Cos’è il coma etilico?
Le possibili conseguenze di un’ingestione acuta di alcol spaziano dall’intossicazione (sbornia) a un vero e proprio avvelenamento, che si verifica quando le quantità consumate superano la capacità di smaltimento dell’organismo.
Il coma etilico è la manifestazione più grave dell’intossicazione acuta da alcol. Come nel coma provocato da altre cause, la persona è incosciente, non può essere svegliata e presenta una grave riduzione dello stato di coscienza e delle funzioni cerebrali.

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Segni e sintomi
Un paziente in coma etilico si presenta con gli occhi chiusi e non risponde adeguatamente agli stimoli esterni, come rumori, luce o dolore.
Non è in grado di comunicare né di muoversi volontariamente e i riflessi di protezione, come la tosse e la capacità di deglutire, possono essere pericolosamente ridotti.
La respirazione può diventare lenta, superficiale o irregolare. Il vomito associato alla perdita dei riflessi di protezione aumenta inoltre il rischio che il contenuto dello stomaco entri nelle vie respiratorie.
Nei casi gravi o complicati l’intossicazione acuta da alcol può essere responsabile di alterazioni metaboliche, tra cui:
- acidosi lattica,
- ipoglicemia, cioè abbassamento della glicemia,
- ipokaliemia, cioè abbassamento del potassio nel sangue,
- ipomagnesiemia, cioè abbassamento del magnesio nel sangue,
- ipocalcemia, cioè abbassamento del calcio nel sangue,
- ipofosfatemia, cioè abbassamento del fosfato nel sangue.
Può inoltre causare alterazioni del battito cardiaco, tra cui la fibrillazione atriale.
Cause
L’alcol viene assorbito attraverso il tratto gastrointestinale per poi essere metabolizzato soprattutto dal fegato, che lo trasforma inizialmente in acetaldeide attraverso l’enzima alcol-deidrogenasi.
Il sistema maggiormente influenzato dal consumo di alcol è tuttavia il sistema nervoso centrale, sul quale la sostanza esercita un’azione depressiva. Tra gli effetti possono comparire:
- sedazione,
- disfunzione cognitiva,
- diminuzione della coordinazione.
I segni e i sintomi dell’intossicazione alcolica tendono ad aggravarsi con l’aumento della concentrazione di alcol nel sangue, ma non esiste una corrispondenza precisa e valida per tutti. Il tasso alcolemico, infatti, non permette da solo di prevedere lo stato di coscienza o il rischio di complicanze. Per la maggior parte dei conducenti il limite legale per la guida è pari a 0,5 g/L, mentre per alcune categorie è previsto un limite pari a zero.
- Anche a valori relativamente bassi possono ridursi attenzione, capacità di giudizio, tempi di reazione e coordinazione.
- Con l’aumentare dell’alcolemia possono comparire instabilità dell’andatura, linguaggio confuso, cambiamenti dell’umore, nausea, vomito, amnesia e sonnolenza.
- Nelle intossicazioni più gravi possono manifestarsi ipotermia, visione doppia, nistagmo, letargia, stupor, depressione respiratoria, coma e morte.
Una persona abituata a consumare molto alcol può apparire meno compromessa nonostante un’alcolemia elevata. Al contrario, bambini, adolescenti e persone senza tolleranza possono sviluppare conseguenze gravi con valori inferiori. L’associazione con oppioidi, benzodiazepine, sonniferi o altre sostanze sedative aumenta notevolmente il rischio di coma e arresto respiratorio.
L’entità e la gravità dei sintomi variano in base a fattori quali:
- quantità e rapidità di consumo,
- concentrazione di alcol nella bevanda,
- presenza di cibo nello stomaco,
- età, peso, sesso e composizione corporea,
- funzionalità del fegato,
- assunzione contemporanea di farmaci o altre sostanze,
- tolleranza sviluppata nelle persone abituate a bere grandi quantità di alcolici.
Pericoli
Il primo pericolo associato al consumo acuto di alcolici è l’aumento del rischio di lesioni traumatiche, per esempio in seguito a cadute, aggressioni o incidenti stradali.
Le principali complicanze mediche comprendono:
- soffocamento o polmonite dovuti all’inalazione del vomito, soprattutto quando la persona è incosciente,
- depressione respiratoria, ipotermia e abbassamento della pressione,
- ipoglicemia, particolarmente pericolosa nei bambini e negli adolescenti,
- aritmie, tra cui fibrillazione atriale, tachicardie sopraventricolari o ventricolari,
- pancreatite, danno muscolare grave e peggioramento di malattie epatiche preesistenti.
