Il colesterolo Lp(a), o lipoproteina(a), è una variante meno conosciuta ma particolarmente insidiosa del colesterolo. Negli ultimi anni, numerosi studi hanno confermato che livelli elevati di Lp(a) rappresentano un importante fattore di rischio cardiovascolare, indipendente da altri parametri lipidici come il colesterolo LDL.
Nonostante ciò, la maggior parte delle persone non ha mai sentito parlare di Lp(a), né tantomeno ha mai effettuato il test per misurarla, e allora ecco le 5 cose fondamentali che tutti dovrebbero sapere su questo esame del sangue.
Il test si fa una sola volta

La misurazione della Lp(a) avviene con un semplice esame del sangue, che però deve essere richiesto esplicitamente, poiché non fa parte dei pannelli lipidici di routine.
La concentrazione si esprime in mg/dL: valori uguali o superiori a 50 mg/dL sono considerati molto elevati e associati a un aumento significativo del rischio cardiovascolare.
Essendo geneticamente determinata, la Lp(a) si misura una sola volta nella vita, salvo casi particolari.
È una questione di genetica
La quantità di Lp(a) nel sangue è determinata quasi esclusivamente da fattori genetici. Non dipende dalla dieta, dall’attività fisica o da altri comportamenti modificabili, e tende a rimanere stabile nel tempo. Questo significa che se hai livelli elevati di Lp(a), molto probabilmente li hai ereditati.
Alcune popolazioni sono più predisposte. In particolare, le persone di origine africana tendono ad avere livelli di Lp(a) più alti rispetto a quelle di origine caucasica, asiatica o ispanica.
Lp(a) non è il “solito” colesterolo LDL
Anche se strutturalmente simile al colesterolo LDL (quello “cattivo”), la lipoproteina(a) ha caratteristiche che la rendono particolarmente pericolosa: la presenza di una proteina aggiuntiva, chiamata apolipoproteina(a), conferisce a Lp(a) proprietà infiammatorie e pro-trombotiche, favorisce cioè la formazione di placche aterosclerotiche e coaguli di sangue.
Importante: i livelli di Lp(a) non sono correlati a quelli del colesterolo LDL. Una persona può avere un LDL perfettamente normale e, allo stesso tempo, una Lp(a) molto elevata.
I segnali di allarme da non ignorare
Alcuni elementi della storia personale o familiare possono suggerire la necessità di misurare la Lp(a):
- Malattie cardiovascolari precoci (prima dei 55 anni negli uomini, prima dei 65 nelle donne)
- Episodi cardiaci ricorrenti nonostante una terapia corretta
- Storia familiare di infarti o ictus in giovane età
- LDL persistentemente elevato nonostante interventi intensivi
- Presenza nota di Lp(a) elevata in un familiare
In presenza di uno o più di questi fattori, il test per la Lp(a) è fortemente raccomandato.
Non esistono cure specifiche… per ora
Attualmente non esistono farmaci approvati per abbassare direttamente la Lp(a), ma sono in fase avanzata di sperimentazione alcune terapie innovative a base di RNA interferente (come olpasiran e pelacarsen), che potrebbero rappresentare un punto di svolta nei prossimi anni.
Nel frattempo, l’approccio è prevenire il rischio cardiovascolare complessivo:
- Controllare rigidamente LDL, pressione arteriosa e glicemia
- Smettere di fumare
- Seguire una dieta equilibrata e svolgere regolare attività fisica
- Valutare con lo specialista l’opportunità di terapie antitrombotiche o ipolipemizzanti mirate
In presenza di Lp(a) elevata, è consigliabile un consulto con un medico specializzato in dislipidemie, per una gestione personalizzata.
Fonte principale: MedScape
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