Ansiolitici: cosa sono e altre domande frequenti

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Cosa sono gli ansiolitici?

Gli ansiolitici sono una categoria di psicofarmaci prescritti per i disturbi d’ansia (come attacchi di panico, ansia generalizzata e disturbi ossessivi), stati di angoscia e sintomi correlati di vario genere (come le somatizzazioni). Sono anche chiamati tranquillanti o calmanti e in alcuni casi si tratta di molecole che trovano applicazione anche nel trattamento dell’insonnia.

I farmaci ansiolitici più comuni appartengono alla classe di molecole chiamata benzodiazepine (come il diazepam, il lorazepam o l’alprazolam), che agiscono rapidamente e inducono un effetto rilassante quasi immediato. Tuttavia, poiché possono causare dipendenza se usati a lungo termine, di solito vengono prescritti per periodi brevi o per situazioni specifiche.

Anche diversi antidepressivi hanno effetto ansiolitico.

Gli ansiolitici sono spesso considerati dei trattamenti di seconda linea, ovvero a cui ricorrere solo quando interventi di tipo psicologico e comportamentale hanno fallito nel migliorare i sintomi, oppure come terapia sintomatica iniziale e a breve termine.

Esistono ansiolitici senza benzodiazepine?

Gli ansiolitici possono essere raggruppati in 6 classi:

  1. Ansiolitici tipici
    • Descrizione: Gli ansiolitici tipici, come le benzodiazepine e i barbiturici, agiscono potenziando l’effetto del GABA (acido gamma-amminobutirrico), un neurotrasmettitore inibitorio che riduce l’attività del sistema nervoso centrale. Legandosi ai recettori del GABA, questi farmaci aumentano l’effetto sedativo e calmante, riducendo l’ansia in modo rapido ed efficace.
    • Esempi: Diazepam, lorazepam, alprazolam (benzodiazepine); fenobarbital (barbiturico).
    • Limitazioni: Possono causare dipendenza, tolleranza e sedazione, quindi sono indicati per trattamenti a breve termine o per episodi acuti di ansia. L’uso dei barbiturici per trattare l’ansia è oggi obsoleto e raramente indicato a causa dell’alto rischio di dipendenza, sedazione profonda e rischio di overdose.
  2. Ansiolitici atipici
    • Descrizione: Gli ansiolitici atipici includono farmaci che non agiscono direttamente sul recettore GABA, ma modulano altri neurotrasmettitori. L’esempio principale è il buspirone, che agisce sui recettori della serotonina (5-HT1A) e della dopamina. Non causano sedazione significativa né dipendenza e sono indicati per trattamenti a lungo termine dell’ansia.
    • Esempi: Buspirone.
    • Limitazioni: Hanno un effetto più graduale rispetto alle benzodiazepine e possono richiedere diverse settimane per essere efficaci. Non sono indicati per l’ansia acuta. Ad oggi non è disponibile in Italia, se non in forma di preparazione magistrale.
  3. Antidepressivi
    • Descrizione: Molti antidepressivi sono usati anche per trattare l’ansia, poiché agiscono sui neurotrasmettitori serotonina e/o norepinefrina, importanti per la regolazione dell’umore e dell’ansia. Gli antidepressivi più comunemente usati per l’ansia sono gli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) e gli SNRI (inibitori della ricaptazione della serotonina e della norepinefrina).
    • Esempi: Sertralina, paroxetina, escitalopram (SSRI); venlafaxina, duloxetina (SNRI).
    • Limitazioni: Gli effetti ansiolitici richiedono alcune settimane per manifestarsi e, nei primi tempi, possono causare un temporaneo aumento dell’ansia. Sono indicati per il trattamento a lungo termine dell’ansia cronica e dei disturbi d’ansia.
  4. Antiepilettici
    • Descrizione: Alcuni farmaci antiepilettici, come il pregabalin e il gabapentin, sono utilizzati anche per il trattamento dell’ansia, in particolare per il disturbo d’ansia generalizzato (GAD). Questi farmaci modulano i neurotrasmettitori coinvolti nell’eccitabilità neuronale, riducendo l’attività neuronale e favorendo un effetto calmante.
    • Esempi: Pregabalin (Lyrica), gabapentin (Neurontin).
    • Limitazioni: Possono causare effetti collaterali come sonnolenza, vertigini e aumento di peso. Non sono ansiolitici di prima scelta, ma possono essere usati in casi di ansia resistente.
  5. Antistaminici
    • Descrizione: Alcuni antistaminici, in particolare quelli di prima generazione come l’idrossizina, hanno un effetto sedativo e ansiolitico grazie alla loro capacità di bloccare i recettori dell’istamina nel cervello. Possono essere usati per alleviare l’ansia e favorire il rilassamento, soprattutto in situazioni di ansia acuta.
    • Esempi: Idrossizina (Atarax).
    • Limitazioni: Gli antistaminici possono causare sonnolenza e secchezza delle fauci. Sono generalmente indicati per un uso occasionale o a breve termine, poiché non sono adatti per trattamenti prolungati dell’ansia cronica. Altri antistaminici più recenti non hanno effetto ansiolitico né sedativo.
  6. Betabloccanti
    • Descrizione: I betabloccanti, come il propranololo, sono utilizzati principalmente per controllare i sintomi fisici dell’ansia, come tachicardia, tremori e sudorazione, poiché bloccano gli effetti dell’adrenalina sui recettori beta. Sono particolarmente utili per l’ansia da prestazione (come parlare in pubblico), dove i sintomi fisici sono preponderanti. Non sono ansiolitici in senso stretto e non trattano i sintomi psicologici dell’ansia.
    • Esempi: Propranololo.
    • Limitazioni: Non agiscono sull’ansia psicologica e non sono indicati per il trattamento a lungo termine dei disturbi d’ansia. Possono causare effetti collaterali come affaticamento e vertigini.

