Azoto ureico (BUN) alto, basso e valori normali

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Cos’è l’azoto ureico?

L’urea rappresenta il prodotto finale della degradazione delle proteine ​​(e degli aminoacidi), meccanismo che nel complesso consente lo smaltimento dell’azoto in eccesso nel corpo umano attraverso le urine, grazie all’opera dei reni.

L’azoto ureico è l’azoto presente nella molecola d’urea e viene talvolta indicato con l’acronimo inglese BUN (Blood Urea Nitrogen).

La misurazione di quanto ne sia presente nel sangue è utile a valutare la salute dei reni, principali organi responsabili dello smaltimento dell’urea: seppure ci siano numerose eccezioni (ad esempio una dieta eccessivamente ricca di proteine), in molti casi un valore alto dell’azoto ureico indica quindi che la funzionalità renale è per qualche ragione compromessa e per questa ragione la determinazione del BUN nel sangue è uno degli esami attualmente più usati come screening per i reni. Viene spesso associato alla valutazione della creatinina, esame utile a differenziare le diverse possibili cause di alterazione, ed al eGFR.

Reni e BUN

Shutterstock/crystal light

Richiami di biochimica, il ciclo dell’urea

Qualsiasi proteina in natura è composta da catene più o meno lunghe di aminoacidi, che ne rappresentano i costituenti fondamentali (come tante perline che, insieme, formano una collanina colorata).

Al termine della vita utile di una proteina, qualora sia danneggiata o non più necessaria all’organismo, per essere eliminata deve andare incontro ad una successiva serie di passaggi biochimici che ne consentano uno smaltimento in sicurezza.

La proteina viene inizialmente scomposta nei singoli aminoacidi costituenti che, per definizione, contengono quello che in chimica prende il nome di “gruppo funzionale amminico” (-NH2); il passo successivo riguarda proprio questa parte della molecola e consiste nella cosiddetta deaminazione, ovvero nella fuoriuscita del gruppo amminico con conseguente produzione di una molecola di ammoniaca (NH3).

La deaminazione è un processo di grande rilevanza pratica, perché volta a garantire il successivo smaltimento degli atomi di azoto, di per sé potenzialmente dannosi.

A questo punto entra quindi in gioco il ciclo dell’urea, un insieme di reazioni biochimiche operate dal fegato, che consentono la trasformazione dell’ammoniaca (altamente tossica) in urea, affinché possa finalmente essere eliminata con le urine.

Valori normali

  • Uomo
    • 1-17 anni: 7-20 mg/dL
    • adulto: 8-24 mg/dL
  • Donna
    • 1-17 anni: 7-20 mg/dL
    • adulto: 6-21 mg/dL

(I valori di riferimento possono cambiare leggermente da un laboratorio all’altro)

Azoto ureico alto

Un valore aumentato dell’azoto ureico può essere dovuto a

Altri fattori in grado di alterare il risultato

Un valore alto del BUN non sempre è conseguenza di patologie, può infatti essere causato da:

  • dieta eccessivamente ricca di proteine,
  • aumento del catabolismo proteico (aumento del consumo metabolico di proteine, anche ad esempio in caso di attività fisica intensa),
  • disidratazioneustioni e più in in generale qualsiasi causa di riduzione del volume di sangue circolante (ipovolemia),
  • età avanzata.

Azoto ureico basso

È poco comune rilevare valori bassi, per lo più dovuti a:

  • gravi malattie del fegato (quando non sia più in grado di operare il ciclo dell’urea),
  • stato anabolico,
  • sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico.

Quando viene richiesto

Purtroppo in presenza di un danno renale iniziale non sono presenti sintomi, grazie all’elevata capacità di compensazione dell’organo; poiché la valutazione dell’azoto ureico può tuttavia risultare alterata, l’esame è utile come test di screening per evidenziare disturbi in una fase iniziale, quando peraltro il trattamento può essere più efficace.

Quando presenti, i sintomi possono comprendere:

Tra i fattori di rischio noti si annoverano:

L’esame trova ovviamente applicazione anche in seguito, quando sia necessario monitorare la progressione della malattia o determinare l’efficacia della dialisi (emodialisi o dialisi peritoneale).

Preparazione

L’esame consiste in un normale prelievo di sangue venoso da una vena del braccio e non richiede alcuna specifica preparazione.

Preservare la funzionalità renale

In caso di risultato anomalo potrebbe essere necessario sottoporsi a valutazioni ulteriori per diagnosticare la causa dell’anomalia, ma in generale la salute dei reni può largamente beneficiare di piccole modifiche allo stile di vita:

  • Mantenere i valori di pressione del sangue al di sotto di 120/80 mmHg.
  • Attenersi scrupolosamente alle indicazioni su dieta e farmaci per il controllo della glicemia in caso di diabete.
  • Adottare una dieta sana, varia ed equilibrata, ed in particolare
    • basata su un abbondante consumo quotidiano di frutta e verdura fresca
    • ridurre il consumo di sale e grassi saturi (tipicamente contenuti in alimenti animali)
  • Praticare regolare attività fisica
  • Perdere peso se necessario
  • Smettere di fumare.

Fonti e bibliografia

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