Non bisogna infine dimenticare che la riduzione della capacità di giudizio può favorire comportamenti pericolosi, come avere rapporti sessuali non protetti, con conseguente rischio di malattie sessualmente trasmesse.
Diagnosi
Il coma etilico è un’emergenza e la diagnosi viene formulata in ospedale sulla base delle condizioni cliniche, delle informazioni sull’assunzione di alcol e degli accertamenti necessari a escludere altre cause di perdita di coscienza. La presenza di odore di alcol o un’alcolemia elevata non devono far attribuire automaticamente il coma all’etanolo.
Quando il paziente non può rispondere, i sanitari raccolgono informazioni da familiari, amici o soccorritori. Sono importanti la quantità e il tipo di bevande consumate, l’ora dell’ultima assunzione, eventuali farmaci o droghe associati, possibili cadute o traumi e la presenza di malattie come diabete, epilessia o patologie del fegato. Va inoltre considerata la possibilità di un’ingestione intenzionale.
La valutazione iniziale comprende:
- controllo della pervietà delle vie aeree, della respirazione e della circolazione,
- misurazione di pressione, frequenza cardiaca, saturazione dell’ossigeno e temperatura,
- valutazione ripetuta dello stato di coscienza, spesso mediante la Glasgow Coma Scale,
- esame neurologico, comprese pupille, movimenti oculari e ricerca di deficit localizzati,
- ricerca di ferite, emorragie e segni di trauma cranico.
La misurazione rapida della glicemia è normalmente necessaria in ogni paziente con riduzione dello stato di coscienza, perché l’ipoglicemia può imitare o aggravare l’intossicazione ed esige un trattamento immediato.
Il dosaggio dell’alcol nel sangue può aiutare quando la diagnosi, la quantità ingerita o l’andamento clinico non sono chiari. Il risultato deve però essere interpretato insieme ai sintomi: la tolleranza individuale e il tempo trascorso dall’ultima bevanda possono modificare notevolmente il rapporto tra alcolemia e gravità.
Gli altri esami non sono identici per tutti. Nei casi gravi o complicati possono comprendere elettroliti, funzionalità renale ed epatica, emocromo, coagulazione, emogasanalisi, lattato ed esami per identificare danno muscolare o pancreatico. Un elettrocardiogramma è indicato in presenza di intossicazione importante, palpitazioni, dolore toracico, alterazioni dei parametri vitali o malattie cardiovascolari.
I test tossicologici vengono scelti in base al sospetto di assunzione contemporanea di farmaci o droghe; uno screening indiscriminato non è sempre utile. Una tomografia computerizzata del cranio può essere necessaria in caso di trauma, convulsioni, deficit neurologici, peggioramento o mancato recupero della coscienza. Gli accertamenti possono inoltre servire a escludere ictus, infezioni, crisi epilettiche, insufficienza epatica, carenza di ossigeno e intossicazioni da altre sostanze, compresi metanolo e glicole etilenico.
Bambini e adolescenti richiedono particolare prudenza, perché possono sviluppare più facilmente ipoglicemia e ipotermia. La valutazione specialistica è necessaria anche quando si sospettano un trauma, un tentativo di autolesionismo, un’intossicazione mista o un disturbo da uso di alcol.
Cosa fare e come si cura
Gli obiettivi della cura sono mantenere aperte le vie respiratorie, garantire ossigenazione e circolazione adeguate, prevenire l’inalazione del vomito e correggere tempestivamente le complicanze. Non esiste un antidoto specifico capace di annullare gli effetti dell’etanolo: nella maggior parte dei casi il trattamento consiste nel supportare le funzioni vitali mentre l’organismo elimina gradualmente l’alcol.
Cosa fare nell’immediato
È necessario chiamare subito il 112 o il 118 se si sospetta un’intossicazione alcolica grave, in particolare se la persona:
- non può essere svegliata o ha una perdita di conoscenza,
- respira lentamente, in modo irregolare o smette di respirare,
- presenta labbra o pelle pallide o tendenti al blu,
- ha convulsioni,
- vomita ripetutamente ed è molto sonnolenta o confusa,
- ha subito una caduta o un trauma,
- potrebbe avere assunto farmaci o altre droghe insieme all’alcol.
Non bisogna aspettare che la persona “smaltisca” l’alcol dormendo. L’alcolemia può continuare ad aumentare per un certo periodo dopo l’ultima bevanda e le condizioni possono peggiorare rapidamente.