Sebbene esistano ulteriori classi di ansiolitici, le benzodiazepine rimangono in assoluto i farmaci più prescritti e usati per il trattamento dell’ansia acuta, grazie alla loro rapidità d’azione e alla loro efficacia immediata sui sintomi.

Nota: In alcuni casi, la prescrizione di ansiolitici avviene off-label, cioè per un uso diverso da quello approvato ufficialmente dagli enti regolatori (come l’AIFA in Italia o la FDA negli Stati Uniti). Ad esempio, farmaci come alcuni antidepressivi o antiepilettici possono essere prescritti per trattare disturbi d’ansia, anche se non sono formalmente indicati per questa specifica condizione. La prescrizione off-label è comune in medicina e viene effettuata dal medico solo quando vi sono sufficienti evidenze scientifiche sull’efficacia e sulla sicurezza del farmaco per il nuovo uso. Tuttavia, è fondamentale che tale scelta venga fatta sotto attenta supervisione medica, considerando attentamente il rapporto rischio-beneficio per il paziente.

Quali sono gli ansiolitici più usati? I nomi più famosi

Ragazza con ansia che si tocca il petto

Shutterstock/Yurii_Yarema

Gli ansiolitici più comuni e utilizzati appartengono principalmente alla classe delle benzodiazepine; tra i nomi più famosi ci sono:

  1. Diazepam (nome commerciale: Valium, …): è una delle benzodiazepine più conosciute e viene usato per trattare l’ansia, gli spasmi muscolari e come sedativo prima di alcuni interventi.
  2. Lorazepam (nome commerciale: Tavor, …): molto usato per l’ansia e gli attacchi di panico.
  3. Alprazolam (nome commerciale: Xanax, …): uno degli ansiolitici più prescritti per l’ansia e il panico. È noto per la sua efficacia, ma anche per il rischio di dipendenza.
  4. Clonazepam (nome commerciale: Rivotril, ): usato per disturbi d’ansia e anche per alcune forme di epilessia. Ha un’azione più prolungata rispetto ad altre benzodiazepine.
  5. Bromazepam (nome commerciale: Lexotan, …): comunemente usato per l’ansia e la tensione nervosa. Viene spesso prescritto a dosi basse per situazioni di ansia moderata.
  6. Oxazepam (nome commerciale: Serpax, ….): usato per trattare l’ansia a breve termine, ha un’azione più lenta e quindi un minor rischio di dipendenza rispetto ad altre benzodiazepine.

Alcuni ansiolitici sono usati anche per trattare l’insonnia. Grazie al loro effetto calmante e sedativo, possono aiutare a rilassarsi e ad addormentarsi più facilmente, ma di norma sono indicate per trattamenti a breve termine dell’insonnia, poiché possono causare dipendenza, tolleranza (ovvero la necessità di aumentare progressivamente la dose per ottenere lo stesso effetto) e sonnolenza residua il giorno successivo.

Tra le benzodiazepine comunemente usate per l’insonnia troviamo:

  • Lorazepam (Tavor, …)
  • Temazepam (Normison, …)
  • Flurazepam (Dalmadorm, …)
  • Triazolam (Halcion, …)

Effetti collaterali degli ansiolitici

Gli ansiolitici, soprattutto le benzodiazepine (come diazepam, lorazepam e alprazolam), sono molto efficaci nel ridurre l’ansia, ma possono causare una serie di effetti collaterali, specialmente se usati a lungo termine o a dosaggi elevati. Ecco i principali effetti collaterali:

