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Cos’è la polimenorrea?

La polimenorrea è un disturbo mestruale in cui i cicli mestruali sono più brevi di 21 giorni,  ovvero con una comparsa eccessivamente frequente delle mestruazioni (un ciclo mestruale è considerato anormale quando inferiore a 21 giorni o superiore a 35 giorni, oppure quando il flusso mestruale dura meno di 2 giorni o più di 7).

La polimenorrea dev’essere distinta dalla metrorragia (sanguinamento mestruale tra due mestruazioni), mentre si configura come l’opposto della oligomenorrea, condizione in cui i cicli mestruali sono più lunghi di 35 giorni.

Può fine associarsi alla menorragia, quando si verifica una mestruazione molto abbondante con frequenza maggiore di 21 giorni.

È importante notare che per definizione il ciclo mestruale tipico della polimenorrea è piuttosto regolare, seppure più frequente del normale.

Addome di una donna che tiene in mano un calendario con 5 giorni segnati in rosso

Shutterstock/Aquarius Studio

Richiami di fisiologia

Il ciclo mestruale può essere suddiviso in 3 fasi:

  1. Durante la fase follicolare i livelli dell’ormone follicolo-stimolante (FSH) aumentano, provocando la maturazione di un follicolo dominante e la produzione di estrogeni. Con l’aumento degli estrogeni il flusso mestruale cessa e lo strato interno dell’utero (endometrio) inizia a proliferare.
  2. I cambiamenti ormonali stimolano la produzione di ormone luteinizzante (LH), determinando tra l’altro la fase ovulatoria e il rilascio dell’ovulo (disponibile alla fecondazione in caso di rapporti sessuali non protetti).
  3. Durante la fase luteinica l’aumento del progesterone arresta la proliferazione dello strato interno dell’utero e ne favorisce la differenziazione; con la riduzione del progesterone, in assenza di fecondazione, s’innesca la mestruazione e il ciclo ricomincia.

Per definizione il giorno 1 del ciclo corrisponde al primo giorno di mestruazione.

Andamento grafico della quantità di ormoni durante le diverse fasi del ciclo mestruale

Andamento del ciclo mestruale (iStock.com/ttsz)

Cause

La polimenorrea può essere causata da

  • mancata ovulazione (anovulazione),
  • una fase luteale inadeguata o breve (la fase che segue l’ovulazione, fino alla comparsa della mestruazione)
  • e/o una fase follicolare breve (la prima delle fasi del ciclo mestruale, che inizia il primo giorno della mestruazione e termina con l’ovulazione).

È comune nella pubertà e nell’adolescenza a causa dell’immaturità dell’asse ormonale responsabile della regolazione (asse ipotalamo-ipofisi-gonadi), ma cicli mestruali più brevi sono possibili anche nella prima perimenopausa, la fase che precede l’entrata in menopausa, durante la quale la durata dei cicli mestruali può ridursi a causa di una fase follicolare progressivamente sempre più breve.

Parallelamente a queste cause parafisiologiche, è possibile individuare anche veri e propri disturbi endocrini, come ad esempio:

Stress

Lo stress è una comune causa di alterazione del ciclo mestruale, perché in grado di influire sull’equilibrio ormonale dell’organismo. Tra le forme di stress rientrano anche

Qualsiasi sia la causa, l’organismo risponde a eventi stressanti con alterazioni ormonali (tra cui un aumento del cortisolo in circolo) che si traducono anche in irregolarità mestruali.

Gli ormoni dello stress, agendo direttamente sull’ipotalamo, influiscono sull’attività di uno degli attori chiave responsabili della regolazione dell’asse ormonale, potendo ad esempio interferire con l’ovulazione, che viene bloccata, oppure riducendo (per quantità e/o durata) la produzione di progesterone nella seconda parte del ciclo: se la produzione di progesterone non è sufficiente compare la mestruazione.

Fertilità e gravidanza

Un ciclo mestruale più corto di 21 giorni non è in genere compatibile con una gravidanza, quindi la polimenorrea è causa di infertilità; nei casi in cui sia dovuta ad un’insufficiente produzione di progesterone (con una fase luteale più corta) è tuttavia possibile porre rimedio con la somministrazione di progesterone per via orale o mediante ovuli vaginali.

Complicazioni

La polimenorrea può provocare anemia da carenza di ferro a causa dell’eccessiva frequenza con cui si manifesta la mestruazione; tra i sintomi più comuni si annoverano:

Quando è dovuta a una fase luteinica inadeguata (troppo corta) e quindi a carenza di progesterone la polimenorrea è stata correlata a un aumentato rischio di cancro dell’endometrio (strato più interno dell’utero).

Diagnosi

Il primo e imprescindibile passo quando si indagano irregolarità mestruali consiste in un’approfondita anamnesi, una sorta di intervista medico paziente in cui si ricostruisce lo stato di salute e la storia clinica della paziente. Il passo successivo consiste nell’esame obiettivo (e in particolare nella visita ginecologica), seguita eventualmente dalla prescrizione di esami di laboratorio e strumentali in base a quanto emerso. Tra le valutazioni più comuni figurano:

In caso di necessità possibile ricorrere infine ad esami imaging, come ad esempio:

Cura

La polimenorrea è un disturbo solitamente transitorio e autolimitante (ovvero con tendenza alla risoluzione spontanea), ma quando persistente o causa di complicazioni può essere trattata con un progestinico (farmaco a base di progesterone) da assumere nella seconda parte del ciclo (durante la fase luteinica) o con una pillola contraccettiva (o analogo, ad esempio anello o cerotto).

L’eventuale anemia può essere corretta mediante l’alimentazione o l’integrazione di ferro.

Quando la polimenorrea è espressione di una patologia sottostante è ovviamente necessario il trattamento della stessa.

Fonti e bibliografia

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