Quante volte a settimana il digiuno di 16 ore?

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Il digiuno intermittente è diventato una delle strategie alimentari più popolari negli ultimi anni, soprattutto il protocollo 16:8, che prevede

  • un periodo di digiuno di 16 ore
  • seguito da una finestra di 8 ore durante la quale si possono consumare i pasti.

Ma quante volte a settimana è opportuno praticare il digiuno di 16 ore?

Cos’è il digiuno intermittente 16:8? Esempio pratico

Il digiuno intermittente 16:8 consiste nel limitare l’assunzione di cibo a una finestra di 8 ore ogni giorno, ad esempio dalle 12:00 alle 20:00, e digiunare per le restanti 16 ore. Durante il periodo di digiuno, è consentito consumare bevande non caloriche come acqua, e caffè senza zucchero.

Per approfondire: Quale pasto è meglio saltare in caso di digiuno 16/8?

Quante volte a settimana?

Non esiste una risposta univoca a questa domanda, anche se generalmente per aspettarsi dei risultati (quali? vedi sotto) sarebbe opportuno adottarlo in modo sistematico, ovvero tutti i giorni:

  • Digiuno giornaliero: Praticare il digiuno 16:8 ogni giorno è la scelta più comune e si rivela sostenibile per molte persone. Studi suggeriscono che questo approccio quotidiano è sicuro e può portare a miglioramenti significativi nella composizione corporea e nei marker di salute metabolica, non tanto per il digiuno in sé, quanto per quanto per la riduzione complessiva dell’apporto calorico e l’adozione di abitudini alimentari più consapevoli che diventano più sostenibili grazie alla disciplina imposta dalla ridotta finestra di tempo in cui mangiare.
  • Digiuno 4-5 volte a settimana: Per coloro che trovano difficile seguire un regime di digiuno giornaliero, una buona alternativa potrebbe essere il digiuno 16:8 per 4-5 giorni alla settimana.
  • Digiuno 2-3 volte a settimana: Se si preferisce un approccio meno intenso, digiunare per 16 ore 2-3 volte alla settimana può comunque fornire benefici significativi. Questo metodo può essere utile per chi si approccia per la prima volta a questo pattern alimentare.

Cosa aspettarsi dal digiuno intermittente

Ragazza che fa segno di OK con la mano

Shutterstock/Dean Drobot

Il digiuno intermittente 16:8 non è una dieta, ma una strategia alimentare flessibile che può essere adattata alle esigenze individuali.

Durante le prime settimane è normale sperimentare qualche difficoltà ad adattarsi ai nuovi orari dei pasti, ma con il tempo il corpo si abitua e molti trovano più facile seguire il piano.

È tuttavia di fondamentale importante prestare attenzione alla qualità e alla quantità dei cibi consumati durante la finestra alimentare, scegliendo alimenti nutrienti che forniscano tutti i macro e micronutrienti necessari.

Ricorda, se il tuo obiettivo è dimagrire, i risultati dipenderanno da cosa e quanto mangi, gli orari  fissi in cui mangiare ti aiuteranno esclusivamente a consumare porzioni ridotte grazie a un aumentato senso di sazietà al termine del pasto e una guida per evitare snack e spuntini non previsti.

 

Per approfondire:

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