Bollicine sulle dita delle mani: cause, sintomi, rimedi

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Introduzione

Le bollicine sulle mani, oltre a rappresentare un importante problema estetico, possono causare prurito e risultare particolarmente fastidiose per il paziente affetto, specialmente se associate ad altre problematiche cutanee, come pelle seccadesquamazione.

Nella maggior parte dei casi questo disturbo è di lieve entità e tende ad autolimitarsi nel tempo; in altri pazienti, invece, la comparsa di bollicine sulle mani è riconducibile a infezioni o patologie più gravi che devono essere opportunamente diagnosticate e trattate, ponendole all’attenzione del medico o dello specialista.

Mano di bambino con evidenti bollicine

Shutterstock/auiechi

Cause

In gran parte dei soggetti affetti la presenza di bollicine sulle mani può essere ricondotta ad una forma di dermatite molto diffusa nota come “disidrosi” o “eczema disidrosico”.

Questo disturbo cutaneo si manifesta mediante la comparsa di lesioni vescicolari, intensamente pruriginose, che si presentano in maniera ricorrente a livello del palmo della mano, della pianta del piede e nelle porzioni laterali delle dita. Molto spesso queste vescicole possono fondersi per formare lesioni più estese o confluire creando delle lesioni superinfettanti che possono complicarsi facendo fuoriuscire pus o persistere per diverse settimane prima di risolversi attraverso un processo di desquamazione. Questo disturbo si presenta più spesso nei giovani adulti e nei pazienti di sesso femminile e può essere favorito da:

  • Storia di dermatite atopica: malattia infiammatoria cronica della pelle che si caratterizza per la comparsa di prurito e diverse manifestazioni cliniche come rossore, comparsa di lesioni vescicolari, aumento dello spessore cutaneo, secchezza cutanea; può associarsi ad altre patologie come asma o rinite allergica e colpire principalmente bambini, adolescenti o giovani adulti.
  • Esposizione agli allergeni da contatto: come nichel o altri tipi di metalli;
  • Esposizione ad altre sostanze irritanti da contatto: pesticidi, detersivi, altri tipi di fluidi;
  • Trattamento con alcune tipologie di farmaco come immunoglobuline somministrate per via endovenosa o sottocutanea o trattamento con Secukinumab, approvato nella terapia della psoriasi e dell’artrite psoriasica;
  • Iperidrosi: eccessiva produzione di sudore rispetto alla norma;
  • Esposizione a radiazioni ultraviolette.

Altre possibili cause (in alcuni casi senza prurito)

In altri casi, la comparsa di bollicine sulle mani potrebbe essere attribuibile ad altre patologie dermatologiche come:

  • Malattie bollose autoimmuni: patologie come il pemfigoide possono raramente presentarsi come patologia localizzata che coinvolge le mani o i piedi.
  • Infezioni fungine: questo tipo di infezione può determinare una reazione cutanea molto simile; oltre alla comparsa di prurito, rossore e in alcuni casi di desquamazione, potrebbero essere presenti delle piccole bollicine in corrispondenza delle mani; in questo caso, tuttavia, la lesione tende ad assumere un aspetto anulare (tonda) che permette di differenziare questa condizione dalla più comune disidrosi palmare.
  • Psoriasi palmo-plantare: in questo caso, possono essere presenti delle lesioni bollose sulla superficie delle mani, ma non delle vescicole; tali lesioni tendono ad organizzarsi in placche molto ben demarcate che spesso vanno incontro a desquamazione.
  • Ustioni: Scottature e bruciature possono portare alla formazione di vescicole e bollicine più o meno estese, senza prurito (anzi, potenzialmente accompagnate da dolore).

Sintomi

Nella maggior parte dei casi le bollicine sulle mani sono attribuibili alla presenza di disidrosi. Gli episodi di eczema disidrosico spesso esordiscono con prurito seguito da un’eruzione improvvisa di vescicole pruriginose in corrispondenza delle mani e più specificatamente sulla superficie laterale delle dita.

