Pressione alta e diabete: quando uno più uno fa più di due

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Ipertensione e diabete: quando i problemi raddoppiano

La pressione alta e il diabete di tipo 2 (ma per certi versi anche il tipo 1) sono due condizioni molto comuni – e purtroppo, spesso convivono nello stesso paziente.

Questa “coppia pericolosa” è una delle combinazioni più insidiose per la nostra salute: si rafforzano a vicenda nel danneggiare cuore, reni, occhi e vasi sanguigni, moltiplicando i rischi di complicanze gravi.

Non è un caso se proprio ipertensione e diabete elementi cardine (oltre che diagnostici) della cosiddetta sindrome metabolica, insieme a obesità addominale e alterazioni dei valori dei grassi nel sangue.

Chi ha il diabete ha molte più probabilità di sviluppare anche ipertensione, e viceversa: la pressione alta può favorire l’insulino-resistenza, cioè la difficoltà dell’organismo a usare correttamente l’insulina, ma più in generale condividono numerosi fattori di rischio (sedentarietà, sovrappeso, alimentazione disordinata, …).

Rischio cardiovascolare: 1 + 1 fa più di 2

Glucometro e sfigmomanometro

Sia il diabete che la pressione alta, presi singolarmente, sono fattori di rischio importanti per infarto, ictus, insufficienza renale e altre complicanze. Ma quando sono presenti insieme, il pericolo non si somma, si moltiplica.

  • Ad esempio la nefropatia diabetica (una complicanza renale del diabete) peggiora molto più rapidamente se la pressione arteriosa non è ben controllata.
  • Lo stesso vale per la retinopatia, che può compromettere la vista.

Per questo, nei pazienti diabetici gli obiettivi pressori sono più rigorosi: idealmente sotto i 130/80 mmHg, o almeno sotto i 140/85 se valori più bassi non sono ben tollerati.

Numerosi studi hanno dimostrato che mantenere la pressione sotto controllo in chi ha il diabete riduce significativamente il rischio di eventi cardiovascolari e rallenta il deterioramento della funzione renale.

La buona notizia

La buona notizia è che le condizioni non condividono solo fattori di rischio e complicazioni, ma anche la risposta a un miglioramento dello stile di vita:

Questi cambiamenti, se mantenuti nel tempo, possono abbassare sia la glicemia che la pressione arteriosa, riducendo drasticamente il rischio di complicanze. Anche una perdita di peso modesta, ad esempio del 5-10% del peso iniziale, può avere un impatto significativo, e non serve diventare sportivi professionisti: camminare ogni giorno a passo svelto per mezz’ora può fare una grande differenza.

In altre parole, la stessa strategia che aiuta a controllare il diabete funziona anche contro l’ipertensione, rendendo il percorso più semplice ed efficace.

Farmaci

Sul fronte farmacologico, i medici scelgono con attenzione i farmaci antipertensivi più adatti. In genere si parte con ACE-inibitori o sartani, che oltre ad abbassare la pressione proteggono i reni riducendo la proteinuria (la perdita di proteine nelle urine, segno di danno renale). Spesso è necessario associare altri farmaci, come diuretici a basso dosaggio o calcio-antagonisti, per ottenere un controllo efficace.

Una nota importante riguarda i beta-bloccanti: quelli non selettivi possono mascherare i sintomi dell’ipoglicemia (glicemia troppo bassa), quindi vanno usati con cautela; i beta-bloccanti cardioselettivi, invece, possono essere prescritti in casi specifici (ad esempio una cardiopatia ischemica).

Il quadro completo

Nel paziente “diabetico e iperteso” non basta controllare pressione e glicemia: è fondamentale gestire anche tutti gli altri fattori di rischio, ad esempio il colesterolo LDL va tenuto a livelli molto bassi (spesso con l’uso di statine) e il fumo va abolito..

Trattandosi di pazienti ad alto rischio cardiovascolare si valuta al bisogno l’aggiunta di un antiaggregante (come l’aspirina) per ridurre ulteriormente il pericolo di eventi cardiovascolari.

Un’altra buona notizia

Controllare la pressione in una persona con diabete riduce del 50% il rischio di ictus e scompenso cardiaco, e del 20-25% quello di infarto. In più rallenta la perdita della vista e protegge i reni, riducendo il rischio di arrivare alla dialisi.

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