Cos’è la tinea capitis?
La tinea capitis, o tigna del capo, è un’infezione micotica del cuoio capelluto e dei capelli che si presenta, a seconda del tipo di fungo che la determina, con
- chiazze arrossate (eritematose),
- desquamazione,
- secrezione di materiale purulento
- e/o con zone di cute prive di peli/capelli in parte o del tutto.
È un’infezione che interessa i bambini in età scolare (6-10 anni) più che gli adulti. Sebbene in passato si attendesse talvolta la risoluzione spontanea con la pubertà, oggi la strategia clinica prevede un trattamento tempestivo per prevenire la diffusione del contagio e il rischio di alopecia permanente.
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Cause
La tinea capitis è causata da funghi dermatofiti ovvero con affinità per la cheratina, proteina che costituisce uno dei principali elementi del capello. Alcuni di questi funghi sono definiti “cheratinolitici” poichè producenti cheratinasi ed altri enzimi capaci di distruggere la cheratina.
I funghi responsabili della tinea capitis appartengono ai generi
- Microsporum,
- Trichophyton
- ed Epidermophyton.
I dermatofiti del genere Trichophyton aggrediscono il capello all’esterno (mediante un processo chiamato ectotrix) oppure all’interno (endotrix) oppure in entrambe le direzioni. In particolare:
- Trichophyton mentagrophytes è un fungo zoofilo acquisito dall’uomo per contatto con animali poiché questo micete parassita abitualmente gatti, cani, conigli; l’animale può presentare chiazze glabre (perdita di pelo localizzata in determinati punti del corpo) od essere portatore asintomatico. Sono di solito colpiti animali giovani o cuccioli di pochi mesi;
- Trichophyton schoenleini è un fungo antropofilo ovvero che ha come ospite unico l’uomo pertanto si trasmette mediante il contatto interumano;
- Trichophyton tonsurans, fungo antropofilo;
- Trichophyton verrucosum, fungo zoofilo trasmesso per contatto con bovini e raramente con animali domestici (cani);
- Trichophyton violaceum, fungo antropofilo.
I dermatofiti del genere Microsporum che aggrediscono il capello all’esterno sono principalmente due:
- Microsporum canis, fungo zoofilo (parassita di gatti e cani), causa principale di tinea capitis in Italia;
- Microsporum gypseum, fungo geofilo, acquisito dall’uomo mediante il contatto con il suolo infetto.
Costituiscono un rischio maggiore di contagio i contatti con gli animali randagi che non accedono abitualmente alle cure veterinarie.
Nei Paesi in via di sviluppo sono tuttora diffuse delle tinee capitis causate da funghi antropofili, trasmesse per contatto inter-umano od indiretto (spore presenti negli indumenti).
Fattori di rischio
Un fattore di rischio comune per la tinea capitis nei bambini è la dermatite atopica, patologia infiammatoria tipica dell’infanzia caratterizzata da un deficit del sistema immunitario verso il T. rubrum.
Fattore di rischio ulteriore è l’immunosoppressione iatrogena (da farmaci) dovuta all’applicazione di creme steroidee (cortisone) o all’ assunzione di farmaci immunosoppressivi per via orale (ad esempio nei pazienti sottoposti a trapianto d’organo o che soffrono di malattie autoimmuni).
Sintomi
La tigna causata dai funghi del genere Microsporum (tigna microsporica) interessa soprattutto i bambini in età scolare (6-10 anni) ed è la forma più comune in Italia: è caratterizzata dalla comparsa di
- ampie lesioni piane (chiazze) di forma tondeggiante, a bordi netti,
- con perdita parziale (chiazze semi-alopeciche) o totale (chiazze alopeciche) dei capelli.
All’interno delle chiazze i capelli possono essere spezzati a pochi millimetri dall’origine (capelli tronchi) a causa dell’attività cheratinolitica del fungo, oppure possono essere presenti dei capelli lunghi, con morfologia normale, non parassitati dal fungo. Le chiazze inoltre possono essere più o meno infiammate e desquamanti. Spesso i bambini con queste manifestazioni vengono portati in visita dai genitori che sono preoccupati per la perdita dei capelli. In presenza di segni infiammatori, come l’eritema, che spesso si associa al sintomo del prurito, ci si può aspettare la risoluzione spontanea dell’infezione per attivazione del sistema immunitario (in particolare dell’immunità cellulo-mediata) dell’organismo ospite.
