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Nuovo virus hMPV dalla Cina? Non così nuovo, non così preoccupante
Negli ultimi mesi del 2024 la Cina ha registrato un aumento delle infezioni respiratorie virali, tra cui quelle causate dal metapneumovirus umano (hMPV). Questo ha ovviamente e immediatamente suscitato una grande attenzione mediatica e legittime preoccupazioni per una nuova pandemia.
Non c’è tuttavia ragione di considerare l’hMPV una nuova minaccia pandemica: è un virus noto dal 2001 e quindi non un nuovo patogeno. Circola da decenni e la popolazione dispone di un certo grado di immunità, anche se sono possibili reinfezioni. Peraltro, l’aumento dei casi osservato in Cina coincideva con la stagionalità tipica del virus, che nei climi temperati circola soprattutto tra la fine dell’inverno e la primavera.
Più nel dettaglio, il 7 gennaio 2025 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha segnalato un aumento delle infezioni respiratorie acute nell’emisfero settentrionale, attribuibile principalmente a virus come l’influenza stagionale, il virus respiratorio sinciziale (RSV) e il metapneumovirus umano (hMPV).
L’hMPV è un virus respiratorio che si trasmette attraverso le particelle respiratorie emesse da una persona infetta, il contatto ravvicinato e, meno frequentemente, le mani o le superfici contaminate. Nella maggior parte dei casi le persone infette manifestano solo sintomi lievi delle vie respiratorie superiori e si riprendono completamente in pochi giorni, ma il virus può rappresentare una minaccia per i soggetti più fragili, come neonati, anziani e persone con patologie croniche o difese immunitarie ridotte. In questi casi, l’infezione può evolvere in forme più gravi, come bronchiolite, bronchite o polmonite, rendendo talvolta necessario il ricovero ospedaliero.
Perché proprio ora?
Le misure adottate durante la pandemia di COVID-19 hanno temporaneamente ridotto la circolazione di numerosi virus respiratori e ne hanno modificato gli abituali schemi stagionali. Questo può aver contribuito all’aumento delle persone suscettibili nelle stagioni successive, ma l’espressione “debito immunitario” rappresenta una semplificazione e non spiega da sola l’andamento delle infezioni. La ripresa della circolazione dell’hMPV non indica che il virus sia nuovo o necessariamente più aggressivo. Sono inoltre possibili reinfezioni, perché l’immunità acquisita non offre una protezione completa e duratura.
In Europa, l’hMPV segue schemi stagionali prevedibili, con una circolazione che tende ad aumentare tra la fine dell’inverno e la primavera. Secondo il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie la situazione cinese osservata tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 non destava particolari preoccupazioni per la popolazione europea, pur accompagnandosi a un invito a prepararsi all’aumento stagionale delle infezioni respiratorie e ad adottare misure preventive soprattutto negli ambienti sanitari (l’Inghilterra, ad esempio, ha reintrodotto l’obbligo della mascherina in specifici contesti).
Cos’è il virus hMPV?

Shutterstock/ImageFlow
Il metapneumovirus umano (hMPV) può causare malattie delle vie respiratorie superiori e inferiori in persone di tutte le età, ma colpisce in particolar modo i soggetti più fragili:
- bambini,
- anziani,
- soggetti con sistema immunitario indebolito.
Scoperto nel 2001 in Olanda, l’hMPV appartiene alla famiglia dei Pneumoviridae e negli anni è progressivamente cresciuta la consapevolezza di come rappresenti una delle più importanti cause di infezione grave delle vie respiratorie soprattutto nei bambini piccoli, insieme al virus respiratorio sinciziale (RSV).
I sintomi comunemente associati all’infezione comprendono:
- tosse,
- febbre,
- congestione nasale,
- fiato corto (affanno).
Il rischio principale è legato alla possibile evoluzione in bronchite o polmonite, al pari di altri virus responsabili di infezioni delle vie respiratorie.
Non esistono una terapia antivirale specifica approvata per l’hMPV o un vaccino. Il trattamento è quindi sintomatico e di supporto e, nei casi più seri, può comprendere ossigeno e somministrazione di liquidi.
Come si prende?
