Cosa fa il chirurgo vascolare? Cos’è la chirurgia vascolare?

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Cos’è la chirurgia vascolare

La chirurgia vascolare è la specialità medica dedicata alla diagnosi e al trattamento delle patologie che colpiscono i vasi sanguigni, ad eccezione di quelli cerebrali e coronarici. Si occupa principalmente delle malattie delle arterie, delle vene e dei vasi linfatici, intervenendo sia con tecniche chirurgiche tradizionali che con procedure mini-invasive endovascolari.

Questa disciplina riveste un ruolo fondamentale nella medicina moderna, considerando che le malattie vascolari rappresentano una delle principali cause di mortalità e disabilità nei paesi industrializzati.

L’invecchiamento della popolazione e l’aumento di fattori di rischio come diabete, pressione alta e fumo hanno reso la chirurgia vascolare sempre più rilevante nella pratica clinica quotidiana.

Come si diventa chirurgo vascolare

In Italia il percorso per diventare chirurgo vascolare inizia con la laurea in Medicina e Chirurgia (6 anni), seguita dall’esame di abilitazione alla professione medica. Successivamente, è necessario accedere alla Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare, un percorso formativo di 5 anni che prevede un esame di ammissione nazionale altamente selettivo.

Durante la specializzazione il medico acquisisce competenze specifiche attraverso attività cliniche, chirurgiche e di ricerca, con un numero minimo di interventi da eseguire come primo operatore. La formazione include l’apprendimento di tecniche chirurgiche tradizionali e procedure endovascolari innovative, oltre a competenze in diagnostica vascolare non invasiva.

Di cosa si occupa il chirurgo vascolare

Chirurgo vascolare

Leonardo AI

Il chirurgo vascolare si occupa della gestione completa del paziente con patologie vascolari, dalla diagnosi al trattamento, fino al follow-up a lungo termine. La sua attività comprende tra l’altro:

  • Valutazione clinica e strumentale delle patologie vascolari
  • Pianificazione del percorso terapeutico più appropriato
  • Esecuzione di interventi chirurgici tradizionali “open” (a cielo aperto)
  • Realizzazione di procedure endovascolari mini-invasive
  • Gestione delle complicanze post-operatorie
  • Monitoraggio a lungo termine dei pazienti trattati
  • Prevenzione delle malattie vascolari

Questa figura professionale collabora strettamente con altre specialità mediche, in particolare con cardiologi, neurologi, diabetologi, nefrologi e radiologi interventisti; soprattutto nei centri più avanzati, l’approccio multidisciplinare è fondamentale per garantire il miglior trattamento possibile, specialmente nei casi complessi.

Quali patologie tratta

Il chirurgo vascolare si occupa di numerose patologie, tra cui:

Quando rivolgersi al chirurgo vascolare

È importante sottolineare che i sintomi descritti di seguito possono essere causati da diverse patologie, non necessariamente vascolari, e che l’elenco non è esaustivo. La valutazione del medico di base rappresenta spesso il primo passo per un corretto inquadramento diagnostico.

In generale, è opportuno consultare il proprio medico di medicina generale che, se necessario, indirizzerà verso il chirurgo vascolare in presenza di:

  • Sintomi di arteriopatia periferica: dolore ai polpacci durante la camminata (claudicatio intermittens), dolore a riposo, specialmente notturno, ferite che non guariscono agli arti inferiori, cambiamenti di colore della pelle (pallore o cianosi)
  • Problemi venosi: vene varicose dolorose o infiammate, gonfiore persistente degli arti inferiori, cambiamenti della pigmentazione cutanea, ulcere venose
  • Sintomi neurologici transitori: episodi di perdita temporanea della vista da un occhio, difficoltà nel parlare, debolezza improvvisa di un arto (possibili segni di stenosi carotidea)
  • Riscontro occasionale di aneurismi o altre anomalie vascolari durante esami eseguiti per altri motivi
  • Familiarità per aneurismi o altre patologie vascolari significative
  • Traumi con sospetto coinvolgimento vascolare

Segnali d’allarme: quando intervenire subito

Alcuni sintomi richiedono una valutazione urgente in pronto soccorso:

  • Dolore improvviso e intenso all’addome o alla schiena, soprattutto se associato a malessere generale (possibile segno di aneurisma in rottura)
  • Comparsa improvvisa di dolore, pallore, freddo e perdita di sensibilità a un arto (possibile ischemia acuta)
  • Gonfiore improvviso, dolore e arrossamento di un arto (possibile trombosi venosa profonda)
  • Sanguinamento abbondante da varici

Condizioni che necessitano monitoraggio specialistico

Alcune condizioni richiedono controlli periodici da parte del chirurgo vascolare:

  • Aneurismi di dimensioni non ancora tali da richiedere intervento
  • Stenosi carotidee asintomatiche
  • Arteriopatia periferica in fase iniziale
  • Pazienti sottoposti a interventi di rivascolarizzazione
  • Pazienti con accessi vascolari per emodialisi
  • Pazienti diabetici con problemi vascolari

