Cos’è l’allergia al nichel
Il termine nichel deriva dalla parola svedese Nickel (diminuitivo di Nicolaus, con significato di persona da poco, folletto) e dal derivato tedesco Kupfernickel (“rame del diavolo”) nome dato dai minatori quando ancora il metallo non aveva utilizzo significativo.
Si parla di allergia da contatto al nichel in presenza di sintomi cutanei che si manifestano a seguito del contatto tra il metallo e la pelle del soggetto sensibile; esiste poi una seconda forma di reazione verso la molecola, dovuta al suo consumo alimentare, responsabile di sintomi gastrointestinali.
L’allergia al nichel è infine una tra le cause più comuni di dermatite alle mani, con importanti conseguenze a livello sociale e professionale.

By BruceBlaus. When using this image in external sources it can be cited as:Blausen.com staff (2014). “Medical gallery of Blausen Medical 2014”. WikiJournal of Medicine 1 (2). DOI:10.15347/wjm/2014.010. ISSN 2002-4436. – Own work, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=31339198
Cos’è il nichel
Il nichel è un metallo duro e malleabile che, anche per queste sue caratteristiche, viene usato nella composizione di numerose leghe metalliche, come l’acciaio inossidabile.
Nonostante sia presente anche all’interno del corpo umano (per esempio all’interno di alcuni enzimi appartenenti alla famiglia delle deidrogenasi), si tratta di uno tra i più potenti allergizzanti e il fatto che sia frequentemente presente in oggetti di uso comune rende particolarmente diffusa la relativa dermatite da contatto.
Dove si trova?
Il nichel è purtroppo presente in numerosi oggetti di uso comune, come ad esempio:
- monete,
- forbici,
- chiavi,
- attrezzi,
- …
mentre in altre categorie di oggetti (bottoni, gioielli, orologi, …) la presenza deve essere limitata per legge sotto una soglia piuttosto restrittiva.
È infine presente in numerosi alimenti e bevande, nonché nelle padelle e in altri utensili da cucina.
Causa
Tra le dermatiti allergiche da contatto, quella causata dal nichel è la più comune e la più studiata, a causa del diffuso utilizzo del metallo in bigiotteria e altri utensili e oggetti di uso comune, come monete, bottoni, …

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Da un punto di vista scientifico si tratta di un’ipersensibilità di tipo ritardato, una reazione allergica mediata dai linfociti T, uno specifico gruppo di globuli bianchi (cellule appartenenti al sistema immunitario).
L’origine dell’allergia va cercata in un primo episodio di sensibilizzazione privo di sintomi, in cui il nichel viene a contatto con il sistema immunitario che erroneamente lo riconosce come minaccia e si prepara a combatterlo nel caso di nuovi e successivi contatti; questo processo può per esempio avvenire a seguito di foratura di lobi per l’orecchino o di piercing, nel caso di utilizzo di materiali inappropriati, ma in molti casi non è possibile risalire all’episodio chiave.
Da notare che la sensibilizzazione può avvenire al primo contatto, oppure ad uno successivo, anche a seguito di ripetute esposizioni al metallo.
A seguito dell’avvenuta sensibilizzazione, tutte le volte in cui il metallo verrà a contatto con la pelle dell’individuo il sistema immunitario si attiverà per difendersi, con la relativa comparsa dei sintomi allergici.
Fattori di rischio
L’allergia sembra essere più comune nelle donne, ma forse semplicemente perché è più diffuso l’utilizzo di orecchini e piercing.
La famigliarità sembra in qualche modo avere un certo peso nella genesi dell’allergia, ma è di fatto possibile svilupparla anche per soggetti senza famigliari allergici.
Un’esposizione professionale ripetuta al metallo aumenta la possibilità di sensibilizzarsi alla sostanza.
Sintomi
I sintomi tipici dell’allergia al nichel compaiono in genere da 24 a 72 ore dopo il contatto e comprendono in genere:
- dermatite (eczema) nel punto di contatto, che si manifesta in forma di puntini o vescicole,
- prurito, talvolta molto severo,
- rossore,
- bruciore o dolore,
- gonfiore.
