Come alzare la pressione bassa?

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Una premessa importante

Di pressione bassa si parla poco, sicuramente meno che di pressione alta, probabilmente perché da un punto di vista medico non è quasi mai un reale problema; se valori elevati sono associati al rischio di sviluppare eventi cardiovascolari potenzialmente fatali, in genere il riscontro di misurazioni basse vengono derubricate a disturbo di poco conto (fanno ovviamente eccezione casi patologici più seri, come lo shock, che non verranno presi in considerazione in questo articolo).

Prima di approfondire le strategie, naturali e non, per trovare sollievo dai sintomi di una pressione troppo bassa è però importante chiarire un aspetto fondamentale:

Se il medico non riscontra problemi ed il paziente non accusa alcun disturbo, non esiste alcuna necessità di alzare la pressione, anzi, più è bassa e più è vantaggioso da un punto di vista di prevenzione cardiovascolare.

Può tuttavia capitare che, soprattutto d’estate con il caldo, si possano accusare fastidi più o meno accentuati, come ad esempio:

In questi casi è ragionevole pensare di porvi rimedio, per trovare sollievo e recuperare una qualità di vita accettabile.

Alzare la pressione

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Strategie per alzare la pressione e rimedi della nonna

  1. Bere di più: Una conseguenza poco nota della disidratazione è che si verifica un abbassamento della pressione, perché cala il volume di sangue circolante e proporzionalmente quindi anche la pressione. Bere di più, soprattutto nei mesi caldi, può essere sufficiente a risolvere i disturbi.
  2. Ridurre l’assunzione di alcolici: L’alcool ha un effetto disidratante.
  3. Aumentare il consumo di sale: La presenza di una maggior quantità di sodio nell’organismo può causare un aumento della pressione (tanto che chi soffre di pressione alta è spesso invitato ad abbatterne drasticamente il consumo), ma è correlato anche a potenziali effetti indesiderati come una maggior ritenzione idrica. Personalmente è quindi un approccio che NON consiglio.
  4. Indossare calze elastiche a compressione graduata: L’utilizzo di calze elastiche normalmente usate per chi soffre di insufficienza venosa e/o vene varicose, può favorire il mantenimento di una pressione ottimale tra i piedi ed il cuore, messa a dura prova dalla forza di gravità.
  5. Caffeina: Consumare bevande a base di caffeina (caffè, thé, …) può favorire il sollievo dai sintomi della pressione bassa, ma a causa dell’effetto diuretico deve essere associata ad una corretta idratazione per non rischiare un rapido peggioramento dopo un momentaneo sollievo. Va notato che in soggetti abituati all’assunzione l’effetto può essere più sfumato o addirittura nullo.
  6. Optare per pasti piccoli e frequenti, per prevenire il fisiologico calo della pressione sanguigna dopo i pasti, dovuta al richiamo di sangue negli organi digestivi.
  7. Evitare fonti di zuccheri semplici e farinacei raffinati, che possono indurre un calo della glicemia dopo un iniziale picco iperglicemico. I cereali integrali garantiscono un assorbimento rallentato, che non soffre di di questo effetto.
  8. Accertarsi di seguire una dieta varia e completa, perché alcune specifiche carenze (ferro, vitamina B12, folati, …) possono condurre a disturbi (ad esempio l’anemia) in grado di sovrapporsi e peggiorare i sintomi.
  9. Consumare abbondanti quantità di frutta e verdura, fonti eccellenti di acqua e sali minerali.
  10. Praticare regolare attività fisica: In assenza di abitudine può essere difficile iniziare, anche perché la tipica stanchezza di chi ha la pressione bassa rende tutto più complicato, ma un progressivo allenamento può favorire il sollievo dai sintomi anche nel resto della giornata.
  11. Evitare di rimanere al sole troppo a lungo, e più in generale in ambienti caldi, perché le temperature elevate abbassano la pressione per effetto di dilatazione dei vasi sanguigni.
  12. Incrocia le gambe quando ti siedi, all’altezza delle ginocchia: questa posizione induce un moderato (ma rilevabile) aumento della pressione; non funziona se si incrociano a livello delle caviglie.

