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Cos’è la sesta malattia
La sesta malattia (chiamata anche roseola, roseola infantum, esantema critico, esantema subitum o febbre dei tre giorni) è una patologia virale che colpisce i bambini piccoli, più comunemente nella fascia di età compresa tra i 6 mesi ed i 2 anni; solo raramente contagia gli adulti, che ne risultano in genere immuni essendone già venuti in contatto in passato nella maggior parte dei casi.
Questa malattia esantematica è caratterizzata da una tipica eruzione cutanea (esantema) che si manifesta in seguito alla sparizione di una febbre, anche alta, che può durare per qualche giorno.
L’infezione è causata da due virus:
- herpesvirus umano (HHV) di tipo 6,
- herpesvirus umano (HHV) di tipo 7.
Nonostante il nome simile i due virus non sono collegati all’herpes labiale/genitale.
Il decorso è in genere assolutamente benigno e la malattia tende a risolversi spontaneamente nel giro di qualche giorno, senza particolari rischi o complicazioni; il bambino può rientrare a scuola/asilo dopo la comparsa delle manifestazioni cutanee.
Il superamento della malattia lascia il piccolo paziente immunizzato, prevenendo quindi futuri nuovi contagi; in altre parole quindi non è di norma possibile ripetere la malattia, a parte nel caso dei soggetti immunodepressi (per esempio HIV-positivi).
Non esiste attualmente alcuna vaccinazione, né terapia antivirale per la fase acuta, mentre un adeguato lavaggio delle mani è molto importante per prevenire la diffusione della malattia.
L’aggettivo “sesta” deriva da un ipotetico conteggio delle malattie esantematiche dell’infanzia.
Sesta malattia negli adulti
Negli adulti la sesta malattia è decisamente rara, in quanto nella maggior parte dei casi si acquisisce immunità nell’infanzia, ma nei pochi soggetti che la manifestano i sintomi possono essere più severi.
Negli adulti immunocompetenti, ossia con il sistema immunitario in salute, l’infezione o l’eventuale riattivazione è estremamente rara e si presenta con
- linfoadenopatia (gonfiore dei linfonodi),
- epatite (infiammazione del fegato),
- e sindrome simil-mononucleosi.
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È contagiosa?
La sesta malattia non è particolarmente contagiosa e si diffonde attraverso le gocce di liquido provenienti dal naso e dalla gola delle persone infette. Queste gocce sono espulse quando la persona infetta parla, ride, starnutisce o tossisce.
Può essere trasmessa anche indirettamente, quando il bambino tocca superfici contaminate dal virus e porta poi le mani alla bocca, agli occhi o al naso.
Spesso è causa di contagio il soggetto che, pur avendo contratto la malattia, ancora non ne manifesta i sintomi trovandosi ancora nel periodo d’incubazione.
Di norma si considera non più contagioso a partire da 1 giorno dopo la scomparsa della febbre.
Incubazione
L’incubazione della sesta malattia è normalmente di circa 9 giorni (da 5 a 15 giorni).
Sintomi
I possibili sintomi della sesta malattia sono:
- febbre,
- senso di malessere generale,
- mal di gola,
- naso che cola,
- tosse,
- lieve diarrea,
- perdita di appetito,
- gonfiore dei linfonodi del collo,
- esantema (che si manifesta con la sparizione della febbre).
In alcuni casi la malattia può decorrere anche in modo asintomatico (senza sintomi).
La sesta malattia esordisce in genere con sintomi simil-influenzali e una febbre alta (spesso più di 39,5 °C) che durano per circa 3-5 giorni; in questa fase il bambino può apparire nervoso, irritabile, e ad avere un calo di appetito e gonfiore ai linfonodi (ghiandole) del collo.
La febbre alta spesso finisce improvvisamente e, contemporaneamente, appare l’eruzione cutanea rosso-rosata tipica della sesta malattia, sollevata o piatta; compare su petto, pancia e schiena, per poi diffondersi anche su gambe, viso, collo e braccia.