Nei climi temperati è più attivo durante il tardo inverno e la primavera e può circolare contemporaneamente al virus respiratorio sinciziale e all’influenza stagionale. Si trasmette mediante le particelle respiratorie emesse da un soggetto infetto attraverso tosse e starnuti, ma anche parlando:
- per via diretta, quando vi sia uno stretto contatto personale;
- per via indiretta, toccando mani, oggetti o superfici contaminati e portando in seguito le mani alla bocca, al naso oppure agli occhi.
Studi sierologici hanno dimostrato che all’età di cinque anni praticamente tutti i bambini nel mondo sono stati esposti al virus, ma purtroppo questo non previene ulteriori possibili episodi di contagio.
Incubazione
Il periodo di incubazione del virus hMPV si stima essere compreso tra 3 e 6 giorni.
Quanto dura?
La durata media della malattia, in assenza di complicazioni, è simile a quella di altre infezioni respiratorie virali ed è di norma limitata a pochi giorni. Tosse e stanchezza possono tuttavia persistere più a lungo.
Sintomi
Il metapneumovirus umano può presentarsi come infezione del tratto respiratorio superiore o, più grave, inferiore.
I sintomi più comuni dell’infezione del tratto respiratorio superiore, ovvero di forme simili al raffreddore, comprendono:
- tosse,
- naso che cola (rinorrea),
- congestione nasale,
- mal di gola.
I sintomi dell’infezione del tratto respiratorio inferiore, ovvero le forme più severe e a rischio di complicazioni, includono:
- respiro sibilante,
- febbre,
- tosse,
- fame d’aria,
- carenza di ossigeno (ipossia).
Sono stati talvolta descritti sintomi gastrointestinali come diarrea, nausea e vomito, e quadri di otite media acuta.
Complicazioni
I soggetti a maggior rischio di complicazioni comprendono tra l’altro:
- neonati e lattanti, soprattutto nei primi 6 mesi di vita e se prematuri;
- soggetti immunocompromessi, ad esempio a causa di:
- persone anziane;
- persone con malattie croniche polmonari, cardiache o neurologiche.
Il quadro clinico del bambino colpito da metapneumovirus può evolvere in complicazioni anche severe dei tratti più profondi dell’apparato respiratorio, in forma di:
- esacerbazioni dell’asma,
- bronchiolite,
- polmonite.
Nell’adulto si possono osservare invece:
- polmonite,
- esacerbazioni acute dell’asma,
- esacerbazioni acute della broncopneumopatia cronica ostruttiva.
Diagnosi
I sintomi dell’hMPV sono molto simili a quelli provocati da influenza, COVID-19, virus respiratorio sinciziale e altri virus respiratori. Per questo motivo non è possibile stabilire con certezza la causa dell’infezione sulla base dei soli sintomi.
La valutazione inizia con l’anamnesi e l’esame obiettivo. Il medico considera l’età, la durata e l’andamento dei disturbi, eventuali contatti con persone malate e la presenza di gravidanza, immunodepressione o malattie cardiache e respiratorie. Durante la visita valuta in particolare:
- frequenza e fatica respiratoria;
- presenza di respiro sibilante o rumori polmonari anomali;
- colorito della pelle e stato di vigilanza;
- capacità di bere e segni di disidratazione;
- saturazione dell’ossigeno, quando indicato.
Nelle forme lievi, simili a un comune raffreddore e prive di segnali d’allarme, identificare il virus non è normalmente necessario: il risultato non modificherebbe il trattamento. Il test viene preso maggiormente in considerazione nei pazienti ricoverati, nelle forme gravi o in peggioramento, nelle persone ad alto rischio di complicazioni e durante focolai in ospedali, strutture assistenziali o comunità.
Test virologici
Quando è utile confermare l’infezione, l’esame preferito è un test molecolare, come la PCR, eseguito generalmente su un campione prelevato dal naso o dal rinofaringe. Spesso viene utilizzato un pannello molecolare capace di ricercare contemporaneamente hMPV e altri virus respiratori.
I test antigenici e l’immunofluorescenza possono essere disponibili in alcuni laboratori, ma sono in genere meno sensibili dei test molecolari. Un risultato negativo, soprattutto se il campione è stato raccolto in modo inadeguato o in una fase avanzata della malattia, non esclude quindi completamente l’infezione.