Integratori

La liquirizia è considerabile come una sorta di integratore naturale in grado di alzare la pressione, grazie al contenuto di glicirrizina che ha un notevole impatto sull’equilibrio dei sali minerali nel corpo (tramite riassorbimento del sodio, e maggiore escrezione di potassio); è importante non abusarne perché, proprio come un’eccessiva assunzione alimentare di sodio, si possono manifestare effetti indesiderati (ad esempio ritenzione idrica) ed è considerato controproducente a livello di salute generale un’eccessiva deplezione di potassio, fino a casi di abuso che degenerano in vere e proprie intossicazioni pericolose per la vita.

Proprio il potassio è al centro di un’apparente contraddizione nella prescrizione di integratori salini allo scopo di alzare la pressione, perché è dimostrato che la carenza di potassio causi pressione alta, quindi l’eventuale correzione dovrebbe abbassare la pressione, non alzarla.

In altre parole è improbabile che il magnesio/potassio contenuti nei salini assunti nei mesi estivi possano aiutare direttamente chi soffre di pressione bassa, mentre il sollievo potrebbe derivare da meccanismi differenti ed indiretti, ad esempio:

  • l’assunzione di salini in polvere richiede di discioglierli in acqua, acqua che come abbiamo visto è uno dei metodi più efficaci e sottovalutati;
  • i sintomi che si pensano essere dovuti alla pressione bassa potrebbero invece derivare da una carenza alimentare sei suddetti minerali, che viene corretta dall’integratore.

Personalmente consiglio di puntare sempre su un’alimentazione ricca di frutta, verdura e cereali integrali per garantirsi la copertura del fabbisogno giornaliero, ma se si trova sollievo dall’assunzione di questi integratori non ci sono grosse controindicazioni, a patto di optare per formulazioni prive di zuccheri (o calcolarne l’impatto nel proprio fabbisogno calorico giornaliero).

Le stesse identiche considerazioni possono essere estese alle bibite saline sportive (anche in questo caso con attenzione agli zuccheri eventualmente contenuti, talvolta nascosti dietro nomi poco conosciuti, come maltodestrine).

Farmaci

In Italia i farmaci prescritti per alzare la pressione si riducono sostanzialmente ad un’unica molecola, la midodrina (Gutron®), disponibile sia in forma di compresse che di gocce (oltre che di fiale iniettabili); si tratta di un medicinale che richiede ricetta medica, perché non scevro da possibili effetti indesiderati.

Segnalo anche l’esistenza del fludrocortisone (Florinef®), che è tuttavia di difficile reperibilità in Italia e che, in quanto cortisone, è limitato a pazienti selezionati.

Prima di valutare l’assunzione di farmaci per abbassare la pressione, massima o minima che sia, è importante valutare se i valori non possano essere il risultato di una terapia in corso, ad esempio è piuttosto comune d’estate modificare la dose dei medicinali assunti per problemi di pressione alta, grazie all’abbassamento favorito dal caldo. In questi casi la soluzione è quindi a portata di mano, ma va sempre pianificata con il proprio medico curante.

In altri casi si tratta di un effetto indesiderato di medicinali assunti per altre ragioni, ad esempio può essere una conseguenza non voluta di

In alcuni di questi casi può essere più complicato procedere ad una riduzione della dose senza esporre il paziente ad altri rischi, la situazione va quindi valutata volta per volta con il proprio curante/specialista.

Alzare la pressione minima

In molti casi mi viene chiesto come alzare la minima, ma la risposta si sovrappone alle strategie viste finora.

Altre indicazioni

  • Verificare eventualmente il corretto funzionamento della tiroide, che se pigra (ipotiroidismo) può causare ipotensione.
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