Dermatite irritativa da contatto: cause, sintomi e cura

Ultima modifica

Introduzione

La dermatite da contatto è un’infiammazione cutanea causata dal contatto diretto con una qualche sostanza; in base al meccanismo di sviluppo della lesione si distingue in

La forma irritativa, che rende conto di circa 4 casi su 5, si verifica in caso di un danno diretto alla pelle, come ad esempio nel caso di saponi, solventi, piante, … Va notato che la sensibilità verso alcune sostanze è fortemente soggettiva, si pensi ad esempio alle reazioni sviluppate verso alcuni detergenti che si rilevano solo in soggetti sensibili.

I sintomi più caratteristici sono lo sviluppo di rossore e dolore, più raramente prurito (comune invece nella forma allergica).

Dermatite da contatto su una mano

By Rleffmann – Own work, CC BY-SA 4.0, https://en.wikipedia.org/w/index.php?curid=63338143

Cause

  • Agenti chimici:
    • Sostanze ossidanti: sono soprattutto disinfettanti, come acqua ossigenata, ipoclorito di sodio, …
    • Agenti cheratinolitici come l’acido salicilico
    • Solventi dell’alcol
    • Cloroformio
  • Agenti fisici:
    • Acqua: rappresenta un importante agente irritante, per esempio i soggetti che hanno la tendenza a lavarsi tantissime volte le mani sviluppano una tipica dermatite irritativa
    • Traumi meccanici ripetuti da pressione e frizione. Sono prevalenti a livello lavorativo
    • Condizioni climatiche: vento e freddo
  • Agenti biotici:
    • se di origine vegetale causano le fitodermatiti, esempio classico è l’ortica
    • origine animale, come il contatto con le meduse

Quando si pensa a sostanze irritanti il primo pensiero corre ad agenti di tipo chimico, ma occorre fare riferimento anche a fattori meccanici come attività ripetute di pressione e di frizione che, soprattutto in ambito professionale, possono avere una rilevanza maggiore.

Anche le condizioni climatiche estreme, ad esempio il vento e il freddo, possono diventare causa di dermatite: questo quadro è maggiormente frequente in soggetti affetti da dermatite atopica, una patologia in cui si verifica un’alterazione della barriera cutanea che rende più suscettibile la pelle interessata.

 

Sintomi

La dermatite da contatto irritativa è caratterizzata da alterazioni cutanee, soprattutto a livello epidermico e della barriera cutanea, esclusivamente nelle sedi di contatto con l’agente irritante, che si manifestano in forma di:

  • dolore e bruciore,
  • eruzione cutanea (rossore e, nei casi più gravi, formazione di vescicole, desquamazione, ragadi e croste).

Le lesioni non tendono alla diffusione e, a differenza delle forme allergiche, raramente causano prurito, offrendo quindi un utile spunto in fase di diagnosi.

Ad essere maggiormente colpite sono soprattutto le mani, la parte del nostro corpo che utilizziamo di più sia in ambito professionale che extraprofessionale

I sintomi, soprattutto nella loro entità, sono riconducibili a:

  • azione diretta dell’agente causale
  • sua concentrazione troppo elevata
  • tempo di contatto/applicazione.

La sostanza irritante determina un’alterazione del pH della cute, si assiste quindi ad un’inversione del normale rapporto acqua/componente lipidica a livello del film idrolipidico cutaneo. Questo provoca un’alterazione della funzione di barriera della pelle con disidratazione che, da un punto di vista clinico, si manifesterà con

  • una cute particolarmente xerotica
  • e quindi con maggiore possibilità di penetrazione di altre sostanze irritanti
  • e una maggiore possibilità di sensibilizzazione
  • e quindi di sviluppo anche di forme allergiche,

in un vero e proprio circolo vizioso.

Quadri specifici

Il quadro clinico più comune è quello xerotico-desquamativo, con poco eritema e la possibile presenza di fissurazioni (ragadi). È un quadro tipico, definito anche “dermatite delle casalinghe” perché molto comune in coloro che utilizzano le mani per lavori “umidi”, che stanno molto a contatto con l’acqua, oppure con detergenti o altri saponi in grado di causare un’irritazione della pelle. Oltre la casalinga può coinvolgere i baristi, gli addetti alle pulizie, …

Anche i lavoratori edili sono una categoria molto interessata dalla dermatite da contatto irritativa, soprattutto a livello del le aree della mano che vengono verosimilmente a contatto con gli strumenti da lavoro.

