Preferisci ascoltare il riassunto audio?
Introduzione
La tigna è una comune infezione della pelle e delle unghie causata da funghi, che si manifesta con la comparsa di un’eruzione pruriginosa rossa e di forma circolare.
In ambito medico è conosciuta con vari nomi, tra cui
- tinea,
- dermatofitosi,
- tricofizia,
ma è più utile conoscere e distinguere le diverse forme di tigna attraverso la parte del corpo colpita dall’infezione:
- piedi: tinea pedis, anche detta piede di atleta,
- inguine, interno della coscia o glutei: tinea cruris, o prurito del fantino,
- cuoio capelluto: tinea capitis,
- barba: tinea barbae,
- mani: tinea manuum,
- unghie dei piedi o delle mani: tinea unguium o, più comunemente, onicomicosi,
- altre aree come braccia o gambe: tinea corporis.
Quando ad essere colpita è la pelle in genere compare sotto forma di macchie ad anello, che possono assumere un aspetto tipico a seconda della zona corporea interessata.
La diagnosi precoce è fondamentale per prevenire la diffusione del contagio ad altre aree del corpo o ad altre persone, basandosi oggi su protocolli clinici e strumentali rapidi ed efficaci.
La terapia prevede l’applicazione topica di principi attivi antimicotici, mentre solo in casi specifici o resistenti è necessario ricorrere a somministrazioni per bocca.
Immagini

Si noti la macchia a caratteristicaforma di anello (iStock.com/OGphoto)

iStock.com/alejandrophotography

Di http://phil.cdc.gov/PHIL_Images/20031008/54234a08bcdd417580d279d29ad08902/4809_lores.jpg, Pubblico dominio, Collegamento

Door Drgnu23 (original uploader) – Taken in my medical practice by DrGnu. I hold the agreement. There is no identifier in the picture., CC BY-SA 3.0, Link
Cause
La tigna può essere causata da circa 40 diverse specie di funghi, appartenenti ai generi
- Tricophyton,
- Microsporum.
Contagio e trasmissione
I funghi che causano la tigna sopravvivono e proliferano sulla pelle e nell’ambiente, per questo la trasmissione avviene di norma per contatto con persone o superfici infette attraverso tre modalità principali:
- Da un soggetto affetto: L’infezione può essere trasmessa dal contatto con qualcuno colpito dal fungo. Per evitare di diffondere l’infezione, chi ha la tigna non dovrebbe condividere con altre persone indumenti, asciugamani, pettini o altri oggetti personali.
- Da un animale affetto: Si può venire contagiati toccando un animale che ne è colpito. La trasmissione è possibile da varie specie animali, compresi cani e gatti, specialmente se cuccioli. Anche altre specie, come mucche, capre, maiali e cavalli, possono contagiare l’uomo.
- Dall’ambiente: I funghi che causano la tigna possono sopravvivere sulle superfici, in particolare in aree umide come spogliatoi e docce pubbliche. È per questo che è una buona regola non camminare a piedi nudi in tali posti.
L’infezione è molto diffusa e chiunque può infettarsi, anche se i soggetti con sistema immunitario fragile sono particolarmente esposti e a rischio di non riuscire a combattere l’infezione. Hanno inoltre maggiori probabilità di contatto con i funghi che causano la tigna
- persone che usano comunemente docce o spogliatoi pubblici,
- atleti (soprattutto quelli che praticano sport di contatto, come la lotta),
- individui che indossano scarpe strette,
- soggetti con spiccata tendenza alla sudorazione,
- soggetti che vivono a stretto contatto con numerose altre persone,
- persone in stretto rapporto con animali.
è più in generale ne rappresentano fattore di rischio
Sintomi
L’infezione può colpire la pelle di qualunque zona del corpo, come pure le unghie di mani e piedi.
I sintomi della tigna tipicamente compaiono 4-14 giorni dopo il contatto con il fungo responsabile; i sintomi dipendono dalla zona interessata, ma generalmente includono:
- prurito cutaneo,
- eruzione a forma di anello,
- pelle rossa, desquamata e crepata,
- caduta di capelli nel caso di tinea capitis.