La tigna causata da funghi del genere Tricophyton (tigna tricofitica) si verifica nei Paesi in via di sviluppo per lo più nei bambini e solo raramente negli adulti. Si manifesta con attraverso la comparsa di multiple chiazze alopeciche tondeggianti di piccole dimensioni al cui interno sono presenti capelli spezzati. Le chiazze non sono né infiammate né pruriginose, talvolta desquamano ed assumono aspetti infiltranti.
La tigna causata da Trichophyton schoenleini (tigna favosa o favo) determina lo scutulo, lesione composta da un ammasso di funghi, spore e/o ife, capelli spezzati o peli tronchi, materiale purulento e squame. Lo scutulo si presenta con lesioni multiple, di piccole dimensioni, tondeggianti, biancastre che talvolta ricoprono l’intero cuoio capelluto dal quale si staccano facilmente. L’“odore di urina di topo” è caratteristico di queste lesioni. La tigna favosa non regredisce spontaneamente e può lasciare esiti cicatriziali.
Nella tinea capitis, le chiazze glabre possono contenere al loro interno delle formazioni rilevate e spesse (granulomi) da cui fuoriesce materiale purulento; questa condizione, determinata specialmente da dermatofiti zoofili (T. mentagrophytes, T. verrucosum, raramente M. canis) e talvolta geofili, è chiamata tigna suppurativa o kerion celsi.
Diagnosi
L’approccio diagnostico moderno alla tinea capitis combina l’osservazione clinica con strumenti tecnologici rapidi e test di laboratorio definitivi. Una diagnosi precoce è fondamentale per distinguere la tigna da altre condizioni simili, come la dermatite seborroica o l’alopecia areata, ed evitare trattamenti errati con corticosteroidi che potrebbero peggiorare l’infezione.
Valutazione clinica e tricoscopia
Il dermatologo inizia solitamente con l’esame visivo del cuoio capelluto. In epoca attuale, la tricoscopia (dermoscopia del cuoio capelluto) è diventata lo standard di primo livello: permette di visualizzare segni specifici come i “capelli a virgola”, i “capelli a cavatappi” o i “capelli a zig-zag”, che sono indicatori altamente affidabili di infezione fungina ancora prima dei risultati di laboratorio.
Luce di Wood
Questo esame rapido e non invasivo utilizza una lampada a raggi ultravioletti in una stanza buia. Alcune specie di funghi (soprattutto il genere Microsporum) emettono una fluorescenza verde brillante quando colpite da questa luce. Sebbene utile per uno screening immediato, un risultato negativo non esclude la diagnosi, poiché molti ceppi di Trichophyton non sono fluorescenti.
Esame micologico: il “Gold Standard”
Per una conferma definitiva e per identificare con precisione il fungo responsabile, sono necessari i test di laboratorio:
- Esame microscopico diretto: Si prelevano piccoli campioni di squame o capelli (spesso utilizzando una
curette o uno spazzolino sterile) che vengono trattati con una soluzione di idrossido di potassio (KOH) per visualizzare le spore e le ife al microscopio. - Esame colturale: I campioni vengono seminati su terreni di coltura specifici. Questo test rimane il riferimento assoluto perché permette di determinare la specie esatta, informazione cruciale per scegliere il farmaco più efficace. I risultati richiedono solitamente da 1 a 3 settimane.
- Test molecolari (PCR): In centri specializzati sono oggi disponibili test basati sulla biologia molecolare che identificano il DNA del fungo in tempi molto più brevi (24-48 ore), garantendo un’accuratezza altissima.
