Proteine nelle urine (proteinuria): cause, pericoli e rimedi

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Definizione

La proteinuria è una condizione caratterizzata dalla presenza di proteine nelle urine.

Nelle urine di persone in salute in genere non si riscontrano proteine (o se ne ritrovano solo minime tracce), ragion per cui una presenza cospicua di proteine nelle urine può essere segno di sofferenza del sistema urinario.

Come ricordano i medici delle cliniche Mayo:

  • La presenza di tracce di proteine nelle urine è del tutto  normale, ma anche livelli temporaneamente ed occasionalmente non sono insoliti, soprattutto in giovane età a seguito di esercizio fisico o durante una malattia.
  • Livelli costantemente elevati di proteine nelle urine possono essere un segno di malattia renale.
Esame delle proteine nelle urine

Getty/Angela Rohde / EyeEm

Valori normali

I valori fisiologici di proteine nelle urine sono:

  • Su campione estemporaneo (provetta con raccolta casuale): inferiori a 8 mg/dl
  • Su urine delle 24 ore: inferiori a 80 mg

Richiami di anatomia

L’apparato urinario è schematicamente formato da:

  • Reni: sono gli organi adibiti alla filtrazione del sangue ed alla produzione di urina
  • Uretere: il condotto che collega il rene alla vescica
  • Vescica urinaria: organo adibito alla raccolta temporanea delle urine
  • Uretra: il condotto che parte dalla vescica ed espelle le urine al di fuori dell’organismo
Anatomia semplificata dell'apparato urinario

iStock.com/colematt

I reni filtrano il sangue e tra i loro compiti è compreso quello di trattenere le proteine plasmatiche ed evitare che queste vengano escrete assieme ai prodotti di scarto con le urine e quindi perse. L’unità morfo-funzionale del rene, ovvero la più piccola struttura in grado di svolgere tutte le funzioni dell’organo, è il nefrone, che è formato essenzialmente da:

  • Corpuscolo di Malpighi (formato da capsula di Bowman e glomerulo renale): si tratta di strutture altamente specializzate che filtrano il sangue mediante un meccanismo a barriera che, come un filtro, blocca le proteine plasmatiche di grandi dimensioni e permette il passaggio solo di quelle più piccole. Si forma così la pre-urina. Molte patologie che affliggono il glomerulo portano ad un suo aumento di permeabilità che permette il passaggio di un gran numero di proteine, anche di grandi dimensioni.
  • Tubulo renale: in questa struttura si ha il riassorbimento delle proteine di dimensioni più piccole che non sono state trattenute dai glomeruli, si trasforma così la preurina nell’urina definitiva. Patologie come le nefriti interstiziali danneggiano la capacità dei tubuli renali di riassorbire le proteine che verranno eliminate nelle urine

Il riscontro di proteinuria è quindi un segno di danno a livello di una di queste due strutture (o di entrambe).

Cause

Tra le cause più frequenti di proteinuria in quanto fattori eziologici (ovvero responsabili) di danno renale si riscontra:

In queste due categorie di pazienti il riscontro di proteinuria è un segno precoce di compromissione della funzione renale.

È nota la possibile comparsa della cosiddetta proteinuria funzionale o transitoria, ovvero la perdita di proteine nelle urine in modo occasionale e conseguente a modificazioni emodinamiche dei glomeruli. Può essere dovuta a stress, attività fisica intensa, febbre e disidratazione. Quando il flusso ematico renale si ristabilisce la proteinuria si risolve da sola (decorso autolimitante).

