Agnocasto, a cosa serve? Proprietà, benefici e rischi

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Introduzione

L’agnocasto (Vitex agnus-castus) è un arbusto perenne appartenente alla famiglia delle Verbenacee  diffuso nel bacino mediterraneo; viene talvolta indicata popolarmente come “Pepe falso” o “Pepe dei monaci”.

Anticamente si credeva che possedesse azione  anafrodisiaca, da cui il nome agnocasto; Plinio, nella sua Historia Naturalis, ne testimonia l’uso da parte delle donne “per raffreddare il calore della lussuria” durante il periodo delle Tesmoforie, quando le donne ateniesi lasciavano i mariti per rimanere ritualmente caste durante le omonime feste rituali.

Agnocasto

Shutterstock/spline_x

A cosa serve?

L’agnocasto viene tradizionalmente utilizzato in campo erboristico per il trattamento di disturbi legati alla salute riproduttiva nelle donne; il meccanismo d’azione sembra essere prettamente ormonale, sebbene non sia ancora stato del tutto chiarito.

Si ipotizza che possa esercitare un’inibizione sul rilascio di prolattina ed effetti dopaminergici (dopamino-agonisti). Persistono risultati contraddittori relativamente agli effetti sul recettore degli estrogeni ed ipotesi su una possibile azione endorfino-simile (forse mediante legame al recettore degli oppiacei).

Proprietà e benefici

L’agnocasto vanta una forte tradizione popolare erboristica nel trattamento di numerose condizioni femminili, tra cui

La Commissione E tedesca ha approvato l’uso dell’estratto per

  • irregolarità del ciclo mestruale,
  • disturbi premestruali
  • e mastodinia (dolore al seno).

La monografia EFSA sull’agnocasto riporta la necessità di proseguire almeno tre mesi per l’ottenimento di un effetto terapeutico ottimale, ma può essere consigliabile il preventivo parere del medico/ginecologo.

Esiste un’ampia letteratura relativa agli effetti della pianta, anche se purtroppo non sempre di buona qualità; da un punto di vista generale si percepisce un certo consenso ed unanimità sugli effetti positivi, mentre è meno chiara l’entità di questi benefici (ad esempio in confronto ad altri preparati erboristici o farmaci).

Effetti collaterali e controindicazioni

L’agnocasto dispone di una buona letteratura anche in termini di analisi della sua sicurezza e tollerabilità; si tratta di un rimedio fitoterapico ragionevolmente sicuro e gli eventi avversi più frequenti, tipicamente lievi e reversibili, comprendono:

La monografia EFSA segnala anche la possibilità di reazioni allergiche più gravi, causanti

Non sono state segnalate interazioni farmacologiche, salvo nei pazienti in terapia con analoghi della dopamina (ad esempio per il trattamento del morbo di Parkinson). Si raccomanda inoltre cautela alle donne in terapia ormonale (pillola anticoncezionale, terapia ormonale sostitutiva, …) o che abbiano ricevuto una diagnosi di condizione sensibile agli ormoni (come alcune forme di tumore al seno).

Poiché si pensa che l’agnocasto agisca sull’asse ipofisi-ipotalamo, i pazienti con storia di disturbo ipofisario dovrebbero consultare un medico prima dell’uso (ad esempio nel caso di prolattinomi l’assunzione potrebbe mascherare i sintomi del tumore).

A scopo cautelativo si raccomanda di NON assumerlo durante gravidanza e allattamento (nonostante venga talvolta promosso per favorire la produzione di latte materno).

È controindicato alle pazienti con meno di 18 anni.

Fonti e bibliografia

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