I sintomi dell’infezione si manifestano in funzione della zona corporea interessata:
- Piedi (tinea pedis, o piede di atleta): i sintomi consistono in pelle rossa, gonfia, esfoliante e pruriginosa tra le dita, specialmente tra il quarto e il quinto dito. Possono essere interessati anche la pianta e il tallone. Nei casi gravi, la pelle del piede può coprirsi di vescicole.
- Cuoio capelluto (tinea capitis): In genere si presenta come una chiazza calva circolare, rossa, pruriginosa e squamosa. L’area calva può aumentare di dimensioni e la diffusione dell’infezione può causare più zone di calvizie. Si manifesta all’inizio come un piccola piaghetta che assomiglia a una pustola e in un secondo momento può dare origine a chiazze, scaglie o squame. Le scaglie potrebbero essere scambiate per forfora. Come possibile conseguenza di questa micosi, i capelli cadono o si spezzano facilmente. Può anche causare gonfiore, fragilità e rossore nel cuoio capelluto. È più frequente nei bambini che negli adulti.
- Inguine (tinea cruris, o prurito del fantino): la tigna inguinale appare sotto forma di chiazze squamose, pruriginose e rosse, in genere sui lati interni delle pieghe cutanee delle cosce; può causare
- prurito, irritazione o bruciore nella zona inguinale, nelle cosce o nella zona anale,
- rossore nella zona inguinale, nelle cosce o nell’area anale,
- pelle che si squama, che si spella o si screpola.
- Barba (tinea barbae): I sintomi consistono in chiazze rosse, squamose e pruriginose su guance, mento e parte alta del collo. Le chiazze possono coprirsi di croste o riempirsi di pus, determinando la caduta locale dei peli.
- Unghie: La tigna delle unghie può colpire una o più unghie delle mani o dei piedi, facendole più spesse, bianche o giallastre e fragili.
Complicazioni
Un’infezione fungina solo raramente è in grado di raggiungere gli strati più profondi della pelle e causare complicazioni (cellulite, piodermite eventualmente osteomielite), ma i pazienti con sistema immunitario indebolito da malattie croniche o farmaci potrebbero andare incontro a difficoltà nel liberarsi dall’infezione.
Nei casi di tinea capitis, quando la perdita di capelli è rilevante, è possibile sviluppare un disagio psicologico anche importante.
Diagnosi
La diagnosi di tigna è un processo prevalentemente clinico, ma che oggi si avvale di strumenti precisi per distinguere l’infezione fungina da altre patologie cutanee simili, come la psoriasi, l’eczema o il granuloma anulare.
Valutazione clinica e anamnesi
Il medico (generalista o dermatologo) inizia solitamente con l’ispezione visiva della zona interessata. La presenza della classica “macchia ad anello” (lesione anulare con bordi leggermente sollevati, rossi e squamosi, e un centro più chiaro) è spesso sufficiente per una diagnosi preliminare. Durante la visita, il medico indagherà anche sulla presenza di prurito, sulla cronologia della comparsa delle macchie e su eventuali contatti recenti con animali domestici o ambienti a rischio (palestre, piscine).
Esame con lampada di Wood
In alcuni casi, il medico può utilizzare la Lampada di Wood, una luce ultravioletta che, in una stanza buia, permette di visualizzare la fluorescenza di alcune specie di funghi. Sebbene non tutti i dermatofiti siano fluorescenti (ad esempio, molti ceppi umani di tinea capitis non lo sono), questo test è utile per uno screening rapido, specialmente nelle infezioni del cuoio capelluto.
