Giramenti di testa improvvisi, cause e segnali d’allarme

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Introduzione

Accusare capogiri, o vere e proprie vertigini, è un’esperienza sgradevole che lascia storditi, disorientati; in realtà quello di “capogiro” è un termine impreciso, che spesso si usa per indicare innumerevoli sensazioni anche molto diverse tra loro, come ad esempio:

  • Senso di svenimento (lipotimia)
  • Percezione di testa leggera, fluttuante, talvolta ai limiti dell’estraneazione
  • Difficoltà di equilibrio ed instabilità
  • Sensazione di rotazione, talvolta descritta anche come la percezione di essere tirati lateralmente.

Più tecnicamente la vertigine è in realtà una sensazione di movimento di

  • sé stessi (vertigine soggettiva)
  • o dell’ambiente circostante (vertigine oggettiva)

in assenza di qualsiasi reale movimento, ma anche in questo caso è spesso difficile per il paziente formulare una discriminazione certa.

È quindi importante comprendere che il capogiro o la vertigine non è mai una diagnosi, una malattia, ma sempre solo un sintomo, la descrizione di un sintomo, che può peraltro essere accompagnato da altri disturbi come nausea e vomito, difficoltà a stare in equilibrio e/o a camminare.

Nonostante questa difficoltà di caratterizzazione, e prima di esplorare le cause più comuni, è importante ricordare che, come scrive il manuale MSD,

Ci sono numerose cause […], ma solo una piccola percentuale dei casi è [dovuta ad] una grave malattia.

Donna con improvvisi capogiri

Shutterstock/Pheelings media

Cause

Tra le cause dell’improvvisa comparsa di capogiri si annoverano (seguire il collegamento per un approfondimento di ciascuna condizione):