In attesa dei soccorsi, le indicazioni di primo soccorso comprendono:
- non lasciare mai sola la persona,
- mantenerla seduta se è completamente sveglia e stabile,
- metterla in posizione laterale di sicurezza se è incosciente ma respira normalmente, salvo il sospetto di un trauma che renda necessario seguire istruzioni diverse dell’operatore,
- controllare continuamente la respirazione,
- se non respira normalmente, seguire le istruzioni dell’operatore e iniziare le manovre di rianimazione se si è in grado di farlo,
- tenerla al caldo con una giacca o una coperta,
- riferire ai soccorritori che cosa potrebbe avere bevuto o assunto e in quale quantità.
Piccoli sorsi d’acqua possono essere offerti soltanto se la persona è pienamente cosciente, riesce a deglutire senza difficoltà e non sta vomitando. In caso di dubbio è preferibile non somministrare nulla per bocca.
È invece importante evitare:
- ulteriore consumo di alcolici,
- cibo in una persona molto sonnolenta o confusa, perché potrebbe soffocare,
- caffè, bevande energetiche o altra caffeina, che non accelerano lo smaltimento dell’alcol,
- docce o bagni freddi, che aumentano il rischio di ipotermia, cadute e perdita di coscienza,
- far camminare la persona per “farla riprendere”,
- indurre il vomito.
Trattamento in ospedale
In pronto soccorso il paziente viene osservato e rivalutato ripetutamente. Nei casi gravi possono essere necessari aspirazione delle secrezioni, ossigeno e, se la persona non protegge le vie aeree o non respira adeguatamente, intubazione e ventilazione meccanica. Si tratta di interventi invasivi, ma indispensabili quando esiste un rischio concreto di soffocamento o insufficienza respiratoria.
I liquidi per via endovenosa non vengono somministrati automaticamente a tutti e non accelerano in modo significativo l’eliminazione dell’alcol. Sono utilizzati quando sono presenti disidratazione, vomito importante, pressione bassa o instabilità della circolazione. Devono essere somministrati con cautela nelle persone con insufficienza cardiaca, renale o epatica, perché un eccesso di liquidi può causare sovraccarico.
Se è presente ipoglicemia viene somministrato glucosio. La glicemia viene controllata con particolare attenzione nei bambini, negli adolescenti, nelle persone con diabete e nei pazienti malnutriti. Vengono inoltre trattati l’ipotermia, gli squilibri degli elettroliti e le alterazioni dell’equilibrio acido-base.
La vitamina B1, o tiamina, viene somministrata soprattutto alle persone malnutrite, con consumo cronico e abbondante di alcol o con segni che fanno sospettare l’encefalopatia di Wernicke, una grave complicanza neurologica da carenza vitaminica. La somministrazione avviene generalmente per via intramuscolare o endovenosa; le reazioni allergiche gravi sono rare. In presenza di un’ipoglicemia pericolosa, il trattamento con glucosio non deve essere ritardato nell’attesa della tiamina.
Eventuali aritmie, convulsioni, traumi, infezioni, pancreatite o intossicazioni associate vengono trattati in modo specifico. Lavanda gastrica e carbone attivo non sono esami o trattamenti di routine per l’ingestione di solo etanolo. L’emodialisi è presa in considerazione molto raramente, in intossicazioni eccezionalmente gravi e persistenti, dopo valutazione intensiva e tossicologica; il solo valore dell’alcolemia non è sufficiente per stabilirne l’indicazione.
Il ricovero può essere necessario in presenza di coma, depressione respiratoria, alterazioni persistenti dei parametri vitali, trauma, convulsioni, aritmie, complicanze metaboliche, intossicazione mista o mancato recupero dello stato di coscienza. Nelle persone con dipendenza da alcol viene sorvegliata anche la possibile comparsa di una sindrome d’astinenza.
Stile di vita e controlli successivi
Dopo la dimissione è importante evitare altro alcol fino al completo recupero e non guidare né utilizzare macchinari. Un episodio di intossicazione grave merita un confronto con il medico, soprattutto se si è verificato dopo un consumo intenzionale, se gli episodi si ripetono o se sono presenti perdita di controllo, tolleranza o sintomi d’astinenza.
Il medico o i servizi territoriali per le dipendenze possono valutare il rapporto con l’alcol e proporre un sostegno personalizzato. Chi beve quotidianamente in grandi quantità non dovrebbe interrompere bruscamente senza assistenza medica, perché l’astinenza può provocare convulsioni e altre complicanze potenzialmente gravi.
Fonti e bibliografia
- Ethanol Toxicity – Anthony J. LaHood; Stephanie J. Kok
- Diagnosis and treatment of acute alcohol intoxication and alcohol withdrawal syndrome: position paper of the Italian Society on Alcohol
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Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.