  1. Sonnolenza e sedazione: Gli ansiolitici rallentano l’attività del sistema nervoso, quindi è comune sentirsi assonnati o letargici, soprattutto nelle ore successive all’assunzione. Questo effetto può influire sulla capacità di guidare o di svolgere attività che richiedono attenzione.
  2. Vertigini e perdita di equilibrio: Alcuni pazienti possono sperimentare vertigini o una sensazione di instabilità, specialmente quando si alzano in piedi rapidamente. Questo è dovuto alla diminuzione della pressione sanguigna e all’effetto depressivo sul sistema nervoso centrale.
  3. Confusione e problemi di memoria: Le benzodiazepine possono causare difficoltà di concentrazione e problemi di memoria a breve termine. In particolare, possono compromettere la memoria episodica, cioè la capacità di ricordare eventi recenti.
  4. Dipendenza e tolleranza: Uno dei rischi più seri degli ansiolitici, soprattutto delle benzodiazepine, è lo sviluppo di dipendenza (sia fisica che psicologica) e tolleranza. Con l’uso prolungato, il corpo si abitua al farmaco, richiedendo dosi sempre più elevate per ottenere lo stesso effetto.
  5. Sindrome da astinenza: La sospensione improvvisa degli ansiolitici può provocare una sindrome da astinenza, con sintomi come ansia intensa, irritabilità, insonnia, sudorazione, e, nei casi più gravi, convulsioni. Per questo motivo, la sospensione di questi farmaci deve essere graduale e sotto supervisione medica.
  6. Atassia (difficoltà di coordinazione): Le benzodiazepine possono influenzare la coordinazione muscolare, causando problemi di equilibrio e aumentando il rischio di cadute, specialmente negli anziani.
  7. Depressione respiratoria: A dosi elevate (o nel caso degli ansiolitici più potenti, come barbiturici e oppioidi) possono rallentare la respirazione, un effetto pericoloso soprattutto quando vengono combinati con altri depressori del sistema nervoso centrale, come l’alcool.
  8. Effetti paradossi: In rari casi, alcune persone possono sperimentare l’effetto opposto a quello desiderato, con un aumento dell’ansia, irritabilità, agitazione, o persino aggressività. Questo fenomeno è chiamato “effetto paradosso” ed è più comune nei bambini e negli anziani.
  9. Disturbi gastrointestinali: Alcuni ansiolitici possono causare effetti collaterali a livello gastrointestinale, come nausea, secchezza delle fauci o stipsi.
  10. Riduzione della libido e disfunzioni sessuali: Gli ansiolitici possono ridurre il desiderio sessuale e causare difficoltà nelle prestazioni sessuali, come disfunzione erettile negli uomini o difficoltà a raggiungere l’orgasmo nelle donne.
  11. Effetti collaterali a lungo termine: L’uso prolungato di benzodiazepine è stato associato a deficit cognitivi a lungo termine e a un aumento del rischio di demenza negli anziani, anche se l’evidenza non è ancora del tutto chiara e sono necessari ulteriori studi.

Esistono ansiolitici da banco (senza ricetta)?

Esistono alcuni rimedi ansiolitici da banco, cioè disponibili senza ricetta medica, che possono aiutare a gestire l’ansia lieve o moderata. Tuttavia è importante ricordare che questi prodotti non hanno la stessa potenza degli ansiolitici prescritti (come le benzodiazepine) e sono generalmente meno efficaci per i disturbi d’ansia severi.

Si tratta in genere di integratori fitoterapici (vedi domanda seguente).

Esistono ansiolitici naturali?

Esistono diversi rimedi naturali con proprietà ansiolitiche, che possono aiutare a ridurre l’ansia in modo più delicato rispetto ai farmaci. Questi rimedi non causano dipendenza e sono generalmente ben tollerati, anche se è importante ricordare che non hanno la stessa potenza degli ansiolitici farmaceutici e possono non essere sufficienti nei casi di ansia grave. Vediamo alcuni dei più conosciuti:

  1. Passiflora: È una pianta con proprietà calmanti e ansiolitiche, spesso usata per ridurre i sintomi dell’ansia e favorire il sonno. Alcuni studi suggeriscono che può avere un effetto rilassante sul sistema nervoso, anche se i risultati sono più deboli rispetto ai farmaci ansiolitici.
  2. Valeriana: Conosciuta per le sue proprietà sedative, la valeriana viene utilizzata principalmente per l’insonnia, ma può anche aiutare a ridurre l’ansia lieve e a migliorare il rilassamento. Viene spesso combinata con la passiflora o la melissa per potenziarne l’effetto.
  3. Melissa: Questa erba ha un effetto calmante sul sistema nervoso e può aiutare a ridurre l’ansia lieve e la tensione. È spesso usata in combinazione con altre piante rilassanti come la valeriana e la passiflora.
  4. Camomilla: La camomilla è nota per le sue proprietà calmanti e può aiutare a ridurre l’ansia lieve e migliorare il sonno. Alcuni studi indicano che potrebbe avere effetti benefici per le persone con ansia lieve o moderata.
  5. Lavanda: L’olio essenziale di lavanda è spesso usato in aromaterapia per le sue proprietà rilassanti. L’inalazione di olio essenziale di lavanda o l’assunzione di integratori a base di lavanda può aiutare a ridurre lo stress e migliorare l’umore in alcune persone.

Anche se questi rimedi naturali possono essere utili per l’ansia lieve o moderata, è importante usarli con attenzione. Consultare sempre un medico prima di assumere integratori o erbe, specialmente se si stanno già prendendo farmaci ansiolitici, antidepressivi o altri trattamenti, per evitare interazioni indesiderate.

Inoltre, per l’ansia persistente o grave, i rimedi naturali potrebbero non essere sufficienti, e potrebbe essere necessaria una terapia più strutturata, come la psicoterapia (ad esempio in forma di terapia cognitivo-comportamentale (CBT)) o farmaci specifici prescritti da un medico specialista.

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