Cos’è l’angiologia?
L’angiologia è la branca della medicina che si occupa dello studio, della diagnosi e del trattamento delle malattie dei vasi sanguigni (arterie e vene, tanto che spesso si parla di medico delle vene) e dei vasi linfatici.
L’angiologo è lo specialista che valuta la salute dell’intero sistema circolatorio, intervenendo sia in fase preventiva che terapeutica.
Questa specialità medica riveste un ruolo fondamentale nella salute pubblica, considerando che le patologie vascolari rappresentano una delle principali cause di morbilità e mortalità nei paesi industrializzati.
Come si diventa angiologo?
In Italia per diventare angiologo è necessario conseguire la laurea in Medicina e Chirurgia (6 anni) e successivamente specializzarsi in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare o in Chirurgia Vascolare, con un percorso di specializzazione di 4-5 anni. Durante la specializzazione, il medico acquisisce competenze specifiche nella diagnosi strumentale vascolare, nella gestione clinica delle patologie vascolari e nelle tecniche terapeutiche.
Alcuni angiologi possono ulteriormente specializzarsi in aree specifiche come l’angiologia interventistica o la flebolinfologia.
Di cosa si occupa l’angiologo?

Shutterstock/Marian Weyo
L’angiologo si occupa della valutazione, diagnosi e trattamento delle patologie che interessano i vasi sanguigni e linfatici. Il suo lavoro comprende:
- La valutazione clinica del paziente con disturbi circolatori
- L’esecuzione e l’interpretazione di esami diagnostici vascolari non invasivi
- La prescrizione di terapie farmacologiche per le malattie vascolari
- La gestione di trattamenti conservativi come l’elastocompressione
- Il follow-up di pazienti con patologie vascolari croniche
- La prevenzione delle complicanze vascolari in pazienti a rischio
L’angiologo collabora strettamente con altre figure specialistiche come il chirurgo vascolare, il cardiologo, il diabetologo, il dermatologo e il neurologo, garantendo un approccio multidisciplinare alle patologie vascolari.
Quali patologie tratta?
L’angiologo si occupa di numerose patologie che interessano il sistema vascolare, tra cui:
- Malattie venose: insufficienza venosa cronica, vene varicose, trombosi venosa profonda, tromboflebiti superficiali, ulcere venose
- Malattie arteriose: arteriopatia periferica, aneurismi, stenosi carotidee, fenomeno di Raynaud
- Patologie linfatiche: linfedema primario e secondario
- Malformazioni vascolari: angiomi, malformazioni artero-venose
- Microangiopatie: associate a diabete, ipertensione, malattie reumatiche
- Vasculiti: infiammazioni dei vasi sanguigni di varia origine
- Complicanze vascolari di malattie sistemiche: come nel diabete, nelle collagenopatie, nelle malattie autoimmuni
Quando rivolgersi all’angiologo?
È importante sottolineare che i sintomi descritti di seguito possono essere causati da diverse condizioni mediche e non sono necessariamente indicativi di patologie vascolari. La valutazione del medico di base rappresenta spesso il primo passo per un corretto inquadramento diagnostico.
È consigliabile rivolgersi all’angiologo quando si presentano:
- Sintomi venosi:
- Gambe pesanti, stanche o gonfie, specialmente a fine giornata
- Vene visibilmente dilatate o tortuose agli arti inferiori
- Dolore o crampi alle gambe durante la deambulazione
- Prurito, bruciore o alterazioni cutanee agli arti inferiori
- Ulcere o ferite che non guariscono
- Sintomi arteriosi:
- Dolore ai polpacci durante il cammino che si risolve con il riposo (claudicatio intermittens)
- Estremità fredde, pallide o con alterata sensibilità
- Dolore a riposo agli arti inferiori, specialmente notturno
- Ferite che non guariscono ai piedi o alle gambe
- Differenze di temperatura o colorito tra gli arti
- Sintomi linfatici:
- Gonfiore persistente di un arto
- Sensazione di pesantezza o tensione in un arto
- Ispessimento cutaneo o alterazioni della pelle
Sintomi che richiedono attenzione immediata
- Gonfiore improvviso e doloroso di un arto, specialmente se associato a calore e arrossamento (possibile trombosi venosa profonda)
- Dolore improvviso e intenso a un arto con pallore, freddo e riduzione dei polsi (possibile ischemia acuta)
- Comparsa improvvisa di macchie bluastre o violacee agli arti inferiori
- Ulcere dolorose a rapida evoluzione
Come prepararsi alla visita?
