Tinea corporis (tigna della pelle): cause, sintomi e cura

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Cos’è la tinea corporis?

Con il termine tinea corporis (o tigna/dermatofitosi del corpo) s’intende un’infezione cutanea causata da funghi classificati come dermatofiti, ovvero miceti che colonizzano la principale proteina che costituisce lo strato corneo dell’epidermide, i capelli, i peli e le unghie: la cheratina.

La trasmissione dell’infezione avviene attraverso il contatto con animali infetti oppure con altre persone infette.

La manifestazione tipica è una lesione della pelle a forma di anello (anulare) con bordo arrossato (eritematoso) e risoluzione con desquamazione centrale, a cui si associa un’intensa sintomatologia pruriginosa.

La prognosi è favorevole dato che la tinea corporis risponde bene ai trattamenti antifungini.

La prevenzione più efficace consiste nel ridurre/evitare il contatto con gli agenti causali.

Immagini e fotografie

Tigna sulla pelle

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Caratteristica macchia sulla pelle dovuta alla tinea corporis

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Tinea corporis sulla gamba di una donna

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Come si prende?

Esistono più di 40 specie di dermatofiti, tra cui si distinguono varietà

  • antropofile (legate all’uomo),
  • zoofile (legate agli animali)
  • e geofile (legato al terreno)

a seconda dell’ambiente in cui vivono normalmente i funghi.

Tra i dermatofiti capaci di invadere la cheratina, presente sulla pelle umana, si distinguono tre generi:

  • Microsporum,
  • Trichophyton
  • ed Epidermophyton.

Tutti e tre possono tutti causare dermatofitosi del corpo, ma più spesso si tratta di

  • Tricophyton rubrum,
  • Trichophyton mentagrophytes
  • e Microsporum canis.

Si noti che si tratta di minuscols organismi normalmente presenti sulla superficie della pelle, in equilibrio con numerose altre specie; diventano in grado di manifestarsi in forma d’infezione solo in presenza di specifiche circostanze (contatto con una carica infettante elevata, abbassamento delle difese immunitarie, traumatismi della pelle, …).

La trasmissione dell’infezione avviene prevalentemente quando l’uomo entra in contatto con animali infetti (un comune fattore di rischio è il contatto con gatti o cani randagi), quindi categorie professionali come veterinari e allevatori sono particolarmente esposti al contagio.

La trasmissione di una dermatofitosi può anche avvenire per via interumana, ovvero per contatto diretto con una persona infetta, oppure ancora per contatto dell’uomo con un terreno dove soggiornano i funghi o con altre superfici infette (indumenti, asciugamani, lenzuola, pettini e spazzole, …).

Fattori di rischio

I fattori di rischio della tinea corporis sono costituiti dal contatto con animali randagi, con persone infette o con terreni che ospitano i funghi geofili.

L’immunosoppressione, ovvero lo stato di abbassamento delle difese immunitarie per cause infettive (in primis l’infezione da virus dell’immunodeficienza umana, HIV) e/o per cause farmacologiche (come le terapie croniche con farmaci immunosoppressori, assunti ad esempio da chi è stato sottoposto ad un trapianto d’organo) rappresenta infine un fattore di rischio importante per l’acquisizione della tinea corporis.

Quando non è più contagiosa?

Sebbene l’infezione possa mostrare una riduzione della contagiosità già dopo 48 ore dall’inizio di una terapia efficace, si raccomanda di mantenere il massimo rigore igienico ed evitare contatti diretti pelle-pelle fino alla completa risoluzione clinica delle lesioni. È fondamentale lavarsi accuratamente le mani dopo ogni applicazione di farmaci topici per evitare l’autoinoculazione in altre sedi corporee.

Sintomi: come si manifesta?

La tinea corporis si presenta sotto forma di lesione singola oppure multipla, con localizzazione a

  • tronco,
  • collo,
  • arti superiori ed inferiori.

Tipicamente è una lesione

  • piana (chiazza) oppure lievemente rilevata (placca),
  • eritematosa (arrossata),
  • di forma tondeggiante o ovalare
  • con margini netti e risoluzione al centro.

Si tratta quindi di un anello eritematoso che presenta nella parte periferica talvolta alcune vescicole (ovvero piccole lesioni rilevate contenenti liquido sieroso). Nella parte centrale della lesione invece, la cute non è eritematosa, bensì rosea, e può essere interessata da una fine desquamazione.

La tigna è caratterizzata da una sintomatologia intensamente pruriginosa.

Nelle infezioni causata da funghi zoofili le lesioni cutanee sono particolarmente infiammate, i bordi sono costituiti da numerose vescicole e talvolta da pustole (piccole lesioni rilevate contenenti materiale purulento) e croste.

Tigna del corpo con crosta centrale

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In assenza di trattamento, le lesioni tendono ad aumentare di diametro nel tempo ed a confluire con aspetti “a coccarda” (“herpes circinatus”), ma la comparsa di complicazioni più severe è improbabile; nei soggetti con sistema immunitario indebolito può tuttavia diventare più ostico giungere ad una risoluzione dell’infezione.

Diagnosi

La diagnosi della tinea corporis è prevalentemente clinica, basata sull’osservazione dell’aspetto caratteristico delle lesioni. Tuttavia, poiché molte malattie infiammatorie della pelle possono simulare una tigna, il medico può avvalersi di test diagnostici specifici per confermare la presenza del fungo ed evitare terapie errate (come l’uso di cortisonici che peggiorerebbero l’infezione).