Il rossore dell’infiammazione cutanea delle macchie sbiadisce (diventando bianca) in caso di pressione ed i singoli punti possono manifestare un leggero “alone” intorno.
Nella maggior parte dei casi non è associata a prurito o altro fastidio e tende a sparire nell’arco di un paio di giorni. Negli ultimi giorni di malattia si possono manifestare anche dolori muscolari ed articolari.
A differenza del morbillo, il bimbo con sesta malattia appare meno provato dalla malattia e il rash cutaneo sparisce molto più rapidamente.
Quanto dura?
La febbre dura da 3 a 7 giorni, mentre l’eruzione cutanea ha una durata variabile da poche ore ad alcuni giorni.
Pericoli
La sesta malattia è generalmente una condizione benigna, che tende a risolversi spontaneamente senza sequele anche in caso di neonati; il veloce aumento della febbre e la capacità del virus di superare la barriera emato-encefalica possono occasionalmente essere causa di convulsioni nei bambini predisposti (circa il 10%-15% dei soggetti infettati).
I segni che caratterizzano le convulsioni comprendono:
- incoscienza,
- da 2 a 3 minuti di gesti incontrollati o spasmi o alle braccia, lanci o viso,
- incontinenza urinaria o fecale.
Si tratta di sintomi che possono spaventare e che devono essere segnalati al medico, ma che fortunatamente in genere non hanno conseguenze.
Raramente la fase pre-esantematica può vedere anche lo sviluppo di una meningite di lieve entità.
Nei pazienti immunocompromessi (AIDS, trapiantati, …) si osserva una malattia con decorso più grave, caratterizzata dalla possibile comparsa di infiammazione multi-organo:
- soppressione del midollo (con comparsa di anemia, riduzione dei leucociti, …),
- polmonite,
- encefalite,
- epatite,
- febbre,
- eruzione cutanea.
Quando chiamare il pediatra
Chiamate il medico se il vostro bambino
- è apatico,
- si rifiuta di bere,
- se la febbre non risponde ai farmaci comunemente prescritti.
Si consiglia di chiamare il 112 nel caso comparissero segni di grave meningite (confusione, disorientamento, perdita di conoscenza) o nel caso di convulsioni febbrili.
Gravidanza
Il rischio di contrarre la malattia in gravidanza è molto basso, in quanto la maggior parte delle donne adulte risulta immune all’infezione avendola già contratta in giovane età (talvolta magari senza sintomi); anche a causa di questo in letteratura non è semplice trovare indicazioni certe sui potenziali rischi, che si pensa possano esistere, ma nel complesso la probabilità di andare incontro a problemi è sicuramente superiore per altre infezioni, che rappresentano una minaccia molto più temibile (come ad esempio il CMV).
In caso di dubbi sul possibile contagio si raccomanda di fare riferimento al ginecologo.
Diagnosi
La diagnosi della sesta malattia è prevalentemente clinica, basata sull’osservazione dei sintomi caratteristici e sulla storia recente del bambino. Il segno distintivo che permette al pediatra di identificare con certezza la patologia è la particolare sequenza temporale: la comparsa dell’esantema (eruzione cutanea) avviene quasi simultaneamente alla brusca caduta della febbre alta.
Nelle fasi iniziali, quando è presente solo la febbre, la diagnosi può risultare incerta poiché i sintomi sono simili a quelli di molte altre infezioni virali dell’infanzia. Tuttavia, una volta comparse le macchioline rosate, il quadro clinico diviene solitamente inequivocabile per lo specialista.
Esami di laboratorio e test specifici
Nella pratica clinica quotidiana, gli esami di laboratorio non sono quasi mai necessari. Il ricorso a test diagnostici è limitato ai rari casi in cui il decorso sia atipico o si sospettino complicazioni, specialmente nei pazienti con sistema immunitario compromesso. In queste situazioni specifiche si può procedere con:
- Analisi del sangue: un emocromo può evidenziare una transitoria riduzione dei globuli bianchi (leucopenia) con una prevalenza relativa di linfociti, un segnale tipico delle infezioni virali.