Esame microscopico a fresco (Test KOH)
Per confermare la diagnosi in modo definitivo, viene spesso eseguito un raschiamento cutaneo. Il medico preleva delicatamente alcune squame dalla periferia della lesione (dove il fungo è più attivo). Questi frammenti vengono posizionati su un vetrino con una soluzione di idrossido di potassio (KOH). Questa sostanza scioglie le cellule cutanee ma lascia intatti i funghi, rendendo visibili al microscopio le ife (le strutture filiformi del fungo). È un test rapido che fornisce risultati in pochi minuti.
Coltura fungina e test molecolari
Qualora l’esame microscopico sia incerto o l’infezione non risponda alle terapie standard, si ricorre alla coltura fungina. Le squame prelevate vengono inserite in un terreno di coltura specifico; la crescita del fungo può richiedere da 1 a 3 settimane, ma permette di identificare con precisione la specie responsabile. Nelle cliniche più avanzate, sono oggi disponibili test molecolari (PCR) che identificano il DNA del fungo in tempi molto più brevi (24-48 ore), ottimizzando la scelta del farmaco.
Cura e terapia
L’obiettivo principale del trattamento è l’eradicazione del fungo, il sollievo dai sintomi e la prevenzione della trasmissione. Le opzioni terapeutiche variano significativamente a seconda della localizzazione e dell’estensione dell’infezione.
Trattamenti topici (Creme e lozioni)
Per le infezioni localizzate sulla pelle glabra (corpo, inguine o piedi), i farmaci di prima scelta sono gli antimicotici per uso topico. Questi prodotti agiscono alterando la membrana cellulare del fungo. Tra i principi attivi più utilizzati e validati dal consenso scientifico troviamo:
- Azoli: Come il clotrimazolo (Canesten®) e il miconazolo (Daktarin®). Sono efficaci e sicuri, richiedendo solitamente due applicazioni al giorno per 2-4 settimane.
- Allilamine: Come la terbinafina (Lamisil®). Spesso considerata più rapida degli azoli, può talvolta risolvere l’infezione con cicli di trattamento più brevi (1-2 settimane).
- Altre opzioni: Il ciclopirox e il ketoconazolo (Nizoral®) sono alternative valide, disponibili anche sotto forma di shampoo per le zone pilifere.
È fondamentale non interrompere la cura appena i sintomi svaniscono: il fungo può sopravvivere negli strati superficiali della pelle, portando a rapide recidive se il ciclo non viene completato.
Terapie sistemiche (Farmaci per bocca)
La terapia orale è strettamente necessaria in tre casi principali: infezioni del cuoio capelluto (tinea capitis), infezioni delle unghie (onicomicosi) o infezioni cutanee molto estese e resistenti ai trattamenti topici. I farmaci più prescritti includono:
- Terbinafina: Attualmente lo standard di cura per la sua elevata efficacia e il profilo di sicurezza.
- Itraconazolo e fluconazolo: Utilizzati spesso per trattamenti “a impulsi” o in caso di resistenza.
- Griseofulvina: Tradizionalmente usata nei bambini per la tigna del cuoio capelluto, sebbene oggi sia spesso affiancata dalle allilamine.
Questi farmaci richiedono prescrizione medica e, in caso di terapie prolungate (specialmente per le unghie), il medico potrebbe monitorare la funzionalità epatica attraverso analisi del sangue.
Stile di vita e rimedi di supporto
La gestione della tigna non può prescindere da una rigorosa igiene personale. Durante il trattamento si raccomanda di:
- Mantenere l’area infetta il più asciutta possibile, poiché l’umidità favorisce la crescita fungina.
- Utilizzare asciugamani separati per la zona infetta e per il resto del corpo.
- Indossare abiti in tessuti naturali (cotone) che permettano la traspirazione.
- Cautela sui corticosteroidi: Evitare assolutamente l’uso di creme al cortisone da sole. Sebbene possano ridurre temporaneamente il prurito, sopprimono la risposta immunitaria locale permettendo al fungo di espandersi, portando alla cosiddetta “tinea incognito”, una forma più difficile da diagnosticare e curare.
