Olio di ricino per capelli? Come lassativo? Come si usa?

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Cos’è l’olio di ricino

L’olio di ricino è un olio vegetale ottenuto da Ricinus communis, pianta diffusa nelle zone orientali del mondo.

Sebbene sia noto soprattutto per le sue proprietà lassative, la tradizione ci ha lasciato con le indicazioni per numerosi altri utilizzi pratici, tra cosmesi (ad esempio per capelli ed unghie), ma anche guarigione delle ferite, artrite, mal di testa, crampi mestruali e l’induzione del travaglio.

Quanto c’è di fondato? Funziona davvero? Ha controindicazioni? Scopriamolo insieme.

Olio di ricino

Shutterstock/wasanajai

Un po’ di (triste) storia

L’olio di ricino si presenta come un olio liquido a temperatura ambiente ma denso, quasi incolore, e dal sapore particolarmente sgradevole; la gran parte della produzione è oggi circoscritta all’India e viene usato in svariati campi industriali, ad esempio nella produzione di additivi alimentari, saponi, lubrificanti, liquidi idraulici e dei freni, vernici, coloranti, rivestimenti, inchiostri, plastica resistente al freddo, cere e lucidi, nylon e profumi.

L’industria farmaceutica rende conto di circa l’1% dell’utilizzo mondiale di olio di ricino, ma in parte come eccipiente nella sua forma idrogenata.

Storicamente noto per il suo effetto lassativo aggressivo, è piuttosto triste scoprire che storicamente sia stato usato come punizione umiliante per bambini ed adulti; funzionari coloniali inglesi ne hanno fatto ricorso in India con servi recalcitranti, al pari dei militari belgi nel Congo belga, anche se ovviamente l’esempio più noto è certamente l’utilizzo punitivo durante l’epoca fascista. L’olio di ricino è stato infatti uno degli strumenti preferiti dalle Camicie Nere per intimidire ed umiliare avversari e dissidenti politici, con esiti talvolta letali a causa della grave disidratazione indotta dalla diarrea in soggetti già fortemente prostrati dalle percosse subite.

Velenoso?

La pianta da cui viene estratto, Ricinus communis, è nota per produrre anche la ricina, una sostanza tossica; consumando direttamente i semi di Ricinus la ricina può manifestarsi in tutta la sua gravità in appena 4-12 ore, con lo sviluppo di:

Questi sintomi si verificano a causa della capacità della ricina di inibire i ribosomi, strutture indispensabili alla vita che si occupando della sintesi di proteine.

Ad oggi non esiste antidoto specifico e l’eventuale soccorso in caso d’intossicazione è limitato a terapie di supporto.

Vale la pena notare che il processo di estrazione dell’olio di ricino consente di prevenire la presenza della venefica sostanza nel prodotto farmaceutico (sfruttando il fatto che la ricina è idrofila).

Olio di ricino come lassativo

L’uso dell’olio di ricino come lassativo affonda le radici millenni fa (papiro Ebers, circa 1550 a.C., dove si trova citato insieme a numerose altre prescrizioni mediche).

Negli Stati Uniti la FDA (assimilabile alla nostra Agenzia del Farmaco) riconosce come unica proprietà approvata dell’olio proprio l’azione lassativa, anche se in realtà l’utilizzo è andato progressivamente scemando negli anni con l’aumento della disponibilità di alternative più efficaci e meglio tollerate.

In Europa la posizione dell’EMA è sostanzialmente la stessa, riconoscendo alla sostanza la possibilità di essere utilizzata come rimedio per il trattamento della stipsi occasionale (ovvero per un utilizzo limitato nel tempo); “i farmaci contenenti olio di ricino, oppure l’olio tal quale, devono essere usati soltanto negli adulti e non devono essere assunti per un periodo più lungo di una settimana senza supervisione medica”.

Il ricorso a questo rimedio è anche in Italia ormai fortemente limitato, prevalentemente circoscritto a persone anziane e pazienti in cerca di rimedi naturali per la stitichezza, in virtù dell’aura di sicurezza e tollerabilità che siamo acriticamente abituati ad attribuire agli estratti vegetali.