Il test può aiutare a distinguere l’hMPV da infezioni per le quali esistono trattamenti specifici, come influenza e COVID-19, e a limitare l’uso inappropriato di antibiotici. Un risultato positivo non esclude tuttavia la contemporanea presenza di un’altra infezione virale o batterica.
Altri accertamenti
Gli esami del sangue non sono necessari di routine e non esiste un biomarcatore capace di identificare specificamente l’hMPV. Emocromo, proteina C reattiva e altri parametri possono essere richiesti nei casi moderati o gravi per valutare lo stato generale, la disidratazione e il sospetto di una sovrainfezione batterica, ma da soli non permettono di distinguere con sicurezza un’infezione virale da una batterica.
La radiografia del torace non è indicata nelle forme respiratorie lievi o nella bronchiolite tipica. Può essere richiesta se si sospetta una polmonite, in presenza di ridotta ossigenazione, reperti polmonari localizzati, decorso insolito o peggioramento. Le immagini possono mostrare un interessamento dei polmoni, ma non consentono di stabilire quale virus ne sia responsabile. La tomografia computerizzata è riservata a casi selezionati o a possibili complicazioni.
La broncoscopia non è un esame di routine. Può essere presa in considerazione dallo specialista in pazienti gravemente immunocompromessi, in caso di malattia polmonare severa non spiegata o quando è necessario prelevare campioni dalle vie respiratorie profonde.
Diagnosi differenziale
Tra le principali possibili cause di un quadro simile rientrano:
- COVID-19 e infezioni provocate da altri coronavirus;
- rinovirus;
- adenovirus;
- virus parainfluenzali;
- virus respiratorio sinciziale;
- influenza A e B;
- infezioni batteriche delle vie respiratorie, compresa la polmonite.
È opportuno rivolgersi tempestivamente al medico in caso di difficoltà respiratoria, peggioramento rapido, dolore toracico, colorito bluastro, confusione, disidratazione o febbre persistente. Nei neonati richiedono particolare attenzione anche pause respiratorie, scarso interesse per le poppate, riduzione dei pannolini bagnati e marcata sonnolenza.
Cura
Gli obiettivi del trattamento sono alleviare i sintomi, mantenere una buona idratazione e ossigenazione, controllare l’eventuale peggioramento e trattare le complicazioni. Non esiste un antivirale specifico approvato contro l’hMPV: nelle forme lievi la cura è domiciliare, mentre i pazienti con difficoltà respiratoria, disidratazione o altre manifestazioni severe possono aver bisogno dell’ospedale.
Trattamento delle forme lievi
La maggior parte delle persone guarisce spontaneamente. Sono generalmente utili riposo, assunzione regolare di liquidi e lavaggi nasali con soluzione salina, soprattutto nei bambini piccoli. Se il naso chiuso ostacola le poppate, può essere utile liberarlo delicatamente prima di alimentare il bambino.
Per febbre, mal di testa o dolori possono essere utilizzati farmaci come paracetamolo o, quando appropriato per età e condizioni cliniche, ibuprofene. Questi medicinali migliorano il benessere, ma non eliminano il virus e non abbreviano necessariamente la malattia.
La dose deve essere scelta in base all’età e, nei bambini, al peso. Il paracetamolo può danneggiare il fegato se assunto in quantità eccessive o insieme ad altri prodotti che lo contengono. L’ibuprofene può irritare lo stomaco e compromettere la funzione renale, soprattutto in caso di disidratazione, malattia renale o specifiche controindicazioni. Nei bambini non vanno alternati o associati antipiretici senza indicazione del pediatra; l’acido acetilsalicilico non deve essere usato per un’infezione virale nei minori.
I sedativi della tosse e i decongestionanti hanno benefici limitati e possono provocare effetti indesiderati, in particolare nei bambini piccoli. Prima di somministrarli è opportuno chiedere consiglio al medico o al farmacista. Nei bambini di età superiore a un anno una piccola quantità di miele può dare un modesto sollievo alla tosse, ma non cura l’infezione e non deve mai essere somministrata sotto l’anno di età per il rischio di botulismo infantile.
