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In questo periodo l’influenza vera e propria è ancora ai primi passi: i virus influenzali iniziano a circolare, ma in maniera piuttosto limitata. Durante la prima settimana di monitoraggio della stagione influenzale 2024/2025, solo l’1,6% dei campioni analizzati è risultato positivo all’influenza quindi, se senti parlare di “influenza”, è probabile che si tratti più di altri virus respiratori che stanno prendendo piede.

Infatti, a fare da protagonisti al momento sono i Rhinovirus (responsabili di oltre il 17% delle infezioni analizzate), seguiti da Adenovirus e altri virus respiratori come SARS-CoV-2, RSV (virus respiratorio sinciziale) e parainfluenzali. Questi virus, pur non essendo influenza in senso stretto, provocano sintomi simili, come febbre, tosse e raffreddore, che spesso mandano in confusione.

Per questo potresti sentir dire che “gira di tutto”: dai malanni da raffreddamento, spesso legati ai Rhinovirus, a infezioni più fastidiose come quelle causate da SARS-CoV-2 o RSV, che possono colpire più duramente bambini e anziani.

Insomma, se hai sintomi da raffreddore o malesseri stagionali, è probabile che siano causati da uno di questi virus “di compagnia” più che dall’influenza classica, che invece ha iniziato a diffondersi solo ora e di cui ci si aspetta un aumento significativo con l’intensificarsi della stagione fredda.

(Clicca sui link per una descrizione dettagliata, mentre di seguito troverai una panoramica delle diverse infezioni)

Ragazza malata, a letto

Shutterstock/GolubaPhoto

COVID-19

Anche se fortunatamente le conseguenze non sono più gravi come all’inizio della pandemia, il virus responsabile della COVID-19 non se n’è di fatto mai andato e continua a circolare nella popolazione causando periodiche ondate di contagi.

In questo momento in Italia siamo nuovamente in fase crescente, probabilmente a causa della diffusioni di nuove varianti (FLIRT).

Il COVID-19, causato dal coronavirus SARS-CoV-2, presenta una serie di sintomi che possono variare in intensità e durata. Tra i sintomi più comuni si annoverano

Questi sintomi possono essere facilmente confusi con quelli di altre malattie comuni, come raffreddori o influenza (l’unico modo per distinguerli con certezza è sempre il tampone).

La maggior parte delle persone inizia a sentirsi meglio entro pochi giorni o, al più, settimane dall’insorgenza dei primi sintomi, tuttavia in alcuni casi può svilupparsi una forma più grave e di  durata più prolungata (long-covid).

Influenza stagionale

L’influenza stagionale, causata da vari ceppi del virus dell’influenza, è ormai sostanzialmente sparita (come previsto, in concomitanza con l’arrivo della primavera).

L’influenza stagionale è una malattia respiratoria acuta causata dai virus influenzali propriamente detti; a differenza di altre infezioni è caratterizzata da un insorgenza improvvisa e i suoi sintomi principali includono

La febbre è tipicamente alta, persistente per 3-4 giorni, e spesso accompagna la sensazione di freddo. L’influenza può debilitare il sistema immunitario, rendendo l’individuo più suscettibile a infezioni secondarie, come la bronchite o la polmonite, soprattutto nel caso di soggetti anziani, bambini piccoli e persone con patologie croniche.

La trasmissione avviene principalmente per via aerea, tramite goccioline rilasciate quando una persona infetta tossisce o starnutisce, o tramite il contatto diretto con superfici contaminate.

Ogni anno, la composizione del vaccino antinfluenzale viene aggiornata per adattarsi ai ceppi virali più prevalenti e attivi, rendendo la vaccinazione annuale uno strumento chiave per la prevenzione e il controllo dell’influenza stagionale.

La prevenzione include anche pratiche di igiene come il lavaggio frequente delle mani e l’uso di mascherine, soprattutto durante i picchi stagionali di diffusione del virus.

Sindromi parainfluenzali

Le sindromi parainfluenzali, come il comune raffreddore, sono causate da diversi virus, tra cui rinovirus e coronavirus (diversi dal SARS-CoV-2). Queste condizioni sono generalmente lievi, con sintomi che includono naso chiuso, starnuti e mal di gola e una durata che raramente supera qualche giorno.

Gastroenteriti virali

La cosiddetta influenza intestinale, spesso confusa con l’influenza stagionale, è in realtà una gastroenterite virale, generalmente causata da virus come il norovirus o il rotavirus.

Contrariamente all’influenza che colpisce il sistema respiratorio, l’influenza intestinale attacca il sistema digestivo, provocando sintomi come nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, raramente febbre lieve e mal di testa. Questi sintomi possono manifestarsi improvvisamente e variare in intensità.

La disidratazione è l’unico vero rischio, specialmente nei bambini piccoli e negli anziani, a causa della perdita di liquidi e sali minerali dovuta a vomito e diarrea.

La trasmissione avviene principalmente per contatto diretto con una persona infetta o attraverso il consumo di cibo o acqua contaminati.

La prevenzione si basa sull’igiene accurata, in particolare sul lavaggio frequente delle mani, e sulla manipolazione sicura degli alimenti.

Non esistono trattamenti specifici per l’influenza intestinale; pertanto, il riposo e il mantenimento di un adeguato apporto di liquidi sono essenziali per il recupero. In casi di sintomi gravi o persistenti, è importante consultare un medico per prevenire complicazioni.

RSV (virus respiratorio sinciziale)

Il virus respiratorio sinciziale (RSV) è un patogeno comune che causa infezioni respiratorie, soprattutto nei bambini piccoli e negli anziani. È noto per essere uno dei principali responsabili di bronchiolite e polmonite nei bambini sotto i due anni di età. I sintomi del RSV possono variare da lievi a gravi e spesso includono congestione nasale, tosse, febbre, difficoltà respiratorie, e sibili. In alcuni casi, può portare a difficoltà respiratorie più gravi, in particolare nei lattanti e nei bambini con condizioni di salute preesistenti, come malattie cardiache o polmonari croniche.

La trasmissione del RSV avviene attraverso il contatto diretto con le secrezioni respiratorie infette o attraverso il contatto con superfici contaminate. Il virus può sopravvivere per diverse ore su superfici come maniglie delle porte, giocattoli e lenzuola, rendendo la prevenzione tramite igiene regolare e la disinfezione degli oggetti un aspetto cruciale nel limitare la sua diffusione.

Non esiste un trattamento specifico per il RSV, e nella maggior parte dei casi, l’infezione si risolve da sola senza necessità di interventi medici. I bambini con sintomi più gravi possono  tuttavia richiedere cure ospedaliere per il supporto respiratorio e l’idratazione.

La prevenzione del RSV richiede attenzioni igieniche come il lavaggio regolare delle mani, evitare di condividere oggetti personali, e limitare l’esposizione a persone malate, specialmente durante i mesi invernali, quando l’incidenza del RSV è più alta.

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