- Cosa sono le cure palliative
- Come si diventa medico palliativista
- Di cosa si occupa il medico palliativista
- Quali condizioni trattano le cure palliative
- Quando rivolgersi alle cure palliative
- Come prepararsi alla visita palliativistica
- Come si svolge la visita palliativistica
- Setting assistenziali e differenze con altre figure correlate
Cosa sono le cure palliative
Le cure palliative rappresentano un approccio assistenziale completo che mira a migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da malattie inguaribili, progressive e in fase avanzata. Contrariamente a quanto spesso si crede, non si limitano al fine vita, ma si concentrano sul controllo del dolore e di altri sintomi fisici, psicologici, sociali e spirituali che causano sofferenza.
Questa disciplina medica si basa sul principio fondamentale che, anche quando non sia più possibile guarire, è sempre possibile prendersi cura della persona nella sua globalità. Le cure palliative considerano inoltre la morte come un processo naturale che non va né accelerato né ritardato, ma accompagnato con dignità e rispetto.
Come si diventa medico palliativista

Leonardo AI
In Italia il percorso per diventare medico palliativista prevede innanzitutto la laurea in Medicina e Chirurgia seguita dall’abilitazione professionale. Successivamente, è necessario conseguire una specializzazione in discipline come Anestesia e Rianimazione, Oncologia, Geriatria o Medicina Interna.
Dal 2021 è stata istituita la Scuola di Specializzazione in Medicina e Cure Palliative, della durata di 4 anni, che forma specificamente i medici in questo ambito. In alternativa, i medici già specializzati in altre discipline possono conseguire un Master universitario di II livello in Cure Palliative e Terapia del Dolore, riconosciuto dalla legge 38/2010 che ha regolamentato l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore in Italia.
Di cosa si occupa il medico palliativista
Il medico palliativista coordina un’équipe multidisciplinare che include infermieri, psicologi, fisioterapisti, assistenti sociali, assistenti spirituali e volontari formati, che complessivamente si occupano della persona
- Valutando e trattano il dolore e altri sintomi fisici disturbanti
- Offrendo supporto psicologico al paziente e alla famiglia
- Aiutando ad affrontare questioni esistenziali e spirituali
- Fornendo assistenza pratica nelle attività quotidiane
- Supportando i familiari durante la malattia e nel periodo del lutto
Un aspetto fondamentale dell’approccio palliativo è la comunicazione aperta e onesta con il paziente e i familiari, per favorire scelte consapevoli e rispettose dei valori e delle preferenze della persona malata.
Quali condizioni trattano le cure palliative
Sebbene storicamente associate ai malati oncologici terminali, le cure palliative si rivolgono a persone con qualsiasi patologia cronica, progressiva e inguaribile, come:
- Malattie oncologiche in fase avanzata
- Insufficienze d’organo end-stage (cardiaca, respiratoria, renale, epatica)
- Malattie neurologiche degenerative (SLA, sclerosi multipla avanzata, demenze)
- Malattie polmonari croniche avanzate
- AIDS in fase avanzata
- Patologie pediatriche life-limiting o life-threatening
L’approccio palliativo può essere integrato con le terapie attive dirette alla malattia di base, quando queste sono ancora indicate, secondo un modello di “cure simultanee” che prevede l’intervento precoce del team palliativo.
Quando rivolgersi alle cure palliative
Il medico di medicina generale rappresenta il primo riferimento e può indirizzare il paziente verso le cure palliative quando lo ritiene opportuno, ad esempio in caso di:
- Dolore persistente o altri sintomi fisici non adeguatamente controllati nonostante le terapie standard
- Peggioramento della qualità di vita a causa dei sintomi della malattia o degli effetti collaterali delle terapie
- Difficoltà nel gestire l’assistenza a domicilio di un malato con patologia avanzata
- Necessità di supporto decisionale riguardo a scelte terapeutiche complesse
- Bisogno di supporto psicologico per il paziente e/o i familiari nell’affrontare una malattia grave
Segnali d’allarme: quando intervenire subito
Alcune situazioni richiedono un intervento palliativo urgente:
- Dolore severo non controllato
- Dispnea acuta o grave difficoltà respiratoria
- Agitazione o delirium
- Emorragie in fase terminale
- Crisi di panico o grave distress psicologico
Come prepararsi alla visita palliativistica
Per ottimizzare l’incontro con il medico palliativista è utile:
- Portare tutta la documentazione medica recente (referti di visite specialistiche, esami diagnostici, lettere di dimissione ospedaliera)
- Preparare un elenco dei farmaci assunti, con dosaggi e orari
- Annotare i sintomi principali, quando si manifestano e cosa li allevia o peggiora
- Scrivere le domande che si desidera porre al medico
- Farsi accompagnare da un familiare o una persona di fiducia
- Essere pronti a discutere non solo degli aspetti fisici ma anche di quelli emotivi, sociali e spirituali
Come si svolge la visita palliativistica
La prima visita palliativistica è generalmente più lunga di una visita medica standard, poiché mira a valutare la persona nella sua globalità. Il medico:
- Raccoglie la storia clinica e personale del paziente
- Valuta i sintomi fisici utilizzando scale di misurazione specifiche
- Esegue un esame obiettivo
- Indaga sugli aspetti psicologici, sociali e spirituali
- Valuta il contesto familiare e le risorse disponibili
- Discute gli obiettivi di cura e le preferenze del paziente
Al termine della visita, il medico propone un piano di cura personalizzato che può includere:
- Terapie farmacologiche per il controllo dei sintomi
- Interventi non farmacologici (fisioterapia, tecniche di rilassamento)
- Supporto psicologico
- Attivazione di servizi assistenziali domiciliari o residenziali
- Programmazione di visite di controllo
Esami diagnostici nelle cure palliative
Gli esami diagnostici nelle cure palliative sono prescritti con criterio, valutando sempre il rapporto tra beneficio atteso e disagio per il paziente. Possono includere:
- Esami ematochimici essenziali per monitorare la funzionalità d’organo
- Esami strumentali non invasivi quando necessari per il controllo dei sintomi
- Valutazioni specialistiche mirate (es. consulenza antalgica, nutrizionale)
Setting assistenziali e differenze con altre figure correlate
Le cure palliative possono essere erogate in diversi contesti:
- Cure palliative domiciliari: permettono alla persona di rimanere nel proprio ambiente familiare
- Hospice: strutture residenziali specializzate per pazienti con bisogni complessi
- Ambulatori di cure palliative: per pazienti in condizioni stabili che possono recarsi alla visita
- Consulenze palliativistiche ospedaliere: per pazienti ricoverati
È importante distinguere il medico palliativista da altre figure correlate:
- Terapista del dolore: si concentra specificamente sul trattamento del dolore, spesso con tecniche interventistiche, ma non necessariamente in un contesto di malattia avanzata
- Oncologo: si occupa principalmente della diagnosi e del trattamento attivo delle neoplasie, mentre il palliativista si focalizza sulla qualità della vita
- Geriatra: si occupa della salute dell’anziano in tutte le sue fasi, mentre il palliativista interviene specificamente nelle fasi avanzate di malattia
Le cure palliative moderne promuovono un modello di integrazione precoce con le terapie attive, superando la vecchia concezione che le vedeva come intervento esclusivo della fase terminale. Questo approccio “simultaneo” ha dimostrato di migliorare non solo la qualità della vita, ma in alcuni casi anche la sopravvivenza dei pazienti.