L’influenza stagionale viene spesso chiamata “australiana” perché le prime notizie sull’andamento dell’epidemia influenzale in un dato anno provengono dall’emisfero australe, in particolare dall’Australia. Questo accade perché le stagioni sono invertite rispetto all’emisfero settentrionale: quando in Europa e Nord America è estate, in Australia è inverno, e quindi l’influenza si manifesta prima lì.
Di conseguenza, l’Australia funge da una sorta di “preavviso” per il resto del mondo su quale ceppo influenzale sarà dominante durante la stagione influenzale nell’emisfero nord. Gli scienziati usano queste informazioni per preparare i vaccini antinfluenzale e adottare misure preventive.
Per questo motivo, anche se l’influenza non è originaria dell’Australia, il termine “influenza australiana” viene spesso usato per riferirsi all’influenza stagionale, in particolare quando si parla delle previsioni o dei ceppi in arrivo.
Cosa ci aspettiamo dall’influenza australiana 2024-2025?

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Anche per la stagione influenzale 2024-2025, è molto probabile che l’influenza si manifesti in anticipo rispetto agli anni pre-COVID.
Quest’anno potrebbe farsi spazio il ceppo H3N2, con il picco che potrebbe verificarsi in dicembre (anziché a nell’anno nuovo, in concomitanza delle festività).
I sintomi caratteristici dell’influenza sono:
- febbre alta a esordio improvviso,
- brividi,
- sintomi respiratori (tosse, mal di gola, starnuti e naso chiuso o che cola),
- stanchezza,
- mal di testa,
- dolori muscolari e articolari.
Soprattutto nei soggetti fragili è come sempre elevato il rischio di complicazioni, tra cui lo sviluppo di pericolose polmoniti, che possono manifestarsi con lo sviluppo di febbre alta, tosse e soprattutto
- difficoltà respiratorie,
- grave malessere generale,
- dolore toracico.
Autore
Dr. Roberto Gindro
DivulgatoreLaurea in Farmacia con lode, PhD in Scienza delle sostanze bioattive.
Fondatore del sito, si occupa ad oggi della supervisione editoriale e scientifica.