiare.
Il medico, il dietologo o un altro membro dell’équipe medica vi possono suggerire i modi migliori per soddisfare le vostre esigenze alimentari. In alternativa, potete consultare il seguente articolo su alimentazione e tumore.
Follow-up
Dopo la terapia contro il tumore alla vescica dovrete sottoporvi a controlli regolari (ad esempio a intervalli di 3-6 mesi). Con i controlli è possibile diagnosticare e curare gli eventuali problemi di salute che potrebbero presentarsi.
Se tra un controllo e l’altro avete dei problemi, dovreste consultare il medico.
Il tumore alla vescica può recidivare, cioè ripresentarsi anche dopo la terapia. Uno degli scopi dei controlli è proprio quello di escludere le recidive. Tra i controlli che dovrete eseguire ricordiamo, ad esempio:
- visite mediche,
- esami del sangue,
- esami delle urine,
- cistoscopia,
- TAC.
Fonti e bibliografia
Le domande più frequenti
Quali sono i sintomi del tumore alla vescica?
Qual è la sopravvivenza media di un malato di tumore alla vescica?
Il tumore alla vescica causa metastasi?
Cosa fare in caso di sangue nelle urine? Può essere un tumore?
Una cistite è un’infezione alla vescica? Cosa implica?
Se un carcinoma alla vescica è diagnosticato, può essere benigno?
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.