Il principio attivo responsabile dell’azione lassativa è l’acido ricinoleico: nell’intestino la lipasi, enzima pancreatico deputato alla digestione dei grassi introdotti con l’alimentazione,  scompone l’olio di ricino liberando acido ricinoleico, molecola che è in grado di attivare i recettori prostanoidi EP3 ed EP4 nelle cellule muscolari lisce dell’intestino.

L’attivazione di questi recettori crea una spiccata forza propulsiva, tanto da far rientrare la sostanza nella categoria dei lassativi stimolanti, proprio come il bisacodile e la senna.

Si assiste inoltre alla riduzione dell’assorbimento di sali e fluidi nell’intestino tenue, ulteriori fattori in grado di favorire l’evacuazione attraverso la formazione di feci morbide ed idratate.

Come si assume

La somministrazione avviene per via orale, perché l’olio deve essere scomposto dalle lipasi intestinali per esibire i suoi effetti lassativi; una dose giornaliera appropriata (per un maschio adulto) è considerata compresa tra 15-60 ml al giorno.

Viene in genere assunto alla sera, a digiuno, per beneficiare dell’effetto (che può rivelarsi anche piuttosto aggressivo…) al risveglio.

Olio di ricino per capelli ed unghie

Olio di ricino per capelli

Shutterstock/Zigres

L’olio di ricino è un emolliente che può vantare proprietà ammorbidenti ed idratanti; spesso indicato in etichetta come “ricinus comunis seed oil”, può essere applicato direttamente su pelle, capelli, ciglia ed unghie, tipicamente allo scopo di rinforzare e promuovere la crescita dei diversi annessi cutanei, anche se ad oggi non esistono evidenze fondate di efficacia.

Relativamente ai capelli esiste almeno un caso, seppure aneddotico, di gravi effetti collaterali: a seguito dell’applicazione di una miscela di olio di cocco ed olio di ricino sui capelli, successivamente sciacquati con acqua tiepida, si è scatenata una grave attrazione elettrostatica dei capelli, a parere degli autori dello studio favorita da una maggior viscosità e consistenza appiccicosa indotta dall’olio di ricino, esitando infine in un processo di infeltrimento spontaneo dei capelli che sono diventati irreversibilmente aggrovigliati, necessitando del taglio. È comunque doveroso sottolineare di come si tratti di un unico caso segnalato in letteratura, contro un utilizzo tradizionale molto diffuso.

Molto comune invece il ricorso a derivati dell’olio in forma di eccipiente in preparati cosmetici.

Induzione del travaglio

Anche nell’utero sono presenti recettori prostanoidi EP3 ed EP4, che rende plausibile l’utilizzo dell’olio di ricino come induttore del parto, ma ad oggi si preferisce certamente il ricorso a sostanze con un profilo di sicurezza meglio definito.

Effetti collaterali

L’assunzione orale di olio di ricino è associata allo sviluppo di effetti indesiderati piuttosto fastidiosi, che ne hanno reso il suo utilizzo sempre meno popolare (e che per certi versi ne hanno al contrario permesso e promosso la diffusione in epoca fascista).

Comparato ad esempio con i sennosidi, altro rimedio naturale molto comune contro la stitichezza, l’olio di ricino tende a causare più spesso

Ovviamente nessuno di questi si registra in caso di utilizzo cosmetico (su unghie e capelli).

Come tutti i lassativi, infine, non si può escludere il rischio di abuso (soprattutto, ma non solo, in pazienti con disturbi alimentari come anoressia nervosa e bulimia).

Controindicazioni

A causa della sua azione stimolante sulla muscolatura liscia (involontaria) il suo utilizzo è controindicato in caso di gravidanza, per evitare il potenziale innesco di contrazioni premature; se questo vale certamente per l’assunzione orale, alcuni autori raccomandano di evitarne anche l’applicazione sulla pelle in base al principio di precauzione (e lo stesso vale anche in caso di allattamento).

L’uso come lassativo dev’essere limitato al paziente adulto e, tra le altre altre controindicazioni all’utilizzo per bocca, figurano inoltre patologie addominali come

Serve inoltre grande cautela in relazione a possibili alterazioni elettrolitiche (perdite di sali minerali) e rischio di disidratazione, in caso di diarrea severa.

 

Fonti e bibliografia

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