Per ottimizzare la visita angiologica è consigliabile:
- Portare tutta la documentazione medica precedente, in particolare esami vascolari già eseguiti (eco-doppler, angiografie, etc.)
- Preparare un elenco dei farmaci assunti regolarmente
- Annotare i sintomi avvertiti, specificando quando sono comparsi, in quali circostanze si manifestano e come evolvono
- Indossare abiti comodi che permettano di scoprire facilmente gli arti
- Evitare, se possibile, l’applicazione di creme o lozioni sugli arti il giorno della visita
- Non rimuovere eventuali medicazioni presenti su ulcere o ferite
- Se si devono eseguire esami eco-doppler, è preferibile non indossare calze elastiche nelle ore precedenti l’esame
Come si svolge la visita?
La visita angiologica tipicamente comprende:
- Raccolta dell’anamnesi: lo specialista porrà domande sui sintomi, sulla storia medica personale e familiare, sui fattori di rischio e sulle abitudini di vita.
- Esame obiettivo vascolare: l’angiologo esaminerà:
- L’aspetto della cute e degli arti
- La presenza di edemi, varici o alterazioni trofiche
- La temperatura e il colorito degli arti
- I polsi arteriosi periferici
- Eventuali soffi vascolari mediante auscultazione
- Esami strumentali non invasivi che potrebbero essere eseguiti durante la visita:
- Eco-color-doppler arterioso e/o venoso
- Misurazione dell’indice caviglia-braccio (ABI)
- Ossimetria transcutanea
- Capillaroscopia (per lo studio del microcircolo)
Esami diagnostici che potrebbero essere prescritti
- Esami di primo livello:
- Eco-color-doppler dei vasi periferici, carotidei o addominali
- Pletismografia
- Test da sforzo vascolare
- Esami ematochimici specifici (profilo lipidico, glicemia, test di coagulazione)
- Esami di secondo livello:
- Angio-TC (Tomografia Computerizzata con mezzo di contrasto)
- Angio-RM (Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto)
- Angiografia diagnostica
- Linfoscintigrafia (per lo studio del sistema linfatico)
- Test genetici per trombofilie o altre patologie vascolari ereditarie
È importante sottolineare che gli esami prescritti variano in base alla specifica condizione clinica del paziente e ai sospetti diagnostici.
Sottospecializzazioni e differenze con altre figure correlate
Nel campo dell’angiologia esistono diverse sottospecializzazioni e figure professionali correlate:
- Angiologo clinico: si occupa principalmente della diagnosi e del trattamento medico delle patologie vascolari.
- Angiologo diagnostico: specializzato nell’esecuzione e interpretazione di esami strumentali vascolari non invasivi.
- Angiologo interventista: esegue procedure mini-invasive per il trattamento di patologie vascolari (come scleroterapia, ablazione laser o radiofrequenza delle vene varicose).
- Chirurgo vascolare: a differenza dell’angiologo, che si occupa principalmente della diagnosi e del trattamento medico, il chirurgo vascolare è specializzato negli interventi chirurgici sui vasi sanguigni (bypass, endoarterectomie, trattamento di aneurismi, etc.).
- Flebologo: è uno specialista che si concentra specificamente sulle patologie venose.
- Linfologo: si occupa in modo specifico delle patologie del sistema linfatico.
- Cardiologo: mentre l’angiologo si focalizza sui vasi periferici, il cardiologo si occupa principalmente del cuore e dei grandi vasi.
Spesso queste figure collaborano strettamente, garantendo un approccio integrato alla gestione delle patologie vascolari, che frequentemente richiedono competenze complementari per una gestione ottimale.
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