- Test virologici: è possibile ricercare il DNA del virus (HHV-6 o HHV-7) tramite PCR o rilevare anticorpi specifici (IgM) attraverso test sierologici, sebbene questi esami rimangano confinati ad ambiti ospedalieri o di ricerca.
La diagnosi differenziale serve a escludere altre malattie esantematiche come il morbillo, la rosolia o la scarlattina. A differenza di queste, l’esantema della sesta malattia non provoca quasi mai prurito e si manifesta solo quando il bambino inizia a sentirsi meglio.
Cura e trattamento
La sesta malattia è una condizione autolimitante che non richiede terapie antivirali specifiche nella stragrande maggioranza dei bambini sani. Gli obiettivi del trattamento sono esclusivamente il sollievo dal malessere generale, la prevenzione delle convulsioni febbrili nei soggetti predisposti e il mantenimento di un buono stato di idratazione.
Gestione della febbre
Il trattamento farmacologico si concentra sulla gestione della temperatura corporea elevata. I farmaci più comunemente raccomandati sono:
- Paracetamolo: rappresenta la prima scelta per abbassare la febbre e ridurre l’irritabilità.
- Ibuprofene: può essere utilizzato come alternativa o in base alle indicazioni del pediatra, purché il bambino non presenti segni di grave disidratazione.
È di fondamentale importanza ricordare che l’ Aspirina non deve mai essere somministrata a bambini e adolescenti per il rischio di sviluppare la Sindrome di Reye, una rara ma gravissima complicazione che colpisce fegato e cervello.
Idratazione e stile di vita
Il riposo e la corretta assunzione di liquidi sono i pilastri della gestione domiciliare:
- Liquidi: incoraggiare il bambino a bere frequentemente acqua, brodi o soluzioni reidratanti orali per prevenire la disidratazione legata alla febbre alta.
- Allattamento: l’ allattamento al seno o artificiale non deve essere sospeso e rappresenta la migliore fonte di idratazione per i neonati.
- Ambiente: mantenere il bambino in un ambiente fresco e confortevole, evitando di coprirlo eccessivamente durante i picchi febbrili.
Poiché la sesta malattia è causata da un virus, gli antibiotici sono totalmente inefficaci e non vengono prescritti a meno che non si sovrapponga un’infezione batterica (come un’otite).
Approcci per casi speciali
Nei pazienti gravemente immunocompromessi, il medico può valutare l’uso di farmaci antivirali specifici (come ganciclovir o foscarnet), il cui impiego è tuttavia riservato esclusivamente all’ambito specialistico ospedaliero per prevenire danni d’organo severi.
Prevenzione
La sesta malattia non è contagiosa come altre malattie esantematiche, ma vale comunque la pena prendere qualche precauzione:
- far lavare spesso le mani al bimbo,
- farlo starnutire e tossire (per quanto possibile) in un fazzoletto di carta usa e getta,
- tenere pulite le superfici che possono venire a contatto con la saliva del paziente,
- non condividere bicchieri, posate, asciugamani, …
Le domande più frequenti
Cos'è la sesta malattia?
Quanto dura lo sfogo della sesta malattia?
Come si capisce che è sesta malattia?
Come si prende?
Quando si è contagiosi?
Cosa fare in caso di sesta malattia? Come si cura?
Si può ripetere la sesta malattia?
Si può fare da adulti?
Come capire se è scarlattina o sesta malattia?
Che differenza c'è tra la quinta e la sesta malattia?
Dove appaiono le macchie della sesta malattia?
Quando non è più contagiosa la sesta malattia?
Come distinguere morbillo da sesta malattia?
Quante volte si può avere la sesta malattia?
Si può uscire con la sesta malattia?
Si può andare al mare con la sesta malattia?
Si può fare il bagnetto con la sesta malattia?
La sesta malattia è contagiosa per gli adulti?
La sesta malattia può ripresentarsi in bambini che l'hanno già avuta?
I farmaci come l'antibiotico sono necessari nella gestione della sesta malattia?
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.