Come prepararsi alla visita

Per ottimizzare la visita con il chirurgo vascolare è consigliabile:

  • Portare tutta la documentazione medica precedente, in particolare esami vascolari (eco-Doppler, angio-TC, angio-RM), referti di precedenti visite specialistiche e lettere di dimissione ospedaliera
  • Preparare una lista dei farmaci assunti regolarmente, inclusi dosaggi e orari
  • Annotare i principali sintomi, quando sono comparsi e cosa li peggiora o migliora
  • Indossare abiti comodi che permettano di esporre facilmente gli arti inferiori e superiori
  • Per le donne, evitare di applicare creme o lozioni sulle gambe il giorno della visita
  • Non rimuovere eventuali medicazioni di ferite o ulcere prima della visita
  • Se possibile, farsi accompagnare da un familiare, soprattutto in caso di problemi di mobilità

Come si svolge la visita di chirurgia vascolare?

Una visita tipica con il chirurgo vascolare comprende diverse fasi:

  1. Inizialmente, il medico raccoglie l’anamnesi, ponendo domande sui sintomi, sulla storia clinica personale e familiare, sui fattori di rischio (fumo, diabete, ipertensione, dislipidemia) e sulle terapie in corso.
  2. Segue l’esame obiettivo, durante il quale il chirurgo:
    • Ispeziona la cute degli arti alla ricerca di alterazioni del colore, ulcere, edema o varici
    • Palpa i polsi arteriosi principali (carotideo, radiale, femorale, popliteo, tibiale posteriore e pedidio)
    • Ausculta le arterie principali per rilevare eventuali soffi
    • Esegue test specifici come il tempo di riempimento capillare o la manovra di Trendelenburg per le varici
  3. Spesso, durante la prima visita, viene eseguito un esame eco-Doppler, una metodica non invasiva che permette di visualizzare i vasi sanguigni e valutare il flusso al loro interno.
  4. In base ai risultati della visita, il chirurgo vascolare può prescrivere ulteriori esami diagnostici:

Esami di primo livello

  • Eco-Doppler arterioso o venoso: esame non invasivo che utilizza gli ultrasuoni per visualizzare i vasi e valutare il flusso sanguigno
  • Indice caviglia-braccio (ABI): misurazione non invasiva per valutare la perfusione degli arti inferiori
  • Ossimetria transcutanea (TcPO2): misurazione dell’ossigenazione tissutale
  • Capillaroscopia: esame del microcircolo a livello ungueale

Esami di secondo livello

  • Angio-TC (Tomografia Computerizzata con mezzo di contrasto): fornisce immagini dettagliate dell’anatomia vascolare
  • Angio-RM (Risonanza Magnetica con mezzo di contrasto): alternativa all’angio-TC, particolarmente utile per lo studio dell’aorta e dei vasi degli arti inferiori
  • Angiografia: esame invasivo che prevede l’iniezione di mezzo di contrasto direttamente nei vasi, spesso associato a procedure interventistiche
  • Flebografia: studio radiologico del sistema venoso con mezzo di contrasto

Al termine della visita il chirurgo vascolare discute con il paziente la diagnosi, le opzioni terapeutiche disponibili e il piano di trattamento più appropriato, che può includere terapia medica, intervento chirurgico o procedure endovascolari.

Sottospecializzazioni e differenze con altre figure correlate

La chirurgia vascolare presenta diverse aree di sottospecializzazione:

  • Chirurgia aortica: focalizzata sul trattamento degli aneurismi e delle dissezioni dell’aorta toracica e addominale
  • Chirurgia carotidea: specializzata nel trattamento delle stenosi carotidee per la prevenzione dell’ictus
  • Chirurgia endovascolare: dedicata alle procedure mini-invasive eseguite dall’interno dei vasi
  • Chirurgia venosa: concentrata sul trattamento delle patologie venose
  • Chirurgia degli accessi vascolari: specializzata nella creazione e manutenzione degli accessi per emodialisi

È importante distinguere il chirurgo vascolare da altre figure professionali con cui spesso collabora:

  • Cardiologo: si occupa delle patologie cardiache e delle coronarie, mentre il chirurgo vascolare tratta i vasi periferici
  • Cardiochirurgo: interviene sul cuore e sui grossi vasi toracici, spesso in collaborazione con il chirurgo vascolare per patologie dell’aorta toracica
  • Neurochirurgo vascolare: tratta le patologie vascolari cerebrali (aneurismi cerebrali, malformazioni artero-venose)
  • Radiologo interventista: esegue procedure endovascolari ma, a differenza del chirurgo vascolare, non ha competenze chirurgiche tradizionali e generalmente non gestisce il paziente in tutte le fasi del percorso terapeutico
  • Angiologo: medico non chirurgo specializzato nella diagnosi e nel trattamento medico delle patologie vascolari
  • Flebologo: si occupa specificamente delle patologie venose, spesso con un approccio prevalentemente medico o mini-invasivo

In molti centri moderni, queste figure collaborano in team multidisciplinari per offrire al paziente il trattamento più appropriato, combinando diverse competenze e tecniche.

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