Il quadro clinico delle fitodermatiti, cioè forme di dermatite da contatto irritativa causate dalle piante, è invece molto diverso e caratterizzato da forme eritemato-vescico-bollose. Inoltre generalmente le fitodermatiti esitano in delle lesioni pigmentali che possono essere anche molto durature.

Diagnosi

La diagnosi di dermatite irritativa da contatto è prevalentemente clinica e si basa sull’osservazione delle lesioni e su un’accurata raccolta della storia medica del paziente (anamnesi). Il medico indagherà sulle attività lavorative, sugli hobby e sull’uso di prodotti per l’igiene personale o domestica per identificare il potenziale agente irritante.

Valutazione clinica ed esclusione

Un elemento fondamentale per distinguere la forma irritativa da quella allergica è la localizzazione: la dermatite irritativa rimane rigorosamente confinata all’area che è entrata in contatto diretto con la sostanza. Se le lesioni tendono a diffondersi in zone distanti, il sospetto si sposta verso una forma allergica.

Per confermare il sospetto e ed escludere una reazione immunitaria, il dermatologo può prescrivere il Patch Test. In caso di dermatite irritativa, i test risulteranno negativi. In rari casi di incertezza diagnostica con altre patologie cutanee (come la psoriasi o il lichen planus), può essere eseguita una piccola biopsia cutanea, sebbene non sia una procedura di routine per questa condizione.

Cura e trattamento

Il trattamento della dermatite irritativa da contatto si pone tre obiettivi principali: eliminare l’esposizione all’agente scatenante, ridurre l’infiammazione e ripristinare la funzione di barriera della pelle. L’approccio terapeutico varia in base alla gravità delle lesioni e alla fase della malattia (acuta o cronica).

Rimozione dell’agente irritante

L’allontanamento della causa è il pilastro fondamentale della terapia. Se non si interrompe il contatto con la sostanza irritante, qualunque trattamento farmacologico risulterà inefficace nel lungo termine. Questo può comportare modifiche alle abitudini domestiche o l’adozione di misure di protezione specifiche sul luogo di lavoro.

Terapia farmacologica

Nei casi in cui l’infiammazione sia significativa, il medico può prescrivere diversi farmaci:

  • Corticosteroidi topici: le creme a base di cortisonici rappresentano il trattamento di prima linea per ridurre rapidamente l’arrossamento, il gonfiore e il bruciore. Vanno utilizzati per brevi periodi e sotto controllo medico per evitare effetti collaterali come l’assottigliamento della pelle.
  • Inibitori della calcineurina: in alcune aree sensibili (come il volto) o per terapie di mantenimento, possono essere utilizzate pomate non steroidee che modulano la risposta infiammatoria locale.
  • Antistaminici: sebbene non agiscano direttamente sul meccanismo irritativo, l’uso di antistaminici può essere suggerito per gestire il grattamento notturno qualora il paziente avverta un prurito fastidioso, sebbene quest’ultimo sia meno frequente rispetto alle forme allergiche.
  • Antibiotici: vengono prescritti solo in presenza di sovrainfezioni batteriche, frequenti quando le ragadi o le vescicole sono profonde.

Ripristino della barriera cutanea

L’uso di emollienti e creme barriera è essenziale. Questi prodotti non sono semplici cosmetici, ma dispositivi terapeutici che aiutano a “sigillare” la pelle, impedendo la perdita d’acqua e l’ingresso di ulteriori irritanti. Vanno applicati più volte al giorno, specialmente dopo aver lavato le mani.

Stile di vita e prevenzione

La gestione quotidiana è determinante per la guarigione definitiva, che solitamente avviene in circa 2-3 settimane se l’irritante viene rimosso correttamente. È consigliabile:

  • Utilizzare guanti protettivi adeguati: i guanti di cotone indossati sotto guanti in vinile o nitrile sono ideali per i lavori umidi, poiché il cotone assorbe il sudore (che a sua volta può essere irritante).
  • Sostituire i saponi aggressivi con detergenti “non saponi” (syndet) a pH fisiologico.
  • Asciugare sempre le mani tamponando delicatamente senza sfregare, prestando attenzione agli spazi tra le dita.
  • Evitare l’uso di acqua eccessivamente calda, che contribuisce a rimuovere i grassi naturali della pelle.

Tutte le news di The WOM Healthy su Google

Tutti gli aggiornamenti su salute, alimentazione e benessere.

Seguici su Google
Articoli Correlati
Articoli in evidenza