Alcuni rimedi naturali come il tea tree oil hanno mostrato in letteratura una modesta attività antimicotica in vitro, ma non sono considerati sostituti dei trattamenti farmacologici validati per la risoluzione clinica dell’infezione.
Prevenzione
- Mantenere la pelle pulita e asciutta.
- Indossare scarpe che permettono la libera circolazione dell’aria intorno al piede.
- Non camminare scalzi in aree come spogliatoi o docce pubbliche.
- Tagliarsi le unghie delle mani e dei piedi corte e mantenerle pulite.
- Cambiarsi calze e biancheria intima almeno una volta al giorno.
- Il contagio della tigna avviene di norma se si entra in contatto con un’altra persona infetta, quindi è importante non condividere pettini, spazzole, cuscini e cappelli con altre persone.
- Non condividere indumenti, asciugamani, lenzuola o altri oggetti personali con qualcuno affetto da tigna.
- Lavarsi le mani con sapone e acqua corrente dopo aver toccato animali. In caso di tigna sospetta del proprio animale da compagnia, portarlo dal veterinario. Se l’animale è affetto da tigna, seguire i passi indicati per prevenire la diffusione dell’infezione.
- Nel caso di atleti praticanti sport che implicano il contatto, fare la doccia immediatamente dopo una sessione sportiva e mantenere tutte le tenute legate allo sport pulite. Non condividere gli accessori sportivi (caschi,…) con altri giocatori. È possibile prevenire la tigna dell’inguine tenendo la zona inguinale pulita e asciutta, soprattutto dopo la doccia, dopo essere andati in piscina o aver svolto qualsiasi attività che implichi un’elevata sudorazione.
Il piede d’atleta è contagioso è può diffondersi nei luoghi umidi, come gli spogliatoi, le docce o le piscine, quindi è prudente prendere qualche precauzione aggiuntiva per evitarlo:
- indossare calzature impermeabili o sandali di gomma quando utilizzano le docce condivise come quelle negli spogliatoi,
- non indossare sempre le stesse scarpe o scarpe da ginnastica, per prevenire l’accumulo di umidità e la proliferazione dei funghi
- evitare i calzini che impediscono la traspirazione o fanno sudare i piedi e scegliere invece quelli di cotone o di lana oppure quelli fatti di materiali che non fanno ristagnare l’umidità
- scegliere scarpe da ginnastica che favoriscono la traspirazione e hanno dei forellini, per mantenere i piedi asciutti.
Animali domestici
La tigna è trasmessa con facilità dall’animale all’uomo, per proteggere sé stessi e il proprio animale, adottare le prassi seguenti.
Per gli umani
- Lavarsi le mani con sapone e acqua corrente dopo aver giocato o coccolato il proprio animale.
- Indossare guanti e maniche lunghe per interagire con un animale affetto da tigna; lavarsi sempre le mani dopo ogni interazione.
- Passare l’aspirapolvere nelle zone di casa che l’animale frequenta abitualmente. Questo aiuterà a eliminare peli o residui cutanei infetti.
- Disinfettare le aree che l’animale frequenta, comprese superfici e cucce.
Le spore di questo fungo possono essere eliminate con disinfettanti come candeggina, lysoform o altri detergenti forti. Non mescolare mai i prodotti detergenti. Potrebbero crearsi gas pericolosi. - Non interagire con animali affetti da tigna se portatori di un sistema immunitario debole (per esempio, portatori di AIDS/HIV, soggetti in terapia per un cancro, soggetti in terapia con soppressori del sistema immunitario).
Per l’animale
In caso di sospetto di infezioni portarlo dal veterinario in modo da avviare il trattamento.
Se uno dei propri animali ha la tigna, far controllare anche tutti gli altri.
L’infezione è facilmente curabile e farlo ha costi molto ridotti.
Fonte principale
Adattamento dall’inglese a cura della Dr.ssa Greppi Barbara, medico chirurgo
Le domande più frequenti
Cos’è la tigna?
Come si prende la tigna?
Dopo quanto tempo non è più contagiosa?
Come si cura la tigna?
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.