Nel 70-80% dei pazienti sono coinvolte solo le mani; gli episodi di questo tipo tendono a presentarsi più frequentemente nei mesi più caldi dell’anno.

Le vescicole solitamente sono profonde e possono confluire in bolle di dimensioni maggiori; in questi casi, possono impattare notevolmente sulla qualità di vita del paziente, interferendo con l’attività lavorativa e con lo svolgimento delle attività quotidiane.

Complicanze

Sebbene la comparsa di bollicine sulle mani molto spesso rappresenti un disturbo che si risolve spontaneamente nel corso del tempo, non è infrequente che vescicole o bolle possano persistere sulle mani per diverse settimane o presentarsi sotto forma di ricadute ad intervalli di due o tre settimane, ma anche mesi o anni.

In alcuni pazienti, queste riacutizzazioni possono essere associate ad uno stress fisico oppure emotivo, ma il più delle volte sono indotte da fattori non chiaramente identificabili.

Nel tempo che intercorre tra un episodio e l’altro, la pelle ripristina il suo aspetto normale, ma nei casi più complessi, se il quadro clinico non va incontro a risoluzione, la cute può assumere cambiamenti nella colorazione o possono verificarsi infezioni secondarie, come quelle da Staphylococcus aureus.

Diagnosi

La diagnosi di dermatite disidrotica viene effettuata sulla base dei sintomi clinici e della storia del paziente ed è supportata da:

  • presenza di vescicole o bolle tese e profonde in corrispondenza del palmo delle mani e della porzione laterale delle dita;
  • intenso prurito;
  • insorgenza acuta;
  • storia di episodi analoghi precedenti.

In base alla presentazione potremmo distinguere tre stadi di gravità:

  • da lieve a moderato: le bolle non interessano l’intera superficie palmare o plantare; il paziente non si lamenta di prurito intollerabile, bruciore o dolore;
  • grave: le bolle compaiono sull’intera superficie palmare o plantare, sono intensamente pruriginose e dolenti alla palpazione.

Solo in rari casi può essere necessaria una biopsia per la tipizzazione della lesione.

Cura e rimedi

La terapia è mirata alla causa scatenante; nel caso di disidrosi in genere si consiglia di:

  • Adottare misure generali di attenzione, come evitare l’utilizzo di sostanze irritanti o l’esposizione a fattori che possono indurre la comparsa di bollicine come l’esposizione incontrollata ai raggi ultravioletti; quando identificato chiaramente, lo stimolo irritativo deve essere rimosso; i pazienti, inoltre, devono essere consapevoli che il grattamento/sfregamento causa ulteriore prurito, con il rischio di comparsa di un fastidioso circolo vizioso.
  • Assumere antistaminici al bisogno, che possono aiutare ad alleviare il prurito.

Nelle forme di malattia da lieve a moderata può essere utile l’utilizzo di corticosteroidi (cortisonici) topici da applicare due volte a giorno per circa due o quattro settimane, secondo il parere del medico.

Nelle forme di malattia grave, oltre all’adozione di misure generali, può essere suggerita l’assunzione di corticosteroidi topici per un breve ciclo sotto stretto controllo medico.

Per i pazienti con disidrosi refrettaria, in cui il disturbo tende a ripresentarsi nel corso del tempo, possono essere valutati altri tipi di trattamento come la fototerapia, la terapia ultravioletta A (PUVA) o la terapia ultravioletta B a banda stretta (NBUVB) associata o meno all’assunzione di corticosteroidi per via orale piuttosto che immunosoppressori sistemici.

Nei rari casi di infezioni complicate da sovra-infezioni batteriche potrebbe essere necessario un trattamento antibiotico concomitante.

Fonti e bibliografia

  • MSD
  • UptoDate, Acute palmoplantar eczema , Denis Sasseville, MD, FRCPC, 2023.
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