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Cos’è il PLAC test?

Il PLAC test è un esame diagnostico piuttosto recente e innovativo, messo a punto allo scopo di valutare il rischio cardiovascolare in un individuo, che apparentemente gode di buona salute.

La sua denominazione “PLAC” fa intuire come questo test, che in generale si applica alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, miri all’individuazione di un rischio cardiovascolare conseguente all’eventuale rottura di una placca aterosclerotica.

Aterosclerosi e placca aterosclerotica

Per poter comprendere al meglio in cosa consista il PLAC test e come esso funziona, è necessario introdurre brevemente il concetto di aterosclerosi e di placca aterosclerotica.

L’aterosclerosi è oggigiorno una della patologie più diffuse e pericolose per la salute delle persone, al pari di diabete mellito, della pressione alta o delle dislipidemie (alterazioni di colesterolo e/o trigliceridi).

L’aterosclerosi è il risultato del continuo deposito di colesterolo e di altri lipidi a livello della parete delle arterie, i vasi sanguigni che portano il sangue ricco di ossigeno a tutte le cellule del corpo. Questo processo conduce ad un indurimento e alla perdita di elasticità della parete delle arterie, nonché alla formazione di vere e proprie placche aterosclerotiche (anche dette ateromi) che sono costituite principalmente dai lipidi ossidati e dal colesterolo.

Nel tempo queste placche si accrescono, fino ad arrivare a provocare un restringimento significativo di un’arteria (come le coronarie del cuore, ma anche la carotide, l’aorta e così via…) portando alla formazione di una stenosi, ovvero una riduzione del lume vascolare.

Aterosclerosi

Shutterstock/ilusmedical

Questa riduzione del lume è direttamente correlata ad una riduzione dell’afflusso di sangue al distretto irrorato (esattamente come un tappo in un tubo che trasporta acqua), evento patogenetico seriamente pericoloso per lo sviluppo di accidenti cerebro- e cardiovascolari, come un ictus, un TIA o un infarto miocardico.

Le complicanze locali di una placca aterosclerotica possono essere il primo e unico sintomo della stessa, con un drammatico exploit in forma di accidente vascolare.

Al di là del rischio occlusione esiste un altro importante pericolo: in seguito ad ulcerazione della placca, si può giungere infatti alla formazione di:

  • Un trombo, ovvero un coagulo che occlude in maniera acuta e improvvisa il lume del vaso con insorgenza di ischemia del distretto irrorato;
  • Un embolo, per via del distacco di particelle della placca o del trombo che col flusso sanguigno raggiungono i distretti vascolari a distanza;
  • Dissecazione, quando la parete è tanto danneggiata da subire una slaminazione dei suoi strati con possibile formazione di aneurismi, o emorragie molto gravi.

L’aterosclerosi tende a svilupparsi maggiormente in presenza di specifici fattori di rischio, quali:

  • Sovrappeso e obesità con BMI maggiore di 30;
  • Età superiore ai 50 anni per le femmine e superiore ai 40 anni per i maschi;
  • Sindrome metabolica;
  • Predisposizione genetica per anomalie ereditarie nel metabolismo del colesterolo e dei lipidi;
  • Familiarità per episodi di accidenti cerebrovascolari o cardiovascolari, soprattutto se accorsi in soggetti di giovane età;
  • Fumo, anche passivo;
  • Abuso di alcol o di sostanze stupefacenti;
  • Ipertensione arteriosa (innalzamento della pressione sanguigna oltre certi valori limite);
  • Dislipidemie con elevati livelli di colesterolo totale o LDL (il cosiddetto colesterolo “cattivo”), e bassi livelli di colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo “buono”);
  • Patologie renali croniche (come in caso di insufficienza renale);
  • Sottostanti patologie coronariche.

Perché eseguire il PLAC-test

L’innovazione del PLAC test consiste nel delineare un rischio cardiovascolare che altrimenti potrebbe passare inosservato.

Poiché una frazione significativa di eventi cardiovascolari possono verificarsi in soggetti che non presentano alterazioni significative agli esami del sangue, si è sentita l’esigenza di individuare nuove metodiche in grado di individuare più efficacemente i pazienti a rischio.

Un risultato positivo al PLAC-test rappresenta quindi un vero e proprio campanello di allarme che dovrebbe spingere ad una radicale modifica dello stile di vita ad esempio attraverso:

Un valore elevato al PLAC test indirizza inoltre il medico verso la necessità di un regime terapeutico certamente più rigoroso e “aggressivo”, da iniziare precocemente se ancora non fosse in corso.

In definitiva il PLAC test può trovare applicazione ogni qualvolta il medico ritenga che un soggetto abbia un rischio moderato o alto di poter sviluppare un evento cardiovascolare, anche quando i maggiori fattori di rischio siano assenti e le valutazioni tradizionali con esami standard non siano dirimenti.