  • Vertigine parossistica posizionale benigna (VPPB): si tratta di un disturbo dell’orecchio interno ed è la causa più comune di vere vertigini; può colpire chiunque, ma è più frequente nei soggetti di età superiore ai 60 anni. Si manifesta come attacchi gravi ma brevi (inferiori al minuto), tipicamente scatenati dal movimento del capo in una direzione specifica. Il primo episodio può essere particolarmente preoccupante, perché improvviso e severo, tanto da far pensare a condizioni gravi come un ictus. In assenza di trattamento il decorso della malattia vede in genere una progressiva diminuzione dei sintomi nell’arco di giorni o settimane, ma in alcuni pazienti può persistere più a lungo.
  • Malattia di Ménière: La malattia di Ménière è un disturbo dell’equilibrio causato da un’anomalia localizzata nell’orecchio interno, in una struttura che prende il nome di labirinto. Quello che si verifica è un accumulo di liquidi che può causare una forte vertigine (ciascun episodio dura da 20 minuti a diverse ore), una sensazione di ovattamento, acufene e la perdita dell’udito solo dal lato interessato. Colpisce in particolare tra i 40 ed i 60 anni, ma l’aspetto peggiore è che si tratta di una condizione progressiva: il numero di episodi di vertigini è maggiore nei primi anni di malattia e diminuisce negli anni successivi, indipendentemente dall’eventuale trattamento, ma se la maggior parte dei pazienti raggiunge nuovamente una fase di equilibrio priva di vertigini, purtroppo si può dire lo stesso dell’udito, che generalmente non viene recuperato (va detto che interessa tuttavia un unico orecchio per la maggior parte dei pazienti).
  • Neurite vestibolare: sebbene non tutti gli autori ne condividano la definizione, viene descritta come l’infiammazione della porzione vestibolare dell’ottavo nervo cranico, probabilmente in seguito ad infezione virale. Si presenta classicamente con vertigini, nausea e difficoltà di equilibrio alla deambulazione. È considerata una condizione benigna ed autolimitante, anche se spesso dura diversi giorni ed in alcuni casi più ostici può protrarsi fino a settimane/mesi per un recupero completo. Si manifesta come un’improvvisa vertigine, tanto severa da essere invalidante, accompagnata da nausea e vomito, ma senza perdita dell’udito od altri sintomi. I sintomi della neurite vestibolare sono in genere costanti, a differenza di altre condizioni come la VPPB o la malattia di Meniere; si sviluppano nell’arco di diverse ore, raggiungono il picco entro le prime 24-48 ore per poi risolversi spontaneamente dopo alcuni giorni.
  • Labirintite: Infezione di origine virale o batterica che colpisce il labirinto membranoso dell’orecchio interno e si presenta tipicamente con vertigini, nausea, vomito, acufene e/o deficit/perdita dell’udito. La fase acuta della labirintite si risolve in genere entro un paio di giorni, sebbene alcuni disturbi minori potrebbero persistere per alcune settimane (a differenza della sindrome di Ménière, che è una condizione progressiva).
  • Otite media: Condizione più comune nei bambini, ma comunque non esclusiva, tipicamente dovuta ad infezione batterica. Non è frequente lo sviluppo di vere e proprie vertigini, quanto più un senso di ovattamento e difficoltà di equilibrio. Il sintomo più caratteristico è tuttavia il dolore all’orecchio.
  • Trauma: In questo insieme rientrano non solo conseguenze come la rottura del timpano (accompagnata da mal d’orecchio improvviso, talora sanguinamento dall’orecchio), ma anche situazioni molto più gravi come i traumi cranici ed eventuali fratture dell’osso temporale. In questi pazienti la diagnosi è ovviamente favorita dall’evento stesso, ma si tratta di condizioni che richiedono un’immediata valutazione medica.
  • Neurinoma dell’acustico (schwannoma vestibolare): si tratta di un un tumore benigno che deriva dalle cellule di Schwann dell’VIII nervo cranico. Si presenta come riduzione progressiva dell’udito dal solo lato colpito, ma spesso anche con acufeni, vertigini, disturbi dell’equilibrio, mal di testa, sensazione di pressione o pienezza dell’orecchio, dolore all’orecchio, più raramente debolezza da un lato del viso e formicolio. Quando necessaria, la terapia è chirurgia o perseguita mediante radioterapia stereotassica.
  • Herpes zoster oticus (sindrome di Ramsay Hunt): È la conseguenza della riattivazione del virus responsabile della varicella, una sorta di fuoco di Sant’Antonio (herpes zoster) che colpisce i nervi facciali. La vertigine può comparire ma non è tipica, mentre è più caratteristico lo sviluppo di vescicole sul padiglione e nel condotto uditivo, dolore all’orecchio e soprattutto una paralisi facciale.
  • Ictus ischemico od emorragico: ha un esordio improvviso, ma ovviamente accompagnato da un corteo sintomatologico molto grave (variabile a seconda del distretto interessato) tra cui un forte dolore alla testa, debolezza o insensibilità di una sola metà del volto/di uno degli arti, incapacità di esprimersi o di comprendere qualcuno che sta parlando, perdita di visione da un solo occhio. Anche un attacco ischemico transitorio può spiegare un improvviso, ma temporaneo, sintomo vertiginoso.
  • Emicrania: Si tratta di una vertigine episodica, ma ricorrente, in genere priva di alterazioni dell’udito (occasionalmente possono essere presenti acufeni). Più in particolare si verificano in caso di emicrania vestibolare, la cui diagnosi può essere favorita dalla presenza di fotofobia e/o fonofobia (rispettivamente fastidio alla luce e ai rumori), ma paradossalmente potrebbe essere assente il dolore alla testa.
  • Anemia: Condizione caratterizzata da un’insufficiente concentrazione di globuli rossi; le cause possono essere numerose, ma è in genere accompagnata da pallore e stanchezza persistente. Può manifestarsi anche in forma di giramenti di testa e senso di svenimento/debolezza, più che vere e proprie vertigini.
  • Ipoglicemia: Insufficiente concentrazione di zucchero nel sangue (glicemia) che, nonostante il pensiero comune, è molto rara nella popolazione non diabetica. È spesso accompagnata da irritabilità ed aumento della sudorazione.
  • Pressione bassa: Più che una vertigine, la pressione bassa può causare un senso di stanchezza ed eventualmente di testa leggera; può essere causata anche da eventi e condizioni apparentemente banali (ad esempio disidratazione da diarrea/vomito), mentre molto caratteristica è l’ipotensione ortostatica, che si manifesta con l’improvviso oscuramento della visione quando ci si alza da una posizione seduta o sdraiata. Anche in gravidanza è piuttosto comune.
  • Ansia ed attacchi di panico: Numerose condizioni psichiatriche possono causare difficoltà di equilibrio e sintomi che i pazienti descrivono come vertigini; possono, ma non sempre, essere scatenati da iperventilazione. Si tratta di sintomi cronici, ma brevi e ricorrenti, correlati a condizioni di stress e grande emotività.
  • Malattie tiroidee: Sebbene non siano tra i sintomi più comuni, i disturbi alla tiroide possono causare anche difficoltà di equilibrio, ma tipicamente questo rappresenta solo uno dei disturbi lamentati dal paziente (che può riscontrare ad esempio variazioni inspiegabili del peso, intolleranza al caldo o freddo, …).
  • Effetti indesiderati di farmaci, che possono manifestarsi anche in forma di capogiri, che si presentano indipendentemente dal movimento o dalla posizione.

Quando rivolgersi al medico

Se un occasionale episodio di capogiri, risoltosi spontaneamente in modo rapido, in genere non dovrebbe preoccupare troppo, si raccomanda una valutazione in caso di ripetuti attacchi nel tempo; è invece necessaria un’assistenza ospedaliera (Pronto Soccorso) in caso di vertigini associate a:

  • Trauma alla testa
  • Dolore severo alla testa o al collo
  • Atassia
  • Perdita di coscienza
  • Sintomi neurologici (ad esempio difficoltà a parlare o di comprensione)
  • Sintomi che persistono per oltre un’ora.

Fonti e bibliografia

  • Vertigo – Monica Stanton; Andrew M. Freeman.

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