Esame microscopico e colturale

Il metodo diagnostico più rapido e comune è l’esame microscopico diretto con idrossido di potassio (KOH). Il medico preleva una piccola quantità di squame cutanee grattando delicatamente il bordo attivo della lesione con una curette o una spatola (procedura indolore). Il campione viene analizzato al microscopio per identificare immediatamente le ife fungine.

Per una diagnosi di certezza, specialmente nei casi resistenti o quando si sospetta un contagio da animali domestici, si esegue l’esame colturale. Le squame vengono poste su terreni di coltura specifici; la crescita del fungo può richiedere da 1 a 3 settimane e permette di identificare con precisione la specie responsabile, orientando meglio la terapia.

In contesti specialistici o per casi complessi, sono oggi disponibili test molecolari (PCR) in grado di identificare il DNA del fungo in tempi molto rapidi (24-48 ore), superando i limiti temporali della coltura tradizionale.

Diagnosi differenziale

È essenziale distinguere la tigna da altre condizioni dermatologiche che possono manifestarsi con chiazze circolari o desquamanti, tra cui:

  • Pitiriasi rosea: si distingue per la presenza di una “chiazza madre” iniziale più grande e per la distribuzione tipica delle lesioni successive lungo le linee di tensione del tronco (a “albero di Natale”).
  • Eczema nummulare: si presenta con chiazze a forma di moneta molto pruriginose, ma solitamente mancano della tipica risoluzione centrale (la pelle al centro non guarisce come nella tigna) e possono presentare una componente più umida o essudativa.
  • Psoriasi: le placche psoriasiche sono generalmente più spesse, con squame bianco-argentee e non mostrano la tendenza alla guarigione centrale.
  • Dermatite atopica: può presentare chiazze desquamanti, ma la storia clinica del paziente e la distribuzione delle lesioni sono solitamente differenti.

Come si cura?

L’obiettivo della terapia è l’eliminazione completa del fungo, la risoluzione dei sintomi come il prurito e la prevenzione della trasmissione. Il trattamento d’elezione dipende dall’estensione delle lesioni e dallo stato di salute generale del paziente.

Terapia topica (locale)

Per la maggior parte delle infezioni localizzate e non complicate, la terapia di prima scelta consiste nell’applicazione di farmaci antifungini direttamente sulla pelle.

  • Allilamine (es. Terbinafine, Naftifina): sono farmaci fungicidi (uccidono il fungo) molto efficaci. Spesso richiedono un tempo di applicazione più breve, solitamente 1 o 2 settimane, con una o due applicazioni al giorno.
  • Imidazoli (es. Clotrimazolo, Ketoconazolo, Econazolo, Miconazolo): agiscono inibendo la crescita fungina. Richiedono generalmente un trattamento più prolungato, dalle 2 alle 4 settimane, per assicurare l’eradicazione completa.
  • Nuove formulazioni (es. Luliconazolo): molecole di recente introduzione che vantano un’elevata potenza e permettono cicli terapeutici molto brevi, talvolta di una sola settimana.

È un errore comune interrompere la cura non appena la macchia scompare; per evitare recidive, la terapia va proseguita per il tempo indicato dal medico, applicando il prodotto anche 2 centimetri oltre il bordo visibile della lesione.

Terapia sistemica (per bocca)

Il ricorso a farmaci antifungini orali è indicato nei casi di infezione molto estesa, quando sono coinvolte più aree del corpo, nei pazienti con difese immunitarie ridotte o qualora la terapia topica abbia fallito.

  • Terbinafine: è spesso il farmaco orale preferito per l’elevata efficacia e la capacità di concentrarsi nella pelle.
  • Itraconazolo: una valida alternativa, utilizzata per cicli di 1-2 settimane.
  • Fluconazolo: può essere prescritto con somministrazioni settimanali per un periodo variabile da 2 a 4 settimane.

Questi farmaci richiedono prescrizione medica e un attento monitoraggio, specialmente in pazienti che assumono altre terapie, a causa delle possibili interazioni farmacologiche.

Stile di vita e accorgimenti pratici

Il successo del trattamento è strettamente legato a una corretta igiene personale:

  • Mantenere la zona colpita sempre asciutta: i funghi proliferano negli ambienti caldi e umidi. Dopo il lavaggio, tamponare delicatamente la pelle senza sfregare.
  • Usare asciugamani separati per l’area infetta e non condividerli mai con altri membri della famiglia.
  • Lavare regolarmente lenzuola, asciugamani e indumenti che entrano in contatto con la lesione a temperature elevate (almeno 60°C).
  • Prediligere indumenti larghi in fibre naturali come cotone o lino, che permettono alla pelle di respirare.
  • Controllare gli animali domestici: se si sospetta un contagio da un cane o un gatto, è fondamentale portarlo dal veterinario per un trattamento simultaneo, anche se l’animale non sembra malato, per evitare reinfezioni continue.

Rimedi naturali

Sebbene esistano prove limitate sull’efficacia di sostanze naturali come il Tea Tree Oil (olio di melaleuca) per le sue proprietà antifungine, il suo utilizzo non può sostituire la terapia farmacologica validata. Tali rimedi possono essere considerati solo come supporto e previa valutazione medica, considerando il rischio di dermatiti da contatto irritative.

Fonti e bibliografia

  • Cainelli T., Giannetti A., Rebora A. Manuale di dermatologia medica e chirurgica. McGraw-Hill.
  • Wolff K., Johnson R., Saavedra A. Fitzpatrick Manuale ed Atlante di Dermatologia clinica. Edizione italiana a cura di Mauro Alaibac. Piccin.
  • Linee Guida ADOI (Associazione Dermatologi-Venereologi Italiani) sul trattamento delle micosi cutanee.
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