Quando viene prescritto

 

Il PLAC test ad oggi viene consigliato ai soggetti che presentino un rischio moderato o alto di andare incontro ad un accidente vascolare come un ictus o un infarto cardiaco e che presentino due o più fattori di rischio quali:

  • Familiarità per accidenti cerebro- e cardiovascolari;
  • Età superiore ai 50 anni nelle donne e ai 40 anni negli uomini;
  • Pregressi episodi di ictus o infarto;
  • Diabete mellito;
  • Ipertensione;
  • Fumo o abuso di alcol;
  • Dislipidemia con ipercolesterolemia;
  • Sindrome metabolica e obesità.

Deve essere sempre associato agli altri marcatori tradizionali di rischio cardiovascolare, ma non possiede finalità diagnostiche (stima unicamente il rischio di poter sviluppare una complicanza vascolare). Per questo motivo il test non è attualmente raccomandato come screening per la popolazione generale, ma è consigliato e proposto solo ad alcuni soggetti individuati dal medico (tipicamente uno specialista in cardiologia).

Preparazione

Il PLAC test consiste in un semplice prelievo di sangue venoso che non richiede alcun tipo di preparazione.

A differenza degli esami ematochimici standard non è richiesto neanche il digiuno, né la sospensione preventiva di eventuali farmaci in uso (grazie alla sua alta specificità non risente di alterazioni che potrebbero falsarlo, come in caso di infezioni, diabete o altre condizioni sottostanti).

Interpretazione

Mediante semplice prelievo di sangue il PLAC test valuta l’attività della lipoproteina PLA2 (acronimo Lp – PLA2). Elevati livelli di questa proteina, e quindi del test, indicano un alto rischio cardiovascolare che sarebbe potuto passare per misconosciuto in caso di esecuzione di esami del sangue standard.

La Lp – PLA2 è una fosfolipasi associata alle lipoproteine, ovvero un enzima la cui presenza favorisce l’aterosclerosi e la formazione della placca aterosclerotica, nonché la sua ulcerazione.

Numerosi studi hanno verificato la correlazione tra valori elevati di Lp – PLA2 nel sangue e l’aumentato rischio cardiovascolare, motivo per cui questa sostanza è stata proposta come fattore di rischio indipendente ed è stato messo a punto il PLAC test.

È tuttavia opportuno ricordare come il PLAC test debba essere sempre interpretato da un medico in associazione alla valutazione clinica generale del paziente, alla valutazione anamnestica dei fattori di rischio presenti, e nondimeno alla valutazione delle analisi del sangue standard.

Per cui è doveroso sottolineare come il PLAC test rappresenta un esame diagnostico di approfondimento che non deve mai sostituire tutte le valutazioni del rischio cardiovascolare già esistenti, che rimangono fondamentali nella delineazione di un eventuale trattamento preventivo.

È interessante notare che:

  • La proteina C reattiva ultrasensibile è un utile marcatore del rischio cardiovascolare che individua un’infiammazione sistemica (dell’intero organismo),
  • mentre la fosfolipasi A2 associata alle lipoproteine (Lp-PLA2) è un indice d’infiammazione vascolare, non influenzato da altre forme d’infiammazione in corso.

Nel complesso si tratta di un esame molto giovane, che richiede di trovare ulteriori conferme cliniche; sebbene gli studi condotti ne supportino l’utilizzo, una reale applicabilità clinica non potrà che arrivare nei prossimi anni, con la raccolta di ulteriori dati. Per la stessa ragione si ribadisce come l’esame NON debba essere usato come screening (e per questa ragione il paziente NON dovrebbe mai sottoporsi per propria scelta all’esame).

Cosa fare dopo?

Vista l’importanza patogenetica della Lp – PLA2 nel rischio di sviluppo di accidenti cardiovascolari, la ricerca si è orientata verso la sintesi di farmaci efficaci contro questo bersaglio; ad oggi si tratta di molecole ancora poco efficaci e saranno necessari ulteriori studi per confermarne l’utilità terapeutica, quindi il trattamento che viene impostato, dopo il riscontro di un PLAC test elevato (fatta salva una valutazione clinico-anamnestica globale) è  tipicamente la prescrizione di statine.

Le statine sono una categoria di farmaci che riducono il colesterolo LDL (cattivo) che si sono dimostrati fondamentali ed efficaci nella riduzione degli eventi cardiovascolari.

Ulteriore conferma della loro efficacia si è avuto dal riscontro di un notevole calo dei livelli della Lp – PLA2 nel sangue, dopo l’inizio della terapia.

Fonti e bibliografia

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