Le eruzioni cutanee possono durare fino a 2-4 settimane e, nei casi più gravi, possono evolvere a ferite o ulcerazioni in caso di contatto prolungato e continuo.
Meno comune, ma possibile, è la comparsa di manifestazioni cutanee distanti dalla zona di contatto, tipicamente in sedi precedentemente esposte al contatto con il metallo.
L’assunzione alimentare di grandi quantità di nichel da parte di soggetti fortemente allergici può essere causa di peggioramento della dermatite o, nei casi peggiori, della comparsa di orticaria.
In una piccola percentuale di pazienti allergici si riscontrano anche disturbi sistemici, per esempio gastrointestinali, nel qual caso di parla di allergia sistemica al nichel; in questo caso si possono verificare anche ulteriori sintomi come:
- orticaria generalizzata,
- eczema generalizzato,
- disturbi gastrointestinali:
- disturbi respiratori:
- mal di testa,
- febbre,
- stanchezza,
- …
I contatti di breve durata con oggetti contenenti nichel non causano reazioni cutanee significative, eccetto che nei soggetti particolarmente sensibili.
Raramente si verificano sovra-infezioni batteriche delle lesioni causate dalla dermatite; in caso di comparsa di vescicole è quindi importante prestare grande attenzione all’igiene (soprattutto quando ad essere colpite sono le mani) e disinfettare adeguatamente nel caso di apertura di ulcerazioni e ferite.
Da notare che alcune condizioni favoriscono la comparsa dei sintomi: l’esempio più comune è l’orologio che, se normalmente non causa alcun fastidio, a seguito di un’importante sudorazione può diventare causa di allergia; allo stesso modo la presenza di abrasioni e tagli, che può favorire la penetrazione del metallo.
Alimenti contenenti nichel
Prima di escludere uno o più alimenti dalla propria dieta si raccomanda di valutare la scelta con il proprio medico, in quanto nella maggior parte dei casi l’apporto alimentare del nichel è ininfluente o quasi sull’entità dei sintomi.
Esistono numerosi elenchi di alimenti e cibi con il rispettivo contenuto in nichel, ma è esperienza comune che purtroppo siano spesso in contraddizione tra loro a causa di variazioni dovute a cambiamenti stagionali, metodi di coltivazione, preparazione e conservazione, …
Tra gli alimenti più comunemente considerati a rischio ricordiamo:
- arachidi,
- alcuni legumi (fagioli, lenticchie, piselli, soia),
- avena,
- cacao (e cioccolato),
- noci,
- nocciole,
- grano.
Diagnosi
Il percorso diagnostico per l’allergia al nichel inizia con un’accurata anamnesi clinica, volta a identificare la correlazione temporale e spaziale tra l’esposizione al metallo e la comparsa delle lesioni cutanee o dei sintomi sistemici.
Il patch test
Lo strumento d’elezione per confermare la dermatite allergica da contatto è il patch-test. La procedura prevede l’applicazione sulla schiena del paziente di speciali cerotti contenenti piccole quantità di nichel solfato (solitamente inserito nella serie standard GIRDCA in Italia). I cerotti devono rimanere in sede per 48 ore, durante le quali il paziente deve evitare di bagnare la zona o compiere sforzi che causino sudorazione eccessiva.
La lettura avviene in due fasi: una prima valutazione a 48 ore dalla rimozione e una seconda a 72-96 ore. La diagnosi di sensibilizzazione è confermata dalla comparsa di un’area di eritema, edema o piccole vescicole in corrispondenza del nichel. È fondamentale che l’esame sia eseguito quando la dermatite non è in fase acuta e non si stanno assumendo farmaci antistaminici o cortisonici, che potrebbero falsare il risultato.