Prognosi e complicazioni
La prognosi della tigna dei capelli è generalmente eccellente se il trattamento viene iniziato tempestivamente. Tuttavia, in assenza di cure adeguate, l’infiammazione può evolvere in forme suppurative gravi (come il kerion celsi) o nel favo. In questi casi, la distruzione dei follicoli piliferi può portare a un’alopecia cicatriziale permanente, ovvero zone della testa dove i capelli non potranno più ricrescere. Una gestione corretta previene inoltre la diffusione dell’infezione ad altri membri della famiglia o compagni di scuola.
Cura e rimedi
L’obiettivo della terapia è l’eradicazione completa del fungo, la risoluzione dei sintomi e la prevenzione della calvizie permanente. A differenza di altre infezioni fungine della pelle, la tinea capitis non può essere guarita solo con creme o lozioni, poiché i miceti penetrano in profondità nel fusto del capello, dove i farmaci topici non arrivano. È sempre necessario un trattamento per via orale.
Terapia farmacologica sistemica
Il medico sceglie il farmaco in base alla specie fungina identificata e all’età del paziente. Le opzioni principali includono:
- Terbinafina: Spesso considerata la prima scelta per le infezioni da Trichophyton. Richiede cicli di trattamento generalmente brevi (4 settimane).
- Griseofulvina: Tradizionalmente il farmaco di riferimento, rimane molto efficace soprattutto per le infezioni causate da Microsporum canis (la forma più comune in Italia). Può richiedere cicli più lunghi, dalle 6 alle 12 settimane.
- Itraconazolo e Fluconazolo: Alternative valide che offrono flessibilità nel dosaggio (anche con schemi a “impulsi”) e sono ben tollerate dai bambini.
È fondamentale completare l’intero ciclo prescritto, anche se i sintomi sembrano scomparsi, per evitare ricadute.
Terapie coadiuvanti e cura della persona
Sebbene non sostituiscano i farmaci per bocca, i trattamenti topici giocano un ruolo importante nel ridurre la carica fungina sulla superficie cutanea e limitare il contagio verso altre persone:
- Shampoo medicati: L’uso di shampoo a base di ketoconazolo o solfuro di selenio, applicati 2-3 volte a settimana lasciandoli agire per circa 5-10 minuti, aiuta a eliminare le spore dai capelli.
- Creme antimicotiche: Possono essere applicate sulle zone desquamanti per ridurre l’irritazione locale.
Stile di vita e raccomandazioni pratiche
La gestione corretta dell’ambiente domestico è parte integrante della cura:
- Igiene degli oggetti: Disinfettare accuratamente o sostituire pettini, spazzole, cappelli e federe utilizzati dal bambino. Le spore possono sopravvivere a lungo su queste superfici.
- Controllo dei contatti: È raccomandato sottoporre a controllo dermatologico i conviventi e, nel caso di sospetta origine animale, far visitare gli animali domestici da un veterinario, anche se non mostrano segni evidenti di perdita di pelo.
- Frequenza scolastica: Generalmente il bambino può tornare a scuola dopo l’inizio della terapia sistemica e l’avvio degli shampoo medicati, seguendo le indicazioni delle autorità sanitarie locali per minimizzare il rischio di piccoli focolai.
Prevenzione
La prevenzione consiste nell’evitare l’esposizione ai fattori di rischio, principalmente il contatto diretto con animali e persone che manifestano lesioni cutanee caratteristiche.
Anche la condivisione di oggetti personali come cappelli, cuffie, spazzole con persone infette può rappresentare una fonte di contagio ed andrebbe pertanto evitata.
Fonti e bibliografia
- Cainelli T., Giannetti A., Rebora A. Manuale di dermatologia medica e chirurgica. McGraw-Hill 4° edizione.
- Braun-Falco O., Plewing G., Wolff H.H., Burgdorf W.H.C. Dermatologia. Edizione italiana a cura di Carlo Gelmetti. Sprienger – Verlag Italia 2002.
- Saurat J, Grosshans E., Laugier P, Lachapelle J. Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse. Edizione italiana a cura di Girolomoni G. e Giannetti A. Terza edizione 2006. Masson.
Autore
Dr.ssa Giulia Ciccarese
Medico Chirurgo - DermatologaIscritta all'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Lecce n. 7520, specialista in Dermatologia e Venereologia
