Quali sono i PERICOLI del digiuno intermittente?

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Il digiuno intermittente è diventato una tendenza popolare nel mondo della nutrizione e del fitness, grazie anche a una letteratura sempre più positiva e abbondante ma, seppure non sia propriamente una dieta, come molti approcci alimentari non è completamente scevro da rischi.

Controindicazioni

Ragazza che si oppone a una scritta "Digiuno intermittente"

Shutterstock/Roman Samborskyi

È raccomandabile il preventivo parere del medico in caso di:

  • Donne in gravidanza o allattamento Necessitano di un apporto nutrizionale costante e adeguato per supportare la crescita del feto o la produzione di latte.
  • Bambini e adolescenti in fase di crescita Il digiuno può interferire con il corretto sviluppo fisico e cognitivo.
  • Persone con diabete di tipo 1 l digiuno può causare pericolose fluttuazioni dei livelli di zucchero nel sangue (al contrario, il digiuno può migliorare o invertire la resistenza all’insulina, quindi le persone con diabete di tipo 2 sono solitamente candidati ideali, ma è comunque necessario il preventivo parere del medico soprattutto se già in terapia insulinica).
  • Individui con storia di disturbi alimentari Il digiuno intermittente può scatenare o esacerbare comportamenti alimentari disordinati.
  • Persone sottopeso o con basso indice di massa corporea Il digiuno potrebbe portare a un’ulteriore perdita di peso indesiderata.
  • Pazienti già a rischio di malnutrizione
  • Pazienti con disturbi del sonno
  • Anziani Più suscettibili alla perdita di massa muscolare e densità ossea durante il digiuno.
  • Persone con problemi di pressione bassa Tanto il digiuno, quanto la digestione di pasti necessariamente abbondanti nella finestra di alimentazione, possono favorire cali di pressione, portando a vertigini e svenimenti. (Per approfondire: Cosa mangiare in caso di pressione bassa?)
  • Pazienti affetti da dispepsia e reflusso gastroesofageo La necessità di concentrare il consumo del cibo in un arco di tempo ristretto (con pasti più abbondanti) può peggiorare i sintomi (Per approfondire: Cosa mangiare con il reflusso?)
  • Individui con disturbi del sistema immunitario 
  • Individui con condizioni mediche croniche Come malattie cardiache, insufficienza renale, o problemi epatici, che richiedono tipicamente un’alimentazione più regolare.
  • Persone che assumono determinati farmaci Alcuni farmaci richiedono di essere assunti con il cibo o a orari regolari.
  • Atleti in fase di allenamento intensivo Necessitano di un apporto calorico e nutrizionale regolare per sostenere le performance e il recupero.
  • Pazienti affetti da infezioni acute Sebbene il ruolo del digiuno nelle infezioni acute non sia stato studiato a fondo, si raccomanda cautela soprattutto in caso di patologie virali

In letteratura si raccomanda cautela anche in caso di calcoli renali e gotta, ma più in generale in caso di patologie croniche.

È quindi fondamentale consultare un medico o un nutrizionista prima di iniziare qualsiasi regime di digiuno intermittente, soprattutto se si rientra in una di queste categorie o si hanno dubbi sulla propria idoneità a questa pratica alimentare.

Effetti collaterali del digiuno intermittente

Il digiuno intermittente può favorire l’insorgenza di effetti collaterali tra cui debolezza, fame, disidratazione (per approfondire: Cosa si può mangiare durante il digiuno?), mal di testa (tra i più comuni), difficoltà di concentrazione, bassa pressione sanguigna o svenimento (fonte: Intermittent FastingJAMA. 2021;326(13):1338. doi:10.1001/jama.2020.15140).

Sono stati inoltre segnalati:

  • stanchezza e letargia,
  • sbalzi d’umore,
  • vertigini,
  • insonnia
  • e poliuria (aumentata produzione di urina).

A proposito dell’aumento della diuresi, questo dipende in parte dal modello di digiuno adottato, ma è noto da tempo che i primi giorni di un periodo di digiuno sono associati a una diuresi naturale, o “natriuresi del digiuno”, in cui grandi quantità di acqua e sodio vengono perse nelle urine. Nei periodi di digiuno che durano 24-48 ore o più, la natriuresi espone un individuo a disidratazione e bassi livelli di sodio che, se non trattati, possono a loro volta produrre sintomi come affaticamento, mal di testa e presincope.

Cosa aspettarsi?

Nonostante i benefici descritti nella recente letteratura sul tema, può essere interessante vedere l’altro lato della medaglia, riportando il digiuno intermittente visto da specialisti che si occupano di disturbi dell’alimentazione:

  • Molto probabilmente noterai che il tuo stomaco brontola durante i periodi di digiuno, soprattutto se sei abituato a mangiucchiare costantemente durante il giorno.
  • Il digiuno può anche portare ad un aumento dell’ormone dello stress, il cortisolo, che può a sua volta causare un’ulteriore voglia di cibo.
  • Mangiare in eccesso e abbuffarsi sono due effetti collaterali comuni del digiuno intermittente (NDA: Il digiuno intermittente di per sé non è sufficiente per dimagrire, quello che conta è sempre il deficit calorico. Per approfondire: Quanti chili puoi perdere con il digiuno intermittente?).
  • Il digiuno intermittente è talvolta associato alla disidratazione perché quando non mangi, a volte ti dimentichi di bere. Per una buona salute, è fondamentale mantenersi attivamente idratati durante tutta la giornata bevendo, in media, tre litri di acqua.
  • Molto probabilmente ti sentirai stanco perché il tuo corpo funziona con meno energia del solito e, poiché il digiuno può aumentare i livelli di stress, può anche disturbare i tuoi ritmi del sonno. È fondamentale adottare un modello di sonno sano e regolare e attenervisi in modo da poterti sentire riposato quotidianamente.
  • La stessa biochimica che regola l’umore regola anche l’appetito, con il consumo di nutrienti che influenza l’attività di neurotrasmettitori come la dopamina e la serotonina. Il digiuno potrebbe avere un ruolo nell’ansia e nella depressione.
  • Alterare il tuo appetito può avere lo stesso effetto sul tuo umore e quindi molto probabilmente ti sentirai irritabile nelle occasioni in cui digiuni.

Va notato che parte di questi effetti si verificherà solo nel caso di protocolli aggressivi, mentre negli approcci più tradizionali come il 16/8 e il 12/12 potrebbe essere solo questione di abitudine durante i primi giorni.

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