Diagnosi della sindrome sistemica (SNAS)
Qualora si sospetti una Sindrome da Allergia Sistemica al Nichel (SNAS), caratterizzata da sintomi extra-cutanei (gastrointestinali, respiratori o neurologici), il percorso è più complesso:
- Dieta di eliminazione: Per un periodo variabile (solitamente 4 settimane), il paziente segue un regime alimentare a bassissimo contenuto di nichel sotto stretto controllo medico.
- Test di provocazione orale (TPO): Se la dieta porta a un netto miglioramento dei sintomi, si procede alla somministrazione controllata di una capsula di nichel (o un placebo) per verificare la ricomparsa delle manifestazioni. Questo test è il “gold standard” diagnostico e deve essere eseguito esclusivamente in ambiente clinico protetto.
Si raccomanda di diffidare da test non validati scientificamente, come l’analisi del capello o i test citotossici, che non hanno alcun valore clinico per la diagnosi di allergia al nichel.
Trattamento e gestione
Il trattamento dell’allergia al nichel non mira alla guarigione definitiva, ma al controllo dei sintomi e alla prevenzione delle recidive attraverso l’evitamento e terapie mirate.
Terapia farmacologica della dermatite
In presenza di manifestazioni cutanee acute, l’obiettivo principale è spegnere l’infiammazione e alleviare il prurito:
- Corticosteroidi topici: Creme o unguenti a base di cortisone rappresentano il trattamento di prima linea per ridurre rapidamente l’eczema.
- Inibitori della calcineurina: In zone delicate (come il viso o le palpebre) o per trattamenti prolungati, il medico può prescrivere farmaci immunomodulatori topici (tacrolimus o pimecrolimus) che non presentano gli effetti collaterali tipici del cortisone a lungo termine.
- Antistaminici: L’uso di antistaminici per via orale è utile principalmente per controllare il prurito intenso e migliorare la qualità del riposo notturno.
Gestione della SNAS e iposensibilizzazione
Per i pazienti con diagnosi confermata di allergia sistemica, l’approccio principale è la dieta a basso contenuto di nichel. Tuttavia, poiché il nichel è onnipresente, una dieta troppo restrittiva è difficile da mantenere e può causare carenze nutrizionali.
In casi selezionati e resistenti, può essere proposta l’immunoterapia orale (o iposensibilizzazione specifica). Questo trattamento prevede la somministrazione di dosi crescenti di nichel per via orale con l’obiettivo di “educare” il sistema immunitario a tollerare il metallo, permettendo al paziente di tornare a seguire una dieta più libera.
Stile di vita e consigli pratici
La gestione quotidiana è l’arma di prevenzione più efficace. È fondamentale adottare alcuni accorgimenti pratici:
- Scelta dei materiali: Utilizzare utensili da cucina in acciaio inox 18/10 (sebbene contenga nichel, il rilascio è solitamente trascurabile), vetro, ceramica o titanio. Evitare pentole in alluminio o teflon graffiato.
- Gestione dell’acqua: Al mattino, lasciar scorrere l’acqua del rubinetto per qualche istante prima di utilizzarla per cucinare o bere, poiché il ristagno nelle tubature può aumentare la concentrazione di metalli rilasciati.
- Cura della pelle: Utilizzare creme barriera e guanti di cotone sotto i guanti in gomma durante le faccende domestiche per evitare il contatto diretto con detergenti che potrebbero contenere tracce di metallo.
- Fumo di tabacco: Il fumo è una fonte significativa di nichel; smettere di fumare può ridurre sensibilmente l’esposizione sistemica.
Prevenzione
A parte porre grande attenzione nella scelta di gioielli e orecchini, è spesso difficile prevenire l’insorgenza dell’allergia al nichel in termini di sensibilizzazione; una volta diagnosticata l’allergia diventa invece importante ridurre il contatto con il metallo (monete, chiavi, utensili, …) per evitare la comparsa dei sintomi tipici.
Si raccomanda di evitare l’utilizzo di bigiotteria, soprattutto quando venduta attraverso canali che non possono garantire la completa adesione alla normativa vigente.
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.