Trattamento delle forme moderate o gravi
Quando il paziente non riesce a bere a sufficienza, i liquidi possono essere somministrati attraverso un sondino o per via endovenosa. Se la saturazione è bassa, viene utilizzata la supplementazione di ossigeno, con modalità scelte in base alla gravità.
Una piccola parte dei pazienti, soprattutto neonati, anziani, immunodepressi o persone con malattie cardiopolmonari, può sviluppare un’insufficienza respiratoria acuta. In questi casi possono essere necessari ossigeno ad alti flussi, supporto ventilatorio non invasivo o, raramente, ventilazione meccanica in terapia intensiva.
I broncodilatatori e i corticosteroidi non sono raccomandati di routine per la bronchiolite o la polmonite virale da hMPV, perché non hanno dimostrato un beneficio generale e possono causare effetti indesiderati. Possono però essere prescritti dal medico quando l’infezione ha scatenato una riacutizzazione di asma o broncopneumopatia cronica ostruttiva. I broncodilatatori possono provocare tremori e aumento della frequenza cardiaca; i corticosteroidi richiedono particolare cautela, soprattutto nelle persone con diabete o altre comorbidità.
Gli antibiotici non agiscono sull’hMPV e non devono essere utilizzati per prevenire una sovrainfezione. Sono indicati soltanto quando il medico sospetta o conferma una concomitante infezione batterica, come alcune forme di polmonite o otite. Un impiego non necessario espone a effetti indesiderati e favorisce la resistenza agli antibiotici.
Antivirali e trattamenti non standard
Non è disponibile un antivirale di efficacia dimostrata e approvato specificamente contro l’hMPV. Farmaci antivirali come la ribavirina e le immunoglobuline sono stati impiegati eccezionalmente in alcuni pazienti gravemente immunocompromessi, ma le evidenze sulla loro efficacia sono limitate. Non rappresentano trattamenti standard e il loro eventuale uso deve essere valutato da specialisti in ambiente ospedaliero, considerando rischi, tossicità e possibili controindicazioni.
I prodotti e i vaccini in fase di sperimentazione non devono essere considerati cure già disponibili. Rimedi omeopatici, antibiotici acquistati senza prescrizione e integratori presentati come antivirali non hanno dimostrato di curare l’infezione e non devono ritardare una valutazione medica necessaria.
Stile di vita e convalescenza
Durante la malattia è consigliabile riposare, bere spesso e consumare pasti leggeri secondo la tolleranza. Nei bambini può essere più semplice offrire piccole quantità di liquidi o latte con maggiore frequenza. È importante evitare fumo, sigarette elettroniche e altri irritanti, che possono accentuare tosse e difficoltà respiratoria. L’attività fisica può essere ripresa gradualmente dopo la scomparsa della febbre e quando respirazione ed energie sono tornate alla normalità.
Controlli e segnali d’allarme
La maggior parte delle persone guarisce senza conseguenze, ma il decorso va rivalutato se i sintomi peggiorano invece di migliorare. Le persone anziane, immunodepresse o affette da malattie croniche dovrebbero contattare il medico precocemente, anche in presenza di disturbi inizialmente moderati.
È necessario richiedere assistenza urgente in caso di:
- respiro molto affannoso, rapido o faticoso;
- colorito bluastro o grigiastro di labbra e volto;
- dolore toracico, confusione, svenimento o sonnolenza insolita;
- incapacità di bere o segni importanti di disidratazione;
- febbre persistente o ricomparsa dopo un iniziale miglioramento;
- peggioramento di asma, BPCO o altre malattie croniche;
- pause respiratorie, difficoltà ad alimentarsi o marcata riduzione dei pannolini bagnati nel neonato.
Anche dopo la guarigione sono possibili nuove infezioni, perché la risposta immunitaria non garantisce una protezione completa e permanente.
Prevenzione
Non esiste alcun vaccino approvato contro il metapneumovirus umano, sebbene siano in corso attività di ricerca.
Fonti e bibliografia
- CDC
- Human Metapneumovirus – Sanaa Uddin; Meagan Thomas
- American Lung Association
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Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.