Cause meno frequenti comprendono:

Oltre alla disfunzione renale esistono altre cause di proteinuria come:

  • Proteinuria da iperafflusso: ad esempio nel mieloma multiplo si ha un enorme produzione di alcuni tipi di proteine che, superando la capacità di riassorbimento dei reni, verranno ritrovate nelle urine. In questo caso la funzione renale non è compromessa.
  • Proteinuria ortostatica: si tratta di una condizione benigna e che si riscontra soprattutto negli adolescenti (si stima essere presente nel 5% di questa popolazione) e pressoché assente dopo i 30 anni. Si osserva proteinuria in presenza di una funzionalità renale conservata e, come suggerisce il nome, l’escrezione proteica nelle urine si ha esclusivamente in posizione eretta o seduta, mentre è assente in posizione distesa. Il motivo per cui accade è sconosciuto ma, trattandosi di un processo autolimitante, non deve indurre preoccupazione. Per la diagnosi sono richiesti due campioni di urine, uno raccolto mentre il paziente è in piedi ed uno dopo una notte di sonno (svuotando la vescica prima di andare a dormire). Il campione prelevato dopo il riposo risulta essere negativo, quello preso in seguito a stazione eretta positivo.

Sintomi

I casi di lieve proteinuria decorrono in genere completamente asintomatici. Mano a mano che aumentano i livelli di proteine nel sangue inizierà a rendersi manifesta la seguente sintomatologia:

  • Urina schiumosa per l’elevato contenuto proteico
  • Edemi (ovvero gonfiore) alle estremità (principalmente caviglie e piedi), addome e viso: la perdita di proteine plasmatiche porta ad una riduzione della pressione oncotica del sangue con conseguente ritenzione idrica
  • Segni e sintomi associati alla patologia alla base della proteinuria.

È importante notare che il riscontro occasionale di schiuma a seguito di minzione non è necessariamente indicativo della presenza patologica di proteine, perché potenzialmente conseguente anche a fattori confondenti come

  • emissione molto rapida (la schiuma tende a dissolversi dopo poco),
  • presenza di detergenti ed altre sostanze nell’acqua del wc,
  • lieve stato di disidratazione (e un relativo aumento della concentrazione dell’urina),
  • presenza di tracce di sperma nell’uomo, o di sangue mestruale nelle donne.

Fattori in grado di interferire

Tra i fattori più rilevanti in grado di causare la comparsa di proteine nelle urine, seppure prive di significato patologico, si annoverano:

  • contaminazione del campione (ad esempio da sangue mestruale, fluidi vaginali, secrezioni prostatiche o sperma)
  • attività fisica intensa svolta prima del prelievo del campione
  • disidratazione
  • esposizione al freddo.

Proteinuria in gravidanza

In gravidanza un leggero aumento della presenza di proteine nelle urine è considerato normale, ma una proteinuria molto elevata può avere cause patologiche e dipendere ad esempio da infezioni urinarie, come le cistiti, la cui incidenza aumenta in gravidanza: se non si tratta di questo è possibile che sia indicativa di preeclampsia (gestosi), una grave condizione che si manifesta nella seconda metà della gestazione e caratterizzata da un’importante presenza di proteine nelle urine ed un innalzamento della pressione del sangue. Secondo le linee guida della gravidanza fisiologica:

  • ipertensione è definita come il rilievo di una singola pressione arteriosa diastolica (pressione minima) di 110 mmHg o il rilievo consecutivo di 90 mmHg in due misurazioni successive a distanza di almeno 4 ore;
  • proteinuria è definita come un’escrezione maggiore o uguale a 300 mg di proteine in una raccolta delle urine di 24 ore o il rilievo mediante striscia reattiva (dipstick) di due campioni
    di urina da raccolta pulita a distanza di almeno 4 ore con 2+ di proteinuria.

Preparazione e raccolta del campione

La raccolta di un singolo campione di urina (provetta) non richiede una specifica preparazione, ma è in genere preferibile che avvenga sulla prima urina del mattino.

Qualora la richiesta sia relative alle urine delle 24 ore è necessario attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornire dal proprio laboratorio, che tuttavia sono più o meno sovrapponibili alle seguenti:

  1. La mattina in cui si inizia la raccolta si scarta la prima urina.
  2. Da quel momento si raccoglieranno tutte le successive urine della giornata all’interno dell’apposito contenitore.
  3. La mattina successiva viene infine raccolta la prima urina del risveglio, dopodiché si procede alla consegna nel più breve tempo possibile.

Diagnosi

Lo specialista di riferimento in caso di comparsa di proteinuria è il medico nefrologo che raccoglierà l’anamnesi del paziente ed effettuerà l’esame specialistico, chiedendo degli esami di laboratorio al fine di quantificare e caratterizzare la proteinuria e monitorarne l’andamento nel tempo:

  • Analisi completa delle urine con dosaggio delle proteine in essa contenute
  • Albumina urinaria: è un test utilizzato per stabilire la presenza di microalbumina nelle urine. Questo test risulta spesso positivo in soggetti con proteinuria da diabete in quanto l’albumina urinaria rappresenta un indicatore precoce di danno renale. Nei soggetti diabetici è consigliato eseguire questo test almeno una volta l’anno.
  • Rapporto albumina su creatinina: la creatinina è un prodotto del metabolismo muscolare che viene escreto nelle urine ad una velocità costante. Questo test permette di avere una miglior accuratezza della quantità di albumina presente nell’urina.
  • Elettroforesi delle proteine urinarie (UPEP): tale esame evidenzia i differenti tipi di proteine presenti nelle urine e le loro concentrazioni

I test appena descritti possono essere eseguiti su un campione estemporaneo di urina o sulle urine raccolte nelle 24 ore, in quest’ultimo caso i risultati risultano essere più affidabili.

Possono inoltre essere prescritti:

  • Esami del sangue:
    • Dosaggio degli elettroliti: sodio, potassio, cloro, bicarbonato, elementi fondamentali al fine di mantenere l’equilibrio acido-base
    • Urea e creatinina su campione di sangue: sono prodotti di scarto rilasciati nel sangue e che, tramite la filtrazione renale, giungono nelle urine. Valori elevati indicano che i reni sono in sofferenza e non riescono ad adempiere al loro compito
    • Glicemia
    • Velocità di filtrazione glomerulare: è un parametro molto attendibile dello stato di salute dei reni. Quando la velocità di filtrazione del glomerulo si riduce vuol dire che i reni sono in grave sofferenza.
  • Esami strumentali:
    • Biopsia renale ed esame del campione istologico

Qualora si accertasse la presenza di un danno renale è bene tenere in considerazione che questo è direttamente proporzionale alla gravità della proteinuria stessa, che quindi può essere usata come parametro per valutarne la progressione.

Altri esami verranno prescritti sulla base della patologia che si sospetta alla base dello sviluppo di proteinuria.

Cura

Gli obiettivi del trattamento consistono essenzialmente nella correzione della proteinuria, per impedirne l’aggravamento. Il trattamento è rivolto alla causa scatenante, quindi si differenzia a seconda della stessa. Proteinurie occasionali, come quelle che si riscontrano in seguito ad esercizio fisico intenso o episodio febbrile, sono clinicamente insignificanti e non necessitano di trattamento. Anche la proteinuria ortostatica è una condizione autolimitante che non necessita di trattamento, mentre nei casi patologici si ricorre spesso alla somministrazione di farmaci ACE inibitori, come captopril, enalapril, fosinopril o di antagonisti recettoriali dell’angiotensina, come valsartan, losartan o irbesartan, in quanto medicinali che riducono la proteinuria e soprattutto rallentano la progressione del danno renale.

I pazienti affetti da diabete dovrebbero controllare i livelli di glicemia e cercare di mantenerli nei limiti (soprattutto in termini di emoglobina glicata), al fine di non aggravare ulteriormente il danno renale.

Lo stesso dicasi per i pazienti ipertesi che dovrebbero controllare i valori pressori per non sovraccaricare eccessivamente i reni.

Norme comportamentali che aiutano i reni e riducono la proteinuria sono:

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